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    Predefinito 31 dicembre: San Silvestro, Papa e confessore

    1° DICEMBRE



    La Chiesa Romana non celebra in questo giorno la festa particolare di nessun Santo e recita semplicemente l'Ufficio della Feria, a meno che non capiti proprio oggi la prima Domenica di Avvento. In questo caso, si dovrà ricorrere al Proprio del Tempo, dove si trova per disteso l'Ufficio di questa Domenica.

    Ma se il 1° dicembre è una semplice Feria dell'Avvento, si potranno cominciare fin da oggi a considerare, con spirito di fede, i preludi della misericordiosa Venuta del Salvatore degli uomini.

    Migliaia d'anni d'attesa hanno preceduto questa Venuta, e sono raffigurati nelle quattro Settimane che dobbiamo percorrere prima di giungere alla gloriosa Natività del nostro Salvatore. Consideriamo la religiosa impazienza nella quale sono vissuti tutti i Santi dell'Antica Alleanza, che si tramandavano di generazione in generazione una speranza di cui non potevano che salutare da lontano il divino oggetto. Percorriamo con il pensiero la lunga sequela dei testimoni della promessa: Adamo e i primi Patriarchi anteriori al diluvio; Noè, Abramo, Isacco, Giacobbe e i dodici Patriarchi del popolo ebreo; Mosè, Samuele, David e Salomone; quindi i Profeti e i Maccabei; e arriviamo a Giovanni Battista e ai suoi discepoli. Sono i Santi avi di cui il libro dell'Ecclesiastico ci dice: Lodiamo i nostri padri, questi uomini pieni di gloria di cui siamo i discendenti (Eccli 44,1), e di cui l'Apostolo dice agli Ebrei: "Questi hanno reso testimonianza alla fede, ma non hanno conseguito la promessa, avendo Dio disposto qualche cosa di meglio per noi, affinché non ottenessero la perfezione senza di noi" (Ebr 11,39-40).

    Rendiamo omaggio alla loro fede, glorifichiamoli come i nostri veri Padri in quella stessa fede per la quale hanno meritato che il Signore, il quale li ha provati, si ricordasse infine delle sue promesse; onoriamoli anche come gli antenati del Messia secondo la carne. Ascoltiamo il loro ultimo grido sul letto di morte, la solenne invocazione che rivolgono a Colui che solo poteva distruggere la morte: O Signore, aspetterò la tua salvezza! Salutare tuum exspectabo, Domine! È Giacobbe stesso, nella sua ultima ora, che sospende per un istante le Benedizioni profetiche che spande sui propri figli, per gettare verso Dio questa esclamazione (Gen 49,18).

    Tutti quei santi uomini, uscendo da questa vita, avrebbero atteso, lungi dalla Luce eterna, Colui che doveva apparire a suo tempo e riaprire la porta del cielo. Contempliamoli nel luogo di attesa, e rendiamo gloria e amore al Dio che ci ha guidati alla sua mirabile luce, senza farci passare attraverso quelle ombre; ma preghiamo ardentemente per la venuta del Liberatore che spalancherà, con la sua croce, le porte della prigione, e la illuminerà con i raggi della sua gloria. E poiché in questo sacro tempo la Chiesa, per bocca nostra, usa così spesso le espressioni di questi Padri del popolo Cristiano per chiamare il Messia, rivolgiamoci anche ad essi per essere aiutati dalla loro intercessione nella grande opera della preparazione dei nostri cuori a Colui che deve venire.



    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p. 255-256

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  2. #2
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    Predefinito Rif: 1 dicembre 2009: Martedì della Prima Settimana d'Avvento

    2 dicembre 2009
    Quarto delle None.

    Rosso. Martedì. Santa Bibiana Vergine e Martire, semidoppio.


    MESSA Me exspectaverunt, Gloria, orazione propria, 2ª orazione della feria, 3ª Deus, qui de B. M. V., Prefazio comune, Ite, Missa est, ultimo Vangelo di san Giovanni.

