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    Predefinito Criminalita’ Albanese E Politiche Americane

    DI JOHN KLEEVES
    Oggi ( lunedì 13 giugno 2005 ) il telegiornale ha mostrato lo sfogo della madre del giovane barista di Besano ( Varese ) ucciso a coltellate da due albanesi nella notte tra il sabato e la domenica scorsi. Ho realmente partecipato del suo dispiacere ed avrei voluto fare qualcosa per lei. Quel poco che io posso, concessomi dalla mia attività e dalle mie competenze: spiegarle lo sfondo logico-politico nel quale veniva a inquadrarsi la morte di suo figlio, le circostanze più ampie che l'avevano resa possibile; in breve, renderle conto del perchè ultimo della morte del figlio. Ciò un qualche sollievo al dolore avrebbe potuto recarlo.

    Ma ho subito scacciato questa idea, perchè temo che non farebbe altro che ripetersi l'esito della vicenda di Marco Pantani, il grande campione del ciclismo sacrificato in nome del servilismo di Stato più cinico e abbietto: nessuno quì in Italia vuole davvero sapere la verità, e cioè lo " sfondo logico-politico " del caso, e dico nessuno o nessuna, neanche ad offrirla questa verità bella e pronta e portata a domicilio come una pizza ( fra l'altro, io abito a Rimini ). Perchè dietro questa verità ci sono gli USA, quella entità spaventosa che è lontana ma che può essere anche vicina, e che così incombe, come una minaccia, tanto per cominciare sugli affari e sui risparmi di ognuno ( sì, sui loro soldi ).

    Il massimo che mi sento di fare in questa triste occasione è di riproporre su Internet, sul sito Comedonchisciotte.org che ha manifestato disponibilità ad ospitarmi, un mio vecchio articolo risalente al gennaio del 2001, intitolato " Criminalità albanese e politiche americane ". Al tempo questo articolo, pubblicato su qualche quotidiano e rivista, non ebbe alcun seguito. Nessuno mostrò di averlo letto, nessuno commentò alcunchè, nessuno prese spunto per approfondire il discorso. Magari - come capitato per un mio altro articolo, sul mandato di cattura europeo - qualche parlamentare ( o il suo scrittore di fiducia ) lo copiò poi a mia insaputa per farci un discorso bello ( ma travisato e travisante naturalmente ) in Aula, ma il fatto fu che la stampa non amplificò, anzi soffocò e fece morire tutto. Ma non fu soffocata e fatta sparire la realtà. Gli avvenimenti andarono avanti ed agirono, e fecero ancora vittime, e ne faranno ancora. Ma io non ho altra possibilità che questa, di invitare nuovamente alla riflessione riproponendo i miei argomenti di allora.

    Argomenti che sono ancora validi dopo quattro anni e mezzo. Ho riletto l'articolo e lo trovo ancora attuale, con pochi aggiustamenti da fare. Ci sarebbero da aggiungere degli esempi dei crimini commessi dagli albanesi nel frattempo, per dimostrare come le cose vadano avanti sempre uguali, ma non credo che qualcuno abbia dei dubbi in proposito, anche se il Governo e i Mass-Media non lesinano tanti sforzi per minimizzare i reati dove è coinvolta questa etnia. Comunque del frattempo almeno un episodio vorrei citarlo. Questo: il 17 febbraio corrente anno 2005, verso le ore 19, in una località del riminese un autobilista del luogo investiva un giovane albanese in ciclomotore, che riportava alcuni traumi e forse qualche frattura; ebbene sul luogo dell'incidente ( sulla via Ravenna, di fronte al Vip e vicino a un bar detto il " bar degli albanesi " ) si radunava in poco tempo una folla di albanesi che aggrediva l'automobilista italiano nonostante la presenza di ben sei vigili urbani del luogo, anch'essi sembra oggetto di qualche percossa. Ecco, l'episodio è interessante perchè la località è Bellaria, la stessa dove il 21 maggio 1999 il giovane Daniele Romano di 13 anni veniva travolto e ucciso da un albanese.

    Per quanto riguarda la mia denuncia del fatto che le varie migliaia di delinquenti albanesi presenti in Italia vengono a ricostituire in pratica un esercito UCK latente, ma facilmente mobilitabile da parte di organismi statunitensi e italiani-collaborazionisti, direi che è stata verificata ufficialmente: la proposta ventilata dal ministro della Difesa Martino di costituire una brigata dell'Esercito ( 3-5.000 uomini ) formata esclusivamente da albanesi non prefigura altro che questo, e più di questo perchè offre un punto di coagulazione addirittura in uniforme. Un aggiornamento invece è da fare sul coinvolgimento dell'UCK italiano nel traffico di droga: prima era traffico unicamente di eroina e hashish, provenienti via Turchia dal Triangolo d'Oro gestito dal governo USA: da qualche tempo si è aggiunta invece la cocaina, secondo un facile schema: l'UCK italiano, assieme a Mafia e Cosa Nostra, spaccia in Italia anche cocaina, che ottiene in Sud America in cambio di eroina.

    Il discorso sulla Grande Turchia direi che anch'esso è confermato ufficialmente: vedi l'insistenza con cui gli USA spingono per far entrare la Turchia nell'Unione Europea. E ci si ricordi bene: per gli USA la Turchia conta di più dell'Italia e una volta che entrambi appartengono alla stessa organizzazione la gerarchia è stabilita.

    Questo è tutto. Con un'ultima avvertenza magari. Mi dispiace che la Lega abbia tradito le aspettative iniziali. Nel 1999 la " Padania ", il quotidiano della Lega, pubblicò molti miei articoli, e ciò fu bene. Ma poi la Lega cambiò politica, anzi la invertì, fece una giravolta a 180 gradi così completa come non ne avevo mai viste ( neanche il PCI del dopo Muro arrivò a tanto; magari lui girò di 179 gradi, forse 179,5 ma non ai 180 pieni della Lega ). Questo va detto, ora, perchè serve a valutare l'atteggiamento della Lega riguardo al problema che stiamo trattando. La Lega non ha mai preso in considerazione le mie denunce del gennaio 2001. Ha sempre indicato come fonte dei problemi l'immigrazione araba o altrimenti detta mussulmana, giocando sull'equivoco che anche gli albanesi sono mussulmani di religione e quindi ammiccando che anche loro erano nel mirino. Ma la verità è che la Lega partecipa alla politica Usa-imposta di connivenza filo-albanese del Governo di cui fa parte ( logicamente questo, non è vero? ). Ora, dopo il fatto di Besano, vedo che insiste con lo sventolare sotto il naso dei " padani " il problema dell'immigrazione mussulmana. Mena il can per l'aia, cerca di recuperare, di limitare i danni. Si comporta come per il referendum anti Europa di Francia e Olanda. Per distogliere l'attenzione dal fatto che lei Lega non ha mai chiesto un referendum sull'Europa ( sulla Costituzione europea, ma è la stessa cosa ) ma anzi si è accodata ai suoi accoliti al Governo su una vergognosa ratifica parlamentare, cosa ha cominciato d'improvviso a chiedere? Un referendum sull'euro! Ma anche quì il problema non è quello che dice la Lega: il problema non è la moneta dell'euro ma è l'Europa Unita, così come il problema della criminalità non è l'immigrazione araba, ma quella albanese.

