Citazione:
In origine postato da fedalmor
Io penso che le adozioni, anche se snellite, non possano porre fine al disagio.
Ci sono quartieri dove le forze di polizia non hanno il coraggio d'entrare, figuriamoci i servizi sociali, che sono troppo spesso in balìa di disoccupati e assistenzialisti democristiani e nepotisti... :rolleyes:
Ci vorrebbe una riforma rivoluzionaria dello Stato sociale: in un Paese dove un ragazzino finto-comunista che compra l'Unità e poi vota per i leghisti al Consiglio d'Istituto perché gli regalano gli sconti per le boutiques del centro mi viene a raccontare che lui conosce il problema droga perché ha letto i libri che suo padre, dall'alto di una laurea in medicina, ha scritto e che io non posso avere la sensibilità di suo padre, anche se posso dire d'esserci passato e d'aver visto morire dentro diversi amici (e camerati)... in un Paese dove gli psichiatri giustificano il fatto che si leghino al letto degli adolescenti perché <<se fossero bambini potrebbero contenere la loro violenza con un abbraccio>>... in un Paese che ti sbatte in ospedale soltanto perché sei contro e butta via la chiave, sottoponendoti alle peggiori cure farmacologiche... in un Paese che risponde ai bisogni spirituali dell'uomo con il valium...
...in questo Paese, forse, c'è qualcosa che non va. Del resto, una società che emargina poeti, artisti e letterati e manda in televisione medici, scienziati e quant'altro che propongono un bollino rosso per l'astrologia apportando tesi assurde, in un paese dove conta soltanto se sai fare due più due (cosa che riesce a qualsiasi rain man) e sai parlare inglese e che t'irride se possiedi il latino e il greco, figuriamoci il sanscrito, e ti considera qualcuno soltanto se t'inserisci da protagonista in un mondo del lavoro in cui il lavoro stesso diventa il fine....
...sicuramente c'è qualcosa che non va! E all'assenza dello Stato, fenomeno irreversibile dello Stato liberale, non si pone fine con l'adozione.
Possiamo avere tutti i pregiudizi ideologici che vuoi: io fino all'adolescenza credevo in Dio, facevo il chierichetto e ho pure meditato d'andare in seminario, indottrinato da una mentalità di paese che si nutre di queste stronzate per ammorbare i giovani e gli adulti e gli anziani e sottometterli al potere del clero. La realtà sta dietro un velo di Maya che tanti farebbero bene a stracciare, perché dietro di esso stanno pedofilia, incesti, sfruttamenti... che nessuna f*ttutissima legge potrà mai fermare.
Perché sono fascista? Perché credo in un sistema di valori superiore, credo nell'importanza di uno Stato socialista e armato che intervenga laddove la famiglia ha fallito, ricostruendola dalla base ed educandola al bello. Sono fascista perché vorrei che lo Stato si preoccupasse della salute, dell'istruzione e della sicurezza del cittadino, supervisionando tutto e risolvendo i problemi di cui uno Stato capitalista non si fa carico. Sono fascista perché non voglio più vedere neonati morenti negli ospedali per malattie genetiche, portatori di handicap trattati come cani da medici e volontari, bambini poveri abbandonati alla loro sorte da uno Stato liberale del c*zzo. Sono fascista perché sogno uno Stato in cui l'individuo persegua il suo progresso culturale personale per agonismo, ma anche nell'interesse pubblico, in una sublimazione dell'individualismo-collettivista che, ahimè, teorizzò più Bakunin che non Evola...
Ma questa è Rivoluzione, e sicuramente non arriverà rivedendo un comma insignificante di una legge come quella sulle adozioni: finché lo Stato chiuderà un occhio, da qualsiasi parte, ciò non sarà mai possibile, e a questi problemi dovremo dare soluzioni placebo, in attesa di qualcosa di meglio.
L'eugenetica e l'aborto sono soluzioni placebo, aberranti quanto vuoi ma preferibili dieci, cento, mille volte al degrado che consegue alla loro disapplicazione.
Dimostrami che questo Stato è pronto a farsi carico di questi problemi come fossero i suoi stessi problemi, e mi asterrò. Dimostrami che questo Stato può assicurare ai portatori di handicap e ai malati in genere una vita dignitosa, al pari di quella degli altri, e dirò no all'aborto e no all'eutanasia.
Non ci provo alcun godimento nell'omicidio preventivo, ma finché non sorgerà una nuova Aurora, sarà l'unica soluzione pragmaticamente possibile.