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  1. #1
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    Predefinito Ci Siamo Fatti Fregare Da Pannella

    Perché siamo caduti in trappola?

    Per le persone della mia generazione, Marco Pannella ha questo di bello: che quando parla di politica contemporanea ne parla sempre o evocando l’adolescenza (Altiero Spinelli, Ernesto Rossi) o riandando all’età matura (Amintore Fanfani, Giorgio Almirante).
    L’dea che questi nomi, fatti da un politico coi capelli bianchi, non dicano niente né ai nostri figli (età matura) né ai nostri nipoti (adolescenza) non gli passa per la mente. Così, come fosse Pirandello, trasferisce nei protagonisti del referendum sull’embrione i protagonisti del referendum sul divorzio, e il loro tempo: che era il 1974, a mezza strada tra la rivoluzione giovanile e operaia del 1968-69 e il terrorismo brigatista sostenuto dalle masse del Movimento 1977. A noi coi capelli bianchi può anche far piacere essere rituffati ogni giorno nell’adolescenza e nell’età matura: e perciò, anche se il referendum sull’embrione ci trova inizialmente perplessi, per non dire increduli, finiamo col firmarne la richiesta, poi facciamo anche comizi, dibattiti e articoli, e infine sottoscriviamo l’impegno a firmare in mille un appello per il prossimo week end, in cui dovremmo discutere “che fare” dopo la vittoria o la scon- fitta. Sconfitta colossale, altisonante, capace di conseguenze devastanti non tanto nella destra vandeana, già devastata di suo da opportunismo silenzioso o militante, ma nel centrosinistra: dove potrebbe rendere più ardua la riunificazione Prodi- Rutelli (conditio sine qua non per vincere le elezioni politiche l’anno prossimo) e più forte la tendenza storica dei postcomunisti al connubio o al cedimento ai clericali («L’Italia è clericale e dunque prendiamone atto»: si tratti di votare l’articolo 7 della Costituzione, di esitare nei referendum su divorzio e aborto, di non perdere l’autobus di Craxi per un concordato che rinverdisca quello di Mussolini).
    Il risultato di ieri conferma che non si fa politica coi sentimenti e con le nostalgie. È stato un errore aver subìto la pressione di Pannella per la raccolta delle firme referendarie: senza l’aiuto del centrosinistra (ripagato dai radicali con ingiurie e dichiarazioni d’amore a Berlusconi), non ci sarebbe stato alcun quesito abrogativo, alcun referendum.
    Così come era stato un errore sentimentale di molti di noi, nel corso della legislatura ulivista, commuoversi ai piagnistei di Tremaglia e approvare la legge sul voto degli italiani all’estero: che non sanno un cavolo di quel che accade in Italia, non vanno a votare, ma avranno dieci collegi intercontinentali alle elezioni e fanno alzare il quorum nei referendum. Noi non radicali – diessini, liberali, cattolici laici, democratici vari, socialisti – sapevamo, nel momento in cui firmavamo la richiesta referendaria e sostenevamo il referendum sotto il pungolo del vecchio radicale, che non c’erano le condizioni storiche e politiche per vincere.
    Sapevamo cioè che l’Italia del 2005 non è l’Italia del 1974.
    Il cardinale Ruini non c’entra. Questo vicario – che ha solo i caratteri estrinseci di don Fabrizio Ruffo, appunto il condottiero calabrese di “Santa Fede” che distrusse la Repubblica Partenopea del 1799 e riconsegnò a Ferdinando I il trono di Napoli e al suo boia le teste dei liberali – vive in un tempo, il nostro, di totale «perdita del sacro». I giovani, a cominciare da quelli delle nostre famiglie, non hanno partecipato al referendum non perché suggestionati dalle prediche del cardinale, ma proprio perché indifferenti a quelle prediche come a quelle di Pannella e alle nostre: tutte estranee alla loro vita, tutte rivolte con la testa all’indietro come i dannati di non so più quale girone dantesco. Certo, sul risultato il cosiddetto “voto cattolico” ha inciso: ma non perché sia cresciuto grazie al lungo pontificato Wojtyla-Ratzinger, ma perché andava (lecitamente) a sommarsi a un’astensione cronica dei non votanti, che da sola altera le regole del gioco e rende il referendum un gioco da bari. Sicché un risultato positivo questa vicenda l’ha avuto, eccome: ha seppellito per sempre l’istituto referendario, così come costruito controvoglia e dunque furbescamente dai padri costituenti. Se resterà scritto nella Costituzione, questo istituto che gli elettori ignorano da 15 anni dovrà essere ricostruito: limitandone la praticabilità, raddoppiando le firme dei richiedenti, ammettendolo solo per un sì o per un no al complesso della legge, abolendo il quorum.
    Ma tornando al 12-13 giugno, bisogna che noi fautori (antemarcia o della sesta giornata non importa) del referendum dichiariamo francamente di esserci dimenticati che chi siede al tavolo coi bari rischia di barare anche lui. Con 35 mila parrocchie impegnate quanto meno a controllare il voto, togliendogli spesso il suo carattere di segretezza; con sette televisioni schierate a sostegno dell’astensione (sabato sera Rai2 ha trasmesso il film Istinto criminale, un medico che aiuta le donne con la fecondazione assistita e poi le uccide: a questo è arrivato il terrorismo di Stato in Italia); con una magistratura ridotta dopo anni di berlusconismo a un unico porto delle nebbie, e perciò a non vedere i reati e a insabbiare le denunce; con tutto questo a difesa della legge 40, affrontare il referendum è stato follia (e, per qualcuno come Fassino, generosità).
    Noi lo diciamo oggi, a posteriori, e quindi non vale.
    Ma ci sono stati anche quelli che l’hanno detto prima, come scriviamo nella rubrica delle “Lettere”. Essi proponevano una strada non emotiva: e cioè aspettare che i tribunali impugnino la 40 davanti alla Corte costituzionale, che questa la smembri per violazione della Carta, vincere le elezioni politiche del 2006, riscrivere la legge anche in base ai vuoti aperti in essa dalla Consulta, cercando l’intesa dei laici non estremisti dell’uno e dell’altro polo; nonché dei cattolici non clericali dell’uno e dell’altro polo.
    Che Pannella sapesse tutte queste cose; che prevedesse nell’ipotesi migliore un 40 per cento di votanti; e che tuttavia insistesse fino all’ultimo nella scelta referendaria, si capisce.
    A parte la coerenza con la propria icona e con la sua storia, così facendo il suo partito e lui avrebbero occupato la scena per qualche mese: sempre offrendosi a destra e a manca come possibili guru da compensare salatamente. Che i clericali e la destra “manganello ed aspersorio” cogliessero al volo la palla pannelliana (per gli stessi motivi di riaffermazione ideologica e di presidio sociale), si capisce altrettanto. Che i cattolici più legati alla gerarchia si astenessero, era il meno che potessero fare. L’unica cosa che non si capisce è perché nella trappola referendaria ci siamo caduti noi, pur sapendo che c’era una strada maestra per cancellare gli eccessi della legge 40 (su cui la Fabbrica del Programma dovrà ora pronunciarsi); e pur sapendo che il referendum veniva a esplodere come una bomba a orologeria nelle nostre file, per colpire non le nostre aspettative referendarie, ma le nostre possibilità di vincere le elezioni del 2006: che è la condizione per smantellare il cartello delle sette sorelle televisive, per ridare autonomia alla politica e prestigio allo Stato, per risanare un paese dove genitori e figli, se hanno da pensare al 27, non possono studiare l’eterologa. Gli basta praticarla.

  2. #2
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    Predefinito

    SONO DACCORDO AL 100%

    SE I NOSTRI NON HANNO ANCORA CONOSCIUTO I RADICALI , E CIO' E' STATO DIMOSTRATO DALLA FARSA PRIMA DELLE REGIONALI , FORSE NON SAPRANNO GOVERNARCI.

    BISOGNA INIZIARE AD APPREZZARE CHI E' STATO FUORI DALLA MISCHIA!

  3. #3
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    Predefinito

    commuoversi ai piagnistei di Tremaglia e approvare la legge sul voto degli italiani all’estero: che non sanno un cavolo di quel che accade in Italia, non vanno a votare, ma avranno dieci collegi intercontinentali alle elezioni e fanno alzare il quorum nei referendum.
    Grazie mille per avermi definito un ignorante
    Cmq sappi che molti di noi che risiediamo all'estero non siamo affatto ignoranti (io ho votato) e stando al di fuore dai confini patri spesso si sviluppa un rapporto speciale con la propria nazione avvolte persino superiore a chi in patria vi risiede, anzi proprio il stare lontani ci costringe a sapere di piú di tanti italiani che se ne vanno al mare sbattendosi i cosidetti del paese.
    Tutto sono ma non un ignorante!
    Syntax error.

  4. #4
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    E tu onore di pianti,Ettore,avrai ove fia santo e lagrimato il sangue per la patria versato,e finchè il Sole risplenderà su le sciagure umane
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    Predefinito Re: Ci Siamo Fatti Fregare Da Pannella

    In Origine Postato da SPYCAM
    Perché siamo caduti in trappola?

    Non si capisce perchè ci siamo caduti. Avremmo dovuto saperlo in anticipo che non si andava da nessuna parte e che avremmo preso una batosta incredibile. Io ero quasi convinta (anestetizzata non so da cosa) che avremmo raggiunto il quorum, imbecille che non sono altro! Perchè, hai ragione tu, non siamo più nel '74...e i problemi delle coppie sterili non toccano affatto la maggioranza della popolazione, occupata in altri drammi. Che si possa tacciare di menefreghismo chi non è andato a votare, è comprensibile. E' proprio il menefreghismo che ha vinto, non la chiesa, come dicono in molti. La chiesa ha solo cavalcato un' onda, con un' abilità politica superiore un miliardo di volte alla nostra.
    Un menefreghismo (ma perchè dorei alzare il culo e andare a votare per tutelare gli interessi di una minoranza sfigata?) che adesso sarà strumentalizzato come consapevolezza e amore per la vita (vita poi...). E noi abbiamo lasciato che tutto questo accadesse. E' proprio vero, la sinistra è masochista e si ammazza da sola.
    Con le budella dell' ultimo prete impiccheremo l' ultimo re

  5. #5
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    SPYCAM faresti cosa gradita a inserire il nome dell'articolistra.

    Comunque, tanto per essere chiari, non è stato Pannella a fregare la sinistra. E' stata l'offensiva clericale.

    La legge 40 la ha approvata una maggioranza clericlae, che, non dimentichiamolo, è in parte alleata della sinistra (Margherita e Udeur).

    Non la ha mica approvata Pannella la legge 40.

    La colpa è di Pannella e dei radicali se la sinistra non ha preso sotto gamba la campagna referendaria e se l'astensionismo ignorante è la maggioranza assoluta degli itliani?

    O forse all'articolista sta bene questa legge ed è daccordo con chi la ha voluta. Lo dica chiaramente, invece di accusare Pannella di aver fatto una battaglia di civiltà. Una battaglia di cui essere orgogliosi.

  6. #6
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    In Origine Postato da aguas
    SPYCAM faresti cosa gradita a inserire il nome dell'articolistra.

    Comunque, tanto per essere chiari, non è stato Pannella a fregare la sinistra. E' stata l'offensiva clericale.

    La legge 40 la ha approvata una maggioranza clericlae, che, non dimentichiamolo, è in parte alleata della sinistra (Margherita e Udeur).

    Non la ha mica approvata Pannella la legge 40.

    La colpa è di Pannella e dei radicali se la sinistra non ha preso sotto gamba la campagna referendaria e se l'astensionismo ignorante è la maggioranza assoluta degli itliani?

    O forse all'articolista sta bene questa legge ed è daccordo con chi la ha voluta. Lo dica chiaramente, invece di accusare Pannella di aver fatto una battaglia di civiltà. Una battaglia di cui essere orgogliosi.
    Ma hai visto l'atteggiamento di Pannella ieri sera a Porta a Porta : i suoi "amici" erano Ferrara e la Boniver , il povero Turci lo ha umiliato.
    Pannella odia la sinistra !!!
    La sinistra deve capirlo e non fare mai piu' nemmeno un metro di strada con questo personaggio!

  7. #7
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    In Origine Postato da Atlantic
    Silvio Berlusconi
    Chi e' stato fuori prima e dopo .
    Capitan Banana dopo ha voluto appropriarsi del risultato.

    Comunque mi riferivo alla sinistra

  8. #8
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    io non ho pentimenti.

    è giusto che la sinistra faccia anche le battaglie sui diritti civili o vogliamo sempre calare le brache

  9. #9
    Senzapadrone
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    In Origine Postato da benfy
    io non ho pentimenti.

    è giusto che la sinistra faccia anche le battaglie sui diritti civili o vogliamo sempre calare le brache
    Non è stata un'idea felice intraprendere la strada del referendum.

    Ma una volta imboccata, è stato sacrosanto percorrerla ...

  10. #10
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    In Origine Postato da Atlantic
    Fassino invece che dovrebbe fare?
    Fassino purtroppo , e purtroppo solo gli ultimi giorni , e' caduto nel trappolone di Pannella dimostrando , a mio avviso , di essere meno accorto di Dalema , Bersani , Boselli ed altri...

    Ma forse avrebbe dovuto accorgersi anche prima e smarcare il partito dalla Pollastri e da Turci

 

 
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