    John Kleeves

    CRIMINALITA’ ALBANESE E POLITICHE AMERICANE

    ARTICOLO DI JOHN KLEEVES
    ( 20 GENNAIO 2001 )

    E’ chiaro che quella albanese è un’etnia socialmente pericolosa. Gli albanesi hanno cominciato ad arrivare in Italia solo a partire da dieci anni a questa parte, ed ora saranno al massimo 200.000, fra i 115.000 regolari, quelli cioè cui è stato concesso un permesso di soggiorno, ed i circa 85.000 clandestini, e già sono i protagonisti della criminalità del Paese. Ogni giorno le cronache riportano le loro nefandezze : depredano appartamenti, villette e casolari isolati ; svaligiano negozi e filiali di banche ; rapinano automobilisti e pedoni ; dominano il traffico di eroina e hashish ; si sono presi il monopolio dello sfruttamento della prostituzione e della tratta dei clandestini ; trafficano anche in armi e in vittime per gli espianti di organi. Le statistiche del Governo dicono che il 67% dei borseggi, il 50% dei furti in appartamento, il 43% dei furti in negozi e il 22% dei furti d’auto che avvengono in Italia sono opera di stranieri (1) , un eufemismo per dire : albanesi. Certo, sono rappresentate anche altre etnie, in particolare tunisini, marocchini e romeni, ma come ognuno può verificare dalle cronache si tratta di marginalità rispetto alla marea albanese. Per quanto riguarda i romeni è doveroso ricordare che in genere si tratta di zingari, dei quali la Romania a suo tempo, per via del buon cuore di Ceausescu, si è riempita ( si distinguono dalla fisionomia : i romeni etnici sono regolari, i loro zingari sono come gli zingari ). Inoltre non sono compresi in quelle statistiche i reati tipici degli albanesi, non i furti ma gli assalti nelle abitazioni, e poi lo sfruttamento della prostituzione, il traffico di droga e il resto che si è detto. Per arginare il fenomeno degli assalti nelle abitazioni della zona, la notte del 7/6/2001 la Polizia di Milano ha eseguito un blitz mirato sugli albanesi, controllandone alcune migliaia, dei quali 800 in modo approfondito con 120 espulsi e 10 direttamente arrestati, ma dopo una breve pausa - e quasi a mò di risposta - questi assalti sono ripresi più frequenti di prima : in una ristretta zona tra Lombardia, Veneto ed Emilia nei primi dieci giorni del settembre 2001 ne sono stati compiuti 30, cioè in media 3 per notte. Per il traffico di organi, che come si sa riguarda in genere i bambini ( bambini poveri che sono uccisi per guarire i bambini ricchi ) basta dire che i minori scomparsi in Italia sono passati dalle poche decine del 1990, quando l’immigrazione albanese è cominciata, ai 1441 (2) del 1999, dei quali 402 italiani ; non si tratta sempre di rapimenti a scopo di sezionamento chirurgico, e non è detto che i responsabili siano sempre albanesi, ma certo è che gli albanesi traghettano in Italia bambini rapiti per questo scopo in Albania e se non bastano è evidente che li rimediano qua da noi.

    Tutto considerato, sembra di poter dire che l’etnia albanese in Italia compie circa la metà degli atti criminosi compiuti dagli italiani. Ci si chiede come ciò sia possibile vista l’enorme differenza delle due popolazioni : circa 200.000 albanesi contro circa 58 milioni di italiani. E’ più che possibile se è vero, come è vero, che la grande maggioranza dei maschi adulti albanesi sono dediti al crimine. Facciamo due calcoli in croce. In Italia i carcerati sono 54.000, dei quali 40.000 italiani. Su 10 crimini gravi solo 2 in Italia esitano con un colpevole in galera, per cui è lecito pensare che ogni 2 delinquenti in carcere ce ne sono 8 fuori : 40.000 carcerati significano allora altri 160.000 delinquenti italiani costantemente fuori, in attività. Quanti possono essere i maschi adulti albanesi dediti tempo pieno al crimine ? Certamente la grande maggioranza dei clandestini, che sono appunto anche in grande maggioranza maschi : diciamo 70.000 su 85.000. Per i regolari si tratta di famiglie ; supponendo tutte famiglie con padre, madre e 3 figli, i maschi adulti sarebbero 28.750, dei quali potremmo tranquillamente supporre che attorno a un terzo, diciamo 10.000, siano criminali abituali. Senza tanti ritocchi per far tornare i conti abbiamo raggiunto la cifra di 80.000, che è appunto la metà di 160.000. Ricordo che il signor D’Alema quando era Presidente del Consiglio venne in televisione a difendere la scelta del suo governo a favore dell’immigrazione albanese. Cosa volete che siano per un Paese come il nostro di quasi 60 milioni di abitanti, disse l’uomo fra i sorrisetti, poche decine di migliaia di immigrati ? Cosa volete che possano mai combinare ?

    Una criminalità sanguinaria

    Oltre alla quantità impressiona la qualità della criminalità albanese. E’ una criminalità sempre sanguinaria, anche quando non sarebbe necessario. Prendiamo le rapine nelle abitazioni isolate, nelle villette e nelle case coloniche : non sono rapine, sono assalti di gruppi di 3-5 albanesi che irrompono urlando e che per prima cosa percuotono i presenti per annullare ogni capacità di reazione, e solo dopo prendono danaro e oggetti. Ci può essere anche l’omicidio : in tali frangenti nell’ottobre del 1999, sotto gli occhi della moglie, è stato ucciso nella sua cascina presso Cremona Domenico Ciocca, mentre il Televideo del 13/09/2001, cioè proprio mentre sto scrivendo questo articolo (aggiornandolo, a dir la verità ), batte una notizia agghiacciante : nel corso di una rapina notturna in una villa di Limidi di Soliera ( Modena ), compiuta da tre elementi che parlavano in un italiano stentato e con ogni probabilità albanesi, un ragazzetto di 14 anni è stato ucciso per soffocamento con un sacchetto legato attorno alla testa ; la madre, l’unica con lui nella casa, è stata gettata nella piscina. Quasi tutti i paesi e le campagne dell’Italia settentrionale, e dell’Emilia, della Toscana e della Romagna sono sotto assedio, terrorizzati come se attorno fosse stata segnalata la presenza di branchi di cani rabbiosi che hanno già morso. In alcuni comprensori del bresciano, del milanese, del modenese, del bolognese, di Reggio Emilia, della Versilia, non c’è villetta che non sia stata colpita, alcune 3 o 4 volte. Ciò riempie tutti i giorni la cronaca dei giornali locali di queste parti della Penisola, con notizie come quella del pensionato Aldo di 84 anni e della moglie Assunta di 81, assaliti e pestati nella casa della periferia riminese nel dicembre del 2000 da tre albanesi, tre albanesi che il giorno prima avevano riservato pari trattamento a un benzinaio e alla moglie-aiutante. Alla cronaca nazionale invece approdano solo le vittime illustri, come l’industriale Franco Frabboni di Bologna, il professor Andrea Strata di Modena, dietologo di Pavarotti, l’imprenditore Diego Penocchio di Brescia, il dottor Domenico Spartà di Milano, medico di Pippo Baudo, l’imprenditrice della moda Mariella Burani di Reggio Emilia. Anche la villa dell’ameno presentatore televisivo Fabio Fazio, a Celle Ligure, è stata visitata da scassinatori albanesi.

