NETTUNO, AL “CAMPO DELLA MEMORIA”
Camicie nere, lacrime e saluti romani
In mille, con tanti esponenti di An, alla traslazione dei resti di 65 militari della Repubblica sociale
di ANTONELLA MOSCA
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Avvolti nella bandiera tricolore e portati da militari dell’Esercito italiano, i resti di 65 militari della Rsi sono stati traslati ieri nel “Campo della memoria” di Nettuno, ora cimitero militare. Tanto che le cerimonie si sono svolte con la supervisione del generale Bruno Scandone, commissario per le onoranze ai caduti del Ministero della Difesa. Oltre mille i presenti, uomini anziani con i baschi grigioverdi della Rsi, signore in età con quelli del Saf (Servizio ausiliario femminile) di Salò, qualche camicia nera, maglie nere con le scritte “X Mas” o “Barbarigo”. Le bandiere di Salò - tricolore sormontato dall’aquila nera - non sono state fatte entrare dalle forze dell’ordine durante la cerimonia ufficiale, ma hanno sventolato al termine fra qualche lacrima e una selva di saluti a mano tesa.
«Dopo tre anni di gestione del Ministero della Difesa - dice il Comitato antifascista Anzio Nettuno - il “Campo della memoria” è diventato ufficialmente cimitero di guerra della Repubblica italiana. Oggi abbiamo avuto la conferma che chi combattè per la libertà, di questi tempi viene accantonato anche dalle istituzioni per rendere grazie a chi combatteva a fianco dei nazisti». Durante la messa il cappellano, don Francesco Marotta, ha detto dei caduti della Rsi: «Il loro olocausto si fa gradito a Dio perchè non c’è amore più grande di chi offre la vita per gli altri». In prima fila i senatori di An Mario Palombo e Ajmone Finestra, l’assessore al Comune di Nettuno Marcello Armocida e quello di Velletri Giancarlo Righini con fascia tricolore, l’assessore al XIX Municipio di Roma Federico Guidi con quella rosso gialla e il sindaco di Anzio Candido De Angelis senza fascia dimenticata in ufficio. «Ma sono qui - ha detto - anche a nome della città per onorare chi è morto per la patria».
Polemiche a destra. Paolo Salvoni, responsabile provinciale della Fiamma Tricolore, ha definito «sconcertante la presenza di An visto che Fini ha chiamato i ragazzi della Rsi il male assoluto». Ma il senatore Palombo ha sostenuto: «Questi ragazzi, come i partigiani, vanno rispettati perchè combatterono per i propri ideali. Dopo le dichiarazioni dell’Anpi su questa cerimonia spero che un giorno ci si possa stringere la mano davanti all’Altare della Patria che ricorda tutti i caduti».
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