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    Lightbulb Re: Rif: 31 dicembre: San Silvestro, Papa e confessore

    1 dicembre 2016…







    1 dicembre
    Guéranger, L'anno liturgico - 1° dicembre
    http://www.unavoce-ve.it/pg-1dic.htm
    http://www.unavoce-ve.it/gueranger.htm







    Sant'Evasio - Sodalitium
    “1° dicembre, Santi Evasio, Proietto e Compagni, Martiri.
    Oggi la Chiesa ricorda il martirio del vescovo Sant’Evasio, patrono della Città e della Diocesi di Casale Monferrato, del diacono San Proietto e di altri 145 fedeli.
    Mira, Evasio, a’ tuoi piedi affollate
    De’ tuoi figli le turbe gementi;
    Come un giorno le turbe assetate
    S’affollaron intorno a Gesù;
    Fin da lungi accorron fidenti;
    Qui pur giungon dai colle, dal piano,
    Ah! li guarda benigno, la mano
    A lor porgi, li scampi quaggiù.”




















    Carlo Di Pietro - Giornalista e Scrittore
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.

    Amen.
    Eterno Padre, intendo onorare santa Natalia, e Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi le avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questa Santa, ed a lei affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, santa Natalia possa essere mia avvocata e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.
    #sdgcdpr
    #DonneDiSuccesso.”




















    Radio Spada
    "Radio Spada è un sito di controinformazione cattolico http://www.radiospada.org e una casa editrice http://www.edizioniradiospada.com"

    “1° DICEMBRE 2016: giovedì della prima settimana di Avvento.
    La Chiesa Romana non celebra in questo giorno la festa particolare di nessun Santo e recita semplicemente l'Ufficio della Feria, a meno che non capiti proprio oggi la prima Domenica di Avvento. In questo caso, si dovrà ricorrere al Proprio del Tempo, dove si trova per disteso l'Ufficio di questa Domenica.
    Ma se il 1° dicembre è una semplice Feria dell'Avvento, si potranno cominciare fin da oggi a considerare, con spirito di fede, i preludi della misericordiosa Venuta del Salvatore degli uomini.
    Migliaia d'anni d'attesa hanno preceduto questa Venuta, e sono raffigurati nelle quattro Settimane che dobbiamo percorrere prima di giungere alla gloriosa Natività del nostro Salvatore. Consideriamo la religiosa impazienza nella quale sono vissuti tutti i Santi dell'Antica Alleanza, che si tramandavano di generazione in generazione una speranza di cui non potevano che salutare da lontano il divino oggetto. Percorriamo con il pensiero la lunga sequela dei testimoni della promessa: Adamo e i primi Patriarchi anteriori al diluvio; Noè, Abramo, Isacco, Giacobbe e i dodici Patriarchi del popolo ebreo; Mosè, Samuele, David e Salomone; quindi i Profeti e i Maccabei; e arriviamo a Giovanni Battista e ai suoi discepoli. Sono i Santi avi di cui il libro dell'Ecclesiastico ci dice: Lodiamo i nostri padri, questi uomini pieni di gloria di cui siamo i discendenti (Eccli 44,1), e di cui l'Apostolo dice agli Ebrei: "Questi hanno reso testimonianza alla fede, ma non hanno conseguito la promessa, avendo Dio disposto qualche cosa di meglio per noi, affinché non ottenessero la perfezione senza di noi" (Ebr 11,39-40).
    Rendiamo omaggio alla loro fede, glorifichiamoli come i nostri veri Padri in quella stessa fede per la quale hanno meritato che il Signore, il quale li ha provati, si ricordasse infine delle sue promesse; onoriamoli anche come gli antenati del Messia secondo la carne. Ascoltiamo il loro ultimo grido sul letto di morte, la solenne invocazione che rivolgono a Colui che solo poteva distruggere la morte: O Signore, aspetterò la tua salvezza! Salutare tuum exspectabo, Domine! È Giacobbe stesso, nella sua ultima ora, che sospende per un istante le Benedizioni profetiche che spande sui propri figli, per gettare verso Dio questa esclamazione (Gen 49,18).
    Tutti quei santi uomini, uscendo da questa vita, avrebbero atteso, lungi dalla Luce eterna, Colui che doveva apparire a suo tempo e riaprire la porta del cielo. Contempliamoli nel luogo di attesa, e rendiamo gloria e amore al Dio che ci ha guidati alla sua mirabile luce, senza farci passare attraverso quelle ombre; ma preghiamo ardentemente per la venuta del Liberatore che spalancherà, con la sua croce, le porte della prigione, e la illuminerà con i raggi della sua gloria. E poiché in questo sacro tempo la Chiesa, per bocca nostra, usa così spesso le espressioni di questi Padri del popolo Cristiano per chiamare il Messia, rivolgiamoci anche ad essi per essere aiutati dalla loro intercessione nella grande opera della preparazione dei nostri cuori a Colui che deve venire.
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p. 255-256.”









    “Il 1 dicembre 1521 muore S.S. Papa Leone X de' Medici, Sommo Pontefice (qui ritratto con gli eminentissimi cardinali cugini Giuliano de' Medici e Luigi de' Rossi)”

















    In Ricordo di Edmund Campion (Londra, 24 gennaio 1540 – Tyburn, 1º dicembre 1581): missionario inglese della Compagnia di Gesù, martire per la vera fede, per la Verità, per il Santo Sacrificio della Messa, per il Papa e la Chiesa Cattolica, l'unica vera Chiesa di Cristo:





    "(...) Edmondo Campion, Martire, gesuita
    1 dicembre
    Londra, 24 gennaio 1540 - 1 dicembre 1581

    Nato da famiglia cattolica, dovette abiurare alla sua fede e diventare protestante riconoscendo la Regina capo della Chiesa per poter studiare all’università di Oxford, dove si distinse come eccezionale oratore. Ma procedendo negli studi si convinse che la religione anglicana deformava l’immagine originaria della Chiesa. Si decise così a partire per l’esilio in Irlanda, pur di poter ritornare Cattolico. Ma nonostante camuffato, fu riconosciuto e perseguitato. Ciò nonostante entra nei Gesuiti nella provincia austriaca di Praga. Di li fu inviato temerariamente proprio nella nativa Inghilterra a predicarvi il Cattolicesimo. Entrò nella sua terra pubblicando una audace lettera intitolata “sfida” rivolta ai Teologi protestanti, che ne rimasero fortemente impressionati. Utilizzando la recente invenzione della stampa diffuse 400 copie (per allora tantissime!) di un testo intitolato “le dieci ragioni per essere cattolico”. Questo libro lo costrinse nuovamente all’esilio. Ma una spia lo fece catturare a Norfolk, per essere imprigionato nella torre di Londra, dove l’alternarsi di promesse economiche e di torture al cavalletto non riuscirono a farlo abiurare. Una pubblica disputa con i Teologi protestanti aumentò il suo prestigio pubblico, fino a che un processo istruito con testimoni falsi prezzolati lo imputò di congiura contro la Regina. Fu così legato a un cavallo che lo trascinò come una carrozza correndo per le via di Londra, fino a che si avviò alla ghigliottina pregando per la salvezza della Regina.
    Emblema: Palma
    Martirologio Romano: A Londra sempre in Inghilterra, santi Edmondo Campion, Rodolfo Sherwin e Alessandro Briant, sacerdoti e martiri sotto la regina Elisabetta I, insigni per ingegno e fortezza nella fede. Sant’Edmondo, che fin da giovane aveva fatto professione di fede cattolica, ammesso a Roma nella Compagnia di Gesù e ordinato sacerdote a Praga, tornò in patria, dove, per essersi adoperato nel confortare gli animi dei fedeli con la sua parola e i suoi scritti, fu ucciso, dopo molti tormenti, a Tyburn. Insieme a lui subirono gli stessi supplizi i santi Rodolfo e Alessandro, il secondo dei quali ottenne in carcere di essere ammesso nella Compagnia di Gesù.
    Visse nel triste periodo della Riforma Anglicana, sotto il regno della scismatica regina Elisabetta I; nacque a Londra il 25 gennaio 1540 da agiati genitori, inizialmente cattolici e poi passati al protestantesimo.
    Educato con questi indirizzi, frequentò prestigiose Scuole di Londra, la sua evidente perspicacia negli studi si evidenziò con alcuni discorsi da lui preparati e tenuti in occasione di importanti avvenimenti del tempo, come l’ingresso a Londra della regina Maria Tudor nel 1553, che gli aprì le porte del collegio universitario di Oxford, i compagni di studio, per le sue qualità, si raccolsero intorno a lui sotto il nome di “campionisti”.
    Dovette adattarsi alla situazione religiosa per cui già nel 1564, prestò il giuramento anticattolico riconoscendo la supremazia religiosa della regina; dovendo in quello stesso anno dedicarsi agli studi di filosofia aristotelica, di teologia e dei Santi padri, scoprì che l’anglicanesimo non era altro che una deformazione dell’antica fede che aveva resa grande l’Inghilterra.
    Si sentì profondamente a disagio quando il vescovo anglicano di Gloucester, avendolo conosciuto, desiderò che diventasse suo successore e quindi lo ordinò diacono, ma quella ordinazione turbò profondamente Edmondo, procurandogli cocenti rimorsi, cosicché abbandonò il servizio religioso protestante, gli studi e le altre cariche e il 1° agosto 1569 lasciò Oxford per Dublino nell’Irlanda cattolica, dove professò apertamente il cattolicesimo.
    Sentendosi ricercato dai fedeli alla regina, si rifugiò a Douai in Francia, per entrare in seminario e completare gli studi teologici. Riconciliato con la Chiesa fu ordinato suddiacono, poi entrò nella Compagnia di Gesù nel 1573, dove fu accettato e destinato alla provincia austriaca dell’Ordine.
    Insegnò nel Collegio di Praga, fu ordinato sacerdote nel 1578 e si dedicò valentemente alla predicazione, in questo periodo scrive varie opere letterarie di religione. Nel 1580 viene destinato alla Missione inglese con sua grande gioia e dopo essere stato ricevuto in udienza dal papa insieme ad un compagno Roberto Persons, il 18 aprile si avviarono verso questa nuova meta di apostolato.
    Saputo che in Inghilterra erano già informati del loro arrivo, poterono sbarcare solo con stratagemmi e travestimenti, il 26 giugno si rifugiò a Londra presso amici. Un suo discorso pronunciato il giorno della festa di s. Pietro, ebbe una grande eco nel regno, la stessa regina Elisabetta irritata, diede ordine di prendere l’autore che si teneva nascosto.
    Necessariamente dovette lasciare Londra e intraprese il suo ministero in forma itinerante, spostandosi da un paese all’altro per le varie Contee del regno. Rilasciò una ‘dichiarazione’ in cui spiegava la spiritualità della sua missione, chiedendo di poter avere dei confronti con i lords, con i professori universitari e con persone esperte di diritto civile ed ecclesiastico. Inoltre dichiarava l’intento dei gesuiti a voler tentare tutto per riportare la fede cattolica, anche a costo della loro vita.
    Questa ‘dichiarazione’ divenne pubblica e se da un lato confortò i cattolici, dall’altro provocò la reazione degli scismatici e le prigioni si riempirono di persone fedeli a Roma. Il Campion fece di più, il 29 giugno 1581 sui banchi della chiesa di s. Maria ad Oxford si trovarono 400 copie di un opuscolo da lui fatto stampare di nascosto, in cui dopo aver esposto le contraddizioni dell’anglicanesimo, invitava la regina a ritornare nella Chiesa.
    Il 16 luglio tradito da tale Giorgio Eliot, fu preso dopo aver celebrato la s. Messa nella casa della signora Yate; tre giorni dopo fu condotto alla Torre di Londra, legato all’incontrario su un cavallo, con la scritta sulla testa “Campion il gesuita sedizioso”, fu processato con la presenza della stessa regina e inutili furono tutti i tentativi di fargli riconoscere la supremazia reale in religione, nonostante le torture a cui fu sottoposto e le lusinghiere offerte della regina.
    La folla partecipava al processo e veniva colpita favorevolmente dalle sue argomentazioni; comunque riconosciuto colpevole di essere entrato in Inghilterra di nascosto con finalità sovversive, fu condannato a morte. Salì il patibolo dell’impiccagione il 1° dicembre 1581 e già con il cappio al collo, esternò il suo rispetto alla regina e alla sua autorità affermando ancora una volta davanti ad una grande folla, di morire nella vera fede cattolica e romana.
    Il suo culto fu confermato da papa Leone XIII il 9 dicembre 1886, beatificato da papa Pio XI il 15 dicembre 1929 (...)
    Autore: Antonio Borrelli"




























    1 dicembre
    Guéranger, L'anno liturgico - 1° dicembre

    Santa Bibiana, vergine e martire, 2 dicembre
    San Francesco Saverio confessore, apostolo delle Indie, 3 dicembre
    San Pier Crisologo, vescovo e dottore della Chiesa, 4 dicembre
    Santa Barbara, vergine e martire, lo stesso giorno
    Commemorazione di san Saba Abate, 5 dicembre
    San Nicola, vescovo di Mira e confessore, 6 dicembre
    Sant'Ambrogio, vescovo e dottore, 7 dicembre
    Immacolata concezione della Santissima Vergine, 8 dicembre
    9 dicembre
    San Melchiade, papa e martire, 10 dicembre
    San Damaso, papa e confessore, 11 dicembre
    12 dicembre
    Santa Lucia, vergine e martire, 13 dicembre
    Sant'Odilia, vergine e Badessa, lo stesso giorno
    14 dicembre
    15 dicembre
    Sant'Eusebio, vescovo di Vercelli e martire, 16 dicembre
    Inizio delle grandi antifone, 17 dicembre
    I antifona
    II antifona, 18 dicembre
    III antifona, 19 dicembre
    IV antifona, 20 dicembre
    San Tommaso apostolo, 21 dicembre
    V antifona, lo stesso giorno
    VI antifona, 22 dicembre
    VII antifona, 23 dicembre
    24 dicembre
    La Vigilia di Natale, 24 dicembre
    TEMPO DI NATALE
    Capitolo I - Storia del Tempo di Natale
    Capitolo II - Mistica del Tempo di Natale
    Capitolo III - Pratica del Tempo di Natale
    Il santo giorno di Natale
    Prima dell’ufficio della notte
    Messa di Mezzanotte
    Messa dell’aurora
    Messa del giorno
    Santo Stefano Protomartire, 26 Dicembre
    San Giovanni apostolo ed evangelista, 27 Dicembre
    I santi Innocenti, 28 dicembre
    Domenica nell’Ottava di Natale
    San Tommaso vescovo di Cantorbery e martire, 29 dicembre
    San Silvestro papa e martire, 31 dicembre








    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

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  2. #122
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    DICEMBRE 2017...



    Novena dell'Immacolata Concezione - Sodalitium
    "Dal 29 novembre al 7 dicembre: novena dell’Immacolata Concezione

    I – Eterno divin Padre, io vi adoro profondamente, e con tutto il mio cuore vi ringrazio per quella somma potenza con cui avete preservata Maria Vergine, vostra dilettissima Figlia, dal peccato originale. Un Pater e 4 Ave e un Gloria, dicendo al principio di ciascuna Ave: “Sia benedetta la Santa e Immacolata Concezione della Beatissima Vergine Maria, Madre di Dio” oppure da “O Maria, concepita senza peccato pregate per noi che ricorriamo a voi”.
    II – Eterno divin Figlio, io vi adoro profonda- mente, e con tutto il mio cuore vi ringrazio per quella infinita sapienza con cui avete preservata Maria Vergine, Vostra vera e dolcissima Madre, dalla colpa originale. Un Pater e 4 Ave e un Gloria, dicendo al principio di ciascuna Ave: “Sia benedetta la Santa e Immacolata Concezione della Beatissima Vergine Maria, Madre di Dio” oppure da “O Maria, concepita senza peccato pregate per noi che ricorriamo a voi”.
    III – Eterno divino Spirito, io vi adoro profondamente, e con tutto il mio cuore vi ringrazio per quell’immenso amore con cui avete preservata Maria Vergine, vostra purissima Sposa, dalla colpa originale. Un Pater e 4 Ave e un Gloria, dicendo al principio di ciascuna Ave: “Sia benedetta la Santa e Immacolata Concezione della Beatissima Vergine Maria, Madre di Dio” oppure da “O Maria, concepita senza peccato pregate per noi che ricorriamo a voi”.
    S.S. Trinità, io vi adoro profondamente, e con tutto il mio cuore vi ringrazio del singolare privilegio concesso alla benedetta e gloriosa Sant’Anna, l’unica fra tutte le Madri, umanamente feconde, che abbiano dato alla luce una prole del tutto esente dalla colpa d’origine. Tre Gloria.

    Tota pulchra es, Maria. Et macula originalis non est in Te.Tu gloria Ierusalem. Tu laetitia Israel. Tu honorificentia populi nostri. Tu advocata peccatorum. O Maria, O Maria. Virgo prudentissima. Mater clementissima. Ora pro nobis. Intercede pro nobis. Ad Dominum Iesum Christum.

    V. Ora pro nobis, Virgo immaculáta.
    R. Ut digni efficiámur promissiónibus Christi.

    Orémus – Deus, qui per Immaculátam Vírginis Conceptiónem dignum Fílio tuo habitáculum preparásti; quaesumus: ut, qui ex morte eiúsdem Fílii tui prævísa, eam ab omni labe præservásti, nos quoque mundos eius intercessióne ad te perveníre concédas. Per eúmdem Dóminum nostrum Iesum Christum Fílium tuum, qui tecum vívit et regnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia saecula sæculórum."