    Sistemi analoghi sono adoperati per rubare auto lussuose : gli albanesi non sono capaci di avviarle senza chiavi e allora attaccano quelle in transito di notte, le speronano, malmenano sempre i passeggeri o li forano col cacciavite, gli sfilano portafogli e oggetti, e se ne vanno con l’auto. Sono episodi definiti di microcriminalità e rimangono sempre confinati nelle cronache locali ; per citare un esempio diciamo che nell’ottobre del 2000 un gruppo di 4 albanesi si è dedicato a questa attività nel riminese, assalendo un’auto per notte, in genere delle Mercedes, dal giorno 4 al giorno 19, quando sono stati presi dalla polizia chiamata da uno col cellulare.

    Gli albanesi sono subito diventati, in Italia, i re dello sfruttamento della prostituzione, ma non sono dei Pepè le Mokò. Comprano o rapiscono giovanette dalle loro parti, le seviziano per “ romperle “ al mestiere, e se cercano un altro padrone le uccidono a martellate, le tagliano come bestiame, le incendiano.

    Ci sono poi gli scafisti. Hanno il monopolio della tratta dei clandestini nel canale d’Otranto e va bene, ma come lo esercitano ? Arrivano sottocosta e buttano il “ carico “ in acqua, come si trattasse di animali ; chi esita, perché non sa nuotare, è percosso e gettato di forza, e qualche volta muore, o affogato o per le botte : il 13/6/2001 nel corso di uno di questi “ sbarchi “, di fronte a Trani ( Bari ), ne sono annegati cinque in una volta. Hanno buttato a mare anche bambini piccolissimi, anche donne gravide : così hanno fatto il 21/12/00 con 45 curdi, dei quali tre sono annegati ( una era una donna incinta ). Se i motoscafi italiani in perlustrazione si avvicinano troppo gli sparano o li speronano : il 24/7/00 sono così stati uccisi due finanzieri.

    Una indole generalmente antisociale

    Non è un problema solo dei criminali comuni albanesi. Tutta l’etnia è caratterizzata da un quadro psicologico di antisocialità rozza e violenta. La cronaca, e l’esperienza diretta di ognuno di noi oramai, offre esempi a volontà.
    Vediamo come gli albanesi guidano l’auto : sembrano convinti di muoversi non in mezzo a persone, ma fra delle pecore, dove non è un gran danno ammazzarne qualcuna e dove anzi da ubriachi è più divertente. Io stesso ho visto sulla statale Romea una Golf sorpassare sulla destra, ad alta velocità e senza la minima esitazione, una lunga fila ferma ad un semaforo : era targata proprio Tirana e mi sono rimasti impressi i soggetti, che nella manovra gesticolavano tranquillamente tra di loro. Così fra gli ultimi sono stati uccisi, travolti da albanesi in qualche caso ubriachi, Daniele Romano di 13 anni a Bellaria ( il 21/5/99) ; Alessandro Conti di 9 anni a Roma ( il 22/8/99) ; Sonia Cei di 39 anni, Sabrina Franchi di 30 anni, Susy Betti di 37 anni a Viareggio ( il 5/2/00 ) ; Erica Conficconi di 25 anni a Bologna ( il 6/5/00 ) ; Sara Bariani di 18 anni e Piermario Roncalli di 17 anni a Bergamo ( il 24/12/00 ).
    Oppure vediamo come gli albanesi, anche quelli con permesso di soggiorno ed un lavoro regolare, sono privi di autocontrollo, e innescano così incidenti che poi spesso concludono da folli. Quando vanno in discoteca non si trattengono dall’infastidire le donne altrui, creano liti e si arrabbiano se sono sbattuti fuori : per citare qualche caso fra i tanti ( sono all’ordine della notte ), in tali frangenti alla discoteca Boccaccio di Torino, la notte del 18/11/00, un albanese ha sparato a ben sei giovanotti italiani, ferendoli tutti, mentre la notte del 13/5/01 alla discoteca “ Iliade “ di Melzo ( Milano ) un’altro uccideva il 21enne Nicola Colonna dopo una lite nata per il fatto che l’albanese era andato a baciare oscenamente la sua fidanzata 17enne, della quale lui stava festeggiando il compleanno con altri amici e amiche. Non sono esenti i ristoranti : la notte del 5/5/01 davanti a un ristorante di San Vendemiano ( Treviso ), dove avevano iniziato la lite, quattro albanesi hanno preso a coltellate tre italiani, due dei quali lasciati gravi a terra. Io stesso, ancora una volta ma probabilmente come chiunque altro, ho potuto sperimentare questa sciocca ma pericolosa intemperanza. Non mi ha visto, e sulla spiaggia estiva un giovane straniero con la metà degli anni di mia moglie l’ha “ abbordata “, rude come fanno i cani ; un albanese ho pensato. Fu come se Tex Willer muovesse la mia lingua : “ Va via albanese ! “ ; “ Come sai io di Albània ? “ ; “ Vi conosco a un chilometro di distanza “. Se ne andò, e mi andò bene. Perché era solo e gli albanesi assalgono quando sono in gruppo, secondo la psicologia del branco. A meno che non siano ubriachi : il 29/7/00 a Mantova un albanese solo ma ubriaco ha ucciso a calci e pugni Ugo Confalonieri di 53 anni, che difendeva la moglie molestata. Comunque, quando ho letto sul giornale che a Viareggio il 28/8/00, in piena mattina, uno dei tre albanesi su un moscone si è gettato in acqua per violentare una ragazzina di 16 anni, non mi sono meravigliato davvero. Per il resto le risse provocate da albanesi non si contano, in ogni luogo e per ogni sciocco motivo ; di nuovo, rimangono confinate alle cronache locali, e ognuno può sfogliare le sue a conferma.