    Fonte: Una Voce Venetia

  3. #3
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    Predefinito Rif: 1 dicembre 2009: Martedì della Prima Settimana d'Avvento

    2 DICEMBRE

    SANTA BIBIANA, VERGINE E MARTIRE



    Nel tempo dell'Avvento, la Chiesa celebra, fra le altre, la memoria di cinque illustri Vergini. La prima, santa Bibiana, che festeggiamo oggi, è romana; la seconda, santa Barbara, è l'onore delle Chiese dell'Oriente; la terza, sant'Eulalia da Merida, è una delle principali glorie della Chiesa di Spagna; la quarta, santa Lucia, appartiene alla Sicilia; e infine la quinta, sant'Odilia, è reclamata dalla Francia. Queste cinque Vergini prudenti hanno acceso la loro lampada ed hanno vegliato aspettando l'arrivo dello Sposo; e fu così grande la loro costanza e la loro fedeltà, che quattro di esse hanno versato il proprio sangue per amore di Colui che aspettavano. Fortifichiamoci con un simile esempio; e poiché, come dice l'Apostolo, non abbiamo ancora resistito fino al sangue, non ci lamentiamo della nostra pena e delle nostre fatiche durante le veglie del Signore, che compiamo nella speranza di vederlo presto, ma istruiamoci oggi con i gloriosi esempi della casta e coraggiosa santa Bibiana.



    VITA. - Il nome di santa Bibiana non si legge nel martirologio geronimiano. I suoi Atti, che sono noti anche sotto il nome di Atti di san Pimenio, sono leggendari. Secondo essi, Bibiana sarebbe appartenuta ad una famiglia di martiri, che diedero tutti la propria vita per Cristo. Per conservare la sua fede e la sua purezza, preferì essere flagellata fino a morirne. In suo onore fu consacrata una basilica sull'Esquilino dal Papa Simplicio (468-483), e il Liber Pontificalis ci dice che il suo corpo riposa qui. Santa Bibiana è la patrona di Siviglia ed è invocata contro i mal di testa e l'epilessia.



    O Bibiana, Vergine prudentissima, tu hai attraversato senza venir meno la lunga veglia di questa vita; e l'olio non mancava alla tua lampada quando d'improvviso è giunto lo Sposo. Eccoti ora per l'eternità nella dimora delle nozze eterne, dove il Diletto si pasce fra i gigli. Dal luogo del tuo riposo, ricordati di quelli che vivono ancora nell'attesa di quello stesso Sposo i cui abbracci eterni sono stati a te riservati per i secoli dei secoli. Noi aspettiamo la nascita del Salvatore del mondo, che deve segnare la fine del peccato e l'inizio della giustizia; aspettiamo la venuta di questo Salvatore nelle anime nostre, perché le vivifichi e le unisca a sé con il suo amore; aspettiamo infine il Giudice dei vivi e dei morti. Vergine saggia, piega, con le tue tenere preghiere, questo Salvatore, questo Sposo e questo Giudice, affinché la sua triplice visita, operata per gradi in noi, sia il principio e la consumazione di quella unione alla quale tutti noi dobbiamo aspirare. Prega anche, o Vergine fedelissima, per la Chiesa della terra che ti ha generata alla Chiesa del cielo, e che custodisce così religiosamente le tue preziose spoglie. Ottieni ad essa la fedeltà perfetta che la rende sempre degna di Colui che è il suo come il tuo Sposo. È così arricchita dei suoi più magnifici doni e fortificata con le sue più inviolabili promesse, ma vuole tuttavia che chieda, e noi pure chiediamo per essa, le grazie che debbono condurla al fine glorioso al quale aspira.



    * * *



    Consideriamo oggi la situazione della natura nella stagione dell'anno alla quale siamo giunti. La terra si è spogliata dell'usata veste, i fiori sono morti, i frutti non pendono più dagli alberi, il fogliame dei boschi è disperso dai venti, e il freddo colpisce ogni essere vivente; si direbbe che la morte è alle porte. Se almeno il sole conservasse il suo splendore, e tracciasse ancora nell'aria il suo corso radioso! Ma, di giorno in giorno, anch'egli accorcia il suo cammino. Dopo una lunga notte, gli uomini lo scorgono per vederlo presto ricadere al tramonto, nell'ora stessa in cui poco tempo fa i suoi raggi brillavano ancora di vivo splendore, ed ogni giorno che passa vede accelerarsi la rapida invasione delle tenebre. È forse il mondo destinato a veder spegnersi per sempre la sua fiaccola? È forse il genere umano condannato a finire nella notte? I pagani lo temerono, e per questo, contando con spavento i giorni di questa terribile lotta della luce e delle tenebre, consacrarono al culto del Sole il venticinquesimo giorno di dicembre, che era il solstizio d'inverno, giorno dopo il quale l'astro, sfuggendo ai legami che lo trattenevano, comincia a risalire e riprende gradualmente quella linea trionfante con la quale poco tempo fa divideva il cielo in due parti.