    1 DICEMBRE 2017...




    Sant'Evasio - Sodalitium
    "1° dicembre, Sant’Evasio, Proietto e Compagni, Martiri. Oggi la Chiesa ricorda il martirio del vescovo Sant’Evasio, patrono della Città e della Diocesi di Casale Monferrato, del diacono San Proietto e di altri 145 fedeli.


    Mira, Evasio, a’ tuoi piedi affollate
    De’ tuoi figli le turbe gementi;
    Come un giorno le turbe assetate
    S’affollaron intorno a Gesù;
    Fin da lungi accorron fidenti;
    Qui pur giungon dai colle, dal piano,
    Ah! li guarda benigno, la mano
    A lor porgi, li scampi quaggiù."










    Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale
    Edizioni Radio Spada - Home
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf
    “1° DICEMBRE 2017: venerdì della XXVII settimana dopo Pentecoste.”







    “Il 1 dicembre 1521 muore S.S. Papa Leone X de' Medici, Sommo Pontefice (qui ritratto con gli eminentissimi cardinali cugini Giuliano de' Medici e Luigi de' Rossi)”



    In Ricordo di Edmund Campion (Londra, 24 gennaio 1540 – Tyburn, 1º dicembre 1581): missionario inglese della Compagnia di Gesù, martire per la vera fede, per la Verità, per il Santo Sacrificio della Messa, per il Papa e la Chiesa Cattolica, l'unica vera Chiesa di Cristo:



    https://www.radiospada.org/2016/06/e...ita-e-martire/






    https://www.facebook.com/SaintAmedee/
    Ligue Saint Amédée
    "1 Décembre : Saint Éloi, Évêque de Noyon (590-659)."








    Luca, Sursum Corda!








    2 DICEMBRE 2017: SANTA BIBIANA, VERGINE E MARTIRE...




    http://www.unavoce-ve.it/pg-2dic.htm



    Santa Bibiana - Sodalitium
    "2 dicembre, Santa Bibiana, Vergine e Martire.

    “A Roma la passione di santa Bibiàna, Vergine e Martire, la quale, sotto il sacrilego Imperatore Giuliano, fu per Cristo percossa con flagelli piombati, finché non rese lo spirito”.
    O Signore Gesù che nel martirio della tua serva Bibiana, ci hai dato un saggio mirabile di fortezza e di amor di Dio, fa’ che esercitando noi pure queste virtù, arriviamo un giorno a goderti nel cielo. Per Cristo nostro Signore."







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    Edizioni Radio Spada - Home
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf
    "2 DICEMBRE SANTA BIBIANA, VERGINE E MARTIRE."
    "Il 2 dicembre 1547 moriva Hernán Cortés Monroy Pizarro Altamirano, conquistatore del Messico azteco. La sua opera aprì la strada ai missionari del Vangelo di Cristo, apportatore di civiltà e salvezza."





    https://www.facebook.com/SaintAmedee/
    Ligue Saint Amédée
    "2 Décembre : Sainte Bibiane, Vierge et Martyre († 363)."









    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

  3. #123
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    3 DICEMBRE 2017: SAN FRANCESCO SAVERIO CONFESSORE, APOSTOLO DELLE INDIE; PRIMA DOMENICA DI AVVENTO…



    "AVVENTO
    Capitolo I - Storia dell’Avvento
    Guéranger, L'anno liturgico - Capitolo primo. Storia dell'Avvento
    http://www.unavoce-ve.it/pg-avvento-st.htm
    Capitolo II - Mistica dell’Avvento
    Guéranger, L'anno liturgico - Capitolo secondo. Mistica dell'Avvento
    http://www.unavoce-ve.it/pg-avvento-mist.htm
    Capitolo III - Pratica dell’Avvento
    Guéranger, L'anno liturgico - Capitolo terzo. Pratica dell'Avvento
    http://www.unavoce-ve.it/pg-avvento-pr.htm
    PROPRIO DEL TEMPO
    Prima domenica di Avvento
    Guéranger, L'anno liturgico - Prima Domenica di Avvento
    http://www.unavoce-ve.it/pg-avvento-dom1.htm

    http://www.unavoce-ve.it/mr-adv-dom1=lat.htm"

    Guéranger, L'anno liturgico - San Francesco Saverio Confessore, Apostolo  delle Indie
    http://www.unavoce-ve.it/pg-3dic.htm
    “3 DICEMBRE SAN FRANCESCO SAVERIO CONFESSORE, APOSTOLO DELLE INDIE.”




    https://forum.termometropolitico.it/...i-avvento.html





    Santa Messa domenicale di don Florian Abrahamovicz a Paese (TV) oggi 3 dicembre 2017, Prima domenica di Avvento:




    "I domenica d'Avvento (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=_eQJLAOfcIA
    I domenica d'Avvento (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=XhklGA5nSF8
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    SANTA MESSA - domusmarcellefebvre110815
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php







    http://www.centrostudifederici.org/i...nno-liturgico/
    "Il nuovo anno liturgico

    3 dicembre 2017
    Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova Insorgenza
    Il nuovo anno liturgico
    Con la prima domenica d’Avvento è iniziato il nuovo anno liturgico di Santa Romana Chiesa: auguri a tutti!"






    Dell'Avvento - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/dellavvento/
    “Catechismo Maggiore di San Pio X – Dell’Avvento.

    1 D. Perché si chiamano Avvento le quattro settimane che precedono la solennità del santo Natale?
    R. Le quattro settimane che precedono la solennità del santo Natale si chiamano Avvento, che vuoi dire venuta, perché in questo tempo la Chiesa ci dispone a celebrare degnamente la memoria della prima venuta di Gesù Cristo in questo mondo colla sua nascita temporale.
    2 D. Che cosa ci propone la santa Chiesa a considerare nell’Avvento?
    R. La Chiesa nell’Avvento ci propone a considerare quattro cose:
    1.le promesse che Dio aveva fatte di mandarci il Messia per la nostra salute;
    2.le brame degli antichi Padri, che ne sospiravano la venuta;
    3.la predicazione di S. Giovanni Battista, che esortata il popolo a far penitenza per disporlo a ricevere il Messia;
    4.l’ultima venuta di Gesù Cristo nella sua gloria per giudicare i vivi ed i morti.
    3 D. Che cosa dobbiamo noi fare nell’Avvento per secondare le intenzioni della Chiesa?
    R. Per secondare le intenzioni della Chiesa, nell’Avvento dobbiamo fare cinque cose:
    1.meditare con viva fede e con ardente amore il grande beneficio dell’incarnazione del Figliuolo di Dio;
    2.riconoscere la nostra miseria e il sommo bisogno che abbiamo di Gesù Cristo;
    3.pregarlo istantemente che venga a nascere e crescere spiritualmente in noi colla sua grazia;
    4.preparargli la strada colle opere di penitenza, e specialmente col frequentare i santi sacramenti;
    5.pensar sovente all’ultima terribile sua venuta, e in vista di questa conformare la nostra alla sua santissima vita per poter essere con Lui a parte della sua gloria.”







    “Novena all’Immacolata Concezione (29 novembre – 7 dicembre)”
    Novena dell'Immacolata Concezione - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/novena-del...ta-concezione/







    San Francesco Saverio - Sodalitiumhttp://www.sodalitium.biz/san-francesco-saverio/
    “3 dicembre, San Francesco Saverio, Confessore (Javier, 7 aprile 1506 – Isola di Sancian, 3 dicembre 1552).

    “San Francésco Savério, Sacerdote della Compagnia di Gesù e Confessore, Apostolo delle Indie, celeste Patrono della Con gregazione e dell’opera della Propagazione della Fede e di tutte le Missioni; il quale si riposò in pace nel giorno precedente”.
    O grande apostolo delle Indie, San Francesco Saverio, al cui zelo mirabile per la salute delle anime sembravano angusti i confini della terra: voi, che acceso di ardente carità verso Dio, eravate costretto di pregare il Signore di moderarne gli ardori, che doveste tanti frutti di apostolato al totale vostro distacco da ogni cosa terrena, ed all’illuminato abbandono di voi stesso nelle mani della Provvidenza; deh! impetrate a me pure quelle virtù, che in voi risplendettero così eminenti, e fate anche di me, in quel modo che il Signore vorrà, un apostolo. Così sia.”







    http://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/






    Ligue Saint Amédée
    http://www.saintamedee.ch/
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/
    “3 Décembre : Saint François Xavier, Apôtre des Indes et du Japon (1506-1552).”






    “Premier Dimanche de l'Avent.”






    “Sermon du Père Joseph-Marie Mercier pour le Premier Dimanche de l'Avent (2016)
    http://prieure2bethleem.org/predica/2016_11_27.mp3”












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    "3 DICEMBRE 2017: SAN FRANCESCO SAVERIO CONFESSORE, APOSTOLO DELLE indie."






    "3 dicembre 2017: PRIMA DOMENICA DI AVVENTO."













    Guéranger, L'anno liturgico - San Francesco Saverio Confessore, Apostolo  delle Indie
    http://www.unavoce-ve.it/pg-3dic.htm
    "3 DICEMBRE SAN FRANCESCO SAVERIO CONFESSORE, APOSTOLO DELLE INDIE.

    Gli Apostoli furono gli antesignani della Venuta del Cristo; era dunque giusto che al tempo dell'Avvento non mancasse la commemorazione di qualcuno di essi. La divina Provvidenza vi ha provveduto. Senza parlare di sant'Andrea, la cui festa è spesso già passata quando si apre il tempo dell'Avvento, s'incontra immancabilmente ogni anno san Tommaso all'approssimarsi del Natale. Diremo più avanti perché egli ha ottenuto questo posto in preferenza degli altri Apostoli; qui vogliamo solo insistere sulla convenienza la quale sembrava esigere che il Collegio Apostolico fornisse almeno uno dei suoi membri per annunciare, in questa parte del Ciclo cattolico, la venuta del Redentore. Ma Dio non ha voluto che il primo apostolato fosse il solo ad apparire all'inizio del Calendario liturgico; grande è pure, benché inferiore, la gloria di quel secondo Apostolato per il quale la Sposa di Gesù Cristo moltiplica ancora i suoi figli, in una feconda vecchiaia, come dice il Salmista (Sal 91,15). Vi sono ancora oggi dei Gentili da evangelizzare; la venuta del Messia è ben lontana dall'essere stata annunciata a tutti i popoli; ma, tra i valenti messaggeri del Verbo che, in questi ultimi secoli, hanno fatto risonare la loro voce in mezzo alle genti infedeli, non ve n'è alcuna che abbia brillato di più vivo splendore, che abbia operato maggiori prodigi e che si sia mostrata più somigliante ai primi Apostoli, del recente Apostolo delle Indie, san Francesco Saverio.

    E certo, la vita e l'apostolato di quest'uomo meraviglioso furono l'oggetto di un grande trionfo per la nostra santa Madre la Chiesa Cattolica nel tempo in cui risplendettero. L'eresia, sostenuta in tutti i modi dalla falsa scienza, dalla politica, dalla cupidigia e da tutte le cattive passioni del cuore umano, sembrava giunta al momento della vittoria. Nel suo audace e sfrenato linguaggio, essa parlava sol più con profondo disprezzo di quella antica Chiesa fondata sulle promesse di Gesù Cristo; la denunciava alle genti, ed osava chiamarla la prostituta di Babilonia, come se i vizi dei figli potessero oscurare la purezza della madre. Infine Dio si mostrò, e d'improvviso il suolo della Chiesa apparve coperto dei più mirabili frutti di santità. Gli eroi e le eroine si moltiplicarono dal seno stesso di quella sterilità che era solo apparente, e mentre i pretesi riformatori si mostravano i più viziosi degli uomini, l'Italia e la Spaglia da sole brillavano d'uno splendore incomparabile per i capolavori di santità che si produssero nel loro seno.

    Oggi è san Francesco Saverio, ma più d'una volta nell'Anno, ci troveremo a festeggiare i nobili compagni e le illustri compagne che la grazia divina gli ha suscitati: di modo che il XVI secolo non ebbe nulla da invidiare ai secoli più favoriti delle meraviglie della santità. Certo, non si preoccupavano molto della salvezza degli infedeli quei sedicenti riformatori che pensavano solo a distruggere i1 vero Cristianesimo sotto le rovine dei suoi templi; e appunto in quello stesso momento una società d'apostoli si offriva al Pontefice romano per andare a stabilire la fede presso i popoli più immersi nelle ombre della morte. Ma, fra tutti questi apostoli, come abbiamo detto, nessuno ha realizzato il tipo primitivo allo stesso grado del discepolo di Ignazio. Nulla gli è mancato, né la vasta estensione dei paesi solcati dal suo zelo, né le migliaia d'infedeli che ha battezzati con il suo braccio infaticabile, né i prodigi di ogni specie che lo mostrarono agli infedeli come segnato del sigillo che avevano ricevuto quelli di cui la santa Liturgia dice: "Questi sono coloro che, vivendo ancora nella carne, sono stati i piantatori della Chiesa". L'Oriente ha dunque visto, nel XVI secolo, un Apostolo venuto da Roma sempre santa, e il cui carattere e le cui opere richiamavano lo splendore di cui brillarono coloro che Gesù aveva egli stesso mandati. Sia dunque gloria al divino Sposo che ha vendicato l'onore della sua Sposa, suscitando Francesco Saverio e presentandoci in lui un'idea di ciò che furono, in seno al mondo pagano, gli uomini che egli aveva incaricati di promulgare il suo Vangelo.

    VITA. - San Francesco nacque in Navarra nel 1506. Conobbe a Parigi sant'Ignazio di Loiola con il quale si legò in santa amicizia. Quando fu fondata la Compagnia di Gesù, Ignazio lo mandò nelle Indie nel 1542. Fu celebre per il suo spirito di preghiera, per la sua grande mortificazione, per il dono dei miracoli e per le innumerevoli conversioni che operò con la predicazione presso gl'infedeli. Morì nell'isola di Sanciano il 2 dicembre 1552. Il Suo corpo riposa a Goa (Indie) e il suo braccio destro è venerato nella chiesa del Gesù a Roma. San Francesco Saverio è patrono della Propagazione della Fede.

    Glorioso apostolo di Gesù Cristo che hai illuminato della sua luce le genti sedute nelle ombre della morte, noi, Cristiani indegni, ci rivolgiamo a te, affinché con quella stessa carità che ti portò a sacrificare tutto per evangelizzare le genti, ti degni di preparare i nostri cuori a ricevere la visita del Salvatore che la nostra fede attende e che il nostro amore desidera. Tu fosti il padre delle genti infedeli; sii anche il protettore del popolo dei credenti, nei giorni in cui ci troviamo. Prima di avere ancora contemplato con i tuoi occhi il salvatore Gesù, lo facesti conoscere a innumerevoli popoli. Ora che lo vedi faccia a faccia ottieni che anche noi lo possiamo vedere, quando apparirà, con la fede semplice e ardente dei Magi dell'Oriente, primizie gloriose delle genti che tu sei andato ad iniziare alla luce mirabile (1Pt 2,9).

    Ricordati anche, o grande Apostolo, di quelle stesse genti che hai evangelizzate, e presso le quali la parola di vita, per un terribile giudizio di Dio, ha cessato di essere feconda. Prega per il vasto impero della Cina che il tuo sguardo salutava morendo, e al quale non fu dato di sentire la tua parola. Prega per il Giappone, diletta piantagione che il cinghiale di cui parla il Salmista ha cosi orribilmente devastata. Ottieni che il sangue dei Martiri che vi fu sparso come l'acqua, fecondi finalmente questa terra. Benedici anche, o Saverio, tutte le Missioni che la nostra santa Madre Chiesa ha intraprese, nelle regioni in cui la Croce ancora non trionfa. Che i cuori degli infedeli si aprano alla luminosa semplicità della fede; che il seme fruttifichi al centuplo; che il numero dei nuovi apostoli, tuoi successori, vada sempre crescendo; che il loro zelo e la loro carità non vengano mai meno; che i loro sudori diventino fecondi e che la corona del loro martirio sia non solo la ricompensa, ma il complemento e l'ultima vittoria del loro apostolato. Ricordati, dinanzi al Signore, degli innumerevoli membri di quell'associazione per la quale Gesù Cristo è annunciato in tutta la terra, e che si è posta sotto il tuo patrocinio. Prega infine con cuore filiale per la santa Compagnia della quale sei la gloria e la speranza. Che essa fiorisca sempre più sotto il vento della tribolazione che non le è mai mancato, che si moltiplichi affinché per essa siano moltiplicati i figli di Dio, che abbia sempre al servizio del popolo cristiano numerosi Apostoli e savi Dottori, e non porti invano il nome di Gesù.

