Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
    il cuore contro i carri armati
    Data Registrazione
    31 Oct 2004
    Località
    ...in mezzo alla vita, sempre vicino all'amico e di fronte al nemico...
    Messaggi
    1,801
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Strage Di Bologna: Nasce Il Comitato "ora Della Verita'"

    L'argomento che voglio sottoporre alla vostra attenzione e che mi auguro possa aprire degli spunti di riflessione è di estrema attualità perchè ancora oggi, dopo 25 anni dalla terribile strage che ha colpito la stazione di Bologna c'è ancora una persona, Luigi Ciavardini, che sta pagando sulla propria pelle una condanna frutto di un processo ingiusto e contraddittorio che vuole condannarlo a 30 anni di reclusione per essere l'autore materiale della strage.
    Noi sosteniamo a gran voce che Luigi Ciavardini è innocente e che si trova coinvolto in questa vicenda soprattutto per "illazioni" e "deduzioni" di pentiti, nella specie tal Angelo Izzo, miracolato della giustizia italiana, già stupratore del Circeo e tornato alla ribalta in questi ultimi mesi per l'omicidio della moglie e della figlia di un boss mafioso.
    Il nostro scopo è quello di mantenere viva l'attenzione su questo argomento ed evitare che un innocente paghi, per colpe che non gli appartengono, al solo scopo di mettere una pietra sopra questa storia e trovare un colpevole che soddisfi l'opinione pubblica.
    La verità, questo chiediamo a gran voce...non serve un capro espiatorio per tacitare la coscienza della gente, noi vogliamo che luce sia fatta su tutta la vicenda.....NOI VOGLIAMO LA VERITA'.
    L'iter processuale riguardante Luigi ha raggiunto dei livelli incredibili: prima viene chiesta dal PM l'archiviazione perchè il fatto non sussiste, respinta, viene rinviato a giudizio, condannato dalla corte d'appello a 30 anni, assolto dalla cassazione e rinviato alla corte d'appello che lo candanna di nuovo a 30 anni.
    Attualmente siamo in attesa dell'ulteriore ricorso in Cassazione, la cui udienza non è stata ancora fissata.
    In tutto questo percorso oltre al danno morale e personale c'è anche un onere economico non indifferente ed è per questo che il Comitato ha deciso di contribuire e sostenere parte delle spese processuali con l'apertura di un conto corrente postale a cui devolvere eventuali contributi.

    Questo il volantino del Comitato:

    RIMETTIAMO IN MOTO L’OROLOGIO DELLA STORIA
    Alla stazione di Bologna c’è un orologio che segna sempre le 10:25. Ufficialmente sta lì per ricordare ai molti viaggiatori distratti la strage che colpì il capoluogo emiliano il 2 agosto del 1980, quando in seguito allo scoppio di una bomba persero la vita 85 persone. In realtà vuole unicamente fissare nella coscienza collettiva una verità cui nessuno crede più. Secondo la quale i colpevoli del delitto sarebbero stati dei ragazzini, tra i diciassette e i ventidue anni, appartenenti alla galassia dell’estrema destra “fascista” e, in quanto tali, capaci di commettere ogni sorta d’efferatezza.
    Come è successo per la strage della stazione di Bologna, dove una targa commemorativa presenta, accanto ai nomi delle 80 vittime, una frase che ricorda chi sono per lo Stato Italiano i colpevoli di quell' omicidio: “Strage fascista”.
    In molti hanno scontato sulla propria pelle le conseguenze di questi teoremi. Altri si trovano tuttora ad affrontarli. È il caso di Luigi Ciavardini, ex membro dei Nar, condannato a trent’anni di reclusione per l’attentato del 2 agosto 1980 dalla sezione minorile della Corte di Appello di Bologna: all’epoca dei fatti non era ancora maggiorenne. La Corte di Cassazione ha già annullato una volta la condanna comminatagli in Appello. Oggi è chiamata a pronunciarsi di nuovo.
    Eppure non c’è nessun testimone diretto, nessuna prova concreta, niente che possa sostenere l’accusa nei suoi confronti.
    L’accusa ha basi fragili, minate da numerose illogicità e incongruenze. Una telefonata durante la quale l’imputato avrebbe chiesto alla sua ragazza di rinviare di qualche giorno l’incontro che avevano programmato è ritenuta la certezza decisiva. Eppure non esiste una prova di quella telefonata, e nessuno sembra nemmeno ricordarsi con esattezza quando parte e chi la riceva.
    Addirittura il superteste afferma di non conoscere l’imputato. Inoltre lo stupratore del Circeo, Angelo Izzo, il principale accusatore di Ciavardini, “deduce” che questi sia coinvolto per un semplice sentito dire, una frase in cui si parla di “ragazzini” coinvolti nella strage, in cui Ciavardini non viene MAI nominato. Una frase arrivata alle sue orecchie come il gioco del telefono senza fili…
    Ma l’opinione pubblica ha sottovalutato un particolare secondo noi importante: la strage alla stazione di Bologna, fu preceduta di 40 giorni dal disastro aereo di Ustica. Un legame, quello tra Bologna e Ustica, che nessuno sembra aver mai preso in considerazione ma che, se approfondito, aprirebbe a nuovi scenari e a dubbi sui PERCHE’ della strage di Bologna.
    Luigi Ciavardini ha già scontato sedici anni di reclusione per banda armata. Forse quella che potremmo definire la sua “meglio gioventù”. Di sicuro una parte considerevole della sua esistenza.
    Ma questa volta non ci sarà giustizia per nessuno, nemmeno per le vittime della strage, se Luigi Ciavardini verrà condannato per un reato che non ha commesso e per il quale vogliamo unirci a lui, per sostenere in ogni modo la sua innocenza.
    E’ per tutti questi motivi che riteniamo giusto appoggiare attraverso iniziative ma anche e soprattutto economicamente questa battaglia…AFFINCHE’ QUELL’OROLOGIO BATTA FINALMENTE L’ORA DELLA VERITA’



