Dal 1° gennaio 2007 salgono a 21 gli idiomi ammessi dall'Unione europea
Ue: anche il gaelico tra le lingue ufficiali
Ora si dovranno assumere 30 traduttori ufficiali. Il costo delle traduzioni sarà pari a 3,5 milioni di euro

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(Epa)
DUBLINO - Anche il gaelico dal 1° gennaio 2007 sarà ammesso tra le lingue ufficiali dell'Unione europea, che salgono così a 21. Una vera babele linguistica se si tiene conto che ogni documento deve essere tradotto già in venti idiomi (italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese, maltese, olandese, danese, svedese, finlandese, polacco, estone, lituano, lettone, ceco, slovacco, ungherese, sloveno e greco) che già costa moltissimo all'Ue: 800 milioni di euro all'anno, ai quali ora con l'entrata del gaelico si dovranno aggiungere altri 3,5 milioni di euro. Si dovranno assumere anche 30 traduttori ufficiali. Se si troveranno. Lo scorso anno, per esempio, Malta lanciò un concorso pubblico per trovare interpreti di maltese. Nessuno di coloro che si presentarono riuscì a soddisfare gli standard richiesti dell'Ue. E ora si ricorre a traduttori free-lance di maltese.

TRADUTTORI - Il rischio è che lo stesso possa accadere anche per il gaelico, lingua imposta per legge in Irlanda (come il maltese a Malta) e studiata a scuola, ma parlata come lingua madre solo da 55 mila persone. Il ministro degli Esteri irlandese Dermot Ahern ha specificato che ora tutti i documenti comunitari dovranno essere tradotti in gaelico, ma la traduzione simultanea nell'antica lingua celtica sarà effettuata solo su specifica richiesta presentata in anticipo. Nello stesso Parlamento di Dublino meno del 2% degli interventi avviene in gaelico, ma la diffusione del gaelico è in Irlanda una forte battaglia ideologica. In Irlanda solo il 40% della popolazione (3,9 milioni di abitanti) afferma di capire e parlare bene il gaelico, ma è rarissimo sentire qualcuno parlare gaelico al di fuori di alcune aree specifiche.
CATALANO, GALIZIANO, BASCO - L'Ue ha dato inoltre lo status di lingue semi-ufficiali ad altri tre idiomi: basco, catalano e galiziano. Attualmente gli abitanti di Galizia, Catalogna e Paesi Baschi se lo desiderano possono ricevere i documenti dell'Ue nelle loro lingue regionali, ma solo perché la traduzione è pagata dal governo spagnolo.
13 giugno 2005