    Consideriamo lo stato miserevole del genere umano nel momento in cui apparirà Cristo. L'affievolirsi delle verità sulla terra è crudelmente espresso dal diminuire della luce materiale in questi giorni. Le antiche tradizioni si vanno spegnendo da ogni parte; il Dio creatore di tutte le cose è misconosciuto nell'opera stessa delle sue mani, e tutto è diventato Dio, eccetto il Dio che tutto ha fatto. Questo orrido Panteismo distrugge la morale pubblica e privata. Tutti i diritti, fuorché quello del più forte, sono dimenticati; la voluttà, la cupidigia, il saccheggio siedono sugli altari e ricevono l'incenso. La famiglia è distrutta dal divorzio e dall'infanticidio; la stirpe umana è degradata in massa dalla schiavitù, e anche le nazioni periscono con le guerre di sterminio. Il genere umano non ne può più, e se la mano che l'ha creato non viene nuovamente in suo aiuto, deve inevitabilmente soccombere in una vergognosa e sanguinosa dissoluzione. I giusti che ancora conta e che lottano contro il torrente e la degradazione universale, non lo salveranno, perché sono disprezzati dagli uomini, e i loro meriti non potrebbero, dinanzi a Dio, coprire l'orribile lebbra che divora la terra. Più criminale ancora che nei giorni del diluvio, ogni carne ha corrotto la sua via; nondimeno, un secondo sterminio non servirebbe che a manifestare la giustizia di Dio; è tempo che venga sulla terra un diluvio di misericordia, e che colui che ha creato il genere umano discenda per guarirlo. Appari dunque, o figlio eterno di Dio. Vieni a rianimare quel cadavere, a guarire tante piaghe; a lavare tante sozzure, a rendere sovrabbondante la grazia là dove abbonda il peccato; e quando avrai convertito il mondo alla tua santa legge, allora avrai mostrato a tutti i secoli futuri che tu stesso o Verbo del Padre, sei venuto: perché se solo un Dio ha potuto creare il mondo, non c'era che l'onnipotenza d'un Dio che potesse restituirlo alla santità, dopo averlo strappato a Satana e al peccato.
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p. 259-263."



    Guéranger, L'anno liturgico - Prima Domenica di Avvento
    http://www.unavoce-ve.it/pg-avvento-dom1.htm
    “PRIMA DOMENICA DI AVVENTO

    Questa Domenica, la prima dell'Anno Ecclesiastico, è chiamata, nelle cronache e negli scritti del medioevo, la Domenica Ad te levavi, dalle prime parole dell'Introito, oppure anche la Domenica Aspiciens a longe, dalle prime parole d'uno dei Responsori del Mattutino.
    La Stazione [1] è a S. Maria Maggiore. È sotto gli auspici di Maria, nell'augusta Basilica che onora la Culla di Betlemme, e che perciò è chiamata negli antichi monumenti S. Maria ad Praesepe, che la Chiesa Romana ricomincia ogni anno il Ciclo sacro. Non era possibile scegliere un luogo più conveniente per salutare l'avvicinarsi della divina Nascita che deve finalmente allietare il cielo e la terra, e mostrare il sublime prodigio della fecondità d'una Vergine. Trasportiamoci con il pensiero in quell'augusto Tempio, e uniamoci alle preghiere che vi risuonano; sono le stesse preghiere che verranno esposte qui.
    All'Ufficio notturno, la Chiesa comincia oggi la lettura del Profeta Isaia (VIII secolo a. C.), colui fra tutti che ha predetto con maggiore evidenza i caratteri del Messia, e continua tale lettura fino al giorno di Natale compreso. Sforziamoci di gustare gl'insegnamenti del santo Profeta, e l'occhio della nostra fede sappia scoprire con amore il Salvatore promesso, sotto i segni ora graziosi, ora terribili, con i quali Isaia ce lo dipinge.
    Le prime parole della Chiesa, nel cuore della notte, sono le seguenti:

    Il Re che sta per venire, il Signore, venite, adoriamolo!

    Dopo aver compiuto questo supremo dovere di adorazione, ascoltiamo l'oracolo di Isaia che ci viene trasmesso dalla santa Chiesa.

    Qui comincia il libro del Profeta Isaia [2].
    Visione ch'ebbe Isaia, figlio di Amos, intorno a Giuda e Gerusalemme ai tempi di Ozia, Iotam, Achaz ed Ezechia, re di Giuda.
    Udite, o cieli, ascolta, o terra,
    che parla il Signore:
    "Dei figli ho ingranditi ed innalzati,
    ed essi mi sono ribelli.
    Conosce il bue il suo padrone
    e l'asino la greppia del suo possessore [3];
    ma Israele non ha conoscenza,
    il mio popolo non intende".
    Ah! gente traviata,
    popolo carico di colpe,
    genia di malfattori,
    figli snaturati,
    che avete abbandonato il Signore,
    spregiato il Santo d'Israele;
    tralignaste a ritroso!
    Perché attirarvi nuovi colpi
    persistendo nella rivolta?
    Tutto piagato è il capo
    e tutto languido il cuore.
    Dalla pianta dei piedi sino alla testa
    non c'è parte intatta [4],
    ma contusione e lividura e fresca piaga,
    non compresse né fasciate, né lenite con olio.
    (Is 1,1-6)


    Queste parole del santo Profeta, o meglio di Dio che parla per bocca sua, debbono destare una viva impressione nei figli della Chiesa, all'inizio del sacro periodo dell'Avvento. Chi non tremerebbe sentendo il grido del Signore misconosciuto, il giorno in cui è venuto a visitare il suo popolo? Egli ha deposto il suo splendore per non atterrire gli uomini; ad essi, lungi dal sentire la divina forza di Colui che si abbassa così per amore, non l'hanno conosciuto e la mangiatoia che egli ha scelto per riposarvi dopo la nascita non è stata visitata che da due animali senza ragione. Sentite, o cristiani, quanto amari sono i lamenti del vostro Dio? quanto il suo amore disprezzato soffre della vostra indifferenza? Egli prende a testimoni il cielo e la terra, scaglia l'anatema alla nazione perversa, ai figli ingrati. Riconosciamo sinceramente che fino ad ora non abbiamo compreso tutto il valore della visita del Signore, che abbiamo imitato troppo l'insensibilità dei Giudei, i quali non si commossero affatto quando egli apparve in mezzo alle loro tenebre. Invano gli Angeli cantarono nel cuore della notte, e i pastori furono chiamati ad adorarlo e a riconoscerlo; invano i Magi vennero dall'Oriente per chiedere dove fosse nato. Gerusalemme fu turbata un istante, è vero, alla notizia che le era nato un Re; ma ricadde tosto nella sua indifferenza, e non si occupò nemmeno del grande annunzio.
    È così, o Salvatore! Tu vieni nelle tenebre, e le tenebre non ti comprendono. Oh! fa che le nostre tenebre comprendano la luce e la desiderino! Verrà il giorno in cui lacererai le tenebre insensibili e volontarie, con la terribile folgore della tua giustizia. Gloria a te in quel giorno, o Giudice supremo! Ma salvaci dalla tua ira, durante i giorni di questa vita mortale! Perché attirarvi nuovi colpi? - dici - Il mio popolo non è ormai più che una piaga. Sii dunque Salvatore, o Gesù! nella Venuta che noi aspettiamo. Tutto piagato è il capo e tutto languido è il cuore. Vieni a risollevare le fronti che la confusione e troppo spesso anche vili attaccamenti curvano verso la terra. Vieni a consolare e ristorare i cuori timidi e abbattuti. E se le nostre piaghe sono gravi e indurite, vieni, tu che sei il caritatevole Samaritano, a effondere su di esse l'olio che fa sparire il dolore e ridona la salute.
    Il mondo intero ti attende, o Redentore! Vieni e rivelati ad esso, salvandolo. La Chiesa, tua Sposa, comincia in questo momento un nuovo anno; il suo primo grido è un grido di angoscia verso di te; la sua prima parola è: Vieni! Le nostre anime, o Gesù, non vogliono più camminare senza di te nel deserto di questa vita. Si fa tardi: la sera s'avvicina, le ombre sono scese. Levati, o Sole divino; vieni a guidare i nostri passi, e salvaci dalla morte.
    MESSA

    EPISTOLA (Rm 13,11-14). - Fratelli, riflettiamo che è già l'ora di svegliarsi dal sonno; perché la nostra salvezza è più vicina ora di quanto credemmo. La notte è inoltrata e il giorno si avvicina: gettiam dunque via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce. Viviamo onestamente, come di giorno; non nelle crapule e nelle ubriachezze; non nelle mollezze e nell'impudicizia; non nella discordia e nella gelosia; ma rivestiti del Signore Gesù Cristo.

    Il Salvatore che aspettiamo è dunque la veste che coprirà la nostra nudità. Ammiriamo in questo la bontà del nostro Dio il quale, ricordandosi che l'uomo si era nascosto dopo il peccato, perché si sentiva nudo, vuole egli stesso servirgli di velo, e coprire tanta miseria con il manto della sua divinità. Siamo dunque preparati al giorno e all'ora in cui egli verrà, e guardiamoci dal lasciarci cogliere dal sonno dell'abitudine e della mollezza. La luce risplenderà presto; facciamo sì che i suoi primi raggi rischiarino la nostra giustizia, o almeno il nostro pentimento. Se il Salvatore viene a coprire i nostri peccati affinché non appaiano più, noi almeno distruggiamo nei nostri cuori ogni affetto a quegli stessi peccati; e non sia mai detto che abbiamo rifiutato la salvezza. Le ultime parole di quest'Epistola caddero sotto gli occhi di sant'Agostino quando egli, spinto da lungo tempo dalla grazia divina a consacrarsi a Dio, volle obbedire alla voce che gli diceva: Tolle, lege; prendi e leggi. Esse decisero la sua conversione; egli risolse d'un tratto di romperla con la vita dei sensi e di rivestirsi di Gesù Cristo. Imitiamo il suo esempio in questo giorno: sospiriamo ardentemente la cara e gloriosa divisa che presto sarà messa sulle nostre spalle dalla misericordia del nostro Padre celeste, e ripetiamo con la Chiesa le commoventi suppliche con le quali non dobbiamo temere di affaticare l'orecchio del nostro Dio.

    VANGELO (Lc 21,25-33). - In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: Vi saranno dei segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra costernazione delle genti spaventate dal rimbombo del mare e dei flutti; gli uomini tramortiranno dalla paura nell'aspettazione delle cose imminenti a tutta la terra; perché le potenze dei cieli saranno sconvolte. E allora vedranno il Figlio dell'uomo venire con grande potenza e gloria sopra le nubi. Or quando cominceranno ad avvenire queste cose, alzate il vostro capo e guardate in alto, perché la redenzione vostra è vicina. E disse loro una similitudine: Osservate il fico e tutte le altre piante. Quando le vedete germogliare, voi sapete che l'estate è vicina. Così pure quando vedrete accadere tali cose sappiate che il regno di Dio è vicino. In verità vi dico, che non passerà questa generazione avanti che tutto ciò s'adempia. Cielo e terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.

    Dobbiamo dunque aspettarci di veder giungere d'improvviso la tua terribile Venuta, o Gesù! Presto tu verrai nella tua misericordia per coprire le nostre nudità, come veste di gloria e d'immortalità; ma tornerai un giorno, e con sì terrificante maestà che gli uomini saranno annientati dallo spavento. O Cristo, non perdermi in quel giorno d'incenerimento universale. Visitami prima nel tuo amore. Voglio prepararti la mia anima. Voglio che tu nasca in essa, affinché il giorno in cui le convulsioni della natura annunceranno il tuo avvicinarsi, possa levare il capo, come i tuoi fedeli discepoli che, portandoti già nel cuore, non temevano affatto la tua ira.

    PREGHIAMO
    Risveglia, Signore, la tua potenza e vieni; affinché meritiamo d'essere sottratti colla tua protezione e salvati col tuo aiuto dai pericoli che ci sovrastano a causa dei nostri peccati.

    [1] Le Stazioni segnate nel Messale romano per alcuni giorni dell'anno, designavano un tempo le chiese in cui il Papa, accompagnato dal clero e da tutto il popolo, si recava in processione per celebrarvi la messa solenne. Questa usanza risale senza dubbio al IV secolo; esiste ancora oggi in certa misura e le Stazioni vi si continuano a tenere, benché con minor pompa e minor concorso di popolo, in tutti i giorni segnati nel Messale.
    [2] La traduzione dei brani tratti da Isaia è quella eseguita sul testo originale ebraico a cura del Pontificio Istituto Biblico di Roma (Salani, Firenze, 1953), riprodotta per gentile concessione dell'Editore.
    [3] "Israele ha meno intelletto degli animali senza ragione. Questi conoscono il loro padrone. Israele non riconosce il proprio Dio e Benefattore. Questo versetto è spesso usato per descrivere l'accecamento dei Giudei che hanno respinto il loro Messia. D'altra parte esso ha contribuito a creare l'antica tradizione della nascita di Gesù tra due animali, il bue e l'asino" (Tobac, Les Prophètes d'Israel, 2, 16).
    [4] "Il Profeta descrive lo stato di Giuda colpito dal castigo: egli è simile a un ferito tutto coperto di piaghe. La Chiesa applica questo versetto al Messia, 'trafitto a causa dei nostri delitti', Is 53,5" (ivi, 17).
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p. 36-40.”




    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

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    4, 5 e 6 DICEMBRE 2017...



    4 DICEMBRE 2017: SAN PIER CRISOLOGO, VESCOVO, CONFESSORE E DOTTORE DELLA CHIESA; SANTA BARBARA, VERGINE E MARTIRE…




    http://www.unavoce-ve.it/pg-4dic.htm
    “4 DICEMBRE SAN PIER CRISOLOGO, VESCOVO E DOTTORE DELLA CHIESA.”
    http://www.unavoce-ve.it/pg-4dic-2.htm
    “LO STESSO GIORNO 4 DICEMBRE SANTA BARBARA, VERGINE E MARTIRE.”




    http://www.sodalitium.biz/santa-barbara/
    “4 dicembre, Santa Barbara, Vergine e Martire.

    “A Nicomédia la passione di santa Bàrbara, Vergine e Martire, la quale, nella persecuzione di Massimino, dopo orribili torture nel carcere, dopo il bruciamento colle fiaccole, il taglio delle mam melle ed altri tormenti, compì il martirio percossa colla spada”.
    Signore, che avete eletto santa Barbara per la consolazione dei viventi e dei moribondi, accordateci per la sua intercessione di vivere sempre nel vostro divino amore, e di mettere tutta la nostra speranza nei meriti della dolorosissima passione del vostro Figlio, affinché la morte del peccato mai non ci incolga: ma che muniti dei santi Sacramenti della Penitenza, della Eucaristia e della Estrema Unzione, possiamo incamminarci senza timore nella gloria eterna. Noi ve ne supplichiamo per il medesimo Gesù Cristo nostro Signore. Così sia. (Leone XIII, 21 marzo 1879).”


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    “4 Décembre : Saint Pierre Chrysologue, Évêque, Confesseur et Docteur.”






    “4 Décembre : Sainte Barbe, Vierge et Martyre († 255).”












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    “4 DICEMBRE 2017: SAN PIER CRISOLOGO, VESCOVO, CONFESSORE E DOTTORE DELLA CHIESA.”




    “4 DICEMBRE 2017: SANTA BARBARA, VERGINE E MARTIRE.”





    Luca, Sursum Corda!








    5 DICEMBRE 2017: COMMEMORAZIONE DI SAN SABA, ABATE E CONFESSORE…



    http://www.unavoce-ve.it/pg-5dic.htm
    “5 DICEMBRE COMMEMORAZIONE DI SAN SABA, ABATE.

    La Chiesa Romana si limita oggi all'ufficio della Feria; ma vi unisce la Commemorazione di san Saba, abate della famosa Laura [1] di Palestina, che ancor oggi esiste sotto il suo nome. Questo Santo, che morì in Gerusalemme il 5 dicembre del 532, è l'unico personaggio dell'Ordine monastico di cui la Chiesa faccia menzione nei suoi uffici in tutto il corso dell'Avvento. Si potrebbe anche dire che fra i semplici Confessori san Saba è l'unico di cui si legga il nome nel Calendario liturgico in questa parte dell'anno, poiché il glorioso titolo di Apostolo delle Indie sembra porre san Francesco Saverio in una categoria a parte. Dobbiamo vedere in ciò l'intenzione della divina Provvidenza la quale, per produrre un effetto più salutare sul popolo cristiano, ha voluto scegliere, in maniera caratteristica, i Santi che dovevano essere proposti alla nostra imitazione in questi giorni di preparazione alla venuta del Salvatore. Vi troviamo Apostoli, Pontefici, Dottori, Vergini, glorioso corteo del Cristo Dio, Re e Sposo; la semplice Confessione vi è rappresentata da un solo uomo, dall'Anacoreta e Cenobita Saba, personaggio, che, almeno con la sua professione monastica, si ricollega ad Elia e agli altri solitari dell'antica Alleanza, la cui mistica catena giunge fino a Giovanni il Precursore. Onoriamo dunque questo grande Abate, per il quale la Chiesa greca professa una filiale venerazione, e sotto la cui invocazione Roma ha posto una delle sue Chiese; e valiamoci della sua intercessione presso Dio, dicendo con la santa Liturgia:
    Ci renda accetti a te, o Signore, l'intercessione del beato Abate Saba; affinché otteniamo, per il suo patrocinio, quanto non possiamo con i nostri meriti. Per Gesù Cristo nostro Signore. Amen.
    Glorioso san Saba che, nell'attesa di Colui il quale ha detto ai suoi servi di vegliare fino alla sua venuta, ti sei ritirato nel deserto nel timore che i rumori del mondo potessero distrarti dalle tue speranze, abbi pietà di noi che, in mezzo al mondo e presi da tutte le sue preoccupazioni, abbiamo tuttavia ricevuto, come te, l'avvertimento di tenerci preparati per l'arrivo di Colui che tu amavi come Salvatore, e temevi come Giudice. Prega perché siamo degni di andargli incontro quando apparirà. Ricordati anche dello Stato monastico del quale sei uno dei principali ornamenti; risolleva le sue rovine in mezzo a noi; suscita uomini di preghiera e di fede come negli antichi giorni; che il tuo spirito abiti in essi, e che in tal modo la Chiesa, vedova d'una parte della sua gloria, la riacquisti per la tua intercessione!
    Consideriamo ancora la Profezia del Patriarca Giacobbe, il quale non solo annunciava che il Messia deve essere l'aspettativa delle genti, ma dichiara anche che lo scettro sarà tolto a Giuda, al tempo in cui apparirà il Liberatore promesso. L'oracolo è ora compiuto. Gli stendardi di Cesare Augusto sventolano sulle mura di Gerusalemme; e se il Tempio è stato conservato fino ad oggi, se l'abominio della desolazione non è ancora caduto sul luogo santo, se il sacrificio non è an¬cora stato interrotto, è perché il vero Tempio di Dio, il Verbo Incarnato, non è stato puranco inaugurato; la Sinagoga non ha rinnegato Colui che aspettava; l'Ostia che deve sostituire le altre non è stata ancora immolata. Ma Giuda non ha più un capo della sua stirpe, la moneta di Cesare circola in tutta la Palestina, ed è vicino il giorno in cui i capi del popolo ebreo confesseranno, davanti ad un governatore romano, che non è lecito ad essi di uccidere chicchessia. Non vi è dunque più alcun Re sul trono di David e di Salomone, su quel trono che doveva durare per sempre. O Cristo, Figlio di David, Re Pacifico, è tempo che tu appaia e venga a prendere lo scettro tolto dalla vittoria alle mani di Giuda e posto per qualche giorno in quelle d'un Imperatore. Vieni, poiché tu sei Re, e il Salmista tuo avo ha cantato di te: "Mostra la tua beltà e la tua gloria; avanza, e regna poiché la verità, la dolcezza e la giustizia sono in te, e la potenza del tuo braccio ti aprirà la strada. Scagliate da quel braccio vittorioso, le tue frecce colpiranno il cuore dei nemici della tua Regalità, e faranno cadere ai tuoi piedi tutti i popoli. Il tuo trono sarà eterno; lo scettro del tuo Impero sarà uno scettro di equità; Dio ti ha unto, Dio tu stesso, con un unguento di letizia che scorre più abbondante su di te, o Cristo, che da esso trai il nome, più che su tutti coloro i quali si sono onorati finora del nome di Re" (Sal 44).
    O Messia, quando tu sarai venuto, gli uomini non saranno più erranti come pecore senza pastore; non vi sarà più che un solo ovile nel quale tu regnerai con l'amore e la giustizia, poiché ti sarà dato ogni potere in cielo e in terra; e quando, nei giorni della tua passione, i tuoi nemici ti chiederanno: "Sei tu Re?" risponderai secondo la verità: "Sì, io sono Re". O Re, vieni a regnare sui nostri cuori; vieni a regnare su questo mondo che e tuo, perché tu l'hai fatto, e che presto sarà doppiamente tuo, perché l'avrai riscattato. Oh, regna dunque su questo mondo, e non aspettare, per spiegarvi la tua regalità nel giorno di cui è scritto: Schianterai contro la terra il capo dei Re (Sal 109). Regna fin d'ora, e fa' che tutti i popoli si prostrino ai tuoi piedi in un omaggio universale d'amore e di sottomissione.
    [1] Monastero situato vicino a Gerusalemme.
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p. 267-269.”