    Comitato spontaneo “L’Ora della Verità”

    Leggi e diffondi

    Sottoscrivi:

    CONTO CORRENTE POSTALE n. 62005954
    intestato a CODV c/o Germana De Angelis - Roma

  2. #2
    alberico
    Ospite

    Predefinito Luigi uno di Noi

    Diamo un mano concreta, stampiamo e facciamo girare il comunicato. Prima di dicembre ci sarà il processo e sarà il solito salasso per fare una buona cassazione.

  3. #3
    Il Gran Camposanto
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Messina - Catanzaro
    Messaggi
    2,197
     Likes dati
    34
     Like avuti
    49
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    E' una storia che ha sempre puzzato di marcio.
    Oltretutto, colpisce diversi imputati rei confessi di efferati delitti: non avendo più nulla da perdere, ergastolo più, ergastolo meno, avrebbero di certo confessato la propria colpevolezza.
    Ammesso fosse vera, s'intende.

    "Servizio segreto, servizio di Stato.
    Chi ha messo le bombe, non ha mai pagato"!

    Londinium S.P.Q.R. - Servizio di Stato.

  4. #4
    il cuore contro i carri armati
    Data Registrazione
    31 Oct 2004
    Località
    ...in mezzo alla vita, sempre vicino all'amico e di fronte al nemico...
    Messaggi
    1,801
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Grazie Alberico e grazie a tutti quelli che sosterranno con noi questa battaglia. Lo scopo , come ho già detto è di mantenre viva l'attenzione sull'argomento e soprattutto sostenere Luigi, sia moralmente che economicamente.
    VERITA' SU BOLOGNA.