    Noi cristiani, illuminati dagli splendori della fede, non ci arresteremo a queste umane paure: cerchiamo un sole al confronto del quale il sole visibile non è che tenebre. Con esso, potremo sfidare tutte le ombre materiali; senza di esso, la luce che crederemmo di avere non fa altro che sviarci e perderci. O Gesù, luce vera che illumini ogni uomo che viene in questo mondo, tu hai scelto, per nascere in mezzo a noi, l'istante in cui il sole visibile è vicino a spegnersi, per farci comprendere, con questa mirabile immagine, lo stato in cui eravamo ridotti quando venisti a salvarci e illuminarci. "La luce del giorno si spegneva - dice san Bernardo nel suo primo Sermone sull'Avvento; - il Sole di giustizia era quasi scomparso; sulla terra rimaneva appena una debole luce e un calore morente. Perché la luce della divina conoscenza era quasi spenta, e per l'abbondanza dell'iniquità s'era raffreddato il fervore della carità. L'angelo non appariva più; il Profeta non si faceva più sentire. L'uno e l'altro erano come scoraggiati dalla durezza e dall'ostinazione degli uomini; ma - dice il Figlio di Dio - allora appunto io dissi: Eccomi!". O Cristo, o Sole di giustizia, fa' che comprendiamo bene che cosa è il mondo senza di te; che cosa sono i nostri intelletti senza la tua luce e i nostri cuori senza il tuo divino calore. Apri gli occhi della nostra fede; e mentre quelli del nostro corpo saranno testimoni del quotidiano decrescere della luce visibile, penseremo alle tenebre dell'anima che solo tu puoi illuminare. Allora il nostro grido, dal profondo dell'abisso, si innalzerà verso di te che devi apparire nel giorno stabilito, e dissipare le ombre più dense con il tuo vittorioso splendore.



    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p. 257-259

  4. #4
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    Predefinito Rif: 2 dicembre: Santa Bibiana, vergine e martire


  5. #5
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    Predefinito Rif: 2 dicembre: Santa Bibiana, vergine e martire

    3 DICEMBRE

    SAN FRANCESCO SAVERIO CONFESSORE,
    APOSTOLO DELLE INDIE



    Gli Apostoli furono gli antesignani della Venuta del Cristo; era dunque giusto che al tempo dell'Avvento non mancasse la commemorazione di qualcuno di essi. La divina Provvidenza vi ha provveduto. Senza parlare di sant'Andrea, la cui festa è spesso già passata quando si apre il tempo dell'Avvento, s'incontra immancabilmente ogni anno san Tommaso all'approssimarsi del Natale. Diremo più avanti perché egli ha ottenuto questo posto in preferenza degli altri Apostoli; qui vogliamo solo insistere sulla convenienza la quale sembrava esigere che il Collegio Apostolico fornisse almeno uno dei suoi membri per annunciare, in questa parte del Ciclo cattolico, la venuta del Redentore. Ma Dio non ha voluto che il primo apostolato fosse il solo ad apparire all'inizio del Calendario liturgico; grande è pure, benché inferiore, la gloria di quel secondo Apostolato per il quale la Sposa di Gesù Cristo moltiplica ancora i suoi figli, in una feconda vecchiaia, come dice il Salmista (Sal 91,15). Vi sono ancora oggi dei Gentili da evangelizzare; la venuta del Messia è ben lontana dall'essere stata annunciata a tutti i popoli; ma, tra i valenti messaggeri del Verbo che, in questi ultimi secoli, hanno fatto risonare la loro voce in mezzo alle genti infedeli, non ve n'è alcuna che abbia brillato di più vivo splendore, che abbia operato maggiori prodigi e che si sia mostrata più somigliante ai primi Apostoli, del recente Apostolo delle Indie, san Francesco Saverio.