    http://www.sodalitium.biz/san-saba/
    “5 dicembre, San Saba, Abate (439 – 532).

    “Nella Giudea san Saba Abate, nato in Mutala, città della Cappadocia, il quale rifulse con mirabile esempio di santità, e lavorò strenuamente per la fede cattolica contro gli avversari del santo Concilio Calcedonese, e finalmente si riposò in pace nella diocesi di Gerusalemme in quella laura, alla quale poi fu dato il nome dello stesso san Saba”.
    Glorioso san Saba che, nell’attesa di Colui il quale ha detto ai suoi servi di vegliare fino alla sua venuta, ti sei ritirato nel deserto nel timore che i rumori del mondo potessero distrarti dalle tue speranze, abbi pietà di noi che, in mezzo al mondo e presi da tutte le sue preoccupazioni, abbiamo tuttavia ricevuto, come te, l’avvertimento di tenerci preparati per l’arrivo di Colui che tu amavi come Salvatore, e temevi come Giudice.”









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    “5 Décembre : Saint Sabas, Abbé (439-531).”








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    “5 DICEMBRE 2017: COMMEMORAZIONE DI SAN SABA, ABATE E CONFESSORE.”









    Luca, Sursum Corda!









    6 DICEMBRE 2017: SAN NICOLA DI BARI, VESCOVO DI MIRA E CONFESSORE…





    Guéranger, L'anno liturgico - San Nicola, Vescovo di Mira e Confessore
    http://www.unavoce-ve.it/pg-6dic.htm
    "6 DICEMBRE SAN NICOLA, VESCOVO DI MIRA E CONFESSORE."






    San Nicola - Sodalitium
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    “6 dicembre, San Nicola, Vescovo e Martire (Patara di Licia, 15 marzo 270 – Myra, 6 dicembre 343).

    “Mira, metropoli della Licia, il natale di san Nicola, Vescovo e Confessore, del quale, fra i molti insigni miracoli, si racconta questo fatto memorabile, cioè che egli, da lontano, per visione indusse l’imperatore Costantino con ammonizioni e minacce ad usar misericordia verso alcuni condannati a morte, che avevano a lui fatto ricorso”.
    Rianima ed aumenta la fede delle genti nel Salvatore che Dio ha loro inviato. Che per effetto delle tue preghiere il Verbo divino cessi di essere misconosciuto e dimenticato nel mondo che egli ha riscattato con il suo sangue. Chiedi, per i Pastori della Chiesa, lo spirito di carità che risplende così luminoso in te, quello spirito che li rende imitatori di Gesù Cristo e conquista loro il cuore del gregge. Ricordati anche, o santo Pontefice, della Chiesa d’Oriente che ti serba ancora una così viva tenerezza. Il tuo potere sulla terra si estendeva fino a risuscitare i morti; prega affinché la vera vita, quella che è nella Fede e nell’Unità, ritorni ad animare quell’immenso cadavere. Con le tue suppliche presso Dio, ottieni che il Sacrificio dell’Agnello che aspettiamo, sia di nuovo e presto celebrato sotto le cupole di Santa Sofia. Restituisci all’unità i Santuari di Kiev e di Mosca, affinché non vi sia più Scita né Barbaro, ma un solo pastore.”


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    “Preghiera a San Nicola per la Fede e l'Unità."

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    “Novena all’Immacolata Concezione (dal 29.11 al 7.12).”







    Ligue Saint Amédée
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    “6 Décembre : Saint Nicolas de Myre, Évêque et Confesseur, Titulaire de la Cathédrale et Patron principal de la ville et du canton de Fribourg et du Diocèse.”
    “Archives de la RTS : la Saint-Nicolas.”
    https://www.rts.ch/archives/8201087-...t-nicolas.html





















    "Radio Spada è un sito di controinformazione cattolico radiospada.org e una casa editrice
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    “6 DICEMBRE 2017: SAN NICOLA DI BARI, VESCOVO DI MIRA E CONFESSORE.”






    “Il 6 dicembre 903 viene assassinato in carcere Papa Leone V, già Sommo Pontefice.”
    “Il 6 dicembre 1352 muore Papa Clemente Vi Roger, Sommo Pontefice.”
    “Il 6 dicembre 1059 Papa Niccolò II viene esaltato al Sommo Pontificato.”









    Guéranger, L'anno liturgico - San Nicola, Vescovo di Mira e Confessore
    http://www.unavoce-ve.it/pg-6dic.htm
    "6 DICEMBRE SAN NICOLA, VESCOVO DI MIRA E CONFESSORE.

    Per rendere onore al Messia Pontefice, la suprema Sapienza ha moltiplicato i Pontefici sulla strada che conduce a lui. Due Papi, san Melchiade e san Damaso; due Dottori, san Pier Crisologo e sant'Ambrogio; due Vescovi e l'amore del loro gregge, san Nicola e sant'Eusebio: ecco i gloriosi Pontefici che hanno ricevuto la missione di preparare, con la loro intercessione, la via del popolo fedele verso Colui che è il Sommo Sacerdote secondo l'ordine, il tipo di Melchisedech. Spiegheremo in seguito i loro titoli per i quali fanno parte di questa nobile corte. Oggi, la Chiesa celebra con gioia la memoria dell'illustre taumaturgo Nicola, famoso nell'Oriente al pari di san Martino nell'Occidente, e onorato da quasi mille anni dalla Chiesa latina. Rendiamo omaggio al supremo potere che Dio gli aveva dato sulla natura, ma rendiamogli soprattutto lode per essere stato del numero dei trecentodiciotto Vescovi che proclamarono a Nicea il Verbo consostanziale al Padre. Egli non fu scandalizzato dalle umiliazioni del Figlio di Dio; né la bassezza della carne che il sommo Signore di tutte le cose rivestì nel seno della Vergine, né l'umiltà della mangiatoia gli impedirono di proclamare Figlio di Dio, uguale a Dio, il Figlio di Maria; per questo egli è stato glorificato e ha ricevuto l'incarico di ottenere ogni anno, per il popolo cristiano, la grazia di andare incontro al Verbo di vita, con fede semplice e ardente amore.
    VITA. - La celebrità di san Nicola, già grande presso i Greci nel VI secolo, non fece che crescere in Oriente e in Occidente. La "Vita" più antica che abbiamo di lui porta il nome di Praxis de Strafelate, ma non possediamo alcuna vita contemporanea e le vite più recenti non meritano affatto credito. Inoltre, si è attribuita a san Nicola di Mira una gran parte della vita d'un altro Nicola, chiamato il Sionita, il quale nel VI secolo fondò il monastero di Sion non lontano da Mira, e divenne vescovo di Pinara nella Licia (oggi Minara). E cosi non conosciamo nulla di sicuro sul taumaturgo. Il suo culto apparve in Occidente fin dal XI secolo e crebbe soprattutto dopo la traslazione delle sue reliquie a Bari nel 1087.
    San Nicola Vescovo, come è grande la tua gloria nella Chiesa di Dio! Tu hai confessato Gesù Cristo davanti ai Proconsoli, e hai sopportato la persecuzione per il suo Nome. Sei stato in seguito testimone delle meraviglie del Signore, quando egli rese la pace alla sua Chiesa; e poco dopo, la tua bocca si apriva nell'assemblea dei trecento diciotto Padri, per confessare, con irrefragabile autorità, la divinità del Salvatore Gesù Cristo, per il quale tante migliaia di Martiri avevano versato il proprio sangue. Ricevi gli omaggi del popolo cristiano, che in tutta la terra trasalisce di gioia al tuo dolce ricordo; e siici propizio, in questi giorni in cui aspettiamo la venuta di Colui che tu hai proclamato Consostanziale al Padre. Degnati di aiutare la nostra fede e di assecondare il nostro amore. Tu lo vedi ora faccia a faccia quel Verbo per il quale tutte le cose sono state fatte e restaurate; chiedigli che si degni di lasciarci avvicinare dalla nostra indegnità. Sii il nostro mediatore fra lui e noi. Tu l'hai fatto conoscere al nostro intelletto come il Dio sommo ed eterno; rivelalo al nostro cuore, come il supremo benefattore dei figli di Adamo. In lui, o caritatevole Pontefice, tu hai attinto quella tenera compassione per tutte le miserie, la quale fa sì che tutti i tuoi miracoli siano altrettanti benefici. Continua, dall'alto del cielo, a soccorrere il popolo cristiano.
    Rianima ed aumenta la fede delle genti nel Salvatore che Dio ha loro inviato. Che per effetto delle tue preghiere il Verbo divino cessi di essere misconosciuto e dimenticato nel mondo che egli ha riscattato con il suo sangue. Chiedi, per i Pastori della Chiesa, lo spirito di carità che risplende così luminoso in te, quello spirito che li rende imitatori di Gesù Cristo e conquista loro il cuore del gregge.
    Ricordati anche, o santo Pontefice, della Chiesa d'Oriente che ti serba ancora una così viva tenerezza. Il tuo potere sulla terra si estendeva fino a risuscitare i morti; prega affinché la vera vita, quella che è nella Fede e nell'Unità, ritorni ad animare quell'immenso cadavere. Con le tue suppliche presso Dio, ottieni che il Sacrificio dell'Agnello che aspettiamo, sia di nuovo e presto celebrato sotto le cupole di Santa Sofia. Restituisci all'unità i Santuari di Kiev e di Mosca, affinché non vi sia più Scita né Barbaro, ma un solo pastore.
    Consideriamo ancora lo stato del mondo nei giorni che precedono l'arrivo del Messia. Tutto testimonia che le profezie che lo annunciavano hanno avuto il loro compimento. Non solo lo scettro è stato tolto a Giuda, ma le Settimane di Daniele sono giunte al termine. Le altre predizioni della Scrittura, sull'avvenire del mondo, si sono avverate l'una dopo l'altra. A volta a volta sono caduti gli Imperi degli Assiri, dei Medi, dei Persiani e dei Greci; quello dei Romani è giunto all'apogeo della sua forza: è tempo che ceda il posto all'Impero eterno del Messia. Questo progresso è stato predetto ed è giunta l'ora in cui sarà vibrato l'ultimo colpo. Anche il Signore ha detto, per bocca di uno dei suoi Profeti: "Ancora un poco, e rimuoverò il cielo e la terra, e scuoterò tutte le genti: quindi verrà il Desiderato di tutti i popoli" (Ag 2,7). Così dunque, o Verbo eterno, discendi. Tutto è consumato. Le miserie del mondo sono giunte al colmo; i delitti dell'umanità sono saliti fino al cielo; il genere umano è stato sconvolto fin dalle fondamenta; sfinito, non ha possibilità di riaversi se non in tè, che invoca senza conoscere. Vieni dunque: tutte le predizioni che dovevano rappresentare agli uomini i caratteri del Redentore, sono fatte e promulgate. Non vi è più alcun profeta in Israele; tacciono gli oracoli della Gentilità. Vieni a realizzare ogni cosa: poiché è giunta la pienezza dei tempi.
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p. 269-272.”






    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

  5. #125
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    Lightbulb Re: Rif: 31 dicembre: San Silvestro, Papa e confessore

    7 DICEMBRE 2017: SANT'AMBROGIO, VESCOVO, CONFESSORE E DOTTORE DELLA CHIESA; VIGILIA dell'IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA SANTISSIMA VERGINE...




    http://www.unavoce-ve.it/pg-7dic.htm
    "7 DICEMBRE SANT'AMBROGIO, VESCOVO E DOTTORE DELLA CHIESA."




    https://oratoriosantambrogiomilano.wordpress.com/



    http://www.sodalitium.biz/santambrogio/
    "7 dicembre, Sant’Ambrogio Vescovo, Confessore e Dottore (Treviri, 340 ca – Milano, 397), tra i quattro principali Dottori della Chiesa d’Occidente.

    “Sant’Ambrogio Vescovo, Confessore e Dottore della Chiesa, il quale si riposò nel Signore il quattro Aprile, ma si festeggia spe cialmente in questo giorno, in cui assunse il governo della Chiesa di Milàno”.
    O glorioso Sant’Ambrogio, volgete uno sguardo pietoso alla nostra Diocesi di cui voi siete il Patrono; dissipate da essa l’ignoranza delle cose di religione; impedite all’errore ed all’eresia di diffondersi; affezionateci sempre più alla Santa Sede; otteneteci la vostra fortezza cristiana, affinchè, ricchi di meriti ci troviamo un giorno vicino a voi in Cielo. Così sia."


    http://www.sodalitium.biz/wp-content...io-171x300.jpg





    Ligue Saint Amédée
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    "7 Décembre : Vigile de l'Immaculée Conception JEÛNE ET ABSTINENCE."

    "7 Décembre : Saint Ambroise, Évêque, Docteur de l'Église (333-398)."







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    Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale
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    "7 dicembre 2017: VIGILIA dell'immacolata Concezione (Compimento della Novena)."






    "7 DICEMBRE 2017: SANT'AMBROGIO, VESCOVO, CONFESSORE E DOTTORE DELLA CHIESA (patrono principale della città e della diocesi di Milano)."






    Luca, Sursum Corda!








    8 DICEMBRE 2017: IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA SANTISSIMA VERGINE…
    Preghiamo la Beata Vergine Maria – oggi 8 dicembre 2017, Solennità dell’Immacolata Concezione, dogma cattolico proclamato ufficialmente ed infallibilmente da Papa Pio IX l’8 dicembre 1854 - apparsa in Francia a Rue du Bac a Parigi (1830) e successivamente a Lourdes (1858)…Fu durante l’esilio di Gaeta (1849-1851) che Pio IX decise di iniziare l'iter che lo avrebbe portato a definire nel 1854 il dogma dell'Immacolata Concezione, una verità di fede confermata dalle apparizioni precedenti di Parigi e quelle successive di Lourdes.
    Ave Maria, Vi preghiamo per il ritorno della Francia e dell’intera Europa - nonché per l’essenziale Conversione e Consacrazione al Vostro Cuore Immacolato della Russia richiesta a Fatima - alla Fede Cattolica!
    “REGINA SINE LABE ORIGINALI CONCEPTA, ORA PRO NOBIS.”





    Guéranger, L'anno liturgico - 8 dicembre. Immacolata Concezione della Santissima Vergine
    http://www.unavoce-ve.it/pg-8dic.htm
    “8 DICEMBRE IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA SANTISSIMA VERGINE.”



    "Munificentissimus Deus - Bolla dogmatica per la definizione dell'Assunzione in corpo ed anima di Maria SS.ma in cielo (1° novembre 1950) | PIO XII"
    Munificentissimus Deus - Bolla dogmatica per la definizione dell'Assunzione in corpo ed anima di Maria SS.ma in cielo (1° novembre 1950) | PIO XII
    http://w2.vatican.va/content/pius-xi...imus-deus.html

    “PIO XII SERVO DEI SERVI DI DIO
    A PERENNE MEMORIA COSTITUZIONE APOSTOLICA MUNIFICENTISSIMUS DEUS
    LA GLORIFICAZIONE DI MARIA CON L'ASSUNZIONE AL CIELO IN ANIMA E CORPO.”




