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  1. #1
    Misesiano
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    Predefinito Diritto Naturale e relativismo

    Premetto che ciò che sto per scrivere, determina una evoluzione tale nel mio modesto sistema da dover persino cambiare nick...posso finalmente definirmi libertario.
    La questione che vi pongo nasce da un attento studio che negli ultimi mesi mi ha fatto innamorare senza mezzi termini di quel grande pensatore che è Murray Newton Rothbard.
    Dopo aver attraversato la fase Misesiana...aver appreso da lui i fondamenti di quella scienza illuminante che è la prasseologia...dopo aver letto i principi di economia di Menger che hanno fatto di me un austriaco a tutti gli effetti...e avendo maturato un risoluto antipositivismo che mi ha portato a considerare inesistente la scienza economica sulla scia di Ricossa, posso dire di essere giunto ad una mia conclusione.
    Questa mia conclusione è giunta a compimento dopo la lettura di Legge legislazione e libertà e constitution of liberty comparata a "the etics of liberty"
    Hayek in quei brillanti scritti in cui espone le sue critiche ai "portatori sani" di verità (che come sostiene popper vengono travolti dalle risate degli dei) si dimostra (e perdonate l'impudenza con la quale mi accingo a presentare il problema) incompleto.
    In particolare, se prendete come riferimento quel testo curato dalla Modugno sugli scritti di Rothbard contro Mises Strauss Hayek e Polany, notiamo alcune carenze nel sistema hayekiano.
    Se analizziamo l'idea (forse originariamente di Leoni) di un ordinamento giuridico in cui le norme siano ricavate e decise secondo una sorta di procedimento tipico dell'economia di mercato,Hayek non esclude che possano determinarsi disposizioni che ledano la libertà individuale o il diritto di proprietà.
    In costitution of liberty (per citare un esempio) Hayek parla di sussidi ai non abili, e dunque di imposizione fiscale, seppure non soggiogata dall'orrido principio della progressività..o ad esempio fa propria l'idea friedmaniana del buono scuola.
    Come sappiamo Hayek individua il suo modello di ordinamento giuridico nel common law britannico...nel quale è presente questa sorta di scoperta della legge come indagine di mercato, ma che tuttavia non pone alcuna alcuna garanzia nei confronti della libertà individuale. Quasi come se l'idea stessa di libertà non possa configurarsi unicamente come "assenza di coercizione" (come ama definirla rothbard)...In certi casi, leggendo Hayek mi è parso di notare come per lui il concetto stesso di libertà possa essere storicizzabile.
    In certi casi si scorge l'orrida possibilità di una evoluzione (per me involuzione) del concetto di libertà, da negativa a sostanziale...sia chiaro non teorizzata da Hayek, ma non esclusa.
    Se la scoperta della legge si configura come legittima, ogni norma è legittima, pur se volta a limitare le libertà di ogni individuo.
    La mia modesta conclusione è che solo il diritto naturale può garantire la tutela della libertà individuale, e non solamente il presupposto hayekiano (e prima socratico) dell'ignoranza.
    A mio parere diritto naturale e relativismo non cozzano affatto, solo sono destinati a competenze assolutamente diverse.
    Se infatti il relativismo (fallibilismo, prsupposto di ignoranza, chiamatelo un po' come volete) è fondamentale nel confutare quelle ingegnerie sociali, figlie del perverso positivismo, in realtà non pone un argine alle pericolose limitazioni della libertà individuale,o in qualsiasi approccio di natura epistemologica.
    Solo i tre diritti naturali alla vita, alla libertà e alla proprietà costituiscono un punto fermo stabile e inoppugnabile.
    Non possiamo ignorare la grandezza di Menger Mises e Hayek nel decretare l'inesistenza dell'economia, ma non possiamo neppure fare unicamente affidamento sul relativismo hayekiano, o sulle motivazioni economiche misesiane circa la legittimità del libertà (individuata tramite ragionamenti di natura economica.


