I due fatti elettorali più recenti, elezioni regionali e referendum, conducono ad alcune conclusioni interessanti.
Gli italiani votano dando risposte sempre più nette alla classe politica che li interroga;
La CdL è alla frutta, l’Unione vincerebbe un confronto con la CdL solo per la sua capacità di mantenere il proprio elettorato;
In Italia non esiste più una maggioranza schiacciante orientata culturalmente in senso illuminista e positivista;
Un’ultima conclusione, che mi sembra però un po’ più ardita, potrebbe essere che gli italiani stiano sviluppando maggiormente che in passato uno spirito egoistico precedentemente più appannaggio della cultura nord europea o anglo-sassone che mediterranea-latina.
In buona sostanza, mi sembra di notare una crasi sia tra la classe politica ed i loro rappresentati che tra l’intellighentsija (si scriverà così?) che scrive e chi legge o dovrebbe leggere.
In entrambi i casi mancano sia un soggetto culturale pre-politico che un soggetto politico che sappiano interpretare e rappresentare una reazione popolare così vasta.
In assenza di novità, il sistema politico tende ad orientarsi verso un bipolarismo DS-neoDC che avrebbe il grave handicap di disporre di un ceto ed una classe politica abbondantemente al di sotto delle necessità. Ottimi mestieranti, in alcuni casi addirittura professionali, capaci cioè di amministrare ma non di governare.
A destra, in particolare, sarebbe opportuno assemblare attorno ad un simbolo ed una tradizione anche culturale un movimento capace di coniugare reazione culturale e fiducia nel progresso, libertà e solidarietà. Ho semplificato molto, me ne rendo conto, e accetto volentieri una discussione su questo.
Secondo me, ragionevolmente, solo il MSFT potrebbe essere il nuovo movimento capace di proporsi come polo di aggregazione alternativo, in contrasto con una neo-DC che la CEI accetterebbe obtorto collo come male minore e capace, altresì, di raccogliere tutti quegli spezzoni del blocco sociale che costituì la CdL che nelle ultime consultazioni elettorali amministrative ed europee semplicemente non sono andati a votare.
La mia personalissima valutazione è che il MSFT sia oggettivamente sotto-dimensionato ad una tale bisogna. Ma anche che, per contro, sarebbe poco prudente riporre speranze nella cosiddetta “destra sociale” quale motore di un tale processo, che per altro verso e per tantissimi motivi, MIS, FN e FSN non avrebbero la capacità neanche teorica di proporsi e che Destra Italiana appaia la copia carbone in versione Aennina, stampata in casa Berlusconi, della DC di Rotondi o della neo-DC autonomista siciliana.
Ritengo che i Camerati di buona volontà, alla Sermonti maniera per intendersi, potrebbero riunirsi a convegno, magari a settembre, e ragionarci su.
Ave ac Vale




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