    Santa Messa celebrata da Don Floriano Abrahamowicz a Paese (TV) stamattina venerdì 8 DICEMBRE 2017, FESTA dell'IMMACOLATA CONCEZIONE:



    B.V. Maria Immacolata (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=Kqx2WhCiuJo
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    SANTA MESSA - domusmarcellefebvre110815
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php





    https://oratoriosantambrogiomilano.w...chra-es-maria/
    “Tota pulchra es Maria.”





    http://www.davidealbertario.it/wp-co...ata-2016-1.mp3

    8 dicembre - Centro Studi Giuseppe Federici

    http://www.centrostudifederici.org/8-dicembre/


    L?Immacolata di Ivrea e i protestanti - Centro Studi Giuseppe Federici
    http://www.centrostudifederici.org/l...a-protestanti/

    “O Immacolata dei Miracoli, io confido pienamente in Te per questo mi prostro dinanzi alla Tua immagine e T'invoco. Liberami dalla tribolazione in cui verso come salvasti la Tua Effigie dai colpi della sacrilega scure e concedimi la grazia che Ti chiedo. Ave Maria.
    O Vergine dei Miracoli, salvami dalle fiamme del peccato e dalla morte eterna come salvasti la Tua Immagine dal fuoco sacrilego e concedimi la grazia di cui ho tanto bisogno. Ave Maria.
    Benedicimi, o Madonna dei Miracoli, ed accogli la mia preghiera. Fa che io ami ardentemente il Tuo Figlio Divino e salga ogni giorno verso di Lui rendendomi degna della grazia per la quale ora t'imploro. Ave Maria.
    O Immacolata dei Miracoli, prega per noi.”








    Immacolata Concezione - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/immacolata-concezione/
    “8 dicembre, Immacolata Concezione della B. V. Maria.

    “L’Immacolata Concezione della gloriosa sempre Vergine Maria, Madre di Dio, che il Sommo Pontefice Pio nono, in questo stesso giorno, solennemente definì essere stata, per singolare privilegio di Dio, preservata immune da ogni macchia di colpa originale”.
    Preghiera di San Pio X a Maria SS. Immacolata
    Vergine Santissima, che piaceste al Signore e diveniste sua Madre, immacolata nel corpo, nello spirito, nella fede e nell’amore.
    Deh ! riguardate benigna ai miseri che implorano il vostro potente patrocinio: il maligno serpente, contro cui fu scagliata la prima maledizione, continua purtroppo a combattere e insidiare i miseri figli di Eva.
    Deh ! Voi o benedetta Madre nostra Regina e Avvocata, che fin dal primo istante del vostro concepimento, del nemico schiacciaste il capo, accogliete le preghiere, che uniti con Voi in un cuor solo vi scongiuriamo di presentare al trono di Dio, perché non cediamo giammai alle insidie che ci vengono tese, così che tutti arriviamo al porto della salute, e fra tanti pericoli la Chiesa e la società cristiana cantino ancora una volta l’inno della liberazione, della vittoria e della pace. Cosi sia.”


    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-1-211x300.jpg






    Catechismo Maggiore di S. Pio X - Dell'Immacolata Concezione - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/catechismo...ta-concezione/
    “Catechismo Maggiore di San Pio X

    Delle feste solenni di Maria Vergine e in primo luogo della sua Immacolata Concezione
    123 D. Tra le feste che si celebrano dalla Chiesa in onore di Maria Vergine madre di Dio, quali sono le più solenni?
    R. Tra le feste che si celebrano dalla Chiesa in onore di Maria Vergine, le più solenni sono la Immacolata Concezione, la Natività, l’Annunciazione, la Purificazione e l’Assunzione.
    124 D. In qual giorno si celebra la festa dell’Immacolata Concezione?
    R. La festa della Immacolata Concezione si celebra nel giorno otto di dicembre.
    125 D. Perché si celebra la festa dell’Immacolata Concezione di Maria Vergine?
    R. Si celebra la festa, della Immacolata Concezione di Maria Vergine, perché come insegna la fede, ella, per singolare privilegio e per i meriti di Gesù Cristo Redentore, fu santificata dalla divina grazia fino dal primo istante del suo concepimento, e così preservata immune dalla colpa originale.
    126 D. Quando la Chiesa ha definito come dogma di fede che la Concezione di Maria Vergine fu immacolata, cioè senza peccato originale?
    R. Nel giorno 8 dicembre dell’anno 1854 il Sommo Pontefice Pio IX con Bolla dogmatica, e col consenso di tutto l’Episcopato cattolico ha solennemente definito come articolo di fede l’Immacolata Concezione della santissima Vergine.
    127 D. Perché Dio ha conceduto a Maria Vergine il privilegio della Concezione Immacolata?
    R. Dio ha conceduto a Maria Vergine il privilegio della Concezione Immacolata, perché conveniva alla santità e alla maestà di Gesù Cristo, che la Vergine destinata ad essergli madre non fosse neppure per un momento schiava del demonio.
    128 D. Quali sono le intenzioni della Chiesa nella celebrazione della festa della Immacolata Concezione?
    R. Le intenzioni della Chiesa nella celebrazione della festa della Immacolata Concezione sono:
    1. di eccitare in noi viva riconoscenza verso Dio, che ha con tale privilegio tanto esaltata la beata Vergine;
    2. di avvivare la nostra fede intorno alla esenzione di Maria dal peccato originale;
    3. di farci intendere quanto Dio apprezzi ed ami la purezza e la santità dell’anima;
    4. di accrescere sempre più in noi la divozione verso Maria.”


    http://www.sodalitium.biz/wp-content...m-252x300.jpeg









    "8 Dicembre: Immacolata Concezione della Santa Vergine Maria
    8 Dicembre: Immacolata Concezione della Santa Vergine Maria « www.agerecontra.it
    http://www.agerecontra.it/public/press40/?p=30473
    A cura del Circolo Cattolico Christus Rex
    Martedì, l’argomento è stato oggetto della catechesi tenuta per i militanti di “Christus Rex” a Verona, presso la sala consiglio del G.S.V.V. di Via Albere 43. Domani sarà la grande Festa dell’Immacolata Concezione di Maria. Chi non ha la Grazia della Santa Messa tradizionale “non una cum” (unica Messa per assolvere il Precetto) entro un’ora di viaggio, potrà leggere il Proprio, recitare il S. Rosario e aggiungere preghiere all’Immacolata. Inoltre, sempre per santificare degnamente la Festa, dovrà compiere uno o più atti di pietà e carità.”
    8 dicembre: Festività dell?Immacolata « www.agerecontra.it
    http://www.agerecontra.it/public/press40/?p=20460







    Ligue Saint Amédée
    http://www.SaintAmedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf

    “Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].”
    “8 Décembre : Immaculée Conception de la Vierge Marie.”




    “8 Décembre 1857 : le Pape Pie IX inaugure une colonne dédiée à l'Immaculée Conception à piazza di Spagna à Rome.”











    http://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda

    Papa Pio IX, l'8 dicembre 1854, con la bolla Ineffabilis Deus, proclamava il dogma (tutto insieme) più antiecumenico, antimillenarista ed antimoderno di tutti i tempi. Il Pontefice solennemente informava il mondo della seguente verità esistente sin dal principio: La Vergine Maria è stata preservata immune dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento (era conveniente che Gesù-Dio nascesse dall'Immacolata). Già all'epoca il demonio seminava zizzania nell'orto del Signore e tre erano gli schieramenti riconoscibili all'interno del collettivo umano chiamato Chiesa: 1) i tanti cattolici che esultavano per la proclamazione di questa verità; 2) i pochi antesignani degli ecumenisti, ossia degli "atei moderati", che erano contrari; 3) i vari embrioni democristiani che temevano di offendere il mondo con tale proclamazione, quindi proponevano di rinviare a tempi più propizi: che tuttavia non arriveranno più! Pio IX, il Papa Re come Cristo è Re, con atto di fede (fede che ai contrariati evidentemente mancava) proclamò l'Immacolata Concezione. Dogma antiecumenico perché chi consapevolmente rifiuta Maria Immacolata (come pure le altre verità connesse: es. il peccato originale, la predestinazione, la grazia, la necessità di fede ed opere insieme, etc.) non si può salvare e non può dirsi neanche cristiano: per esempio le sette protestanti non sono cristiane. Dogma antimillenarista perché proclama il trionfo di Maria per predestinazione, da sempre e non, come vogliono molti, solo successivamente nel tempo o solo in prossimità della fine dei tempi. Antimoderno perché, in epoca di sovversione dei troni e di dilagante spirito rivoluzionario, il Pontefice esalta concretamente e ricorda agli uomini la sua superiorità gerarchica, la sua infallibilità, il suo primato di giurisdizione, la sua potestà, al seguito di Cristo, sul mondo intero. Evviva Maria Immacolata, evviva Pio IX!”









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    “8 DICEMBRE 2017: IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA SANTISSIMA VERGINE.”

















    “L'8 dicembre 1892 Papa Leone XIII rinnova le condanne contro la Massoneria (in special modo quella di lingua italiana) nell'Enciclica "Inimica Vis".”
    “L'8 dicembre 1864 nell'Enciclica "Quanta cura" Papa Pio IX condanna infallibilmente gli errori del mondo moderno.”
    “L'8 dicembre 1854 Papa Pio IX proclama infallibilmente e solennemente nella Bolla "Ineffabilis Deus" il Dogma dell'Immacolata Concezione.”
    “[VIDEO RARO] La glorificazione di Maria nella sua corporea assunzione è verità radicata profondamente nel senso religioso dei cristiani, come dimostrano lungo il corso dei secoli innumerevoli forme di specifica devozione, ma soprattutto il linguaggio della liturgia dell'Oriente e dell'Occidente. I santi padri e i dottori della chiesa, facendosi eco della liturgia, nelle feste dell'Assunta parlano chiaramente della risurrezione e glorificazione del corpo della Vergine, come di verità conosciuta e accettata da tutti i fedeli. I teologi, trattando di questo argomento, dimostrano l'armonia tra la fede e la ragione teologica e la convenienza di questo privilegio, servendosi di fatti, parole, figure, analogie contenuti nella sacra Scrittura. Accertata così la fede della chiesa universale, il Papa ritiene giunto il momento di ratificarla con la sua suprema autorità.”





    AVE MARIA!
    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

  6. #126
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    Lightbulb Re: Rif: 31 dicembre: San Silvestro, Papa e confessore

    10 DICEMBRE 2017: Madonna di Loreto, SECONDA DOMENICA DI AVVENTO…




    Guéranger, L'anno liturgico - Seconda Domenica di Avvento
    http://www.unavoce-ve.it/pg-avvento-dom2.htm
    “SECONDA DOMENICA DI AVVENTO.”

    Guéranger, L'anno liturgico - San Melchiade, Papa e Martire
    http://www.unavoce-ve.it/pg-10dic.htm
    “10 DICEMBRE SAN MELCHIADE, PAPA E MARTIRE.”

    "Capitolo I - Storia dell’Avvento"
    Guéranger, L'anno liturgico - Capitolo primo. Storia dell'Avvento
    http://www.unavoce-ve.it/pg-avvento-st.htm
    "Capitolo II - Mistica dell’Avvento"
    Guéranger, L'anno liturgico - Capitolo secondo. Mistica dell'Avvento
    http://www.unavoce-ve.it/pg-avvento-mist.htm
    "Capitolo III - Pratica dell’Avvento"
    Guéranger, L'anno liturgico - Capitolo terzo. Pratica dell'Avvento
    http://www.unavoce-ve.it/pg-avvento-pr.htm






    Santa Messa domenicale celebrata da Don Floriano Abrahamowicz a Paese (TV) stamattina 10 DICEMBRE 2017, SECONDA DOMENICA DI AVVENTO:



    “II domenica d'Avvento (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=acTv6uXsys0
    II domenica d'Avvento (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=kndJvQmoAx8
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php”







    "Catechismo Maggiore di San Pio X – Dell’Avvento."
    Catechismo Maggiore di San Pio X ? Dell?Avvento « www.agerecontra.it
    http://www.agerecontra.it/public/press40/?p=30433





    Madonna di Loreto - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/madonna-di-loreto/
    “10 dicembre, Traslazione della Santa Casa della B. V. Maria.

    “A Loréto, nel Picèno, la Traslazione della sacra Casa della Madre di Dio Maria, nella quale casa il Verbo si fece carne. La stessa beatissima Vergine poi, detta Lauretàna, dal Papa Benedétto decimoquinto fu costituita Patrona principale presso Dio di tutti gli aereonauti”.
    O Maria, Vergine immacolata per la tua S. Casa che gli angeli trasportarono sull’ameno colle di Loreto, rivolgi il tuo sguardo benigno su di noi. Per le Sacre Mura ove nascesti e vivesti fanciulla nella preghiera e nell’amore più sublime; per le pareti fortunate che udirono il saluto dell’Angelo che ti chiamava: “Benedetta fra tutte le donne” e che ci ricordano l’Incarnazione del verbo nel Tuo purissimo seno; per la S. Casa ove vivesti con Gesù e Giuseppe e che nel corso dei secoli fu meta ardentemente desiderata dei Santi che si stimarono fortunati imprimere ardenti baci sulle Tue Sacre Mura, concedici le grazie che umilmente ti chiediamo e dopo quest’esilio la fortuna di venire a ripeterti in Cielo il saluto dell’Angelo: Ave Maria.”


    http://www.sodalitium.biz/wp-content...la-196x300.jpg











    Ligue Saint Amédée
    http://www.SaintAmedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf
    “Deuxième Dimanche de l'Avent.”






    “Sermon du Père Joseph-Marie Mercier pour le Deuxième Dimanche de l'Avent : de l'Espérance en les Saintes Ecritures.
    http://prieure2bethleem.org/predica/...bre.mp3”





    “10 Décembre : Translation de la Maison de la Sainte Famille à Lorette.”













    https://www.sursumcorda.cloud/preghi...di-loreto.html
    “Supplica (non manomessa) alla Madonna di Loreto
    Si recita a mezzodì dei giorni: 25 Marzo, 15 Agosto, 8 Settembre, 8 e 10 Dicembre.”
    http://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    10 dicembre, Traslazione della Santa Casa della Beata Vergine Maria. La Santa Casa fu miracolosamente trasportata dagli angeli
    e NON, come scrivono sul sito del Santuario di Loreto, da una ricca famiglia su una barca. Hanno evidentemente visto troppe puntate TV di maxi traslochi.
    + O Maria, Vergine immacolata per la tua S. Casa che gli angeli trasportarono sull’ameno colle di Loreto, rivolgi il tuo sguardo benigno su di noi. Per le Sacre Mura ove nascesti e vivesti fanciulla nella preghiera e nell’amore più sublime; per le pareti fortunate che udirono il saluto dell’Angelo che ti chiamava: “Benedetta fra tutte le donne” e che ci ricordano l’Incarnazione del verbo nel Tuo purissimo seno; per la S. Casa ove vivesti con Gesù e Giuseppe e che nel corso dei secoli fu meta ardentemente desiderata dei Santi che si stimarono fortunati imprimere ardenti baci sulle Tue Sacre Mura, concedici le grazie che umilmente ti chiediamo e dopo quest’esilio la fortuna di venire a ripeterti in Cielo il saluto dell’Angelo: Ave Maria. +”






    “Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare san Melchiade, Papa e Martire, e Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi gli avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questo santo Martire, ed a lui affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, san Melchiade, Papa e Martire, possa essere mio avvocato e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.”






    http://www.santuarioloreto.it/fotoga...ntacasa_08.jpg










    Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale
    http://radiospada.org/
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf
    “10 dicembre 2017: SECONDA DOMENICA DI AVVENTO…”






    “10 dicembre 2017: Infra l'Ottava dell'Immacolata Concezione.