    Un pericoloso complesso di inferiorità

    Non c’era bisogno che gli albanesi venissero in Italia per imparare queste cose sul loro conto. Gli albanesi non sono degli europei, non sono degli “ slavi “ come spesso viene detto per fuorviare ; sono una etnia turca, una delle tante, questa arrivata nel XIV secolo con l’avanzata dell’Impero Ottomano. Io direi anzi che sono una delle peggiori, assieme ai ceceni. E abbiamo visto i ceceni : a parte le notizie e i filmati delle loro efferatezze in Cecenia, sono arrivati come “ profughi “ in Italia dalla medesima forse solo quei due, marito e moglie, e questo hanno fatto nella data 18/7/00 : sorpresi dai proprietari nella loro villetta per vacanze vicino Reggio Calabria, hanno ucciso a coltellate l’uomo, Pietro Varacalli di 62 anni, e ferito la moglie e la nipotina di 8 anni.
    Queste etnie turche corrispondono certamente, come sempre accade, con lo stereotipo trasmesso dalla Storia : sono tutte, quale più e quale meno, culturalmente primitive, banditesche e anche sanguinarie, incapaci di elaborare società complesse. Ciò che le ha spinte all’espansione dal Turkestan originario, una espansione anche di successo, oltre all’altissimo tasso di natalità e alla bellicosità, è il complesso di inferiorità : non tollerano il confronto con vicini più capaci, più civili, e li attaccano. Per questo motivo anche oggi i turchi non hanno buoni rapporti con nessuno dei loro vicini : questi sono i greci, i serbi, i russi, gli armeni, i curdi, i cinesi e gli arabi, e loro infatti li odiano tutti. Si alleano sistematicamente con i nemici dei loro vicini : ora stanno con gli americani contro i russi, i greci, i serbi, i cinesi, e con gli israeliani contro gli arabi. Ma, arrivassero ad avere per vicini americani e israeliani, non sopporterebbero neanche quelli. Non hanno problemi a stare con Israele : sono musulmani per ragioni storiche, sulla carta ; di fatto non hanno religione.
    Anche gli albanesi che vengono in Italia non tollerano il confronto con i più civili locali. Non vengono come emigranti, ma al saccheggio di un Paese ricco e quindi automaticamente odiato : i loro sentimenti nei riguardi degli italiani sono rivelati dal fatto che quasi tutti i pestati negli assalti alle abitazioni riferiscono di essere anche stati insultati con riferimenti etnici, come “ italiani bastardi “, “ italiani di merda “ e così via.
    L’episodio di Mariano Comense (Como) è significativo. Nell’aprile del 2000 un bambino albanese di 8 anni fu ucciso da un vicino di casa italiano di 17 anni, non perché fosse albanese ; per una morbosa questione personale. Ma la comunità albanese mostrò di prenderlo come un affronto all’etnia : ai funerali del bambino accorsero albanesi da tutta Italia, gridarono minacce, invocarono l’applicazione del loro “ codice d’onore Kanun “, secondo il quale va soppresso - in pratica sgozzato - l’omicida o in mancanza, perché magari in prigione, membri della sua famiglia, la quale così dovette traslocare in segretezza ( già una punizione, ordinata appunto dalla comunità albanese ed eseguita docilmente dai Carabineri, che invece di arrestare chi minacciava pubblicamente organizzarono il trasloco ). Noto nell’episodio uno squilibrio di ragionamento : il codice Kanun qua non vale, e se valesse le sue vittime sarebbero solo gli albanesi perché sono loro ad uccidere degli italiani e non viceversa ( mentre molti sono gli italiani morti per mano albanese, assai pochi sono gli albanesi morti per mano italiana ; credo che quello di Mariano Comense sia l’unico caso ). A meno che gli albanesi non intendano che loro sono intoccabili, che hanno diritti superiori e speciali ; come vedremo più avanti ci potrebbe essere anche questo aspetto. Quindi noto nell’episodio volontà di autoisolamento, un atteggiamento tipico del complesso di inferiorità, che non ama i confronti. Un autoisolamento però attivo, di contrapposizione e provocazione, il che dice appunto che il complesso di inferiorità è di tipo aggressivo, maligno, accompagnato da rancore. Questa predisposizione psicologica dei turchi all’estero è sempre presente, ma si concretizza solo quando l’ambiente è percepito debole ; i milioni di turchi emigrati in Germania ad esempio non si fanno notare, non invocano il Kanun, perché temono reazioni certe, sia private che pubbliche.

    John Kleeves
    Rimini, 20 gennaio 2001

    Note:

    1 - Resto del Carlino del 25/10/2000.
    2 - Resto del Carlino del 27/04/2000
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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    Turchi contro serbi

    Occorre ricordare a questo punto cosa hanno fatto gli albanesi ai serbi, anche perché certe nozioni serviranno più avanti nell’articolo. Il Kosovo è sempre stato serbo, ma poco abitato. A partire dal 1954 Tito permise a delle famiglie albanesi di immigrare nella zona ( e nelle limitrofe, come la Macedonia settentrionale ). Al ritmo di 7 figli in media per coppia gli albanesi divennero maggioranza e cominciarono a spingere per estromettere i serbi, per il solito complesso di inferiorità maligno. Quando cadde l’URSS gli USA pensarono agli albanesi e ai ceceni come elementi adatti per continuare la disgregazione della Russia, gli uni avanzando dai Balcani e gli altri dal Caucaso. Usarono il sistema già usato con i Contras del Nicaragua e con i Talebani dell’Afganistan, fecero cioè il seguente patto : Noi USA vi inseriamo nel traffico di droga, nel caso eroina del Triangolo d’Oro (3) , e vi diamo le armi ; in cambio con la vostra manovalanza di narcotrafficanti voi formate armate terroristiche che assalgano i serbi di qua e i russi di là, quelle genti che odiate da sempre.

