La città era splendida, almeno prima che lo sviluppo turistico con caraterristiche cinesi la ritoccasse pesantemente. Il suo record, invece, è allarmante: Dali è una delle dieci località della Repubblica con il più alto tasso di malati di Aids.

A DALI Appoggiata sulla sponda del lago Erhai, in Yunnan, Dali non è lontana dalle rotte della droga ed è un crocevia battutissimo del turismo zaino in spalla, e ora anche del turismo cinese. E qui apre il primo bar gay finanziato dallo Stato, attraverso l'amministrazione locale. Lo scopo è fornire informazioni sanitarie e di prevenzione, distribuire preservativi gratuiti, offrire un luogo di socializzazione. Anche se locali destinati alla comunità omosessuale in Cina non mancano, è la prima volta che un'amministrazione si fa carico di un'iniziativa del genere. In questo caso, il locale verrà gestito dal personale di una ong che si occupa appunto dell'Aids e della lotta alla discriminazione, la cui presenza nel tessuto della societàn è riconosciuta dai dirigenti politici.

NON E' IL GAY PRIDE Lo stanziamento è di 12 mila euro circa. Una goccia nel mare dei 100 mila casi di Aids riconosciuti in Cina. Per la comunità omosessuale cinese si tratta di un passo significativo. Una cosa è la cosmopolita Shanghai, dove in giugno si è svolto il primo Gay Pride della Repubblica Popolare, organizzato però soprattutto da espatriati (che componevano anche la metà abbondante dei partecipanti). Una cosa è una cittadina dello Yunnan, su cui gravitano remote comunità rurali.

Cina, il primo bar gay finanziato dallo Stato. Dal blog Le Vie dell'Asia di Marco Del Corona. Corriere Della Sera