    Il concetto meriterebbe ulteriori approfondimenti...magari lo approfondiremo in divenire...ma provvisoriamente mi chiedo cosa ne pensate voi cari amici libertari

  2. #2
    Fiamma dell'Occidente
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    Benvenuto nel club dei convertiti. Grazie per la cronaca. Personalmente condivido fino alla ultima parola quello che hai scritto e sono uno dei più strenui difensori del diritto naturale su POL, come tanti ti potranno confermare.

    Un solo appunto intendo farti: Non dimenticare che essere Liberale NON è un qualcosa a cui un libertario che non sia un cazzisuista puro e voglia anche fare del bene agli altri [ovviamente in senso liberista e non keynesiano del termine] ,tramite quello che "c'è" cioè la "politica" e la "cultura", possa rinunciare.

    Non fare l'errore di quei mattacchioni che nemmeno votano alle elezioni perchè "sono contro il sistema", viceversa non scordarti che il Libertarian Party lo ha fondato Rothbard e ci si è impegnato sul serio. In Italia la prospettiva è lontana ma è un DOVERE morale per chi intenda amare gli altri quello di essere "liberale", cioè di proporre IN OTTICA di libertarismo come "utopia" e di "liberalismo" come via per avvicinarcisi, anche soluzioni moderate.

    Quei Libertari che si scagliano contro il c.d. "gradualismo dei liberali" sono gli stessi che condannano "i non ancora illuminati" dal "libertarismo" all'impotenza dell'ignoranza. Se parlare di "buono scuola" è sbagliato in termini di purezza ideologica NON lo è affatto in termini di politica, cioè non esiste solo il "lungo periodo" ma anche il breve. Sul breve periodo il buono scuola disorganizza la macchina ideologica dello Stato e il bacino di sindacalisti, semplicemente affamandoli e costringendoli a smetterla di protestare e cominciare a lavorare.

    Quando Rothbard, con la rabbia di uno "stronzo" e la presbiopia di un vecchio, dissezionava il cadavere di Reagan in un suo -troppo- famoso articolo faceva dei danni assurdi, perchè la gente normale Rothbard non lo capiva, mentre Reagan sì, e aver fatto in modo che in mezzo mondo le idee supply side frantumassero il keynesianesimo [evoluzione, perfino peggiorativa, del keynesismo] è stato solo un favore ai libertari, non certo lo scippo che Rothbard, chiuso nelle percentuali del libertarian party, lamentava.
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  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da LiberaleMisesiano Visualizza Messaggio
    Premetto che ciò che sto per scrivere, determina una evoluzione tale nel mio modesto sistema da dover persino cambiare nick...posso finalmente definirmi libertario.

    E perchè mai dovresti cambiare nick? Mises è stato un pensatore geniale, il maestro di Rothbard. Ha scritto pagine particamente definitive.
    Portalo con orgoglio il tuo nick

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Ronnie Visualizza Messaggio
    Benvenuto nel club dei convertiti. Grazie per la cronaca. Personalmente condivido fino alla ultima parola quello che hai scritto e sono uno dei più strenui difensori del diritto naturale su POL, come tanti ti potranno confermare.

    Un solo appunto intendo farti: Non dimenticare che essere Liberale NON è un qualcosa a cui un libertario che non sia un cazzisuista puro e voglia anche fare del bene agli altri [ovviamente in senso liberista e non keynesiano del termine] ,tramite quello che "c'è" cioè la "politica" e la "cultura", possa rinunciare.

    Non fare l'errore di quei mattacchioni che nemmeno votano alle elezioni perchè "sono contro il sistema", viceversa non scordarti che il Libertarian Party lo ha fondato Rothbard e ci si è impegnato sul serio. In Italia la prospettiva è lontana ma è un DOVERE morale per chi intenda amare gli altri quello di essere "liberale", cioè di proporre IN OTTICA di libertarismo come "utopia" e di "liberalismo" come via per avvicinarcisi, anche soluzioni moderate.