  5. #5
    il cuore contro i carri armati
    Data Registrazione
    31 Oct 2004
    Località
    ...in mezzo alla vita, sempre vicino all'amico e di fronte al nemico...
    Messaggi
    1,801
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    DAL LIBRO: "LA STRAGE DI BOLOGNA E IL TERRORISTA SCONOSCIUTO. IL CASO CIAVARDINI":
    - INTERVISTA AL PM RICCIOTTI -
    Leggiamo dalle carte dell'epoca che Lei smonta – nome per nome – l'elenco di pentiti che prima parlano di «ragazzini» autori della strage, poi, in particolare di Ciavardini. Si trattava di dichiarazioni inattendibili?
    Certo. Le voci – di voci si trattava e non di dichiarazioni precise – non contrastavano con l'indicazione di Ciavardini, che all'epoca era minorenne. Ma erano inattendibili per altre ragioni. Innanzi tutto per l'estrema genericità. Dire «i ragazzini» è come dire nulla, dal punto di vista del valore indiziante dell'affermazione. Dire «ragazzini di Terza Posizione» è la stessa cosa, tenuto conto dell'età dei militanti di quel gruppo.
    L'utilizzazione dei ragazzini fu inoltre riferita (con dichiarazione poi ritrattata) da un paio di detenuti (non ricordo se «pentiti») a Signorelli e Fachini, e non a Fioravanti e alla Mambro. Altro dichiarante precisò che il ragazzino cui si riferiva era tale De Orazi. Tutti, o quasi, precisarono di non aver mai sentito parlare di Ciavardini come implicato nella strage. E così via.
    Insomma, le voci e le dichiarazioni erano materiale utile per avviare un'indagine di polizia, ma non fatto precisi e concordanti come debbono essere gli indizi.
    La sua richiesta di archiviazione è stata respinta e il processo contro Ciavardini, dopo un supplemento di indagine è andato avanti. Eppure l'accusa, e poi la condanna del marzo 2002 in secondo grado di giudizio, non aggiungono molti elementi a quelli già in possesso del tribunale nel 1990. Ha letto le motivazioni della sentenza della Corte d'appello?
    Ho letto la sentenza, e non mi convince. I giudici d'appello hanno minuziosamente riveduto le argomentazioni del Tribunale per i minorenni e si sono convinti che il materiale raccolto è sufficiente per affermare la responsabilità dell'imputato. Nutro rispetto per i colleghi, ma, per le ragioni che ho ampiamente esposto nella mia requisitoria di archiviazione, non condivido la loro decisione. I giudici d'appello attribuiscono grande valore al fatto che Ciavardini si trovava da tempo a Treviso, dove Gilberto Cavallini lo nascondeva. A Treviso fu raggiunto da Fioravanti e dalla Mambro. Insieme, tutti e quattro, compreso Cavallini, il 2 agosto (il giorno della strage) si allontanarono da Treviso e si recarono, a loro dire, a Padova. L'accusa sostiene che questa era – ed è – una menzogna, inventata per costruirsi un alibi reciproco (se eravamo a Padova non eravamo a Bologna). A parte altre, numerose considerazioni, questo è uno dei punti più oscuri del processo. Cavallini, che era insieme con i tre pretesi autori della strage, non è mai stato incriminato. Non si sa dove si sia recato, mentre gli altri andavano a mettere la bomba. Era rimasto a Padova, a far spese, si sostiene. Ma dove, e presso quale commerciante, e per quali acquisti? Cavallini, personaggio importante per numerosi delitti (fra i quali l'omicidio del giudice Amato) ‹‹esce di scena›› e non vi fa più rientro. Il mistero non potrebbe essere più fitto. Partono da Treviso in quattro. A Bologna sono in tre. Manca Gilberto Cavallini. Si è fermato a Padova ad attendere i complici? E perché si esclude che si sia fermato a Padova anche Ciavardini? Oppure anche Cavallini era a Bologna. Con chi? Con Fioravanti e la Mambro «di copertura»? Oppure aiutò Ciavardini a collocare l'ordigno? Oppure Cavallini rimase davvero a Padova e, con lui, gli altri? Su questo punto centrale della ricostruzione del fatto non si parla nella motivazione della sentenza d'appello.
    Altra circostanza importante è rappresentata dal fatto che Ciavardini, il giorno prima dell'attentato, fece sapere alla fidanzata (e a due amici con i quali aveva un appuntamento a Venezia) che avrebbero dovuto rinviare il viaggio, per gravi difficoltà. E rinviò l'appuntamento a due giorni dopo. Questa circostanza provo che Ciavardini sapeva. Che cosa sapeva? Sapeva qualcosa. Forse sapeva che gli altri stavano preparando l'attentato. Forse. Ma altro è sapere, altro è partecipare.
    Lei aveva sostenuto l'accusa nel processo per l'omicidio del giudice Mario Amato, assassinato dai Nar a Roma il 23 giugno del 1980. Anche in quel caso Ciavardini si dichiarò innocente.
    Sostenni l'accusa e Ciavardini fu condannato in primo grado e in appello. La sentenza della Corte d'appello fu confermata dalla Corte di cassazione. Se non sbaglio fu la prima volta che Ciavardini venne condannato senza avere confessato d'essere colpevole.
    Eppure proprio quell'accusa, l'aver fatto parte del gruppo di fuoco contro il giudice Amato, sembra essere un altro elemento per condannare Ciavardini per la strage di Bologna. Anche la sentenza d'appello del Tribunale dei minorenni rilancia la teoria del baratto: Mambro, Cavallini e Giusva Fioravanti avrebbero taciuto sulla colpevolezza di Ciavardini nell'omicidio Amato, accusando il defunto Giorgio Vale, in cambio del silenzio del ragazzo su Bologna. Un passaggio che Lei smontava nella richiesta di archiviazione del 1990. Ricorda?