    Nacquero così l’UCK in Albania-Kosovo e le bande di Dudaev-Mashkadov in Cecenia, entrambe forti di 25-30.000 trafficanti-terroristi. Secondo gli ordini dell’UCK la popolazione albanese del Kosovo recitò il copione della povera vittima : benché sanguinosamente provocati i serbi rispondevano con azioni di polizia super misurate, ma a comando interi villaggi piangevano davanti alle telecamere Occidentali, si fingevano terrorizzati, formavano convogli di pseudo profughi ; se i serbi non ammazzavano nessun uomo dell’UCK, erano loro albanesi ad ammazzare dei vicini serbi andando poi a raccontare fra i pianti davanti alle telecamere che si trattava di propri familiari trucidati. E’ per dare manforte a questa gente, come era preordinato dall’inizio, che la NATO ha rovinato la Serbia, ha distrutto la sua infrastruttura economica, l’ha riempita di uranio più o meno impoverito, ha ucciso coi bombardamenti 5.000 suoi civili. Brava NATO, bravo Papa, brava Italia. Poi la sceneggiata è stata riavviata con la Macedonia, dove si è appena conclusa quella che probabilmente è la prima parte della vicenda ( infatti, c’è sempre tempo per complicazioni ) : la NATO ha fatto penetrare in Macedonia migliaia di albanesi dell’UCK, dicendo di non saperne niente, e poi si è proposta come mediatrice al governo di Skopje, candidandosi in pratica a controllare la Macedonia così come oggi controlla il Kosovo. E se la Macedonia non avesse ceduto come ha ceduto ci sarebbe stato il solito copione : prima si gira il film dei “ massacri etnici “ e delle “ fosse comuni “ da addossare ai macedoni, magari personalmente a Trajkoski come fatto con Milosevic, e poi si bombarda.

    Ci sono domande da porsi

    Visto tutto ciò, allora, mi pongo le seguenti domande : 1) Perché il Governo italiano lascia passare gli scafisti nel canale d’Otranto ; 2) Perché ammette una immigrazione legale di albanesi, e perché in una quota così alta ; 3) Perché protegge la criminalità albanese in Italia. E inoltre : 4) Perché gli albanesi delinquono solo nelle regioni del Nord ; 5) Perché la Mafia siciliana, la Sacra Corona Unita pugliese, la Ndrangheta calabrese e la Camorra napoletana hanno fatto largo alla criminalità albanese senza fiatare.
    Mi sembrano domande lecite.
    1) E’ evidente che lo Stato italiano, se vuole, può impedire anche ad uno spillo di attraversare il Canale : è un Paese di 58 milioni di abitanti, la quinta-sesta economia del mondo, che ha dei mezzi. Dice che non può, ma può. Durante la guerra contro la Serbia diceva che non un aereo e neanche un isolato missile serbo poteva attraversare l’Adriatico ; ora dice che non può fermare dei gommoni manovrati da ex pecorai. In nome dell’umanità nega agli equipaggi delle motovedette l’uso della forza contro gli scafisti : è come vietare - in nome dell’umanità - l’uso delle armi per fermare una rapina in banca, perché gli scafisti sono gente diretta con certezza a delinquere, anche a uccidere come abbiamo visto perché gettano spesso il “ carico “ in acqua. Quindi questo Stato vuole che i clandestini entrino, sia gli altri che gli albanesi. 2) Il Governo italiano dice che serve manodopera sottopagata ( ciò sono gli immigrati ) per sostenere un’economia che non può aumentare i salari ( per questo i disoccupati del Sud - il 20% - non possono essere utilizzati al Nord : non conviene traslocare ). Sia : faccia entrare allora immigrati che non danno noie. L’Europa è piena di gente per bene, capace, vogliosa di lavorare e che spinge alle frontiere : ci sono romeni, ucraini, russi, serbi. Bastano. Non bastano ? C’è mezzo mondo allora là di fuori : ci sono egiziani, libici, africani neri, cinesi, indiani, filippini eccetera, tutta gente mediamente ammodo, civile, anche intelligente. Invece gli albanesi sono addirittura dichiarati ufficialmente gli immigrati più ambiti : nel 2.000 l’Italia ha accettato immigrati regolari a discrezione qua e là ma si è impegnata ad accoglierne certi numeri minimi solo da tre Paesi, che sono Marocco, Tunisia e Albania, e fra questi la quota maggiore è stata assegnata proprio all’Albania : 6.000 come minimo ( quota naturalmente ampiamente superata ), contro 3.000 dal Marocco e 3.000 dalla Tunisia. E le proporzioni sono inverse, perché il Marocco ha 28 milioni di abitanti e la Tunisia 8 milioni mentre l’Albania ne ha solo 3 milioni. Una anomalia addirittura accentuata per l’anno 2001, quando la quota dal Marocco è stata dimezzata, portata cioè a 1.500, mentre le altre due sono rimaste inalterate. Quindi il Governo italiano vuole proprio gli albanesi ; li desidera, sembra. 3) Non c’è dubbio che il Governo italiano intenzionalmente protegge i criminali albanesi in Italia. A fronte della criminosità che si è vista ci sono solo 2.000 albanesi carcerati contro i 20.000 che dovrebbero esserci se fossero trattati come i criminali italiani. Ciò indica che : Il Governo italiano non vuole gli albanesi in carcere. Certi funzionari del Governo ogni tanto li arrestano, ma altri funzionari del Governo li liberano, e altri ancora se ne scandalizzano : è evidentemente un gioco delle parti. Ci sono molti esempi di questo, diverse liberazioni plurime ( per “ vizi di forma “, per “ differenze di interpretazione “, per “ dovere d’ufficio “, lascia pure dire ), che vanno sui giornali, e una miriade di liberazioni singole, che nessuno viene a sapere. Sono seriamente puniti invece gli italiani che non accettano il ruolo di vittime, di vacche da mungere e da prendere a calci, che ha stabilito per loro il loro proprio Governo. Se un italiano ferisce un albanese durante la rapina in casa, il funzionario del Governo preposto commina subito la pena : almeno due anni di graticola giudiziaria, con capi d’accusa sconvolgenti, udienze, testimoni, ricorsi e controricorsi, patemi d’animo a bizzeffe e naturalmente 50 milioni di ammenda da versarsi a quegli speciali parafunzionari dello Stato che sono gli avvocati. Può anche essere inserita una giornata di arresto iniziale, giusto un gesto ma con perquisizione anale come da procedura : la gogna del Medioevo era una prassi meno barbara. Gli albanesi provocano in continuazione nei locali ma l’atteggiamento del Governo è : punirò i gestori che non impediranno la reazione dei provocati, se la cosa andrà sui giornali. Dalle mie parti ( a Morciano di Romagna, in effetti ) davanti a un locale si è verificata una megarissa fra italiani e albanesi, i quali ultimi sono tornati con martelli e catene : locale chiuso per un mese. Non si sa perché ma : chiuso per un mese. Il Governo raccomanda ai media di minimizzare i reati degli albanesi, li copre cioè : nei titoli dei giornali e nelle notizie dei telegiornali gli albanesi per quanto possibile sono chiamati “ slavi “ per non farli individuare, una falsità come abbiamo visto. E’ disinformazione pilotata, perchè nessun giornalista può essere così ignorante da credere che gli albanesi siano slavi. Inoltre dal confronto fra le cronache locali di alcuni quotidiani e le notizie dei telegiornali, ho l’impressione che questi ultimi siano restii a riportare i reati tipici degli albanesi, cedendo solo quando i casi diventano eclatanti, ad esempio come l’epidemia di rapine in ville tra Lombardia, Veneto e Emilia che si è verificata nel settembre corrente. Quindi il Governo italiano non solo vuole gli albanesi, ma - dato che li protegge - vuole anche i criminali albanesi. E’ un dovere notare a proposito di questi tre punti che nessun altro Paese europeo si comporta in tale modo con gli albanesi, forse nessun altro Paese al mondo : nessuno vuole immigrati albanesi, meno che meno clandestini. L’Austria ne accetta alcuni, nella sua tradizione di ospitalità, ma non tollera che delinquano e facilmente ottiene lo scopo : prima punizione, poi espulsione, e guai tornare ; nessuno torna infatti. Gli USA hanno accolto un po’ di profughi albanesi-kosovari all’inizio, per fare la “ mossa “, e ora gli rendono la vita dura perché se ne vadano ; in Italia magari. 4) Non è strano ? Dalle cronache nere dei giornali sembrerebbe che gli albanesi siano tutti al Nord, e invece sono sparsi dappertutto in Italia ; in Puglia ci sono più albanesi che in Lombardia, eppure è come se non esistessero. Non si può certo dire che l’opulenza è al Nord e quindi là sono concentrati gli albanesi criminali : i meridionali tengono più oggetti preziosi in casa dei settentrionali ed hanno ville - eccome se le hanno - che fornirebbero bottini anche più ricchi. Al Sud gli albanesi neanche si abbandonano alle intemperanze di strada che abbiamo visto : qui l’autocontrollo delle persone normali ce l’hanno. Ci deve essere un motivo per queste differenze. 5) Anche il comportamento della malavita organizzata italiana è strano. E’ mai possibile che una criminalità organizzata potente e feroce come quella italiana - si pensi alla Mafia - abbia ceduto ai nuovi arrivati albanesi - gente oltretutto senza entrature apparenti, senza conoscenza del territorio - suoi lucrosissimi settori come il traffico di droga, senza accennare neppure a una reazione ? Che io sappia nessun albanese è mai stato trovato incaprettato in un bagagliaio, evirato e con la risulta in gola, sbrindellato da una scarica di lupara. Non c’è stata nessuna “ guerra fra bande “, nessun “ regolamento di conti “ ; semplicemente gli albanesi sono arrivati e hanno preso.