    E certo, la vita e l'apostolato di quest'uomo meraviglioso furono l'oggetto di un grande trionfo per la nostra santa Madre la Chiesa Cattolica nel tempo in cui risplendettero. L'eresia, sostenuta in tutti i modi dalla falsa scienza, dalla politica, dalla cupidigia e da tutte le cattive passioni del cuore umano, sembrava giunta al momento della vittoria. Nel suo audace e sfrenato linguaggio, essa parlava sol più con profondo disprezzo di quella antica Chiesa fondata sulle promesse di Gesù Cristo; la denunciava alle genti, ed osava chiamarla la prostituta di Babilonia, come se i vizi dei figli potessero oscurare la purezza della madre. Infine Dio si mostrò, e d'improvviso il suolo della Chiesa apparve coperto dei più mirabili frutti di santità. Gli eroi e le eroine si moltiplicarono dal seno stesso di quella sterilità che era solo apparente, e mentre i pretesi riformatori si mostravano i più viziosi degli uomini, l'Italia e la Spaglia da sole brillavano d'uno splendore incomparabile per i capolavori di santità che si produssero nel loro seno.

    Oggi è san Francesco Saverio, ma più d'una volta nell'Anno, ci troveremo a festeggiare i nobili compagni e le illustri compagne che la grazia divina gli ha suscitati: di modo che il XVI secolo non ebbe nulla da invidiare ai secoli più favoriti delle meraviglie della santità. Certo, non si preoccupavano molto della salvezza degli infedeli quei sedicenti riformatori che pensavano solo a distruggere i1 vero Cristianesimo sotto le rovine dei suoi templi; e appunto in quello stesso momento una società d'apostoli si offriva al Pontefice romano per andare a stabilire la fede presso i popoli più immersi nelle ombre della morte. Ma, fra tutti questi apostoli, come abbiamo detto, nessuno ha realizzato il tipo primitivo allo stesso grado del discepolo di Ignazio. Nulla gli è mancato, né la vasta estensione dei paesi solcati dal suo zelo, né le migliaia d'infedeli che ha battezzati con il suo braccio infaticabile, né i prodigi di ogni specie che lo mostrarono agli infedeli come segnato del sigillo che avevano ricevuto quelli di cui la santa Liturgia dice: "Questi sono coloro che, vivendo ancora nella carne, sono stati i piantatori della Chiesa". L'Oriente ha dunque visto, nel XVI secolo, un Apostolo venuto da Roma sempre santa, e il cui carattere e le cui opere richiamavano lo splendore di cui brillarono coloro che Gesù aveva egli stesso mandati. Sia dunque gloria al divino Sposo che ha vendicato l'onore della sua Sposa, suscitando Francesco Saverio e presentandoci in lui un'idea di ciò che furono, in seno al mondo pagano, gli uomini che egli aveva incaricati di promulgare il suo Vangelo.



    VITA. - San Francesco nacque in Navarra nel 1506. Conobbe a Parigi sant'Ignazio di Loiola con il quale si legò in santa amicizia. Quando fu fondata la Compagnia di Gesù, Ignazio lo mandò nelle Indie nel 1542. Fu celebre per il suo spirito di preghiera, per la sua grande mortificazione, per il dono dei miracoli e per le innumerevoli conversioni che operò con la predicazione presso gl'infedeli. Morì nell'isola di Sanciano il 2 dicembre 1552. Il Suo corpo riposa a Goa (Indie) e il suo braccio destro è venerato nella chiesa del Gesù a Roma. San Francesco Saverio è patrono della Propagazione della Fede.



    Glorioso apostolo di Gesù Cristo che hai illuminato della sua luce le genti sedute nelle ombre della morte, noi, Cristiani indegni, ci rivolgiamo a te, affinché con quella stessa carità che ti portò a sacrificare tutto per evangelizzare le genti, ti degni di preparare i nostri cuori a ricevere la visita del Salvatore che la nostra fede attende e che il nostro amore desidera. Tu fosti il padre delle genti infedeli; sii anche il protettore del popolo dei credenti, nei giorni in cui ci troviamo. Prima di avere ancora contemplato con i tuoi occhi il salvatore Gesù, lo facesti conoscere a innumerevoli popoli. Ora che lo vedi faccia a faccia ottieni che anche noi lo possiamo vedere, quando apparirà, con la fede semplice e ardente dei Magi dell'Oriente, primizie gloriose delle genti che tu sei andato ad iniziare alla luce mirabile (1Pt 2,9).