    Consideriamo la purissima Maria che riceve la visita dell'Angelo Gabriele e concepisce nel suo casto seno il Creatore dell'universo, il Redentore dell'umanità. Ma per meglio gustare il frutto di così sublime mistero, prestiamo devoto orecchio al serafico san Bonaventura il quale, nelle sue ineffabili Meditazioni sulla vita di Nostro Signore narra con una unzione che nulla potrebbe uguagliare, magnifiche scene del Vangelo alle quali pare che lo Spirito Santo l'abbia fatto assistere.
    "Ora, dopo che fu giunta la pienezza del tempo nel quale la suprema Trinità aveva stabilito di provvedere con l'Incarnazione alla salvezza del genere umano, verso il quale si sentiva portata da una estrema carità, allorché la beata Vergine Maria fu tornata a Nazareth, il Dio onnipotente, nella sua misericordia e acconsentendo alle pressanti sollecitazioni dello Spirito Santo, chiamò l'Angelo Gabriele e gli disse: 'Va' a trovare la nostra diletta figlia Maria, sposa di Giuseppe, colei che è la più cara fra tutte le creature; dille che il mio Figliuolo ha desiderato la sua bellezza e se l'è scelta per Madre, e pregala che lo accetti con gioia, poiché mediante essa ho stabilito di compiere la salvezza di tutto il genere umano, e voglio dimenticare l'ingiuria a me fatta'.
    Levandosi dunque Gabriele, lieto e contento, si parti dal cielo, e sotto sembianze umane, in un istante fu davanti alla Vergine Maria, la quale allora si trovava nella stanza da letto della sua casetta. Ma non volò così rapido da non essere preceduto da Dio: e trovò ivi la santissima Trinità che prevenne il suo messaggio. Allorché dunque fu entrato dalla Vergine Maria, Gabriele, il suo fedele Paraninfo, le disse: Ave, piena di grazia; il Signore è con te: tu sei benedetta fra tutte le donne. Ma essa turbata, non rispose parola: non già che fosse turbata di un colpevole turbamento, né della visione dell'Angelo, poiché era solita vederne spesso; ma, secondo le parole del Vangelo, fu turbata per il linguaggio da lui usato, poiché non era solito salutarla in quel modo.
    Orbene, siccome in quel saluto si vedeva complimentata di tre cose, non poteva, quell'umile donna, non turbarsi. Infatti, la si complimentava perché era piena di grazia, perché il Signore era con lei e perché era benedetta sopra tutte le donne; ma l'umile non può ascoltare il suo elogio senza arrossire e turbarsi. Cosicché il suo turbamento derivò da un onesto e virtuoso pudore. Cominciò quindi a temere e a dubitare che fosse veramente così: non già che credesse l'Angelo capace di non dire il vero, ma perché è proprio degli umili non riflettere mai sulle loro virtù, ma di pensare piuttosto ai loro difetti, onde poter sempre progredire, stimando sempre piccola la loro grande virtù e grandi i loro piccoli difetti. Così dunque, come donna prudente ed accorta, timida e modesta, la Vergine non rispose nulla. E infatti che avrebbe risposto? Impara anche tu, sul suo esempio, ad osservare il silenzio e ad amare la taciturnità, poiché molto apprezzabile ed utile è tale virtù. Cosicché ella ascoltò due volte prima di rispondere una sola volta, poiché è abbominevole cosa per una vergine essere chiacchierona.
    Conoscendo dunque l'Angelo il motivo del suo dubbio, le disse: 'Non temere, Maria, non arrossire delle lodi che ti ho fatte, poiché è così, anzi, non solo tu sei piena di grazia, ma l'hai riacquistata e ritrovata con Dio per tutto il genere umano. Infatti ecco che concepirai e partorirai il Figlio dell'Altissimo. Colui che ti ha scelta per essere la Madre sua salverà tutti coloro che spereranno in lui'. Allora essa rispose, senza tuttavia confessare o negare l'esattezza delle lodi che le erano state fatte: vi era infatti un altro punto sul quale voleva essere rassicurata; riguardo cioè alla sua verginità che soprattutto aveva timore di perdere. Interrogò quindi l'Angelo sul modo di tale concezione dicendo: 'Come avverrà ciò, se io ho consacrato in perpetuo la mia verginità al Signore, per non conoscere mai uomo?'. E l'Angelo le disse: 'Avverrà per opera dello Spirito Santo, il quale ti adombrerà in maniera del tutto speciale, e per sua virtù concepirai, salva restando la tua verginità; per questo il figlio tuo sarà chiamato Figlio di Dio: poiché nulla è impossibile a lui. Guarda Elisabetta tua cugina: per quanto fosse molto avanzata in età e sterile, sono già sei mesi che ha concepito un figlio per virtù di Dio'.
    "Considera, per la gloria di Dio, e medita come sia presente qui tutta la Trinità, ad attendere la risposta e il consenso di quella sua singolare Figlia e a guardare con amore e compiacenza la sua modestia, i suoi costumi e le sue parole. Contempla Gabriele che sta inchinato e riverente dinanzi alla sua Signora, con il viso tranquillo e sereno, ad eseguire fedelmente la sua ambasciata e ad osservare attentamente le parole della sua dilettissima Signora onde poterle rispondere esattamente, e compiere in quell'opera meravigliosa la volontà del Signore. Considera come la Vergine resta timida e umile, con il viso coperto di pudore, quando è così d'improvviso intervistata dall'Angelo. Alle parole di quest'ultimo non si innalza né si esalta. Anzi, siccome sente dire di sé cose tanto sublimi come mai furono dette, attribuisce tutto alla grazia divina. Impara dunque, sul suo esempio, ad essere modesto ed umile, poiché senza questo la verginità vale ben poco. Eccola che gioisce, la prudentissima Vergine, e acconsente alle parole udite dalla bocca dell'Angelo. Allora, come è riferito nelle sue Rivelazioni, si mise in ginocchio, con profonda devozione, e con le mani giunte disse: 'Ecco la serva del Signore: sia fatto di me secondo la tua parola'. Così dunque il Figlio di Dio entrò subito e tutto e senza ritardi nel seno della Vergine, e vi prese carne, mentre rimase pure tutto nel seno del Padre.
    Allora anche Gabriele si mise in ginocchio con la sua Signora e Padrona, e poco dopo alzandosi con lei, inginocchiandosi quindi nuovamente e dicendole addio, scomparve; dopo di che, tornando nella sua patria, raccontò tutto; e vi fu in cielo nuova allegrezza, nuova festa e nuova esultanza come non mai. La Vergine da parte sua, tutta infiammata e più del solito bruciante d'amore, per Dio, sentendo di aver concepito, rese grazie, in ginocchio, di così gran dono, supplicando umilmente e devotamente lo stesso Signore Iddio che si degnasse di istruirla di modo che, tutto ciò che sarebbe Stato necessario fare circa il figlio suo, potesse farlo senza difetti".
    Così ha parlato il Dottore Serafico. Adoriamo profondamente il nostro Creatore, nello stato al quale l'hanno ridotto il suo amore per noi e il desiderio di sovvenire alla nostra miseria; e salutiamo anche Maria, la Madre di Dio e nostra.
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p. 290-293.”






    “10 dicembre 2017: Trasvolazione angelica della Santa Casa di Loreto.
    La notte del 10 dicembre 1294 giunse sulla costa marchigiana dalla Palestina, trasportata in volo dagli angeli, la Santa Casa di Nazareth dove la Vergine Maria ebbe l'Annunciazione dell'Arcangelo Gabriele.
    Attraverso l'Adriatico dal luogo della sua prima sosta a Tersatto (1291-1294), in Dalmazia, essa si posò infine su di un colle presso un bosco di lauri da cui sarebbe derivato più tardi il nome di Laureto e quindi di Loreto.
    All'interno della Santa Casa era venerata un'icona della Vergine dipinta su legno che, a causa del suo colore scuro, originò la tradizione del culto della Madonna nera.
    L'enorme manifestazione di devozione di cui il santo sacello fu fatto oggetto da tutta la Cristianità fu instantanea e spinse i romani pontefici a sviluppare la costruzione di imponenti architetture capaci di testimoniare l'importanza del luogo e la magnificenza della Chiesa.
    I grandi pontefici Giulio II, Leone X, Sisto V (che fu anche padre della patria dando l'indipendenza a Loreto dalla città madre di Recanati, di tanto superata in celebrità e potenza), Paolo V. I migliori architetti tra Umanesimo e Rinascimento cooperarono alla grande fabbrica, così che risulta oggi difficile attribuire a qualcuno in particolare il progetto generale, mentre appare più corretto specificare che ai diversi stati di avanzamento dell'opera ciascuno pose il suo genio e la sua inventiva laddove gli altri l'avevano lasciata. Ad ogni modo il progetto originale (1468-69) si attribuisce vuoi a Giuliano da Maiano vuoi a Baccio Pontelli - che certamente progettò il bel camminamento di ronda sulle absidi della basilica - (recentissime teorie fanno anche il nome di Francesco di Giorgio Martini). Nel maggio del 1500 Giuliano da Sangallo terminava di voltare la cupola (cronologicamente seconda al mondo dopo quella del Brunelleschi a Firenze) inglobando definitivamente la Santa Casa all'interno del Santuario. Nel 1571 Giovanni Boccalini eresse la prima metà della facciata della basilica, poi terminata nel 1587 da Lattanzio Ventura. Il bellissimo palazzo apostolico che cinge con i suoi portici la piazza della Basilica reca chiara l'impronta bramantesca sin dal progetto. La costruzione fu affidata nel 1512 ad Andrea Sansovino e, più tardi, ad Antonio da Sangallo il Giovane. Nel 1750 Luigi Vanvitelli eresse il campanile, geniale nella semplicità ideale dei corpi geometrici sovrapposti.
    Sin dall'inizio delle opere architettoniche nel santuario, la pittura fece la sua comparsa a Loreto con nomi di eccezionale valore.
    Tra le opere più antiche a noi pervenute sono: la bellissima volta della Sagrestia di san Marco affrescata tra il 1479 ed il 1480 da Melozzo da Forlì, primissimo e splendido esempio di pittura prospettica che pare sospendere gli angeli in volo; e quella di san Giovanni affrescata nel 1481 da Luca Signorelli nella quale pare di vedere, nel volto di alcuni angeli, l'impronta del di lui maestro Botticelli. E' persino attestata la presenza e l'opera a Loreto del grande Piero della Francesca, della quale si è inutilmente cercata traccia. Altissimo esempio della scuola manieristica italiana è invece l'affresco della sala del Tesoro, operato da Cristoforo Roncalli, detto il Pomarancio, che vinse l'appalto in gara con il Caravaggio: gli affreschi (1605-1610) narrano la vita di Maria. Di grande fascino sono i dipinti di Federico Zuccari nella cappella dei duchi di Urbino corredati dagli splendidi stucchi del Brandani. La cupola, precedentemente affrescata dal Pomarancio fu gravemente danneggiata dalle infiltrazioni d'acqua: grandi frammenti dei dipinti originari si trovano oggi nel museo della S.Casa.
    Nel 1556 morì a Loreto oblato della santa Casa il grande pittore Lorenzo Lotto, lasciando al santuario tutte le sue opere che si possono oggi ammirare nella pinacoteca della Santa Casa, insieme ad alcuni splendidi affreschi di Pellegrino Tibaldi staccati dalle cappelle laterali della navata della basilica. Occorrerà attendere il XIX secolo perchè i migliori pittori del purismo - verismo otto-novecenteschi dessero nuovo impulso alla pittura: straordinario il ciclo degli affreschi della cupola di Cesare Maccari e quelli della cappella tedesca di Ludovico Seitz.”






    “10 DICEMBRE 2017: SAN MELCHIADE, PAPA E MARTIRE.”









    Guéranger, L'anno liturgico - Seconda Domenica di Avvento
    http://www.unavoce-ve.it/pg-avvento-dom2.htm
    “SECONDA DOMENICA DI AVVENTO.

    L'Ufficio di questa Domenica è tutto pieno dei sentimenti di speranza e di gaudio che dà all'anima fedele il lieto annunzio del prossimo arrivo di colui che è il Salvatore e lo Sposo. La Venuta interiore, quella che si opera nelle anime, è l'oggetto quasi esclusivo delle preghiere della Chiesa in questo giorno: apriamo dunque i nostri cuori, prepariamo le nostre lampade, aspettiamo nella letizia quel grido che si farà sentire nel mezzo della notte: Gloria a Dio! Pace agli uomini!
    La Chiesa Romana fa in questo giorno Stazione alla Basilica di S. Croce in Gerusalemme. In questa venerabile Chiesa, Costantino depose una parte considerevole della vera Croce, e il titolo che vi fu affisso per ordine di Pilato, e che proclamava la regalità del Salvatore degli uomini. Vi si conservano ancora quelle preziose reliquie; e, arricchita di sì glorioso deposito, la Basilica di S. Croce in Gerusalemme è considerata dalla Liturgia Romana, come Gerusalemme stessa, come si può vedere dalle allusioni che presentano le diverse Messe delle Stazioni che vi si celebrano. Nel linguaggio delle sacre Scritture e della Chiesa, Gerusalemme è il tipodell'anima fedele; questo è anche il pensiero fondamentale che ha presieduto alla composizione dell'Ufficio e della Messa di questa Domenica. Ci dispiace di non poter svolgere qui tutto il magnifico argomento, e ci affrettiamo ad aprire il Profeta Isaia,e a leggervi, con la Chiesa, il passo da cui essa attinge oggi il motivo delle proprie speranze nel regno dolce e pacifico del Messia.

    Lettura del Profeta Isaia
    Il Messia sorge, animato dallo Spirito di Dio. Sua giustizia.
    Spunterà un rampollo dal trono di Jesse,
    e un pollone germoglierà dalle radici di lui.
    Si poserà sopra di esso lo spirito del Signore,
    spirito di saviezza e di discernimento,
    spirito di consiglio e di fortezza,
    spirito di conoscenza e timor di Dio
    e nel timor del Signore è la sua ispirazione.
    Non secondo l'apparenza farà giustizia,
    né darà sentenza secondo che sente dire,
    ma con equità farà giustizia ai miseri
    e sentenzierà con rettitudine per gli umili del paese;
    darà addosso al violento con la verga della sua bocca
    e col soffio delle sue labbra darà morte al malvagio.
    Avrà giustizia per cintura ai lombi
    e lealtà per fascia ai fianchi.
    Staranno insieme il lupo e l'agnello
    e il pardo accanto al capretto si metterà a giacere;
    il giovenco e il leoncello pascoleranno insieme
    e un piccol fanciullo li menerà;
    la vacca e l'orso si faranno compagnia
    e insieme si accovacceranno i loro nati,
    il leone e il bue del pari mangeranno paglia;
    il lattante si trastullerà alla buca dell'aspide
    e nel covo della vipera uno spoppato porrà la mano.
    Non faranno male né guasto alcuno
    in tutto il mio santo monte
    perché la conoscenza del Signore empierà la terra,
    come le acque ricopriranno il mare.
    In quel tempo al rampollo di Jesse, eretto a segnale per i popoli
    si volgeranno ansiose le genti
    e la sua sede sarà cinta di gloria.
    (Is 11,1-10)


    Quante cose in queste magnifiche parole del Profeta! Il Ramo; il Fiore che ne spunta; lo Spirito che si posa su quel fiore; i sette doni dello Spirito; la pace e la sicurezza ristabilite sulla terra; una fraternità universale nell'impero del Messia. San Girolamo, dal quale la Chiesa attinge oggi le parole nelle Lezioni del secondo Notturno, ci dice "che questo Ramo senza alcun nodo che spunta dal tronco di Jesse è la Vergine Maria, e che il Fiore è lo stesso Salvatore, il quale ha detto nel Cantico: Io sono il fiore dei campi e il giglio delle valli". Tutti i secoli cristiani hanno celebrato con trasporto il Ramo meraviglioso e il suo Fiore divino. Nel Medioevo, l'Albero di Jesse copriva con i suoi profetici rami il portale delle Cattedrali, scintillava sulle vetrate, si spandeva in ricami sugli ornamenti del santuario e la voce melodiosa dei sacerdoti cantava il dolce Responsorio composto da Fulberto di Chartres e messo in canto gregoriano dal pio re Roberto:

    R). Il tronco di Jesse ha prodotto un ramo, e il ramo un fiore; * E su questo fiore si è posato lo Spirito divino.
    V). La Vergine Madre di Dio è il ramo, e il suo figlio il fiore; * E su questo fiore si è posato lo Spirito divino.


    E il devoto san Bernardo, commentando tale Responsorio nella sua seconda Omelia sull'Avvento, diceva: "Il Figlio della Vergine è il fiore, fiore bianco e purpureo, scelto tra mille; fiore la cui vista allieta gli Angeli, e il cui odore ridona la vita ai morti; Fiore dei campi come lo chiama ella stessa, e non fiore dei giardini; perché il fiore dei campi sboccia da se stesso senza l'aiuto dell'uomo, senza i procedimenti dell'agricoltura. Così il seno della Vergine, come un campo eternamente verde, ha prodotto quel fiore divino la cui bellezza non si corrompe mai, e il cui splendore mai si oscurerà. O Vergine, ramo sublime, a quale altezza non sei tu salita? Tu arrivi fino a colui che è assiso sul Trono, fino al Signore della maestà. E io non ne stupisco; perché tu getti profondamente in terra le radici dell'umiltà. O pianta celeste, la più preziosa e la più santa di tutte! O vero albero di vita, che sei l'unica degna di portare il frutto della salvezza!".
    Parleremo noi dello Spirito Santo e dei suoi doni, che si effondono sul Messia solo per scendere quindi su di noi, che siamo gli unici ad aver bisogno di Sapienza e di intelletto, di Consiglio e di Forza, di Scienza, di Pietà e di Timor di Dio? Imploriamo con insistenza questo divino Spirito per opera del quale Gesù è stato formato nel seno di Maria, e chiediamogli di formarlo anche nel nostro cuore. Ma consoliamoci ancora sulle meravigliose descrizioni che ci fa il Profeta, della felicità, della concordia, della dolcezza che regnano sulla Montagna santa. Da tanti secoli il mondo aspettava la pace: essa viene finalmente. Il peccato aveva tutto diviso; la grazia riunirà tutto. Un tenero fanciullo sarà il legame dell'alleanza universale. L'hanno annunciato i Profeti, l'ha dichiarato la Sibilla, e nella stessa Roma ancora immersa nelle ombre del paganesimo, il principe dei poeti latini, facendosi eco delle tradizioni antiche, ha intonato il famoso canto nel quale dice: "L'ultima età, l'età predetta dalla Sibilla di Cuma sta per aprirsi; una nuova stirpe di uomini discende dal cielo. I greggi non avranno più da temere il furore dei leoni. Il serpente perirà; e l'erba ingannatrice che dà il veleno sarà annientata".
    Vieni dunque, o Messia, a ristabilire la primitiva armonia; ma degnati di ricordarti che tale armonia è stata spezzata soprattutto nel cuore dell'uomo; vieni a guarire questo cuore, a possedere questa Gerusalemme, indegno oggetto della tua predilezione. Troppo a lungo è stata nella cattività di Babilonia; riconducila via dalla terra straniera. Ricostruisci il suo tempio; e la gloria di questo secondo tempio sia maggiore di quella del primo, per l'onore che gli farai di abitarlo tu stesso, non più in figura, ma personalmente. L'angelo l'ha detto a Maria: Il Signore Dio tuo darà al tuo figliuolo il trono di Davide suo padre: ed egli regnerà per sempre nella casa di Giacobbe, e il suo regno non avrà mai fine. Che altro possiamo fare, o Gesù, se non dire come il tuo discepolo prediletto, Giovanni, al termine della sua Profezia: Amen! Così sia! Vieni, Signore Gesù?