    Il controllo USA dell’Italia : Mafia e Regione Sicilia

    Ci sono dei misteri, non è vero ? Alcuni hanno il seguente sospetto : dipende tutto dalla presenza militare italiana in Kosovo. Si sa come sono i soldati italiani. Se gli albanesi cominciano a guardarli male, magari a tirargli sassi con le fionde per non parlare di qualche raffica di Kalashnikov, vogliono tornare a casa. Allora bisogna farsi benvolere, fare appeasement, e siccome in Albania e Kosovo comandano i criminali non basta offrire caramelle ai bambini e spaghettate ai pecorai ; bisogna trattare bene quelli e se vogliono venire in Italia lasciare che vengano e, naturalmente, che delinquano. Assieme ci sarebbe la presenza imprenditoriale italiana, tante lucrosissime piantagioni di lupini e manifatture di ciabatte da proteggere dalle occhiate cattive e dai boicottaggi. Tutto rientrerebbe nel solito stile del colonialismo italiano, quel colonialismo tremebondo e straccione noto nel mondo. Può essere una spiegazione : i soldati italiani non sono meglio di così, gli imprenditori anche, ed i loro governanti sono più che capaci di far massacrare la popolazione di casa pur di ottenere qualche presunto obiettivo fuori, per minimo che sia. Così come può essere una spiegazione puntare il dito sul settore economico nazionale che si occupa di “ sicurezza “, fabbricanti e installatori di congegni antifurto, agenzie di vigilantes e di guardie del corpo, allevatori di cani da guardia eccetera ; questo certamente spinge perché la criminalità aumenti e il Governo può avere recepito : dopotutto è vero che negli ultimi dieci anni il settore si è espanso vertiginosamente, arrivando nel 2.000 ad un fatturato di 4.500 miliardi. Ma ciò spiega solo perché il Governo italiano fa entrare gli albanesi e perché li protegge ; non spiega perché gli albanesi delinquono solo al Nord e non spiega perché la criminalità organizzata italiana ha fatto largo ai nuovi arrivati. Gli albanesi, e i loro delinquenti, non si limitano a venire giusto in Italia ; sembra che seguano una logica, che entrino in una pianificazione. E questo è esattamente il punto. Per capire il tutto bisogna prima sapere cosa è l’Italia. Non è quello che insegnano nelle scuole, che dicono alla televisione e sui giornali, che raccontano i suoi politici al Parlamento e nelle parate impennacchiate. L’Italia non è uno Stato normale, libero fra i liberi : è una colonia. L’Italia nel 1943 ha perso una guerra, è stata invasa militarmente dal vincitore, ed è rimasta sua preda, sua proprietà. Nelle intenzioni dell’occupante - gli USA naturalmente - la sistemazione è per sempre, ma è da presentare come un’alleanza per non urtare l’amor proprio della popolazione, che potrebbe reagire e costringere a tenere nel Paese molte centinaia di migliaia di soldati, con dei costi - anche di immagine - che supererebbero i vantaggi del possesso. E’ adoperato il solito sistema neo coloniale americano, quello dell’America Latina per intenderci : accordo con i vertici economici privati del Paese, e poi selezione della classe politica, che diviene composta per un pò di collaborazionisti coscienti e per un pò di sciocchi che credono alla ” alleanza ". C’è ben poca differenza fra l’Italia e il Guatemala ; anche stando in Guatemala sembra di essere in un Paese indipendente, col suo Parlamento, i suoi giornali, le sue polemiche, ma fuori tutti sanno che il Guatemala ha un padrone, e così è per l’Italia. In Italia - per strano che possa sembrare, ma c’è una logica - il partito pilastro dei collaborazionisti è stato il PCI, ora DS ; nella DC e nel PSI invece fra i molti sciocchi c’era qualche capace, finito male infatti ( Aldo Moro e Bettino Craxi naturalmente, e forse anche il sen. Giulio Andreotti, che però non si lamenta ), e lo stesso è ora per FI e AN. Cosa fondamentale da sapere è che un ruolo importante è stato assegnato dagli USA alla Mafia, individuata come un’entità capace di controllare la politica del Sud e da lì di influenzare quella di tutto il Paese. Proprio per questo scopo la rivitalizzarono, la risollevarono dalle mazzate che le aveva inferto il Fascismo : cominciarono nello stesso 1943, accordandosi prima dello sbarco con Lucky Luciano ; poi dal 1946 al 1948 assieme a Luciano furono mandati in Italia, con la scusa dell’espulsione, 200 elementi di rilievo di Cosa Nostra. Per dare libertà d’azione alla Mafia gli USA imposero di fare della Sicilia - dei cui giacimenti petroliferi si erano già impossessati - una regione autonoma, che non versa una lira di tasse ad uno Stato italiano che però paga per la sua presenza nell’isola, per ordine pubblico, sanità ( questa al 63% ), eccetera : il surplus monetario va alla classe dirigente siciliana, che in cambio lascia appunto operare la Mafia. A dialogare con la Mafia è Cosa Nostra, che per conto del Governo americano smercia l’eroina del Triangolo d’Oro e la cocaina dell’America Latina ; è appunto Cosa Nostra ad inserire la Mafia nel settore. Con tale potere la Mafia attira nella sua orbita le altre criminalità organizzate del Sud, Ndrangheta, SCU, Camorra, le quali a livello supremo così dipendono da lei, come lei dipende da Cosa Nostra, e questa dal Governo USA. In breve, dal 1943 l’Italia ha un Governo fantoccio, dietro cui ci sono gli USA, che a garanzia del loro controllo, più che le basi militari, tengono la Mafia e la Regione Autonoma Sicilia. Non è quindi un Governo dei locali, che cerchi di fare i loro interessi al meglio delle sue capacità ; tiene conto degli interessi della popolazione solo quel minimo che serve per impedire che capisca la vera situazione. Allo scopo, fra le altre cose, questo Governo dice che nel Paese c’è libertà d’opinione : non c’è, ma in ogni caso questa è la mia.

    Il piano americano

    Ora si spiega ogni cosa sugli albanesi in Italia. Sono effettivamente nocivi per la popolazione locale, ma questa non ha un Governo suo, che si possa opporre. La decisione è stata presa dal padrone straniero, dagli USA. Gli albanesi servono a loro. Prima della guerra del Kosovo i maschi adulti albanesi in movimento, sia dell’Albania che del Kosovo e tutti dei criminali già effettivi o potenziali, dovevano essere accolti in massa in un Paese NATO vicino, per questi motivi : 1) andavano contattati, radunati, inseriti nel traffico di droga che era stato fatto iniziare in Albania appena diventato Presidente Berisha, addestrati nelle armi, rimandati di là e poi ancora di quà ; 2) molti mano a mano diventavano trafficanti e dovevano fare avanti e indietro per il trasporto di droga ; 3) in Albania e Kosovo doveva diffondersi l’idea di un Occidente amico, e in quei Paesi naturalmente banditeschi l’“ opinione pubblica “ la fanno i criminali ; dietro di quelli poi arrivavano anche le famiglie con le solite pletore di figli, è evidente.

    Gli USA decisero per ovvie ragioni di vicinanza geografica che questo Paese NATO doveva essere la loro colonia Italia, e detto fatto il Governo fantoccio obbedì. Poi ci fu la guerra e l’Italia fu sempre più inondata di albanesi. I giochi nei Balcani non sono ancora compiuti, l’UCK serve ancora ( vedi la Macedonia ), e l’Italia deve continuare nella linea che vediamo. Da notare - aspetto importante - che in questo modo è l’Italia a finanziare tutta l’operazione : qui arrivano i gommoni dell’UCK con la droga, ed essa rimane destinata massimamente per questo mercato, per alimentare i suoi drogati, che la comprano con lire. Quindi l’Italia deve pagare sotto tre aspetti per le sporche politiche USA nei Balcani : per la delinquenza albanese, per l’emorragia di valuta dovuta agli acquisti di eroina, e per l’aumento del numero dei propri eroinomani, l’inevitabile conseguenza della maggiore disponibilità.

    L’aspetto collegato alla droga, all’eroina, sgomenta in modo particolare, sia per i suoi costi umani che per il silenzio con cui è circondato dai media filogovernativi italiani. I decessi per overdose di eroina in Italia sono passati dai 653 del 1993 ai 954 del 1995, per arrivare ai 1.023 del 2000. Che ciò sia dovuto al fatto che “ C’è una maggior quantità di eroina sul mercato " (4) è solo detto a mezza voce, mentre nessuno si chiede di dove venga tale eroina. Ma basterebbe mettere assieme notizie come queste : 22 chili di eroina trovati sulla nave albanese “ Dea Prima “ nel porticciolo adriatico di Ortona ( Resto del Carlino del 28/4/01 ) ; 10 chili di eroina trovati nell’auto di un albanese a Porto San Giorgio ( Resto del Carlino del 3/5/01 ) ; 32 chili di eroina trovati sempre nel porto di Ortona nelle mani di sette albanesi ( Resto del Carlino del 4/5/01) ; 13 chili di eroina trovati nel doppio fondo di un’auto guidata da un albanese a Trieste, eroina proveniente sicuramente dalla Turchia ( Televideo del 13/7/01 ). E si tratta solo delle notizie del genere più recenti, e ricavate da un solo giornale. Si spiegano anche i rapporti straordinariamente cordiali fra i criminali albanesi e la malavita organizzata italiana : lo ha ordinato Cosa Nostra alla Mafia, e questa lo ha ordinato a Ndrangheta, Camorra e Sacra Corona Unita. I nuovi arrivati non erano avversari, ma colleghi che si affiancavano, avendo dei vertici ammessi alla concertazione generale. Non avrebbero ridotto di troppo il loro giro di affari consolidato : avrebbero preso il monopolio del traffico di eroina, secondario per la Mafia che traffica essenzialmente in cocaina ; avrebbero creato dal niente il traffico di clandestini ; si sarebbero impadroniti dello sfruttamento della prostituzione a spese di alcune migliaia di protettori in proprio, non inseriti in organizzazioni ; avrebbero ampliato di molto il contrabbando di sigarette e di armi, a beneficio di tutti. Purtuttavia qualcosa portavano via e deve esserci stata una compensazione da qualche parte, ma non riesco a immaginarla ; lo si verrà a sapere fra venti anni. Per il resto gli albanesi potevano dedicarsi a volontà alla criminalità comune, assaltando abitazioni, automobilisti eccetera : non sottraevano alle Organizzazioni. Ma c’era una limitazione. Mafia e affini non potevano accettare di perdere prestigio nel Sud, la loro base, come invece sarebbe successo se questo fosse stato inondato dalla criminalità comune albanese. Allora agli albanesi fu detto : riservate la criminalità comune esclusivamente al Nord e al Centro. E questi così fecero, cosa che spiega la geografia della criminalità comune albanese in Italia : si parla certamente di criminali albanesi al Sud, ma come elementi cooptati nelle organizzazioni locali come professionisti, come sicari da un tanto all’omicidio, non come criminali in proprio tipo gli assaltatori di villette. Una tale concertazione era certamente possibile. Nelle etnie dedite tradizionalmente al banditismo ci sono sempre dei capi, che danno indicazioni di massima seguite sia dai criminali effettivi che dagli altri. Così è per gli albanesi in Italia. Non sono una massa disarticolata. Tutt’altro : qui hanno un doppio inquadramento. Quello loro interno tradizionale, e quello nell’ambito della Mafia che li accoglie e li dirige di massima. Mafia che così, fra l’altro, si trova con un enorme aumento di effettivi : prima disponeva di una massa di manovra di circa 15.000 uomini, fra i 5.000 picciotti di Sicilia e quelli di Ndrangheta, SCU e Camorra, ed ora ne ha quasi 100.000, essendosi aggiunto il blocco albanese dei circa 80.000 criminali che abbiamo calcolato in precedenza. Un risultato inquietante.

