Risultati da 1 a 9 di 9
  1. #1
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    Predefinito "Le curiose angosce di Muoni e degli altri unionisti". Artìgulu de F.Pala dae su GdS.






    Ma l'odio etnico ce l'ha chi dice di temerlo.
    Titolo originale Le curiose angosce di Muoni e degli altri unionisti.

    Dalle tenebre della loro retorica patriottarda gli unionisti ci osservano. Con le loro anacronistiche stereotipie gli autonomisti tentano di demonizzarci. Ipotizzano tragedie identitarie, immaginano chissà quali derive nazionaliste. Come moribondi risorgimentosauri rovistano nell’ottocentesca dispensa delle scontatezze. Hanno paura di tutto ciò che si muove. Se si fermassero un secondo a respirare probabilmente si renderebbero conto di essere totalmente fuori strada.
    Pochi giorni fa, dalle pagine di un quotidiano italiano stampato in Sardegna, il professor Muoni ha dato luogo al festival dell’ordine costituito, al circo dello sciovinismo italiano. Con disarmante chiarezza ha teorizzato l’inesistenza e l’illegittimità della storia, della cultura e della lingua sarda. Con grossolano disprezzo ha persino irriso i riferimenti indipendentisti ad un ordinamento giuridico specifico sardo, dimenticando quell’irrilevante testo costituzionale che è stata la Carta de Logu.
    Curiosa la prassi secondo cui il popolo che è già riuscito a realizzare la sua Repubblica democratica con sanguinose guerre di annessione può permettersi di impedire ad altri popoli di lavorare pacificamente per costruire la propria. Il diritto all’autodeterminazione, sancito dall’ONU, è sempre più un optional. Del resto il nuovo Trattato Costituzionale europeo non lo contempla.
    Gli unionisti vedono in noi ciò che non siamo. Forse vedono in noi ciò che a loro piacerebbe che fossimo per poterci meglio criminalizzare. Purtroppo per loro noi indipendentisti agiamo su terreni nuovi e stiamo acquisendo centralità politica nelle classi più dinamiche e creative della società sarda. Farebbero bene, gli unionisti, a studiarci un po’ per evitare goffi colpi a vuoto.
    Noi non siamo nazionalisti: ha senso continuare ad accusarci di istigare all’odio etnico? Noi non siamo sardisti: ha senso continuare ad attribuirci riferimenti a Emilio “Lusso”, come preferiva farsi chiamare? Ma soprattutto, come scriveva Antoni Simon-Mossa, “noi non siamo italiani e non potremo mai esserlo”: i vostri miti, stantii ed espansionisti, non sono i nostri.
    Gli indipendentisti non sono sempre meste o folkloristiche macchiette, gli indipendentisti non necessariamente sono loschi sovversivi. C’è un indipendentismo nuovo, nonviolento, che va dritto sulla sua strada, alla luce del sole, fatto di donne e uomini sereni e gioiosi che non vogliono distruggere nulla ma che hanno scelto, con determinazione e autocoscienza, di iniziare a costruire la Repubblica di Sardegna.
    Quando il professor Muoni e gli altri unionisti si renderanno conto di tutto questo capiranno che le loro angosce sono vacue e grottesche.

    22/06/2005


    Franciscu Pala
    Assemblea Nazionale di iRS
    Indipendèntzia Repùbrica de Sardigna

    www.indipendentzia.net
    www.repubricadesardigna.net



    Clicca qui per leggere il precedente articolo pubblicato sul GdS: "L'indipendentismo sardo visto da Pansa e Cossiga.

  2. #2
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    Bella Francì!!!!

    ...e soprattutto grazie a Muoni perchè puntualmente ci da modo di dimostrare quanto gretto e chiuso possa essere l'unionismo nel XXI secolo!!!


    Finzas a sa repubrica!
    itz.

  3. #3
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    Predefinito grande!




  4. #4
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  5. #5
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    Fatti non foste a viver come bruti, ma a ricercar vertute e INDIPENDENTZIA
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    Ecco chi siamo e come la pensiamo. L'articolo di Tziko è perfetto
    Avvidetzi sani

  6. #6
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    Originally posted by Itzoccor
    Bella Francì!!!!

    ...e soprattutto grazie a Muoni perchè puntualmente ci da modo di dimostrare quanto gretto e chiuso possa essere l'unionismo nel XXI secolo!!!


    Finzas a sa repubrica!
    itz.
    Questi unionisti sono persone di M***A.
    Nient'altro. Purtroppo vorrei capire perchè sono così sofferenti psicologicamente e continuano a prendersela con le caratteristiche di un popolo.
    Come alle elementari, i ragazzini bulli, che erano pronti, per ridere, a trovare i difetti di questo e quell'altro, al solo scopo di non essere loro bersaglio di attenzioni e di risate. Però, erano pronti a picchiare a coloro che erano contrari ai loro modi e, ancora più dimostrazione della loro inferiorità, era sufficiente nominargli la mamma per fargli scoppiare in lacrime. Coloro che parlavano con tanta forza, coloro che picchiavano forte, che erano belli e toghi non erano altro che delle merdine che cercavano di nascondere i propri difetti inventando i difetti, facendo strane coalizioni con altri bulli, picchiando. Analogamente, le classi politiche sarde, quindi italianissime e unioniste, non sono altro che miscugli di gente con complessi di inferiorità, insiti nella coscienza di essere diversi e che hanno paura di eventuali difetti della diversità. Allora, quale miglior modo se non il demonizzare ciò che anche loro sono, per scacciare da se la diversità e quindi il pericolo di avere difetti, il pericolo che quei difetti non gli permettano di guadagnare freschi stipendi ogni mese dal prestigioso e senza difetti padrone?