    Ricordati anche, o grande Apostolo, di quelle stesse genti che hai evangelizzate, e presso le quali la parola di vita, per un terribile giudizio di Dio, ha cessato di essere feconda. Prega per il vasto impero della Cina che il tuo sguardo salutava morendo, e al quale non fu dato di sentire la tua parola. Prega per il Giappone, diletta piantagione che il cinghiale di cui parla il Salmista ha cosi orribilmente devastata. Ottieni che il sangue dei Martiri che vi fu sparso come l'acqua, fecondi finalmente questa terra. Benedici anche, o Saverio, tutte le Missioni che la nostra santa Madre Chiesa ha intraprese, nelle regioni in cui la Croce ancora non trionfa. Che i cuori degli infedeli si aprano alla luminosa semplicità della fede; che il seme fruttifichi al centuplo; che il numero dei nuovi apostoli, tuoi successori, vada sempre crescendo; che il loro zelo e la loro carità non vengano mai meno; che i loro sudori diventino fecondi e che la corona del loro martirio sia non solo la ricompensa, ma il complemento e l'ultima vittoria del loro apostolato. Ricordati, dinanzi al Signore, degli innumerevoli membri di quell'associazione per la quale Gesù Cristo è annunciato in tutta la terra, e che si è posta sotto il tuo patrocinio. Prega infine con cuore filiale per la santa Compagnia della quale sei la gloria e la speranza. Che essa fiorisca sempre più sotto il vento della tribolazione che non le è mai mancato, che si moltiplichi affinché per essa siano moltiplicati i figli di Dio, che abbia sempre al servizio del popolo cristiano numerosi Apostoli e savi Dottori, e non porti invano il nome di Gesù.



    * * *



    Consideriamo lo stato miserevole del genere umano nel momento in cui apparirà Cristo. L'affievolirsi delle verità sulla terra è crudelmente espresso dal diminuire della luce materiale in questi giorni. Le antiche tradizioni si vanno spegnendo da ogni parte; il Dio creatore di tutte le cose è misconosciuto nell'opera stessa delle sue mani, e tutto è diventato Dio, eccetto il Dio che tutto ha fatto. Questo orrido Panteismo distrugge la morale pubblica e privata. Tutti i diritti, fuorché quello del più forte, sono dimenticati; la voluttà, la cupidigia, il saccheggio siedono sugli altari e ricevono l'incenso. La famiglia è distrutta dal divorzio e dall'infanticidio; la stirpe umana è degradata in massa dalla schiavitù, e anche le nazioni periscono con le guerre di sterminio. Il genere umano non ne può più, e se la mano che l'ha creato non viene nuovamente in suo aiuto, deve inevitabilmente soccombere in una vergognosa e sanguinosa dissoluzione. I giusti che ancora conta e che lottano contro il torrente e la degradazione universale, non lo salveranno, perché sono disprezzati dagli uomini, e i loro meriti non potrebbero, dinanzi a Dio, coprire l'orribile lebbra che divora la terra. Più criminale ancora che nei giorni del diluvio, ogni carne ha corrotto la sua via; nondimeno, un secondo sterminio non servirebbe che a manifestare la giustizia di Dio; è tempo che venga sulla terra un diluvio di misericordia, e che colui che ha creato il genere umano discenda per guarirlo. Appari dunque, o figlio eterno di Dio. Vieni a rianimare quel cadavere, a guarire tante piaghe; a lavare tante sozzure, a rendere sovrabbondante la grazia là dove abbonda il peccato; e quando avrai convertito il mondo alla tua santa legge, allora avrai mostrato a tutti i secoli futuri che tu stesso o Verbo del Padre, sei venuto: perché se solo un Dio ha potuto creare il mondo, non c'era che l'onnipotenza d'un Dio che potesse restituirlo alla santità, dopo averlo strappato a Satana e al peccato.



    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p. 259-263

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    Predefinito Rif: 2 dicembre: Santa Bibiana, vergine e martire

    3 dicembre 2009
    Terzo delle None.

    Bianco. Giovedì. San Francesco Saverio Confessore, doppio maggiore.


    MESSA propria, Gloria, 2ª orazione della feria, Prefazio comune, Ite, Missa est, ultimo Vangelo di san Giovanni.

    Oggi è permessa un'unica messa votiva di Nostro Signore Gesù Cristo Sommo ed Eterno Sacerdote: Bianco. Gloria, 2ª orazione della feria, Credo, Prefazio della Croce, Ite, Missa est, ultimo Vangelo di san Giovanni.