    Ricordo bene. Il «pentito» affermò che Valerio Fioravanti si preoccupò di tener Ciavardini fuori dall'indagine sull'assassinio del giudice Amato perché quello (Ciavardini) sapeva delle cose sulla strage di Bologna. Il preteso indizio assume, semmai, un significato contrario, ossia a favore di Ciavardini. Se questi avesse partecipato alla strage, sarebbe stato insensato offrirgli il silenzio sulla sua responsabilità circa il delitto Amato in cambio del silenzio sulla strage. Ciavardini aveva un fortissimo interesse a tacere ermeticamente su qualsiasi circostanza che avesse potuto in qualche modo coinvolgerlo. Rischiava l'ergastolo (allora applicabile anche ai minorenni). Non c'era bisogno di fare accordi su questo punto.
    Ma «sapere cose» non significa aver preso parte alla strage. Ciavardini, secondo il pentito, «sapeva cose», dunque, era al corrente. Ma fu partecipe?
    Nel processo contro i maggiorenni, risultò che tale Rinani aveva confidato a un compagno di detenzione che di lì a pochi giorni vi sarebbe stato l'attentato alla stazione di Bologna.
    I giudici della Corte d'assise lo mandarono assolto dicendo che ‹‹è altamente probabile che il prevenuto abbia concorso nella fase della progettazione o dell'organizzazione››, ma, scrissero nella sentenza, altro sono le «probabilità», altro le «certezze». Il Procuratore generale, nel processo di appello, chiese, sul punto, la conferma della sentenza di primo grado.
    Il nome di Ciavardini salta fuori grazie alle dichiarazioni del pentito Angelo Izzo, il quale avrebbe appreso dalla Furiozzi (a sua volta informata dal defunto Macciò) che a mettere la bomba a Bologna erano stati i ragazzini di Fioravanti. Izzo sostanzialmente, aggiunge per deduzione il nome di Ciavardini. Leggo dalla sua richiesta di archiviazione del 1990 «Izzo... è un personaggio inquietante, che ama collaborare con gli inquirenti introducendo al cospetto persone disposte a fare dichiarazioni».
    La ragazza disse a Izzo di avere saputo da Macciò che Gilberto Cavallini gli aveva detto che Fioravanti e la Mambro avrebbero incaricato tre «ragazzini», Massimiliano Taddeini, Nazareno De Angelis e Luigi Ciavardini, di collocare la bomba alla stazione di Bologna. Una testimonianza, come dicono i processualisti, de relato, e cioè «per sentito dire», in questo caso moltiplicata per tre. Il giudice istruttore del Tribunale (ordinario) di Bologna prosciolse Taddeini e De Angelis (questo nel frattempo tragicamente morto in carcere) essendo l'accusa fondata su di un «sentito dire» passante fra tre persone, una delle quali, Macciò, non poteva essere sentito come teste perché anch'egli era morto.
    Io completai l'opera di quel giudice (una donna di valore e per nulla orientata a destra) ribadendo le sue argomentazioni per quanto riguardava Ciavardini.
    Ecco, quale il suo giudizio in generale sui pentiti del processo per la strage del 2 agosto? Anche Sparti, l'accusatore di Fioravanti e Mambro, è un personaggio con molti lati oscuri.
    In quelle tenebrose vicende che sono i grandi delitti politici, la polizia giudiziaria e i magistrati inquirenti raccolgono ogni elemento ritenuto utile, senza tanto badare all'onorabilità dei dichiaranti. Questa preoccupazione spetta, piuttosto, ai giudici del dibattimento. A me basta ricordare che, esaminate le loro dichiarazioni (non mi occupai di quelle di Sparti), ritenni che queste, indipendentemente dalla personalità dei loro autori, non costituivano quel coacervo di fatti precisi e concordanti che trasformano alcuni indizi in una prova di colpevolezza.
    Anche Vittorio Borraccetti, nominato Procuratore della repubblica a Venezia, esponente della corrente di Magistratura Democratica, nel libro di Daniele Biacchessi sulla strage di Bologna sostiene che prove limpide contro gli imputati non sono mai state trovate: «Risultati tangibili, nel senso di raggiungimento di prove specifiche e dirette a carico degli imputati non se ne sono ottenuti. Tutte le ipotesi sono state direttamente gestite dai magistrati, mentre sostanzialmente non si è registrato nessun concreto apporto sul piano delle indagini da parte della polizia giudiziaria»65. Borraccetti e Ricciotti sono giudici di «correnti opposte». Ma per la strage di Bologna sembrano avere dubbi paralleli.

  6. #6
    AC Milan 1899
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    13,011
     Likes dati
    4
     Like avuti
    25
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Post Bologna: La Strage della Verità

    Bologna: La Strage della Verità

    3d

    versione stampabile pdf/zip

 

 

Discussioni Simili

  1. Risposte: 10
    Ultimo Messaggio: 31-01-09, 08:33
  2. logo del comitato "l'ora della verità"
    Di Falco Nero nel forum Destra Radicale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 29-06-07, 00:22
  3. Comunicato del Comitato "L'ORA DELLA VERITA'"
    Di Daniele (POL) nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 11-11-06, 01:57
  4. Stasera il comitato "L'ora della verità" a Lucca.
    Di Nimmo nel forum Destra Radicale
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 21-10-05, 19:13
  5. Nasce il Comitato "L'Ora della Verità"
    Di Riccardo Tivoli nel forum Destra Radicale
    Risposte: 9
    Ultimo Messaggio: 31-07-05, 19:08

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito