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Maria Spigonardo per “Il Sole 24 Ore”
In media 51 giorni in un anno. Ammontano a quasi due mesi le assenze di un singolo dipendente, con contratto a tempo indeterminato, della Pubblica amministrazione. Almeno secondo quanto emerge analizzando i dati del "conto annuale 2003" elaborato dalla Ragioneria generale dello Stato. La rilevazione, condotta su un totale di 9.833 enti, mette in evidenza come nel pianeta del pubblico impiego il trend dell'assenteismo rimanga in continua (seppur limitata) crescita: 172 milioni di giorni "persi" nel 2003, oltre 5 milioni in più rispetto all'anno precedente e 6 milioni in più rispetto al 2001.
Di questi 11 milioni non sono stati pagati, con quasi 1,5 milioni dovuti a scioperi. Le restanti giornate sono state consumate in ferie (poco più di 100 milioni), in malattia (40 milioni circa) e permessi (19 milioni).
A mancare all'appello negli uffici pubblici sono state soprattutto le donne. In particolare, dal monitoraggio della Ragioneria generale, emerge che le loro giornate di assenza (tra ferie, malattia e via dicendo) sono arrivate a quota 101 milioni su un totale di 172 milioni. Le donne mostrano poi una spiccata propensione a chiedere permessi retribuiti (il 75% del totale).
Quanto alla classifica, il comparto che appare meno affezionato a Stakanov è quello della scuola e dell'Alta formazione artistica e musicale (Afam): nel 2003, infatti, i dipendenti non sono risultati presenti in ufficio per circa 56 milioni e mezzo di giorni.
l secondo posto della graduatoria si attesta il Servizio sanitario locale (42,5 milioni), seguito da Regioni ed autonomie locali (30 milioni). Staccati dal podio i corpi di polizia (16 milioni), i ministeri, le agenzie e la presidenza del Consiglio (oltre 13 milioni) e le forze armate con 4 milioni e mezzo.
Agli ultimi posti dell'elenco le università (3.649:981) e gli enti pubblici non economici, tra i quali Inps, Inpdap e Inail, con 3.585.132, gli enti di ricerca (875mila), le aziende autonome (266mila) e la magistratura (154mila).
In fondo alla classifica sono i diplomatici e i prefetti che nel 2003 si sono assentati dal lavoro per circa 41mila giorni. A incidere maggiormente sul tasso di mancata presenza al lavoro del comparto scuola e Afam è il personale del ministero dell'Istruzione e dell'Università.
Sul versante della sanità, invece, a risultare maggiormente assenti sono stati i dipendenti delle Asl. Primi fra tutti i medici, che nel 2003 hanno usufruito complessivamente di 3,8 milioni di giorni di ferie, 859mila di malattia, 841mila di permessi. Le giornate di sciopero, invece, sono state circa 16mila.
Sempre nel comparto sanitario i meno presenti, anche in proporzione al numero degli assunti, sono stati i dipendenti che non ricoprono posizioni dirigenziali: nel 2003 non sono risultati in ufficio per oltre 35 milioni di giorni. Quanto alle Regioni e agli enti locali sono più di 30 milioni i giorni di assenza degli addetti di questo comparto, equamente ripartiti tra donne e uomini: 22 milioni solo quelli dei lavoratori comunali.
Sempre nel 2003 i dipendenti dei Corpi di Polizia hanno chiesto circa 10 milioni di giorni di ferie, sui 16 milioni complessivi. Sono stati invece 4 milioni quelli richiesti per malattia, mentre il resto è stato utilizzato in permessi e scioperi. I ministeriali hanno fatto registrare 13,5 milioni di giorni di assenza, di cui 7 milioni di ferie e quasi quattro milioni di malattia. Fanalino di coda i diplomatici che sono andati in ferie per 25mila giorni e sono risultati malati per altri 14mila.




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