    MESSA

    EPISTOLA (Rm 15,4-13). - Fratelli: Tutto ciò che è stato scritto, per nostro ammaestramento è stato scritto, affinché mediante la pazienza e la consolazione donata dalle scritture conserviamo la speranza. Il Dio della pazienza e della consolazione vi conceda d'aver il medesimo sentimento secondo Gesù Cristo: affinché d'un sol cuore, con una sola voce glorifichiate Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo. Accoglietevi dunque gli uni gli altri come Cristo ha accolto voi, per la gloria di Dio. Dico infatti che Gesù Cristo è stato ministro dei circoncisi per dimostrare la veracità di Dio e adempire le promesse fatte ai padri.
    I Gentili invece glorificano Dio a causa della sua misericordia, come sta scritto: Per questo ti loderò tra i Gentili, o Signore, e canterò al tuo nome. Dice ancora: Rallegratevi, o Gentili, col suo popolo. E ancora: Gentili, lodate tutti il Signore; o popoli tutti, celebratelo.
    E anche Isaia dice: Apparirà la radice di Iesse, Colui che sorgerà a governare i Gentili; in lui i Gentili spereranno.
    Il Dio della speranza vi ricolmi adunque di tutta la gioia e di tutta la pace che è nella fede, affinché abbondiate nella speranza e nella virtù dello Spirito Santo.


    Abbiate dunque pazienza, o Cristiani; crescete nella speranza, e gusterete il Dio di pace che sta per venire in voi. Ma siate cordialmente uniti gli uni agli altri, poiché questo è il segno distintivo dei figli di Dio. Il Profeta ci annuncia che il Messia farà abitare insieme il lupo e l'agnello, ed ecco che l'Apostolo ce lo mostra nell'atto di riunire in una stessa famiglia l'Ebreo e il Gentile. Gloria a questo supremo Re, potente rampollo del tronco di Jesse, che ci ordina di sperare in lui!

    VANGELO (Mt 11,2-10). - In quel tempo: Giovanni, avendo udite nella prigione le opere di Cristo, mandò due dei suoi discepoli a dirgli: Sei tu quello che ha da venire, o dobbiamo aspettare un altro? E Gesù rispose loro: Andate a riferire a Giovanni quel che udite e vedete: i ciechi vedono, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono mondati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunziata la buona novella; ed è beato chi non si sarà scandalizzato di me.
    Partiti quelli, Gesù incominciò a parlare alle turbe di Giovanni e a dire: Che siete andati a vedere nel deserto? Una canna agitata dal vento? Ma che siete andati a vedere? Un uomo vestito mollemente? Ecco, quelli che portano quelle morbide vesti stanno nei palazzi dei re. Ma che siete andati a vedere? Un profeta? Sì, vi dico, e più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: Ecco io mando innanzi a te il mio angelo per preparare la tua via dinanzi a te.


    Sei proprio tu, o Signore, che devi venire, e non dobbiamo aspettare un altro. Noi eravamo ciechi, e tu ci hai illuminati; camminavamo barcollando, e ci hai ristabiliti; la lebbra del peccato ci copriva, e ci hai guariti; eravamo sordi alla tua voce, e ci hai ridato l'udito; eravamo morti per le nostre iniquità, e ci hai tratti fuori dal sepolcro; eravamo infine poveri e abbandonati, e sei venuto a consolarci. Questi sono stati e questi saranno sempre i frutti della tua visita nelle nostre anime, o Gesù; della tua visita silenziosa, ma potente, di cui la carne e il sangue non conoscono il segreto, ma che si compie in un cuore commosso. Vieni così in me. o Salvatore! Il tuo abbassamento, la tua familiarità non mi scandalizzeranno, perché quello che operi nelle anime dimostra chiaramente che sei un Dio. Appunto perché le hai create, tu puoi anche guarirle.

    PREGHIAMO
    Scuoti, o Signore, i nostri cuori a preparare le vie del tuo Unigenito; affinché per la sua venuta meritiamo di servirti con animo purificato.

    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p. 47-51.”





    SS. VIRGO LAURETANA, ORA PRO NOBIS!
    AVE MARIA, ORA PRO NOBIS!

    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

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    Lightbulb Re: Rif: 31 dicembre: San Silvestro, Papa e confessore

    12 dicembre 2017: infra l'Ottava dell'Immacolata Concezione; S. Vergine di Guadalupe, patrona del Messico e Imperatrice delle Americhe…




    Guéranger, L'anno liturgico - 12 dicembre
    http://www.unavoce-ve.it/pg-12dic.htm
    “12 DICEMBRE.

    Consideriamo la purissima Maria che ha concepito nel suo seno il Verbo di Vita ed è tutta ripiena dei sentimenti che le ispira la sua profonda religione verso il sommo Signore e la sua ineffabile tenerezza di madre verso un tale figlio. Ammiriamo così alta dignità, rendiamole omaggio, e glorifichiamo la Madre d'un Dio. In essa si compie la profezia d'Isaia: Una Vergine concepirà e partorirà un Figlio; oracolo che gli stessi Gentili avevano misteriosamente raccolto, e così la gloria della città di Chartres che ha dedicato un altare alla Vergine partoriente, Virgini pariturae, lungi dall'essere dubbia, come parve agli occhi d'un secolo ancor più ignorante che razionalista, dev'essere ugualmente attribuita a parecchie altre città dell'Occidente. Ma chi potrebbe narrare la dignità di questa Vergine che porta nelle sue viscere benedette la Salvezza del Mondo? Se Mosè, uscendo da un semplice colloquio con Dio, apparve agli occhi del popolo d'Israele con il capo circondato dai raggi della maestà di Jahvé (Es 34,29-35), quale aureola doveva circondare Maria, che racchiudeva in sé, come un cielo vivente lo stesso sommo Signore? Ma la divina Sapienza mitigava quello splendore agli occhi degli uomini, affinché l'umiltà che il Figlio di Dio aveva scelta come il mezzo per manifestarsi ad essi, non fosse fin dall'inizio annientata dalla gloria prematura che avrebbe dovuto risplendere nella Madre sua.
    I sentimenti del Cuore di Maria in quei nove mesi della sua ineffabile unione con il Verbo divino ci sono descritti nel sacro Cantico, allorché la Sposa dice nel suo amore: "Eccomi posta all'ombra di Colui che desideravo, e il suo frutto è dolce alla mia bocca; se dormo, il mio cuore veglia. La mia anima si scioglie al rumore della voce del mio Diletto; io sono sua ed egli è mio, Colui che si pasce tra i gigli della mia verginità, fino a quando spunti il giorno della sua Natività, e scompaiono infine le ombre del peccato". Ma spesso ancora, troppo debole nella sua mortalità per sostenere l'amore che l'opprime, esclama alle anime pie sue compagne: "O figlie di Gerusalemme, copritemi di fiori, circondatemi di frutti odorosi, poiché languisco d'amore". - "Queste dolci parole - dice il venerabile Pietro di Celle in un suo Sermone per la Vigilia di Natale - queste dolci parole sono della Sposa che abita nei giardini, e che vede appressarsi il tempo del suo divino parto. Che c'è di più amabile fra tutte le creature di questa Vergine, l'amante del Signore, ma innanzitutto amata da lui? È essa che, nel Cantico, è chiamata la cerva per sempre amata. Che c'è ancora di più amabile del Figlio di Dio, nato eternamente ed eternamente amato; formato - come dice l'Apostolo - alla fine dei tempi, nel seno della diletta e divenuto, secondo l'espressione del Cantico, il cerbiatto oggetto della sua tenerezza? Cogliamo dunque, e prepariamo i nostri fiori per offrirli al figlio, e alla Madre. Ma ecco i fiori che dobbiamo presentare in modo speciale alla Vergine: purifichiamo e rinnoviamo i nostri corpi mediante Gesù che dice di essere il Fiore del campi e il Giglio delle valli, e sforziamoci di accostarci a lui mediante la castità. Quindi, difendiamo il fiore della purezza da ogni contatto estraneo, poiché essa si sciupa e appassisce in un istante se la si espone al minimo soffio. Laviamoci le mani per offrirlo nell'innocenza; e con un cuore puro e un corpo casto, con una bocca santificata e un'anima intatta cogliamo nel giardino del Signore i fiori nuovi, per la nuova Natività del nuovo Re; adorniamo di questi fiori la Santa delle Sante, la Vergine delle Vergini, la Regina delle Regine, la Signora delle Signore, per meritare di partecipare anche noi al suo divino Parto".
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p. 296-297.”





    Madonna di Guadalupe - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/madonna-di-guadalupe/
    “12 dicembre, S. Vergine di Guadalupe, patrona del Messico e Imperatrice delle Americhe.

    Vergine Immacolata di Guadalupe, Madre di Gesù e Madre nostra, vincitrice del peccato e nemica del Demonio, Tu ti manifestasti sul colle Tepeyac in Messico all’umile e generoso contadino Giandiego. Sul suo mantello imprimesti la Tua dolce Immagine come segno della Tua presenza in mezzo al popolo e come garanzia che avresti ascoltato le sue preghiere e addolcito le sue sofferenze. Maria, Madre amabilissima, noi oggi ci offriamo a te e consacriamo per sempre al tuo Cuore Immacolato tutto quanto ci resta di questa vita, il nostro corpo con le sue miserie, la nostra anima con le sue debolezze, il nostro cuore con i suoi affanni e desidèri, le preghiere, le sofferenze, l’agonia. O Madre dolcissima, ricordati sempre dei tuoi figli. Se noi, vinti dallo sconforto e dalla tristezza, dal turbamento e dall’angoscia, dovessimo qualche volta dimenticarci di te, allora, Madre pietosa, per l’amore che porti a Gesù, ti chiediamo di proteggerci come figli tuoi e di non abbandonarci fino a quando non saremo giunti al porto sicuro, per gioire con Te, con tutti i Santi, nella visione beatifica dell’Eterno Padre. Così sia.”


    http://www.sodalitium.biz/wp-content...pe-208x300.jpg









    http://www.agerecontra.it/public/press40/?p=30350
    "Cristeros: per Cristo Re, contro la massoneria Segnalazione del Centro Studi Federici.
    Nel novantesimo anno del martirio di padre Michele Pro (23 novembre 1927 – 2017), segnaliamo una recensione del libro “Messico martire”, relativo all’insorgenza dei Cristeros.

    Messico martire, di don Ugo Carandino (Sodalitium n. 66)

    La casa editrice Amicizia Cristiana ha curato la ristampa del libro Messico martire, scritto dal padre Luigi Ziliani, della Compagnia di Gesù, la cui prima edizione fu pubblicata nel 1929 e, da quanto scrive Marco Respinti (Basta Bugie.it, n. 238 del 30/3/2012), ebbe ben 15 riedizioni nell’arco di 10 anni.
    L’iniziativa editoriale è stata suggerita dal film Cristiada, relativo all’insurrezione armata che dal 1926 al 1929 mobilitò i cattolici messicani (i “Cristeros”) contro il regime massonico e anticlericale del presidente Plutarco Elias Calles. In Italia, come ogni pellicola che non rientra nel filone propagandistico hollywoodiano, il film non ho trovato un distributore (all’indirizzo Internet: http://federiciblog.altervista.org/2...va-cristo-rey/ i lettori troveranno i link per vedere e scaricare il film).
    Il lettore, fin dai primi capitoli del libro, capirà di aver speso bene i suoi soldi. In effetti, nella parte introduttiva, l’Autore (che si recò più volte in Messico, in particolare nel 1928, in piena persecuzione), situa la vicenda dei Cristeros nella guerra più ampia scatenata dalla setta massonica contro la Chiesa per la conquista del potere mondiale (e in particolare dei Paesi cattolici dell’America Latina), indicando negli Usa il braccio armato della setta. Alcune considerazioni, scritte 80 anni fa, sono di estrema attualità: “Per questi adoratori del dollaro noi tutti siamo dei paria, che devono servire, contenti delle briciole buttate a terra dalle tavole dei ricchi epuloni. …Oggi la dottrina di Monroe: ‘L’America agli americani’ ha avuto ora una nuova interpretazione elastica con la formula: ‘Tutta l’America e tutto il mondo per la massoneria’. Nella loro insaziabile voracità i framassoni, forti della loro prosperità, sono convinti che mangeranno tutto; perché è la loro ora. Poi verrà sicuramente l’ora della indigestione (speriamo, ndr)” (pag. 34). E ancora: “Aveva già detto il Presidente Roosevelt: ‘L’assorbimento dell’America Latina è molto difficile finché sarà cattolica’. Il Messico è la prima muraglia che i massoni vogliono abbattere per inondare l’America Latina con la civiltà del relativismo e del dio dollaro” (pag. 33; l’indebolimento arrecato dal Concilio alla Chiesa ha certamente favorito il dilagare delle sette protestanti nei Paesi latino-americani). Ma Ziliani ricorda anche che “la potente massoneria Nord Americana va sempre distinta dal nobile popolo di quel grande Continente, in grande parte maggioranza di indole buona e conservatrice, quando non cattolico” (pag. 29).
    Nelle stesse pagine introduttive, padre Ziliani tratteggia un breve ma esauriente panorama storico del Messico (che si può applicare alle altre terre precolombiane del Nuovo Mondo), dall’arrivo degli Spagnoli alle rivoluzioni liberali del XIX secolo. Il lettore vi troverà numerosi spunti di riflessione per controbattere la corrente vulgata anticattolica, presente in ogni settore della cultura ufficiale (anche nelle apparentemente “neutrali” guide turistiche: acquistandone una per un viaggio in Argentina, vi ho riscontrato l’esaltazione del periodo precolombiano, la demonizzazione dell’evangelizzazione cristiana e infine l’elogio dei movimenti rivoluzionari dell’ottocento).
    Scrive l’Autore: “La Cattedrale (della Città del Messico) sorge significativamente sui ruderi dell’antico tempio del sole, alla quale divinità si offrivano sacrifici umani di innocenti e d’infanti, strappando il cuore delle vittime. E mettendolo ancora palpitante e a caldo nella fauci del mostruoso Quetzalcoatl, uccello-serpente, decapitando quindi l’innocente e facendo rotolare la sua testa mozza giù fino al popolo festante” (pag. 19). “In piazza della Capitale c’è un monumento storico dedicato agli Imperatori aztechi. E’ un omaggio iniquo … ai tiranni di quell’impero” (pag. 17). L’opera della Chiesa nelle Americhe fu fondamentale per la religione e per la società: “Convertito al cattolicesimo il loro sovrano, tutti gli Indi passarono in massa nel grembo della Chiesa, che valorizzò le loro energie per il bene comune” (pag. 17). La Santa Vergine, apparsa nel 1851 a Guadalupe all’azteco Cuauhtlatoatzin (battezzato poi col nome di Juan Diego), diede “prova della sua benevolenza verso i nuovi figli, confermando il suo Patrocinio sulla nuova cristianità … Maria di Guadalupe guadagnò presto il cuore di tutti gli Indi, e fu chiamata giustamente la Buona Madrina nel loro battesimo” (pag. 20). Contro l’avidità di una parte degli Spagnoli, la Chiesa difese strenuamente gli Indios: “nel Terzo Concilio Messicano del 1585 vengono stabilite pene canoniche contro i vessatori degli indigeni, intimando riparazione dei danni. E proprio da qual tempo s’iniziano le opere di beneficenza, istituti di carità e di protezione, asili, ospedali, ricoveri, ospizi. Non toccate dunque la storia, perché questa strappa la maschera ai mentitori” (pag. 26-27).
    Ziliani non nasconde il suo disappunto per le rivolte che portarono alla separazione del Messico dalla Spagna (aggredita nello stesso periodo e dalla stessa setta in Europa): “L’indipendenza del Messico ebbe origine da un movimento rivoluzionario incomposto, quasi anarchico, non dal bisogno del popolo” (pag. 25). La rivoluzione fu manovrata dall’esterno:“Già nei primi anni della dichiarata indipendenza la massoneria fece incorporare agli Stati Uniti le conservatrici Louisiana e la Florida … la setta del triangolo e del compasso creò l’incidente col Messico, e nella conclusione della pace si appropriò di tre Stati a forte presenza cattolica: il Nuovo Messico, la Nuova California e il Texas … Più tardi nel 1853 fu annessa anche l’Arizona. Chi fomentò la rivolta contro Massimiliano Imperatore, finanziando la rivolta armata del ferocissimo Gen. Juares? Fu la massoneria, che in tutto il mondo cercava di abbattere una monarchia come quella asburgica … E fu la massoneria internazionale a sostenere Obregon e attualmente Calles, elettosi senza voto popolare, imposto alla Nazione da Obregon” (pagg. 29-30).
    Dopo la panoramica storica, l’Autore passa a esaminare il periodo della Cristiada, con la descrizione di meccanismi di geopolitica ben collaudati: “Ed è in questa persecuzione che i figli della Vedova giocano una buona carta. La mossa americana del non intervento nei cosiddetti affari interni del vicino Messico, può essere una buona politica per ottenere in cambio una legislazione più accomodante agli interessi petroliferi dei cresi in grembiulino di New Jork … Calles, non potendo colpire i grandi magnati del petrolio, che vivono all’ombra della Loggia di Wall Street, e hanno il coltello per il manico, ha ottenuto in cambio il non intervento nella sua politica vessatoria contro i cattolici … Fu detto da un magnate del petrolio che vale più un gallone di nafta che un litro di sangue … I finanzieri della squadra e compasso di Wall Street pensano al petrolio, e alla Casa Bianca hanno imposto la formula: affari interni del Messico… Questo è cinismo ed istrionismo! Non intervento ed intervento in casa altrui quando fa comodo!” (pagg. 30-32).
    Gli avvenimenti messicani ricordano “l’empietà rivoluzionaria della rivoluzione francese. Qui come là. È la solita storia massonica: una minoranza audace che opprime la maggioranza onesta” (pag. 35). Ma a volte la maggioranza reagisce, si organizza e si arma, come i cattolici della Vandea, del Tirolo e degli Stati italiani preunitari che insorsero contro le vessazioni giacobine e napoleoniche. Così pure i cattolici messicani, in nome della S. Vergine di Guadalupe e di Cristo Re (devozione che ebbe un forte impulso dopo che, nell’Epifania del 1914, l’Episcopato messicano volle ornare le immagine del Redentore con i simboli della regalità), si sollevarono a migliaia contro la tirannide governativa. La Chiesa rappresentava per i settari un ostacolo da superare per la conquista del Messico: allora gli aggressori (i presidenti-generali) indossarono i panni degli aggrediti, proprio come nella “favola esopiana del lupo e dell’agnello” (pag. 34). Sotto la presidenza del gen. Venustiano Carranza, nel 1917 a Querètaro fu varata la nuova Costituzione “degli Stati Uniti del Messico”, con il famigerato art. 130 che determinava per il clero la perdita di “ogni personalità giuridica nell’essere, nel possedere, nell’ereditare, nel succedere, nel ricevere” (pag. 38). Si mettevano le basi per passare dalla persecuzione giuridica a quella fisica, sull’esempio della Russia e della Spagna: “Prima la spogliazione, poi le manette, infine la mannaia” (pag. 38). Infatti, in poco tempo si passò dall’espulsione di vescovi e sacerdoti alla devastazione di chiese sino alle prime fucilazioni di ecclesiastici (pag. 39).
    Sotto la presidenza del gen. Alvaro Obregon, una bomba fu fatta scoppiare dall’anarchico Luciano Perez sotto il tronetto che reggeva l’effige miracolosa della S. Vergine nella basilica di Guadalupe. La deflagrazione causò gravi danni all’altare, ma il quadro fu illeso: questo fatto, che ha del miracoloso, non fu però sufficiente a placare l’indignazione dei cattolici, in particolare dalle popolazioni indiane. L’indignazione sfociò in resistenza armata quando nel giugno 1926 fu varata la “Legge Calles”, che prendeva il nome dall’ennesimo generale-tiranno del Messico. Le nuove disposizioni, in nome della “libertà” rivoluzionaria, negavano ogni libertà concreta alla Chiesa: espulsione dei preti stranieri; limitazione di un sacerdote per ogni 15.000 abitanti, ma col divieto di indossare la talare e dell’insegnamento religioso; soppressione delle comunità religiose; limitazione alla stampa cattolica; persino delle sanzioni ai genitori che favorivano la vocazione dei figli… (pag. 40). Col capitolo intitolato “Non possumus” (pag. 41) si arriva alla parte centrale del libro: lascio al lettore il compito di scoprire, in più di cento pagine, i nomi, i luoghi, gli avvenimenti legati all’insurrezione e al martirio di tanti cattolici messicani, con numerosi episodi che richiamano alla mente l‘ardimento dei primi martiri romani. E’ da precisare, nella nostra epoca offuscata dagli errori conciliari, che Cristeros non morirono per la “libertà religiosa”, ma per la libertà della Chiesa di esercitare i suoi inalienabili diritti nella sfera spirituale e temporale.
    Nell’ultima parte del libro Ziliani (pag. 175) traccia un parallelo tra la Passione di Gesù e la passione del Messico, indicando Calles nei panni di Caifa, i moderati (“i cattolici timorosi e comodi”) nei panni di Erode e infine “la venerabile in tutti i sensi Società delle Nazioni” in quelli di Pilato. Tra i cattolici “timorosi e comodi” possiamo annoverare quella parte dell’episcopato messicano che, malgrado i coraggiosi interventi di Pio XI e l’eroismo della maggioranza dei Vescovi, con un atteggiamento rinunciatario determinò il triste epilogo alla guerra dei Cristeros, con delle drammatiche conseguenze per chi aveva combattuto. A questo proposito “Messico martire” è un libro da leggere anche perché illustra e precisa il ruolo che ebbe Pio XI. Non dimentichiamo che sulla vicenda messicana (come sulla condanna dell’agnostico Charles Maurras) il pontefice di Desio è stato oggetto di aspre e ingenerose critiche, anche da parte degli avversari (coscienti o incoscienti) del Papato che si annidano nel mondo “tradizionalista”. Padre Ziliani traccia l’azione di Papa Pio XI a favore della Chiesa messicana nel capitolo “Roma ha parlato” (pag. 179); cita in particolare l’enciclica Acerba Animi del 29/9/1932, nella quale Papa Ratti denuncia come il regime messicano abbia “l’intenzione di distruggere la stessa Chiesa Cattolica” ed esorta il clero insieme ai fedeli a continuare a difendere i sacrosanti diritti della Chiesa. In un volumetto a parte, “Encicliche sulle persecuzioni in Messico, 1926-1937”, già segnalato dalla nostra rivista, “Amicizia Cristiana” ha pubblicato i diversi atti del magistero di Pio XI sul calvario messicano: l’epistola apostolica Paterna sane (2/2/1926), l’enciclica Iniquis afflictisque (18/11/1926), la citata enciclica Acerba animi magnitudo e l’enciclica Firmissimam constantiam (28/3/1937).
    Il libro termina proprio con l’elogio fatto da Pio XI ai cattolici messicani: “Popolo di Confessori e di Martiri” (pag. 214). Il già citato Respinti ci informa che padre Ziliani nel decennio 1928-1938 tenne in Italia e in altri Paesi d’Europa un incredibile numero di conferenze (quasi trecento!) per denunciare la persecuzione della Chiesa messicana da parte del regime anticlericale di Calles. La ristampa di “Messico martire” rappresenta anche un doveroso omaggio al sacerdote che con coraggio e bravura ci ha tramandato le gesta di quei Confessori e Martiri. ¡Viva Cristo Rey!

