Giovedì 24 Marzo 2005, 18:42
Pil Italia 2005, Siniscalco scommette su crescita a 1,5%
ROMA (Reuters) - Il ministro dell'Economia Domenico Siniscalco si dice pronto a scommettere su una crescita del Pil in Italia all'1,5% mentre la previsione ufficiale del governo è ancora ferma al 2,1%.
Lo ha detto lo stesso ministro nel corso della trasmissione televisiva Rai "Porta a porta" dopo che l'Istat ha questa mattina rivisto al ribasso il Pil 2004 all'1%, dall'1,1% annunciato in via preliminare.
"Mi giocherei 1,5%", ha risposto Siniscalco a chi gli chiedeva che numero si giocherebbe per la crescita del Pil in Italia nel 2005.
Siniscalco ha anche ribadito che il nostro Paese non supererà il tetto del 3% nel deficit/Pil.
LA SCOMMESSA DI SINISCALCO: DA 2,1 A 1,5
AMISCI, CHE NE PENSATE DI UN MINISTRO DELL'ECONOMIA CHE NON SI ERA ACCORTO NEANCHE CHE ERAVAMO IN PIENA RESCESSIONE?
Il mio primo pensiero è il seguente:
" 'A PATACCAROOOO!!"
AMISCI, FORZA CON GLI APPLAUSI AL VOSTRO PREPARATISSIMO FORUMISTA CHE VINSCE SEMPRE TUTTE LE SCOMMESSE CON I MINISTRI DELL'ECONOMIA BANANAS.
DPEF/ TESORO IMPOSTA DIRETTRICI, E RIVEDE STIME PIL AL RIBASSO
08/06/2005 - 20:54
Forchetta tra +0,1 e -0,4% in attesa dati Istat definitivi
Roma, 8 giu. (Apcom) - Bene che vada, un +0,1%. Nella peggiore delle ipotesi, l'economia italiana potrebbe segnare nel 2005 una contrazione dello 0,4%. Questa la forchetta della crescita tendenziale - ovvero a politiche invariate - che i tecnici del Tesoro stanno predisponendo in vista del Documento di programmazione economica e finanziaria. Fonti del Ministero spiegano: "Si sta lavorando su tre scenari macroeconomici. E dopo la pubblicazione da parte dell'Istat, venerdì prossimo, dei dati definitivi sul primo trimestre, i vertici del ministero decideranno quale adottare nel Dpef". Insomma, previsioni in linea con la Banca d'Italia, che ha stimato per il 2005 una crescita zero, ma leggermente più positive rispetto all'Ocse, che ha prefigurato un drammatico -0,6%.
Intanto, cominciano a delinearsi le direttrici del prossimo Documento di programmazione. Due i pilastri: un massiccio rilancio delle opere infrastrutturali per stimolare la crescita del Pil, e un nuovo piano di privatizzazioni per contenere il debito pubblico. Al Tesoro, dove già da due settimane si lavora sul Dpef, assicurano che entro un paio di settimane il Documento sarà pronto. Una struttura "la più snella possibile" - trapela da via XX settembre - per quello che Domenico Siniscalco ha assicurato sarà un Dpef "di sviluppo e di risanamento". Con una promessa: la scadenza di fine giugno, a differenza dello scorso anno, sarà rispettata. La presentazione del Documento di programmazione economica e finanziaria "avverrà nei tempi di legge", ha garantito oggi lo stesso ministro dell'Economia. Anche perché - osservano dal Tesoro - "con la procedura di infrazione aperta è meglio dare subito segnali positivi".
Infrastrutture e privatizzazioni, dunque. Sul primo punto, è stato lo stesso ministro dell'Economia, oggi nell'audizione alla Camera, ad ammettere: "Siamo in recessione, è ora di dare una spinta ai lavori pubblici". Per questo, nel Dpef allo studio di via XX settembre, si "privilegerà la spesa in conto capitale", e quindi anche la spesa per investimenti, "rispetto alla spesa corrente". In particolare, Siniscalco ha spiegato che è allo studio una rivisitazione dell'operazione di cessione di strade ad Ispa: "Non funziona. Stiamo ragionando su un disegno di operazione più razionale, in cui le strade non sono vendute, ma date in concessione e in cui la società non è Ispa, ma un soggetto privato". Progetto che Siniscalco conta di presentare nel dettaglio entro l'estate, sempre che l'operazione garantisca efficienza economica: "E' evidente - ha spiegato- che se per fare quest'operazione finissi per pagare un tasso di interesse molto più elevato di quello sul debito pubblico e tale da non coprire tutti gli oneri di manutenzione, sarebbe un'operazione irrazionale da fare e non giustificabile".
Sul fronte privatizzazioni, il Tesoro dovrà fronteggiare il peggioramento del debito seguito alle nuove riclassificazioni di Eurostat (uno 0,8%) e l'allarmante assottigliamento dell'avanzo primario. E Siniscalco ha spiegato recentemente di preoccuparsi più del debito che del deficit. Per questo il nuovo direttore generale di via XX settembre, Vittorio Grilli, si sta confrontando con gli operatori di mercato per sondare le possibilità di nuove privatizzazioni che invertano la dinamica del debito. E oltre alla cessione di quote di società in capo al Tesoro, resta in piedi l'ipotesi di una norma che destini alla riduzione del debito anche le cessioni di immobili, finora destinate al contenimento del deficit, avanzata a metà maggio da Siniscalco: "Aspettate il Dpef", ha detto sibillino oggi il ministro al termine dell'audizione alla Camera.
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