Quale il nocciolo del problema, in una società ove il numero di ruote grippate sta aumentando ?
All’ inizio la rarefazione, anzi il rischio di scomparsa, del realismo. Non sorprendente in una società ove la demagogia, il doppio linguaggio, l’ ipocrisia, lo schierarsi, hanno trovato modo d’ infilarsi ovunque. Il problema sembra legato al fatto che la cosa non è notata. Per cui, ufficialmente, il realismo è sempre presente.
Poi il conseguente arrugginirsi di tanti meccanismi della società. La qual cosa ha portato un popolo facile e flessibile ad adattarsi al doppio scenario: uno stato che funziona male (ma sempre peggio) ed una rete di allacci personali, informali se non nascosti, più capaci di levarti d’ impaccio.
Alcuni poteri emigrano, sempre più, dal primo al secondo scenario. Purtroppo, simultaneamente il sistema Italia comincia ad essere incerto, poi inaffidabile, insicuro. Un sistema sociale cosi, in un Paese realista, sarebbe rimodernato, perfezionato, migliorato. Ma la stessa cosa non può facilmente avvenire in un Paese ove il realismo e la coerenza si sono ritirati, nascosti in anfratti inaccessibili
(alcuni sostengono persino che bisogna cercarli oltre frontiera). Non può facilmente avvenire quando il doppio scenario è facilitato dall’ ipocrisia diffusa.
L’ incertezza attuale del sistema Italia, gli intoppi, i grippaggi, gli imprevisti, derivano, fra l’ altro anche da questo: i poteri dei clans, delle cordate, delle gangs talvolta, non sono sempre compatibili, né fra loro né col sistema sociale del Paese. E purtroppo essi sembrano in aumento. In un Paese che perde colpi, tanti cercano un riparo, una sicurezza. E’ umano. E, a chi cerca una cordata sicura, un riparo, i poteri nascosti offrono, sornioni, un appiglio. Chiedendo in cambio un voto o un gruppo di voti, un lavoretto, un’ associazione. Conseguenze ovvie: inefficienze, aumento degli insuccessi sociali, aumento dei costi, perdita di competitività.
Se il potere nascosto è in grado di deformare la verità, di offrire un’ altra versione della stessa, di nascondere i propri obiettivi (inclusa la lunga conservazione del potere), allora siamo caduti in basso: allora siamo sull’ orlo del burrone latino-americano……
Pretendere, in un quadro sociale simile, di continuare ad essere competitivi: sembra questa la sfida attuale del sistema Italia. La cosa si può valutare in due modi: da Italiani, si dice “speriamo di farcela”, è ciò che si può dire quando non c’ è realismo. Da europei si direbbe invece: andate a comprarvi il realismo in Europa, allora ci sarà speranza.
L’ Emigrato
Antonio Greco (disponibile a presentare le CAUSE del degrado economico)
angrema@wanadoo.fr
P.S. Le misure correttive necessarie, per riportare il Paese alla normalità, non possono esser definite se non dopo un’ analisi lucida. Che un emigrato esperto può fare. Chi volesse guadagnare tempo e usare le valutazioni già fatte, dall’ Europa, legga le mie lettere dal titolo: “Diventare Paese avanzato” e “Europeizzare il Bel Paese”.
MEMENTO. Giugno 1943, il Corriere della Sera pubblica il fondo del dirett. Mario Borsa. Esso finisce con questo paragrafo. Citazione; “…. Paura di che ? Del famoso salto nel buio ? Lo credono i nostri lettori: il buio non è nella Repubblica o nella Monarchia. Il buio, purtroppo, è in noi, nella nostra ignoranza, o indifferenza, nelle nostre incertezze, nei nostri egoismi di classe o nelle nostre passioni di parte”. Fine della citazione.
Mario Borsa non sapeva, nel pubblicare tale frase, che essa sarebbe divenuta un’ ottimo titolo per un’ analisi seria delle CAUSE delle incapacità sociali italiane (già esistenti allora, divenute abissali oggi), ormai imprescindibile nell’ Italia del 2005.




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