    Luigi Ziliani, Cristiada. Messico martire. Storia della persecuzione, Amicizia Cristiana, Chieti 2011, pag. 218, euro 15,00."

    http://www.sodalitium.biz/sodalitium_pdf/66.pdf

    http://www.centrostudifederici.org/c...re-massoneria/







    Ligue Saint Amédée
    http://www.SaintAmedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf
    “12 Décembre : Notre-Dame de Guadalupe.”





    “12 Décembre : Saint Valéry, Abbé († 619).”





    “12 Décembre : Saint Corentin, Évêque de Quimper.”








    http://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    "Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    12 dicembre, S. Vergine di Guadalupe, patrona del Messico e Imperatrice delle Americhe.
    http://www.sodalitium.biz/madonna-di-guadalupe/"







    Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale
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    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf
    “12 dicembre 2017: infra l'Ottava dell'Immacolata Concezione.”






    “Il 12 dicembre 1254 Papa Alessandro IV di Janne dei Conti di Segni viene esaltato al Sommo Pontificato.”



    "Festa della Perfetta e Perpetua Vergine Maria di Guadalupe, Madre e Patrona del Messico, dell'America ispanica e delle Filippine, Imperatrice d'America.
    La miracolosa Immagine che il 12 dicembre 1531 si impresse nella "tilma" dell'indio Juan Diego si conserva ancora incorrotta sul Tepeyac."











    https://forum.termometropolitico.it/...l#post16728295





    http://www.unavoce-ve.it/pg-12dic.htm





    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

  8. #128
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    Lightbulb Re: Rif: 31 dicembre: San Silvestro, Papa e confessore

    13 DICEMBRE 2017: Infra l'Ottava dell'Immacolata Concezione; SANTA LUCIA, VERGINE E MARTIRE…



    "MISSALE ROMANUM - Die 13 Decembris. S. Luciæ Virginis et Martyris"
    MISSALE ROMANUM - Die 13 Decembris. S. Luciæ Virginis et Martyris
    http://www.unavoce-ve.it/mr-13dec=lat.htm


    "Santa Lucia, vergine e martire, 13 dicembre"
    Guéranger, L'anno liturgico - Santa Lucia, Vergine e Martire
    http://www.unavoce-ve.it/pg-13dic.htm
    “13 DICEMBRE: SANTA LUCIA, VERGINE E MARTIRE.”


    "Sant’Odilia, vergine e Badessa, lo stesso giorno"
    Guéranger, L'anno liturgico - Sant'Odilia, Vergine e Badessa
    http://www.unavoce-ve.it/pg-13dic-2.htm
    “LO STESSO GIORNO, 13 DICEMBRE: SANT'ODILIA, VERGINE E BADESSA.”






    Santa Lucia - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/santa-lucia/
    “13 dicembre, Santa Lucia, Vergine e Martire (Siracusa, 283 – Siracusa, 13 dicembre 304).

    “A Siracusa, in Sicilia, il natale di santa Lucia, Vergine e Mar tire, nella persecuzione di Diocleziàno. Questa nobile Vergine, mentre volevano trascinarla uomini abbominevoli, ai quali, per ordi ne di Pascàsio Consolare, era stata consegnata perchè dal popolo si facesse oltraggio alla castità di lei, non potè essere smossa da loro in alcun modo, nè con funi aggiunte, nè con moltissime coppie di buoi; però in seguito, essendo riuscita illesa dalla pece, dalla resina e dall’olio bollente, finalmente, percossa colla spada nella gola, compì il martirio”.
    Preghiera composta da san Pio X: O Santa, che dalla luce hai nome, a Te piena di fiducia ricorriamo affinché ne impetri una luce sacra, che ci renda santi, per non camminare nelle vie del peccato e per non rimanere avvolti nelle tenebre dell’errore. Imploriamo altresì, per tua intercessione, il mantenimento della luce negli occhi con una grazia abbondante per usarli sempre secondo il divino beneplacito, senza alcun detrimento dell’anima.
    Fa, o Santa Lucia, che dopo averti venerata e ringraziata, per il tuo efficace patrocinio, su questa terra, arriviamo finalmente a godere con Te in paradiso della luce eterna del divino Agnello, il tuo dolce sposo Gesù. Così sia.”


    http://www.sodalitium.biz/wp-content...ia-300x247.jpg










    Ligue Saint Amédée
    http://www.SaintAmedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf
    “13 Décembre : Sainte Lucie, Vierge et Martyre († 303).”









    http://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/

    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare santa Lucia, Vergine e Martire, e Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi le avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questa santa Vergine e Martire, ed a lei affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, santa Lucia, Vergine e Martire, possa essere mia avvocata e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.
    #sdgcdpr”
    + O Santa, che dalla luce hai nome, a Te piena di fiducia ricorriamo affinché ne impetri una luce sacra, che ci renda santi, per non camminare nelle vie del peccato e per non rimanere avvolti nelle tenebre dell’errore. Imploriamo altresì, per tua intercessione, il mantenimento della luce negli occhi con una grazia abbondante per usarli sempre secondo il divino beneplacito, senza alcun detrimento dell’anima. Fa, o Santa Lucia, che dopo averti venerata e ringraziata, per il tuo efficace patrocinio, su questa terra, arriviamo finalmente a godere con Te in paradiso della luce eterna del divino Agnello, il tuo dolce sposo Gesù. Così sia. +
    (Preghiera di san Pio X a Santa Lucia).”







    http://www.agerecontra.it/public/press40/?p=26440
    “13 dicembre, Santa Lucia, Vergine e Martire (Siracusa, 283 – Siracusa, 13 dicembre 304).

    A lato lo storico stellone che esce dall’ arena in Piazza Brà, davanti al Municipio di Redazione.
    http://www.agerecontra.it/public/pre...6/12/image.jpg
    Arriva Santa Lucia! E si festeggia soprattutto in Sicilia (era di Siracusa) e a Verona:
    I banchéti de Santa Lùssìa, fiera dalle radici antichissime, ancora oggi si tiene nei giorni precedenti il 13 dicembre, giorno dedicato al culto della santa siciliana, in Piazza Brà. Nel XIII secolo, in città, in particolare tra i bimbi, era scoppiata una terribile ed incurabile epidemia di “male agli occhi”: la popolazione decise allora di chiedere la grazia a S. Lucia, con un pellegrinaggio alla chiesa di S. Agnese.Con il freddo i bambini non avevano nessuna intenzione di partecipare al pellegrinaggio. Allora i genitori promisero loro che, se avessero ubbidito, la Santa avrebbe fatto trovare, al loro ritorno ,nella notte tra il 12 e il 13 dicembre, tanti doni.Tutta la famiglia è coinvolta nei preparativi dell’arrivo della Santa. In ogni casa, soprattutto dove c’è un bambino, non devono mai mancare cibo e acqua per lei e il Gastaldo, fido collaboratore, e anche per l’asinello, che da sempre l’accompagnano nella sua missione notturna!
    Ora la chiesa di Sant’Agnese non esiste più dalla prima metà del 1800, ma l’usanza del cosiddetto “piatto di leccornie” per grandi e piccini è un’usanza popolare sempre in voga e molto sentita. I Cattolici, prima di tutto pregano la Santa, fanno un piccolo pellegrinaggio in una chiesa del centro, visitano i banchetti e tornano a casa col piatto pieno.”











    Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale
    http://radiospada.org/
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf
    “13 DICEMBRE 2017: SANTA LUCIA, VERGINE E MARTIRE.”





    “13 dimembre 2017: Infra l'Ottava dell'Immacolata Concezione.

    Consideriamo la purissima Vergine che esce dalla sua umile dimora per andare a far visita a santa Elisabetta, sua cugina. La Chiesa onora questo Mistero il Venerdì delle quattro Tempora dell'Avvento, come si può vedere sopra, in tale giorno, nel Proprio del Tempo. Attingeremo ancora da san Bonaventura il racconto di quella sublime scena, certi che nulla sarà più gradito ai nostri lettori che sentire nuovamente la voce del dottore Serafico che sa meglio di noi rivelare alle anime pie quei meravigliosi preludi alla nascita del Salvatore.
    "Quindi la Vergine, ripensando alle parole che l'Angelo le ha dette riguardo alla cugina Elisabetta, propone di andar a farle visita per congratularsi con lei, e servirla in tutto. Parte dunque da Nazareth in compagnia di Giuseppe suo sposo, verso la casa di quella pia Donna, che distava quattordici o quindici miglia circa da Gerusalemme. Né l'asprezza né la lunghezza del cammino la fanno esitare, ma va in fretta, perché non voleva apparire troppo a lungo in pubblico; e non si sente affatto affaticata in seguito alla concezione del Figlio, come capita alle altre donne, poiché il Signore Gesù non fu mai di peso alla Madre sua. Considerate come va sola con il suo Sposo la Regina del cielo e della terra, e non a cavallo ma a piedi. Non ha scorta di soldati o di cavalieri, non è accompagnata da valletti né da damigelle d'onore; ma con essa cammina la povertà, l'umiltà, la modestia e insieme l'onestà di ogni virtù. Porta inoltre con sé il Signore, il quale ha come corteo una grande e nobile compagnia, ma non quella vana e pomposa del secolo.
    Ora, come fu entrata nella casa di Elisabetta, salutò quella santa Donna dicendo: Salve, sorella Elisabetta! Allora Elisabetta, trasalendo di gioia, trasportata dall'allegrezza e infiammata dallo Spirito Santo si alza ed abbraccia la Vergine con molta tenerezza; quindi, esclamando nell'eccesso della sua letizia, dice: Benedetta sei tu fra tutte le donne, e benedetto il frutto del tuo seno! E donde mi è data la fortuna che venga da me la Madre del mio Signore? Appena infatti la Vergine ebbe salutato Elisabetta, Giovanni fu nel seno della madre ripieno di Spirito Santo, e con lui ne fu ripiena anche la madre. Essa non è colmata di quella celeste infusione in preferenza del figlio, ma il figlio arricchito di quel dono supremo ne comunica la pienezza alla madre, non facendo tuttavia qualcosa nell'anima di lei, ma meritando, per lo Spirito Santo, che questo operi qualcosa in lei, poiché in lui risplendeva con maggior abbondanza la grazia dello Spirito Santo, e fu il primo a risentirla. Come dunque la cugina sentì la venuta di Maria, così pure il bambino sentì la venuta del Signore. Egli dunque sussultò, e la madre si mise a parlare profeticamente. Osserva quanto è grande la virtù delle parole della Vergine, poiché come vengono pronunciate è conferito lo Spirito Santo. E in verità essa ne era tanto ripiena che dei suoi meriti lo Spirito Santo riempiva anche gli altri. Ordunque, Maria rispose ad Elisabetta dicendo: La mia anima magnifica il Signore, e il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore!".
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p. 299-302.”





    “Il 13 dicembre 1124 muore Papa Callisto II dei conti di Borgogna, Sommo Pontefice.”






    "Christmas - Santa Lucia Sweden
    https://www.youtube.com/watch?time_continue=105&v=i2-Q_ObdE-4"






    https://forum.termometropolitico.it/...tml#post711196
    https://forum.termometropolitico.it/...e-martire.html
    https://forum.termometropolitico.it/...martire-3.html
    "13 dicembre - S. Lucia, vergine e martire."




    Sancta Lucía, ora pro nobis!
    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

 

 
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