    Quei Libertari che si scagliano contro il c.d. "gradualismo dei liberali" sono gli stessi che condannano "i non ancora illuminati" dal "libertarismo" all'impotenza dell'ignoranza. Se parlare di "buono scuola" è sbagliato in termini di purezza ideologica NON lo è affatto in termini di politica, cioè non esiste solo il "lungo periodo" ma anche il breve. Sul breve periodo il buono scuola disorganizza la macchina ideologica dello Stato e il bacino di sindacalisti, semplicemente affamandoli e costringendoli a smetterla di protestare e cominciare a lavorare.

    Quando Rothbard, con la rabbia di uno "stronzo" e la presbiopia di un vecchio, dissezionava il cadavere di Reagan in un suo -troppo- famoso articolo faceva dei danni assurdi, perchè la gente normale Rothbard non lo capiva, mentre Reagan sì, e aver fatto in modo che in mezzo mondo le idee supply side frantumassero il keynesianesimo [evoluzione, perfino peggiorativa, del keynesismo] è stato solo un favore ai libertari, non certo lo scippo che Rothbard, chiuso nelle percentuali del libertarian party, lamentava.
    Siamo alle solite.
    Non si tratta di gradualismo, bensì di due metodi differenti, direi quasi opposti, di analisi economica. Val la pena di ricordare la famosa lavagna di Huerta De Soto, atto di fede di ogni austriaco.
    Su di essa stava scritto:
    NEOCLASSICI--->MARX--->CAMPI DI STERMINIO.
    Il che non significa che il povero Friedman fosse un ammiratore di Pol Pot, ma solo che estremizzando un paradigma si giunge a risultati molto diversi da quelli attesi.

  5. #5
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    io ho parlato di politica, non di economia L'accademia non è la TV e Mises in TV a spiegarsi non ci andava, Friedman sì, condizione perchè "domani forse" ci vada un Huerta de Soto è che Friedman "oggi" ci possa andare, quindi nel mentre facciamo fronte comune.

    Ripeto: quando Rothbard attaccava Reagan faceva una stronzata, la cosa che dovrebbe fare oggi un austriaco è fare "cultura austriaca" e politica friedmaniana. L'Istituto Bruno Leoni è un esempio del concetto, e comincia ad avere il suo peso mediatico.

    Questo se ovviamente non si è cazzisuisti alla Renzo. Geniale ma cazzisuista. Essere puri ed essere 2 è inutile, preferisco essere impuro e avere una brigata di sostegno, così almeno qualche socialista lo si puo' fermare.

    Capisco anche io che ideologicamente sarebbe più libertaria una rivoluzione dei singoli come tali, pero' non capisco chi su questa base mi dica che per fare la rivoluzione non ha senso costruire un esercito. Semplicemente perchè gli eserciti vincono e gli isolati stan zitti a somatizzare.

    Accordarsi con Martino e fare politica Liberale con Martino non è letale per un austriaco, il mio consiglio a un neo-libertario come LiberaleMisesiano è quello di restare Misesiano nei fatti, possibilmente diventare anche Hayekiano nei fatti, per poter essere Rothbardiano nei concetti.

    Io se devo spiegare a uno cosa è la libertà non gli do' certo l'etica di rothbard, senza una preparazione adeguata lo trasformerebbe in un decerebrato inconsapevole, o perfino in un comunista. Il senso è non scordarsi che le persone non sono mai da "presupporre" razionali e fare politica come se non lo fossero. Se si dimostrano razionali lo fanno solo dopo che "dubbi" hanno sostituito pregiudizi. E per ora io vedo molti pregiudizi e pochi dubbi in troppa gente che conosco e che pure sarebbe da reclutare per la battaglia.

    RIPETO: solo se si ha interesse a fare del bene agli altri, che nel mondo di oggi coincide con fare la guerra ai socialisti su tutti i fronti.
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  6. #6
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    Predefinito dubbioso?

    Citazione Originariamente Scritto da Ronnie Visualizza Messaggio
    io ho parlato di politica, non di economia L'accademia non è la TV e Mises in TV a spiegarsi non ci andava, Friedman sì, condizione perchè "domani forse" ci vada un Huerta de Soto è che Friedman "oggi" ci possa andare, quindi nel mentre facciamo fronte comune.