    Si può aggiungere che il Governo dell’Ulivo vedeva con piacere la criminalità comune albanese al Nord ; era un messaggio di tipo mafioso ai settentrionali, che sono secessionisti : visto cosa posso fare io ? e più vi agitate e più vi massacro. La linea dell’assalto albanese alle case dei settentrionali è stata introdotta da governi dell’Ulivo, ma non è stata corretta dal governo Berlusconi. Ciò è strano perché in tale governo è presente la Lega Nord, ma può darsi che la medesima non abbia capito la situazione, o che sia stata convinta alla rassegnazione : non bisogna mai dimenticare che l’Italia è una colonia.

    L’Italia sotto la Turchia

    Ma non è tutto qui. Il Governo USA non ha voluto gli albanesi in Italia solo perché lui deve continuare le sue politiche narcoterroriste nei Balcani, e gli serve una retrovia, un campo di ingrasso. E’ un motivo che può anche ammettere, se glielo si contesta : si sa che la politica è una cosa sporca. Ma ha anche un altro motivo, e questo è davvero segreto, inconfessabile : così finalmente dispone di un esercito-ombra suo anche in Italia, per l’Italia. Non servono tutti gli 80.000 criminali, che anche non sono tutti adatti, o consenzienti ; basta selezionare 20-30.000 elementi da tenere a disposizione. Una forza del genere - clandestina, armata e armabile ancora di più, euforica per i proventi della droga, ben fornita di informazioni, diretta dall’alto, e straniera, cioè priva di scrupoli - potrebbe essere molto utile in Italia. Potrebbero servire le maniere forti per mantenere il Paese sotto il tallone, e sarebbe meglio che nel caso ciò avvenisse senza mostrare i propri soldati in divisa. Una forza di 30.000 uomini con quelle caratteristiche può far riuscire qualunque colpo di Stato in Italia, da parte di chiunque, anche se non dispone di appoggi fra i Corpi armati dello Stato : Carabinieri e Polizia vanno bene per le contravvenzioni stradali, l’Esercito è quello che offre le spaghettate ai pecorai turchi ; e poi la metà stanno più con gli americani che con gli italiani, sono Ascari. C’è la questione della possibile secessione del Nord. Un Nord politicamente autonomo non sarebbe controllabile da parte degli USA, che potrebbero accontentarsi del Centro-Sud, o non accontentarsi ; nel caso servirebbero omicidi di politici, azioni provocatorie come assalti di caserme di Carabinieri da parte di elementi vestiti da Alpini, cose del genere. E così via, ci possono essere tante evenienze in cui disporre di una tale presenza in Italia potrebbe rivelarsi utile per il Dipartimento di Stato.
    Tante evenienze. Ma la più importante, io credo, è la questione dell’espansione della Turchia in Europa. Come si sa gli USA stanno adoperandosi per inserire un cuneo turco nei Balcani, per dividere l’Europa dalla Russia ; in pratica vogliono fare tornare l’Impero Ottomano alle dimensioni del XVII secolo. Gli converrebbe, infatti. Per questo sarebbe ottimo che la Turchia potesse controllare l’Italia, sempre con l’alta supervisione USA è evidente ; che potesse tenervi basi militari e anche - perché no - gestirla direttamente con un proprio governatore, con un bey di Roma : le tasse prelevate da una tale provincia permetterebbero alla Turchia un bilancio militare adeguato alla funzione di guardiano della Russia. Disporre di una quinta colonna di armati turchi in Italia, appoggiati anche dalla Mafia e dagli altri, renderebbe l’operazione banale.
    Ci sono sintomi che rivelano come gli USA abbiano già iniziato a pensare l’Italia come serva della Turchia : la Turchia vuole liberarsi dei propri curdi - vuole fare, lei sì, pulizia etnica - e l’Italia è difatti la destinazione di tutti i piroscafi carichi di curdi che partono dai porti turchi. Nessun altro li vuole, per non compromettersi in un crimine di portata storica, ma l’Italia si. L’atteggiamento degli albanesi in Italia, spavaldo e sprezzante sia nei loro criminali che negli altri, fa pensare che arrivino già con questa nozione, come gli avessero detto : andate in Italia, la colonia degli americani, e fate pure i padroni perché gli americani hanno deciso che sarà vostra. Secondo me dietro l’arroganza degli albanesi di Mariano Comense c’era un po’ anche una consapevolezza del genere. L’ingresso del governo di centro destra di Berlusconi al posto di quello di centro sinistra di Amato non ha cambiato le cose : si tratta di ordini americani, i quali vanno eseguiti e basta, da chiunque abbia vinto le elezioni.

    Questo è, sempre secondo me naturalmente, il vero pericolo che sta correndo l’Italia con gli albanesi : quello di finire nelle mani della Turchia. E hai detto niente. E’ una tristezza pensare che questo Paese debba fare una tale fine : oltre che degli americani, servo anche dei turchi. Ma è la appropriata conclusione della degradante parabola iniziata nel 1943 : un Paese che si sottomette tanto supinamente, direi voluttuosamente, ad una Nazione come gli USA, il padrone peggiore che possa esistere, merita di finire così. Non è che non ci fossero alternative nel 1943. Bastava resistere agli americani, allo scopo - visto che non si poteva vincere - almeno di arrendersi ai russi, esattamente come avrebbe fatto poco dopo il Giappone in Manciuria . Ora l’Italia sarebbe libera. Ma gli italiani vollero gli americani. Che si tengano i turchi, adesso.

    John Kleeves
    Rimini, 20 gennaio 2001

    Note:

    3 - Per il controllo dell’intero traffico mondiale di droga - eroina e cocaina - da parte del Governo degli Stati Uniti vedi il mio libro Vecchi Trucchi, Il Cerchio, Rimini, 1991, pag.191 e segg.. La Cupola del traffico mondiale di droga è proprio una cupola, quella di Capitol Hill a Washington.
    4 - Periodico Il giornale di San Patrignano, N°85 del 1997, pag.6, intervista al prof. Carmelo Furnari, docente di Medicina legale all’Università di Tor Vergata ( Roma ) e vicepresidente del Gruppo Tossicologi Forensi ( TGF ).
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

 

 

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