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La bocciatura popolare dei referendum sulla fecondazione assistita e la soppressione di embrioni rappresenta un giro di boa nella vita politica italiana.
Coloro che lo hanno promosso intendevano proseguire e portare alle conseguenze estreme il disegno iniziato con la legalizzazione del divorzio e dell' aborto. Essi vogliono sottrarre alla vita umana, in tutte le sue fasi, ogni tutela, ogni dignità, ogni diritto.
Il loro progetto, coordinato con i fautori dello scientismo a oltranza e che ha trovato spazio inusitato sui media in mano ai poteri forti (il Corriere della Sera ha dedicato pagane intere per un anno e mezzo al tema della fecondazione) anelava a creare una società “liberata” da ogni fardello razionale e morale. Nella loro aberrante visione l'uomo avrebbe dovuto prendere il posto che solo a Dio spetta. Essi, addirittura, avrebbero voluto utilizzare l'embrione umano, quindi la Vita al suo albore, come strumento per operazioni di violenza alla vita e alla natura. Il popolo italiano, invece, si è pronunciato chiarissimamente dichiarando tale progetto mostruoso e che l'embrione è vita e, in quanto tale, va difeso ed è meritorio di protezione giuridica e amore. E' ovvio che la sconfitta, nei referendum, del “partito della morte” riapre con decisione il discorso sulla liceità dell'aborto, vero convitato di pietra nelle accese discussioni sull' embrione e tema veramente mobilitante e decisivo. Nessuno può negare che gli italiani, mentre hanno deciso di definire vita l' embrione e di accordargli tutte le tutele connesse, hanno implicitamente fatto lo stesso con il feto non partorito.
Le nefaste dichiarazioni di Marco Pannella che, al tempo del referendum sull' aborto, definì la dignità del feto minore di quella di un gattino sono ormai improponibili e solo il ricordo di esse si ritorcerebbe contro i fanatici distruttori della vita. Come orrore scatenerebbero le famose foto che ritraggono Emma Bonino intenta a provocare aborti con una pompa di bicicletta, e le sue vanterie di aver personalmente e manualmente provocato migliaia di aborti
La ritrovata, necessaria, chiarezza delle parole della Chiesa di Benedetto XVI che in poche settimane ha ribadito con fermezza la dottrina Cattolica su tutti i temi della vita e della morale ed ha affermato il concetto che la vita non può essere soffocata da un voto (dando quindi un limite chiaro alla democrazia) rappresenta, poi, il vero elemento decisivo di tutta la vicenda.
Infatti, se il motivo principe di trenta anni di sconfitte delle forze tradizionali è stato il grave stato di confusione e debolezza in cui ha versato la Chiesa, oggi questa prima vittoria è dovuta soprattutto al suo rinnovato vigore.
Forza Nuova vede confermato dagli eventi di questi giorni un elemento della politica in cui ha sempre fermamente creduto e cioè che lo stato di salute della società dipende soprattutto dallo stato di salute della famiglia e dal valore dato alla vita e che la Civiltà si misura innanzitutto nella difesa di questi valori piuttosto che dai successo successi materiali o economici.
Forza Nuova oggi afferma che la prossima tappa per la riaffermazione della nostra Civiltà e della Italianità è l'abrogazione delle leggi abortiste.
Probabilmente la tanto attesa rinascita del nostro popolo sta iniziando a configurarsi; noi non possiamo che esserne umili alfieri, consapevoli che la nostra Patria è destinata a sollevarsi dalla crisi e tornare ad essere faro nel mondo.

Roberto Fiore
Il segretario nazionale Forza Nuova