dal quotidiano LIBERO di oggi.....
" Fosforo bianco a Falluja Il testimone smentisce la Rai
Pagina 10
IN UN'INTERVISTA AL DENVER POST, L'EX SOLDATO USA SOSTIENE DI NON AVER MAI PARLATO DI CIVILI CARBONIZZATI E DELL'EMITTENTE ITALIANA DICE: « NON HA FATTO BUON GIORNALISMO »
Quella del fosforo bianco sui civili di Fallujah altro non era che una bufala costruita ad arte dalla Rai. Ad affermarlo è il testimone oculare dell'esercito americano intervistato nell'inchiesta della tv di stato, l'ex marine Jeff Englehart. Il quale in un'intervista al quotidiano Denver post ( www. denverpo - st. com/ ci- 3228977) accusa gli uomini di viale Mazzini, Sigfrido Ranucci e l'ex braccio destro di Santoro Maurizio Torrealta, di aver manipolato il montaggio televisivo delle sue dichiarazioni per fargli dire ciò che in realtà non aveva mai sostenuto. La smentita di Englehart si aggiunge a una serie di elementi tecnici e giuridici - alcuni inediti svelati in esclusiva da Libero- che fanno crollare la tesi contenuta nel documentario italiano. La cui eco è ciò malgrado giunta in ogni angolo del pianeta, alimentando la retorica antiamericana del popolo della pace, che dell'uso di armi chimiche a Falluja ha ormai fatto un dogma. STAMPA SCHIERATA
La notizia che vi raccontiamo, il lettore medio l'avrà trovata ( con un po' di fortuna) sciolta o nascosta in qualche breve dal mondo. Alla schieratissima stampa di casa nostra non fan gioco i titoloni se a guadagnarci è l'immagine dei marines. Eppure del caso del fosforo bianco in Iraq si discute da settimane. E gli autori del " pezzo" hanno cominciato domenica un tour celebrativo nel centro sociale napoletano Officina 99. Tutto era cominciato con un'inchiesta del canale all news della tivù pubblica Rainews24, in cui si denunciava l'uso americano di armi chimiche sui civili della roccaforte sunnita di Falluja, durante la campagna contro insorti e terroristi dell'autunno 2004. A supporto si esibiva la testimonianza di uno specialista dello Us Army ( Englehart), presente in città al momento dell'attacco, e alcune foto di cadaveri consumati dal fuoco ma coi vestiti intatti. L'obiettivo politico- giornalistico era fin troppo ghiotto: dimostrare che gli americani, venuti in Iraq per togliere a Saddam le armi di distruzione di massa, proprio loro ne avevano fatto uso contro la popolazione inerme. Nell'intervista concessa alla Rai Englehart dichiarava d'aver sentito un ordine via radio che autorizzava l'impiego di fosforo bianco ( in gergo Wiskhey Pete) su bersagli umani a Falluja. Ma soprattutto costui sembrava affermare, in risposta a una domanda diretta del giornalista Rai, di aver visto personalmente vittime civili del fosforo bianco nella martoriata città. Senonchè lo stesso Englehart, intervistato dal quotidiano dell'area di Colorado Springs, il Denver post, fornisce alla giornalista Erin Emery ben altra versione. La Rai, accusa l'ex soldato Jeff, « non ha fatto buon giornalismo » . Nel suo racconto, la domanda rivoltagli dal reporter italiano era la seguente: « ha mai visto dei morti civili innocenti in Iraq? » . La risposta fu ovviamente positiva. Tuttavia, nel corso del montaggio questa risposta generica sarebbe stata poi abbinata a un quesito diverso: « ha mai visto donne e bambini uccisi dal fosforo bianco a Falluja? » . Insomma, rincara Englehart, « la risposta giusta nel contesto sbagliato » .