    Fonte: Una Voce Venetia

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    Predefinito Rif: 2 dicembre: Santa Bibiana, vergine e martire

    Ultima modifica di Guelfo Nero; 03-12-09 alle 01:08

  8. #8
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    Predefinito Rif: 3 dicembre: San Francesco Saverio, confessore e apostolo delle Indie

    Sebastiano Conca, Miracolo del granchio, 1730-40, Museo Diego D’Aragona Pignatelli Cortes, Napoli

    Sebastiano Conca, Predica di S. Francesco Saverio, 1730-40, Museo Diego D’Aragona Pignatelli Cortes, Napoli


    Sebastiano Conca, S. Francesco Saverio battezza la regina Neachile Pocaraga, 1730-40, Museo Diego D’Aragona Pignatelli Cortes, Napoli

    Sebastiano Conca, Morte di S. Francesco Saverio, 1730-40, Museo Diego D’Aragona Pignatelli Cortes, Napoli

  9. #9
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    Predefinito Rif: 3 dicembre: San Francesco Saverio, confessore e apostolo delle Indie

    4 DICEMBRE

    SAN PIER CRISOLOGO,
    VESCOVO E DOTTORE DELLA CHIESA



    La Provvidenza divina la quale non ha permesso che la Chiesa, nel santo tempo dell'Avvento, fosse priva della consolazione di festeggiare qualcuno degli Apostoli che hanno annunciato la venuta del Verbo ai Gentili, ha voluto anche che nello stesso periodo, fossero ugualmente rappresentati in questa importante parte del Ciclo cattolico i santi Dottori che hanno difeso la vera Fede contro gli eretici. Due di essi, sant'Ambrogio e san Pier Crisologo, risplendono nel cielo della santa Chiesa in questa stagione come due astri luminosi. È da notare che entrambi sono stati i vindici del Figlio di Dio che noi aspettiamo. Il primo ha validamente combattuto gli Ariani, la cui empia dottrina voleva fare del Cristo, oggetto delle nostre speranze, una creatura e non un Dio; il secondo si è opposto ad Eutiche, il cui sacrilego sistema distruggeva tutta la gloria dell'Incarnazione del Figlio di Dio, osando insegnare che, in questo mistero, la natura umana è stata assorbita dalla divinità.

    È questo secondo Dottore, il pio Vescovo di Ravenna, che noi oggi onoriamo. La sua eloquenza pastorale gli acquistò una grande reputazione, e ci sono rimasti molti dei suoi Sermoni. Vi è raccolta una moltitudine di brani della più squisita bellezza, per quanto vi si senta talvolta la decadenza della letteratura del V secolo. Il mistero dell'Incarnazione vi è spesso trattato, e sempre con una precisione e un entusiasmo che rivelano la scienza e la pietà del santo vescovo. La sua ammirazione e il suo amore verso Maria Madre di Dio che aveva, in quel secolo, riportato la vittoria sui nemici con il decreto del concilio di Efeso, gli ispirano i più elevati sentimenti e i più felici pensieri. Citeremo alcune righe sull'Annunciazione:

    "Alla Vergine, Dio manda un messaggero alato. Lui sarà il portatore della grazia e presenterà i pegni ricevendone il contraccambio. Lui riferirà la fede data, e, dopo aver conferito la ricompensa a cosi alta virtù, risalirà sollecito portatore della promessa verginale. L'ardente messaggero si dirige con rapido volo verso la Vergine; viene a sospendere i diritti dell'unione umana e senza togliere la Vergine a Giuseppe, la restituisce a Cristo cui era disposata fin dall'istante in cui era stata creata [1]. È dunque la sua sposa che Cristo riprende, e non quella d'un altro; non è una separazione quella che egli opera, ma è lui che si dona alla sua creatura incarnandosi in essa.

    Ma ascoltiamo ciò che il racconto ci dice dell'Angelo. Entrato da lei, le disse: Salve, o piena di grazia! Il Signore è con te. Queste parole annunciano già il dono celeste. Non esprimono un saluto ordinario. Salve! cioè: ricevi la grazia, non temere, non pensare alla natura. Piena di grazia, cioè: in altri abita la grazia, ma in te abiterà la pienezza della grazia. Il Signore è con te: che altro significa se non che il Signore non intende più solo visitarti, ma che scende in te, per nascere da te con un mistero del tutto nuovo? L'angelo aggiunge: Tu sei benedetta fra tutte le donne: perché? perché quelle di cui Eva, la maledetta, lacerava le viscere, hanno ora Maria, la benedetta che gioisce in esse, che le onora, che diventa il loro modello. Eva, per la natura, non era più che la madre dei morenti; Maria diventa, per la grazia, la madre dei viventi" (Discorso CXI).

