Amici, questi campani sono scatenati.
De Mita vuol segare Prodi per rimettersi col Cirino, e insieme al Mastella e ai ras siciliani Cuffaro e Lombardo rifare una nuova grande DC, quella vera di una volta dove si mangia tanto senza problemi.
Questo qua è il mitico ministro del Bilancio della DC, il tangentomane Pomicino, l'uomo che ci ha portato con mano sicura al 126% di debito pubblico e alle soglie della bancarotta nel 91, che ragiona nello stesso preciso modo di una volta: "L'incompetenza è una qualità. Si ripristini il primato della politica. Si torni a una presenza pubblica dell'economia, e al proporzionale ".
Buon appetito, Cirino.
Corriere della Sera 15.6.05
Cirino Pomicino: poli finiti, è ora di rifare la Dc
« La diaspora si sta ricomponendo, con Formigoni dialogo serratissimo. Il 25 tutti a Roma per la Costituente, c'è anche Marini »
« La transizione è finita. Il momento è propizio. Le urne hanno realizzato entrambe le condizioni » . Quali, Cirino Pomicino? « Le regionali hanno accelerato il big bang della politica italiana, da me agevolmente previsto due anni fa: la disgregazione dei poli e dei partiti, o sedicenti tali. Il referendum conferma che i valori cattolici restano maggioritari, ma richiedono una forza mediatrice che non solo li difenda, ma si faccia carico anche della laicità » . Sarebbe? « La Democrazia cristiana. Il nome è nostro. Di Rotondi. Poi ci siamo Cutrufo e io. La diaspora comincia a ricomporsi: sono giunti deputati dalla Lega come Martinelli, dall'Udeur come Montecuollo, da Forza Italia come Gigli.
E abbiamo già l'accord… ehm… un dialogo serrato con Lombardo » . Serrato? « Serratissimo. Come con Formigoni. Sono stato a trovarlo a Mila no, con Rotondi, Lombardo e Cuffaro. Poi ci sono Gubert, storico leader del movimento per la vita. E Publio Fiori. Il 25 ci ritroveremo tutti a Roma, per la Costituente della nuova Dc » . Andreotti pare scettico.
« Gli ho parlato lunedì mattina. Sono fiducioso. Poi seguiranno gli altri. Non si ha idea di quanti democristiani ci siano in giro.
Siamo un'etnia politica, perseguitata per dieci anni ma sopravvissuta e oggi rinvigorita: in Parlamento ci sono più democristiani di quando c'era la Dc. Altri ne vedo a Strasburgo: si cercano, si ritrovano. Avvertono il richiamo della foresta » . Rifondazione democristiana. Avete il nome, ma il simbolo l'ha Buttiglione.
« Eserciteremo tutta la nostra forza di persua sione, e non solo quella.
Ma con umiltà. Il ritorno alla Dc deve avvenire innanzitutto nei modi, nelle forme, nei metodi.
Per prima cosa adotteremo lo statuto e il regolamento congressuale della Democrazia cristiana » . Pure il manuale Cencelli? « Come no. Tutti devono essere rappresentati negli organismi dirigenti. Più avanti dovremo decidere se stare da soli o imparentarci con la destra o con la sinistra.
Ma chi vedesse prevalere la linea altrui resterà con tutti gli onori. Basta con i partiti padronali, di proprietà anche giuridica del leader. Noi mettiamo al primo posto l'identità. La cultura politica. Non è possibile che i democristiani in Germania vincano le elezioni e noi qui ci si balocchi con strutture peroniste dai nomi immaginifici. Là non ci sono Forza Germania o Uniti nel Cipresso. Ci sono socialisti e democristiani » . Ormai la Chiesa fa da sé. Difficile pensare a un partito dei cattolici.
« Ma si può fare un partito di cattolici » . Anche con quelli della Margherita, spiazzati da un'eventuale lista dell'Ulivo? « Certo: non si capisce perché debbano farsi guidare da un ex radica le, anche se Rutelli è un amico. Nell'attesa, il 25 verrà Marini. Pure il partito unico del centrodestra mi sta bene; libererà altri uomini e altro consenso per noi. Berlusconi è un amico ma rappresenta un macigno per la politica. So che sarebbe disposto a farsi da parte, se Casini riuscisse ad attrarre i moderati del centrosinistra. Ma sarà dura. La successione al Cavaliere ancora non c'è » . Nell'Udc c'è interesse per il vostro progetto? « Certo. Anche perché Follini non è un vero democristiano. È convinto che il moderatismo sia un tono di voce. E pensa che la Dc non possa tornare. Sbaglia » . Tornerà il nome, non la sostanza.
« Ma noi non vogliamo fare l'ennesimo partitino. Vogliamo essere solo uno strumento. Il detonatore persuasivo della grande riscossa dei cattolici. Il nostro nucleo iniziale dovrà sciogliersi in qualcosa di molto più grande, che segnerà il risveglio dopo la notte della politica.
Non vede come siamo ridotti? Non vede chi fa o dovrebbe fare la politica economica? » . Il professor Siniscalco.
« Un infiltrato, ormai è chiaro. Come si fa a cacciare Tremonti per metterne al posto il suo direttore generale? Uno che con i conti allo sfascio rimanda tutto alla mitica finanziaria, ridotta come il banchetto del lotto a Napoli, dove si danno numeri che non usciranno e si fanno previsioni che non si verifi cheranno? Anche Andreotti aveva un tecnico al Tesoro, tale Carli.
Che però volle al suo fianco un politico: me.
Per fare il ministro occorre un minimo di incompetenza » . Mastella si è risentito per il suo incontro con Prodi.
« Ho definito Mastella stalinista, ma non vorrei offendere Stalin. Mastella decreta 8 10 espulsioni dal partito ogni anno… » . Più del miglior Lo Bello.
« È un amico ma ha un concetto patrimoniale del partito.
Noi torneremo alla democrazia: con i leader regionali scelti dal basso e non dall'alto; e il segretario eletto non più direttamente con un plebiscito ma con un bel congresso all'antica » . E vi alleerete con Lombardo e altri ras locali.
« Trattative sono già in corso in Puglia e altro ve, con uomini radicati nel territorio e in stretto contatto con i vescovi. Abbiamo davanti praterie. Crederà mica che la Puglia sia diventata comunista? E il Piemonte? E la mia Campania? I movimenti autonomistici ci riportano al feudalesimo se fanno accordi con partiti peronisti.
Sono salutari se federati a una salda cultura politica. È finita l'era dei processi in pubblico, delle maggioranze fatte e disfatte dalla piazza.
Vedo infatti che pure Di Pietro s i è pentito » . Si torna alla politica.
« Chi ha detto che la politica debba assistere in silenzio alle scalate che, magari con i capitali rossi del Monte dei Paschi e dell'Unipol, mirano a sovvertire la finanza italiana? Si ripristini il primato della politica su un capitalismo e una magistratura ormai autoreferenziali. Si torni a una presenza pubblica dell'economia, e al proporzionale » .
« Ci sarà da divertirsi » .




Rispondi Citando

