Priebke si dimostrò un buon soldato...
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a parte il fatto che mi sono dovuto leggere 4 pagine di messaggi...
...ma questa non è la fonte!!! :-01#53
è solo un forum dove sta scritta la stessa cosa
inoltre la cosa divertente è che l'ultimo messaggio è di un altro utente a cui questa cosa non risulta e... ...chiede anche lui la fonte! :-0008n
http://www.lastampa.it/redazione/cms...2861girata.asp
E’ stata una tragedia impossibile da descrivere - raccontò Priebke -. Lì dentro dove oggi c’è il mausoleo delle vittime, scoppiò l’inferno. Il colpo in testa al primo prigioniero, poi tutti di seguito, ma i soldati giovani non erano sufficienti. Ne arrivarono altri e venivano fatti ubriacare per stordirli e far superare l’orrore. Non volevano fare quel lavoro. Poi un soldato si rifiuta e io devo avvertire il comandante Kappler che arriva e minaccia il soldato. Gli dice che se non obbedisce ammazzeranno lui e tutta la sua famiglia. Kappler si avvicina al soldato e gli fa sparare
Preciso che un altro si rifiutò di sparare e invece non subì conseguenze,però svenne.
:confused: ...magari hai ragione, non so...
...l'ultima frase (Kappler si avvicina al soldato e gli fa sparare) grammaticalmente non vuol dire che necessariamente che sia il soldato a morire. Può voler dire anche che Kappler gli fa sparare (contro le persone).
E' una frase ambigua
Via Rasella e' una rappresaglia legittima secondo quelle che erano le leggi di guerra dell'epoca. I partigiani sapevano perfettamente che avrebbero messo in pericolo di morte i detenuti (la stragrande maggioranza dei quali detenuti politici o per reati di attentato alla sicurezza nazionale).
Erick Priebke libero!
Qualunque cosa Faurisson avesse da dire o potesse dire, esisteva un mio diritto di poterlo ascoltare e di potermene fare una personale idea. I giovani ebrei romani hanno calpestato questo mio diritto, ritenendo che si possa pensare solo cià che loro autorizzano a sapere e pensare. Non intendo perdonare loro quella che per me è una prepotenza inaudita e non dimenticherò. Sarà questa la mia “memoria”. Ne ho una convinzione morale e persuasione intellettuale. Mi chiedo cosa sarebbero gli ebrei romani senza i Priebke. Come potrebbero vivere senza nutrirsi della colpa altrui, o meglio della colpa che loro pensano il mondo intero abbia verso di loro. Su questa base fondano la loro tracotanza, la loro pretesa ad un risarcimento morale e materiale infinito.
( da Antonio Caracciolo 20 / 06 / 2007 )
Citazione:
Originariamente Scritto da Ryot in Roma;
Ti posso dire forse che io non l'avrei fatto... ma è facile a dirsi questo.
Non me la sento davvero comunque di giudicare chi in quella condizione avrebbe agito diversamente me o te.