    Nei discorsi seguenti, il santo Dottore c'insegna con quale profonda venerazione dobbiamo contemplare Maria in questi giorni in cui Dio abita ancora in essa. "Quando si tratta - egli dice - dell'appartamento intimo del re, di quale mistero, di quale riverenza, di quali profondi riguardi non dev'essere circondato questo luogo? È interdetto l'accesso ad ogni estraneo, ad ogni immondo, ad ogni infedele. Le usanze delle corti c'insegnano quanto debbano essere degni e fedeli i servigi che vi si rendono: si potrebbe sopportare anche solo di incontrare alle porte del palazzo l'uomo vile, l'uomo indegno? Quando dunque si tratta del santuario segreto dello Sposo divino, chi potrebbe essere ammesso, se non è intimo, se la sua coscienza non è pura, se la sua reputazione non è onorata, se la sua vita non è virtuosa? In questo santo asilo, dove un Dio possiede la Vergine, solo la verginità senza macchia ha diritto di penetrare. Osserva dunque, o uomo, ciò che hai, ciò che puoi valere, e chiediti se potresti scandagliare il mistero dell'Incarnazione del Signore, se hai meritato di accostarti all'augusto asilo in cui riposa ancora in questo istante tutta la maestà del Re supremo, della Divinità in persona".



    VITA. - San Pier Crisologo nacque a Imola, nell'Emilia. Il vescovo del luogo lo formò alla scienza e alla santità. Il papa Cornelio, mosso da una divina ispirazione, lo promosse nel 433 alla sede episcopale di Ravenna. Difese la fede cattolica contro Eutiche, con una lettera indirizzata al Concilio di Calcedonia, e la sua celebre eloquenza gli meritò il titolo di Crisologo o bocca d'oro. Dopo aver governato la chiesa di Ravenna per diciotto anni, morì nella sua città natale il 4 dicembre del 450. Le sue reliquie sono venerate a Ravenna, nella basilica Ursiana.



    O Santo Vescovo, la cui bocca d'oro si è aperta nell'assemblea dei fedeli per far conoscere Gesù Cristo, degnati di guardare con occhio paterno il popolo cristiano che veglia nell'attesa dell'Uomo-Dio del quale hai confessato ad alta voce la duplice natura. Ottienici la grazia di riceverlo con il sommo rispetto dovuto a un Dio che scende verso la sua creatura, e con la tenera fiducia che si deve a un fratello il quale viene ad offrirsi in sacrificio per i suoi fratelli indegni. Fortifica la nostra fede, o santo Dottore, poiché l'amore che ci occorre, procede dalla fede. Distruggi le eresie che devastano il campo del Padre di famiglia, e confondi soprattutto l'odioso Panteismo, del quale l'errore di Eutiche è uno dei più funesti semi. Distruggilo infine in quelle numerose cristianità d'Oriente che non conoscono l'ineffabile mistero dell'Incarnazione se non per bestemmiarlo, e combatti anche fra noi questo mostruoso sistema che, sotto una forma ancora più ripugnante, minaccia di divorare tutto. Ispira ai fedeli figli della Chiesa quella perfetta obbedienza ai giudizi della Sede Apostolica, di cui davi all'eresiarca Eutiche, nella tua immortale Epistola, una grande ed utile lezione, quando gli dicevi: "Soprattutto, ti esortiamo, onorevole fratello, di ricevere con obbedienza le cose che sono state scritte dal beato Papa della città di Roma, poiché san Pietro, che vive e presiede sempre sulla sua Sede, vi manifesta la verità della fede a tutti coloro che la chiedono".



    [1] È chiaro che san Pier Crisologo proclama qui il mistero della Immacolata Concezione. Se Maria era legata al Figlio di Dio fin dal momento stesso della sua creazione, come avrebbe potuto toccarla il peccato originale?



