Europa adieu
Il governo francese ha preso sul serio l’esito del referendum che ha bocciato la Costituzione europea. Così ha deciso di comportarsi come se l’Unione europea non esistesse più, e in questo per la verità non va molto lontano dal vero. Prima ha annunciato, dopo gli attentati di Londra, la sospensione degli accordi di Shengen per la libera circolazione delle persone. Si è trattato di una pura provocazione politica, visto che alle frontiere non si è visto un gendarme che chiedesse i documenti. Poi ha annunciato che stilerà un elenco di imprese e settori “strategici”, nei quali sarà sospeso il diritto, previsto dal trattato europeo sulla libera concorrenza nel mercato interno, di proporre offerte pubbliche di acquisto dall’estero. Così gli altri paesi dell’Unione tornano a essere “stranieri”, e questo viene fatto, più che per ragioni economiche, per dare una soddisfazione ai “sovranisti” che hanno vinto il referendum, nella speranza di convogliarne i suffragi verso i partiti di governo. Infine ieri Dominique de Villepin, con lo slogan “lavorare rende”, ha annunciato una riduzione della tassazione dei redditi da lavoro, a cominciare dall’anno prossimo e senza preoccuparsi per nulla dell’effetto che questo avrà sul rispetto degli ormai dimenticati vincoli di Maastricht.
In questo atteggiamento francese c’è molta strumentalità e molto spirito propagandistico, c’è soprattutto una stridente contraddizione con i giuramenti di convinto europeismo che erano stati pronunciati nella campagna referendaria, e di cui dopo pochi mesi non resta neppure la memoria. Però c’è anche un elemento di realismo, una capacità di decidere senza farsi condizionare dalle pastoie dell’eurocrazia che non si può sottovalutare. I nostri governanti si sono fatti una nomea da euroscettici, ma poi continuano a fare la spola con Bruxelles come se avessero sempre bisogno di un timbro di autorizzazione per le scelte proprie. Gli euroretori francesi, invece, hanno dimostrato una buona dose di cinismo nelle scelte concrete, che suscita invidia.
Ferrara su il Foglio
saluti




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