    Sa carta de logu nci boliat pro genti de aici! A dus infurcai e a dus tresinai a cuaddu in su mori....in bidda e in sartu.
    Finas a s'indipendentzia!

  7. #7
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    Originally posted by sardiniae pars
    Ecco chi siamo e come la pensiamo. L'articolo di Tziko è perfetto
    Avvidetzi sani

    Dimenticavo, articolo Geniale. Bellissimo.
    Sempre più articoli belli. Poi a breve vi indicherò una nuova rivista sarda bilingue dove potrete mandare email.
    A nos intender
    Finas a s'indipendentzia!

  8. #8
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    Predefinito Re: "Le curiose angosce di Muoni e degli altri unionisti". Artìgulu de F.Pala dae su GdS.

    [QUOTE]Originally posted by I.R.S.
    [B]




    Ma l'odio etnico ce l'ha chi dice di temerlo.
    Titolo originale Le curiose angosce di Muoni e degli altri unionisti.

    Dalle tenebre della loro retorica patriottarda gli unionisti ci osservano. Con le loro anacronistiche stereotipie gli autonomisti tentano di demonizzarci. Ipotizzano tragedie identitarie, immaginano chissà quali derive nazionaliste. Come moribondi risorgimentosauri rovistano nell’ottocentesca dispensa delle scontatezze. Hanno paura di tutto ciò che si muove. Se si fermassero un secondo a respirare probabilmente si renderebbero conto di essere totalmente fuori strada.
    Pochi giorni fa, dalle pagine di un quotidiano italiano stampato in Sardegna, il professor Muoni ha dato luogo al festival dell’ordine costituito, al circo dello sciovinismo italiano. Con disarmante chiarezza ha teorizzato l’inesistenza e l’illegittimità della storia, della cultura e della lingua sarda. Con grossolano disprezzo ha persino irriso i riferimenti indipendentisti ad un ordinamento giuridico specifico sardo, dimenticando quell’irrilevante testo costituzionale che è stata la Carta de Logu.
    Curiosa la prassi secondo cui il popolo che è già riuscito a realizzare la sua Repubblica democratica con sanguinose guerre di annessione può permettersi di impedire ad altri popoli di lavorare pacificamente per costruire la propria. Il diritto all’autodeterminazione, sancito dall’ONU, è sempre più un optional. Del resto il nuovo Trattato Costituzionale europeo non lo contempla.
    Gli unionisti vedono in noi ciò che non siamo. Forse vedono in noi ciò che a loro piacerebbe che fossimo per poterci meglio criminalizzare. Purtroppo per loro noi indipendentisti agiamo su terreni nuovi e stiamo acquisendo centralità politica nelle classi più dinamiche e creative della società sarda. Farebbero bene, gli unionisti, a studiarci un po’ per evitare goffi colpi a vuoto.
    Noi non siamo nazionalisti: ha senso continuare ad accusarci di istigare all’odio etnico? Noi non siamo sardisti: ha senso continuare ad attribuirci riferimenti a Emilio “Lusso”, come preferiva farsi chiamare? Ma soprattutto, come scriveva Antoni Simon-Mossa, “noi non siamo italiani e non potremo mai esserlo”: i vostri miti, stantii ed espansionisti, non sono i nostri.
    Gli indipendentisti non sono sempre meste o folkloristiche macchiette, gli indipendentisti non necessariamente sono loschi sovversivi. C’è un indipendentismo nuovo, nonviolento, che va dritto sulla sua strada, alla luce del sole, fatto di donne e uomini sereni e gioiosi che non vogliono distruggere nulla ma che hanno scelto, con determinazione e autocoscienza, di iniziare a costruire la Repubblica di Sardegna.
    Quando il professor Muoni e gli altri unionisti si renderanno conto di tutto questo capiranno che le loro angosce sono vacue e grottesche.

    22/06/2005


    Franciscu Pala
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    Ora io mi chiedo se questi unionisti siano fortemente miopi o se scientemente lavorano contro ogni nostra leggittima identità nazionale. In ogni caso mi auguro che vengano illuminati al piu' presto,per due semplici motivi;il primo è che spesso e volentieri si avvalgono di pseudo storici per dar credibilità alle loro dementi teorie che purtroppo di sovente vengono prese per buone;il secondo invece riguarda noi che purtroppo dobbiamo ancora confrontarci con individui che pur appartenendo alla nostra terra non parlano (ancora) la nostra lingua.
    Saludi e trigu.

  9. #9
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    Ottimo intervento Francì,
    Complimenti!!
    Su Templare

 

 

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