    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p. 263-2

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    4 DICEMBRE

    SANTA BARBARA, VERGINE E MARTIRE



    La Chiesa Romana ha consacrato solo una semplice Commemorazione a santa Barbara, nell'Ufficio di san Pier Crisologo; ma ha approvato un intero ufficio per uso delle Chiese che onorano in modo speciale la memoria di questa illustre vergine. Rendiamo i nostri fervidi omaggi alla gloriosa Martire, così celebre in tutto l'Oriente, e della quale la Chiesa ha da lungo tempo adottato il culto [1]. I suoi atti, pur non essendo della più remota antichità [2], non hanno nulla che non torni a gloria di Dio e ad onore della Santa. Rendiamo omaggio alla fedeltà con cui questa Vergine attese lo Sposo, il quale non mancò all'ora stabilita, e fu per essa uno Sposo di Sangue, come dice la Scrittura, perché aveva riconosciuto la forza del suo amore.

    Noi veniamo, o Vergine fedele, ad offrirti insieme le nostre lodi e le nostre preghiere. Ecco che il Signore viene, e noi siamo nella notte: degnati di dare alla nostra lampada la luce che deve guidare i nostri passi e l'olio che conserva la luce. Tu sai che Colui il quale è venuto per noi e con il quale tu sei eternamente, si appressa per visitarci; ottieni che nessun ostacolo c'impedisca di andargli incontro. Che il nostro volo verso di lui sia coraggioso e rapido come il tuo; e, che, riuniti a lui, non ce ne separiamo più, poiché Colui che viene è veramente il centro di ogni creatura. Prega anche, o gloriosa Martire, affinché la fede nella divina Trinità brilli in questo mondo d'uno splendore sempre crescente. Che Satana, il nostro nemico, sia confuso, allorché ogni lingua confesserà la Triplice luce raffigurata dalle finestre della tua torre, e la croce vittoriosa che ha santificato le acque. Ricordati, o Vergine prediletta dallo Sposo, che nelle tue mani pacifiche è stato rimesso il potere non di scagliar il fulmine, ma di trattenerlo e allontanarlo. Proteggi le nostre navi contro i fuochi del cielo e contro quelli della terra. Copri con la tua protezione gli arsenali che racchiudono la difesa della patria. Ascolta la voce di tutti coloro che t'invocano, sia che essa salga verso di te dal seno della tempesta, sia che parta dalle viscere della terra, e salvaci tutti dal terribile castigo della morte improvvisa.



    * * *



    Consideriamo le genti sparse sulla superficie della terra divise nei costumi, nelle lingue e negli interessi, ma riunite tutte nell'attesa del liberatore che presto deve apparire. Né la profonda corruzione dei popoli, né tanti secoli passati dall'epoca delle tradizioni hanno potuto cancellare in essi quella speranza. In quell'istante in cui il mondo sta per andare in dissoluzione, si rivela un sintomo di vita, un grido risuona per tutta la terra: il Re universale sta per apparire; un Impero nuovo, santo ed eterno, riunirà per sempre le genti. È così, o Salvatore, che sul suo letto di morte l'aveva annunciato Giacobbe allorché, parlando di te, aveva detto: Sarà l'aspettativa delle genti. Gli uomini hanno potuto cadere in ogni sorta di degradazioni: non hanno potuto tuttavia smentire quell'oracolo. Eccoli costretti a confessare la loro inguaribile miseria, esprimendo quell'attesa profetica d'una sorte migliore. Vieni dunque, o Figlio di Dio, a raccogliere quella scintilla di speranza; è l'estremo omaggio che il vecchio mondo ti presenta al suo morire. L'attesa d'un Liberatore è il legame che riunisce in un sol tutto le due grandi parti della vita dell'umanità, prima e dopo la tua Nascita. Ma, o Gesù, se il mondo pagano, dal profondo delle sue iniquità e dei suoi errori, ha ancora avuto un sospiro verso di te, che faremo noi, eredi delle promesse, in questi giorni in cui tu ti appresti a venir a prendere possesso delle nostre anime già iniziate? Fa' che i nostri cuori ti amino già, o Gesù, quando verrai a visitarli. Coltiva la loro attesa, nutrì la loro fede, e vieni!



    [1] Culto popolarissimo e universalmente diffuso in Oriente, alla fine del IX secolo.

    [2] Inseriti nel menologio di Simeone Metafrastro, datano dal VII secolo.



    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p. 265-267

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