    Ripeto: quando Rothbard attaccava Reagan faceva una stronzata, la cosa che dovrebbe fare oggi un austriaco è fare "cultura austriaca" e politica friedmaniana. L'Istituto Bruno Leoni è un esempio del concetto, e comincia ad avere il suo peso mediatico.

    Questo se ovviamente non si è cazzisuisti alla Renzo. Geniale ma cazzisuista. Essere puri ed essere 2 è inutile, preferisco essere impuro e avere una brigata di sostegno, così almeno qualche socialista lo si puo' fermare

    Capisco anche io che ideologicamente sarebbe più libertaria una rivoluzione dei singoli come tali, pero' non capisco chi su questa base mi dica che per fare la rivoluzione non ha senso costruire un esercito. Semplicemente perchè gli eserciti vincono e gli isolati stan zitti a somatizzare.

    Accordarsi con Martino e fare politica Liberale con Martino non è letale per un austriaco, il mio consiglio a un neo-libertario come LiberaleMisesiano è quello di restare Misesiano nei fatti, possibilmente diventare anche Hayekiano nei fatti, per poter essere Rothbardiano nei concetti.

    Io se devo spiegare a uno cosa è la libertà non gli do' certo l'etica di rothbard, senza una preparazione adeguata lo trasformerebbe in un decerebrato inconsapevole, o perfino in un comunista. Il senso è non scordarsi che le persone non sono mai da "presupporre" razionali e fare politica come se non lo fossero. Se si dimostrano razionali lo fanno solo dopo che "dubbi" hanno sostituito pregiudizi. E per ora io vedo molti pregiudizi e pochi dubbi in troppa gente che conosco e che pure sarebbe da reclutare per la battaglia.

    RIPETO: solo se si ha interesse a fare del bene agli altri, che nel mondo di oggi coincide con fare la guerra ai socialisti su tutti i fronti.
    Per essere un dubbioso lei Ronnie Regno del Bene ce n'ha di certezze armate. Spero non mi capiti mai a tiro in carne ossa e supponenza, se non per dirle un bel leck mich am Arsch.

  7. #7
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    28 post e tanta voglia di giudicare.

    "come'è buono lei"
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  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Ronnie Visualizza Messaggio

    RIPETO: solo se si ha interesse a fare del bene agli altri, che nel mondo di oggi coincide con fare la guerra ai socialisti su tutti i fronti.
    Ecco l'errore su cui si infrangono tutte le mille parole precedenti.. Nella riduzione all'individuazione di un nemico che non è mai esistito... Indice di assenza di idee proprie da portare avanti..

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da nuraddeis Visualizza Messaggio
    Per essere un dubbioso lei Ronnie Regno del Bene ce n'ha di certezze armate. Spero non mi capiti mai a tiro in carne ossa e supponenza, se non per dirle un bel leck mich am Arsch.

    Straquoto. Ronnie è un conservatore, non solo in economia ma anche nella sostanza. Niente affatto libertario, solo apparentemente liberale.
    Vorrei capire come può un Militarista convinto, Irredentista, Monarchico braccio armato degli Aosta ( per sua definizione), Guerrafondaio, esportatore di democrazia, che prende il peggio dei PaleoCon e dei Neocon, definirsi libertario. Gli manca il senso del pudore.
    Speravo cambiasse , purtroppo il tempo passa ma se è possibile peggiora e completa sempre più il suo arsenale di certezze supponenti.

  10. #10
    Fiamma dell'Occidente
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    ovviamente il senso del topic anzichè discutere su quanto detto da liberalemisesiano deve venire da individui poco cortesi riorientato alla demolizione di un individuo.

    Liberissimo, caro liberamente, peccato che le mie argomentazioni - a cui tu rispondi con insulti - non perdano nemmeno una pagliuzza della loro forza dopo il tuo arrivo sul 3d, mentre la tua credibilità ne esca malconcia.
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