QUESTIONE DI DETTAGLIO
Un commento che mette la pietra tombale all'inchiesta Rai, già indebolita da altri piccoli " dettagli". A cominciare dalle foto dei cadaveri consumati, con indosso vestiti intatti di stampo civile. È l'effetto tipico del fosforo, concludevano Torrealta e soci, la prova regina: il WP fa bruciare le carni mentre risparmia le vesti. Il primo a smentirli è stato il direttore del sito Globalsecurity, l'esperto militare internazionale John Pike. « Il fosforo brucia qualunque materiale, figurarsi i vestiti- ha dichiarato al New York Timesnon a caso viene adoperato per distruggere armi ed equipaggiamenti » . Ma com'era prevedibile gli anti americani di professione han subito respinto il giudizio al mittente, bollato quale amico dei neocon e quindi non attendibile. [] Libero è però in grado di citare un documento super partes che conferma l'analisi di Pike. Il manuale per chirurghi di guerra d'emergenza in dotazione alla Nato. Al capitolo III, dal titolo Ferite da fosforo bianco, si legge: « I frammenti di questo metallo, che si accendono con l'aria, possono penetrare nei tessuti molli, ma la maggior parte dei danni cutanei risulta dalle bruciature da combustione dei vestiti » . D'altronde basta accostare a un tessuto un fiammifero ( la capocchia è di fosforo) per vederne l'esito. Per giunta l'Agenzia per le sostanze tossiche del governo Usa, ATSDR, nella sua avvertenza sul WP, addirittura afferma: « non sappiamo se possa penetrare nella pelle che non sia già tagliata o bruciata » . I cadaveri mostrati da Rainews erano dunque sfigurati dalla putrefazione o da altre cause violente. Solo che a giudicarli nel documentario è stato chiamato un biologo partigiano, il direttore del Centro diritti umani di Falluja l'iracheno Al Deraji. Lo stesso che di fronte al Parlamento Ue ha denunciato l'inverosimile uso a Falluja anche di armi nucleari. Quanto infine alla presunta violazione della Convenzione sulle armi incendiarie del 1980 ( il Wp non è arma chimica), al punto 3 del protocollo III art. 2 se ne descrive l'uso legittimo contro obiettivi militari, così definiti: « ogni obiettivo che per sua natura luogo o scopo contribuisca all'azione militare » . E come considerare altrimenti trincee minate e trappole esplosive disseminate dai ribelli intorno a rifugi zeppi di uomini in armi? Ma a proposito di falsi scoop: vero o fasullo che fosse, quello di RaiNews24 scoop non era di certo. Il tam tam sull'uso del fosforo a Fallujah è vecchio di un paio d'anni. Il 10 novembre 2004 Spinner e Fekeiki già scrivevano sul Washington Post: « Alcuni pezzi d'artiglieria hanno sparato proiettili al fosforo bianco su Falluja. I ribelli hanno riferito d'essere stati attaccati da una sostanza resistente all'acqua » .
Francesco Ruggeri www. laltrogiornale. com "
Saluti liberali




] Libero è però in grado di citare un documento super partes che conferma l'analisi di Pike. Il manuale per chirurghi di guerra d'emergenza in dotazione alla Nato. Al capitolo III, dal titolo Ferite da fosforo bianco, si legge: « I frammenti di questo metallo, che si accendono con l'aria, possono penetrare nei tessuti molli, ma la maggior parte dei danni cutanei risulta dalle bruciature da combustione dei vestiti » . D'altronde basta accostare a un tessuto un fiammifero ( la capocchia è di fosforo) per vederne l'esito. Per giunta l'Agenzia per le sostanze tossiche del governo Usa, ATSDR, nella sua avvertenza sul WP, addirittura afferma: « non sappiamo se possa penetrare nella pelle che non sia già tagliata o bruciata » . I cadaveri mostrati da Rainews erano dunque sfigurati dalla putrefazione o da altre cause violente. Solo che a giudicarli nel documentario è stato chiamato un biologo partigiano, il direttore del Centro diritti umani di Falluja l'iracheno Al Deraji. Lo stesso che di fronte al Parlamento Ue ha denunciato l'inverosimile uso a Falluja anche di armi nucleari. Quanto infine alla presunta violazione della Convenzione sulle armi incendiarie del 1980 ( il Wp non è arma chimica), al punto 3 del protocollo III art. 2 se ne descrive l'uso legittimo contro obiettivi militari, così definiti: « ogni obiettivo che per sua natura luogo o scopo contribuisca all'azione militare » . E come considerare altrimenti trincee minate e trappole esplosive disseminate dai ribelli intorno a rifugi zeppi di uomini in armi? Ma a proposito di falsi scoop: vero o fasullo che fosse, quello di RaiNews24 scoop non era di certo. Il tam tam sull'uso del fosforo a Fallujah è vecchio di un paio d'anni. Il 10 novembre 2004 Spinner e Fekeiki già scrivevano sul Washington Post: « Alcuni pezzi d'artiglieria hanno sparato proiettili al fosforo bianco su Falluja. I ribelli hanno riferito d'essere stati attaccati da una sostanza resistente all'acqua » .
Rispondi Citando