Fuorionda, Bossi duro: "Fini un ex fascista ora amico della sinistra"
Catturato da una tv il dialogo sul premier (GUARDA IL VIDEO) fra il presidente della Camera e il procuratore di Pescara: "Ha il consenso, non l'immunità". Parla anche delle dichiarazioni del pentito Spatuzza: "Una bomba atomica". In serata a Ballarò dice: "Berlusconi con la mafia non c'entra". Ma il Presidente del Consiglio non ci sta: "Cio' che ha detto e' la prova del complotto"
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Il presidente della Camera Gianfranco Fini parla di un premier che confonde il suo consenso con l’immunità, definisce le dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza sul premier "una vera bomba atomica" (auspicando che siano verificate "con scrupolo") e lascia spazio anche a qualche battuta. Questo, in sintesi, il contenuto del fuorionda della terza carica dello Stato, colto durante un convegno a Pescara.
In un passaggio del dialogo 'catturato', il suo interlocutore gli fa notare che Silvio Berlusconi “è nato con qualche millennio di ritardo, voleva fare l’imperatore romano”. E Fini replica: “Ma io glielo ho detto, confonde la leadership con la monarchia assoluta. Poi in privato gli ho detto: ricordati che gli hanno tagliato la testa a... Quindi statte quieto”.
IL NO COMMENT DELL'INTERLOCUTORE - "No comment". Così ha risposto all’Ansa il Procuratore capo di Pescara, Nicola Trifuoggi, dopo la pubblicazione del fuorionda del suo colloquio con Gianfranco Fini. Il procuratore coordina l’inchiesta sulle presunte tangenti nel settore della sanità che portò l’anno scorso all’arresto dell’allora governatore dell’Abruzzo Ottaviano Del Turco e quella sull’arresto dell’ex sindaco di Pescara Luciano D’Alfonso. Trifuoggi è in corsa per la carica di procuratore generale di Roma; l’altro candidato è invece Luigi Ciampoli, sostituto Pg in Cassazione.
IL PDL: ORA STA A FINI SPIEGARE - "Non commentiamo i fuorionda. Nell’ultimo ufficio di presidenza del Pdl ci siamo espressi all’unanimità sull’utilizzo dei cosiddetti ‘pentiti’, sull’uso politico della giustizia, sul tentativo in atto di ribaltare il risultato della ultime elezioni politiche. Quel documento per tutti noi esprime la linea di fondo del Pdl. Tocca ora al presidente della Camera spiegare il senso delle sue parole e se con quelle ragioni è ancora d’accordo". E’ quanto afferma il portavoce del Popolo della Libertà, Daniele Capezzone, al termine di un incontro tra i vertici del Pdl in via dell’Umiltà.
MA FINI NON ARRETRA - "Sono presidenzialista da quando Bondi militava nel Pci. Ma il Presidente eletto dal popolo ha il dovere di rispettare gli altri poteri: l’ordine giudiziario, il parlamento, la Corte Costituzionale, le altre magistrature. Quindi non ho nulla da chiarire e non cambio opinione. Dico le stesse cose nel pubblico e nel privato". Queste le parole del presidente della Camera, Gianfranco Fini, in una telefonata a Ballarò.
"Sono convintissimo che Berlusconi non c’entri nulla con la mafia", afferma poi Fini. "La magistratura - dice ancora - deve esprimere il massimo impegno e il massimo scrupolo per verificare le dichiarazioni dei pentiti che chiamano in causa il premier". La terza carica dello stato ha però anche sottolineato: "Non perdo fiducia nella magistratura. Penso a Falcone e Borsellino e a tutti gli altri giudici caduti sotto i colpi della mafia con tutti gli errori che possono commettere meritano la nostra totale fiducia, perché altrimenti dovrei perdere fiducia nella nostra democrazia".
DI PIETRO - "Prendo atto con soddisfazione che Fini dice in privato ciò che l’Italia dei Valori dice in pubblico e cioè che abbiamo a che fare con un imperatore alla maniera di Nerone che gode vedendo il nostro Paese bruciare”, dice il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro. “Ci auguriamo - prosegue l’ex pm - che anche Fini passi dalle parole ai fatti e spegnere l’interruttore di questa legislatura e di questo governo prima che sia troppo tardi”.
"Gianfranco Fini? ‘Un ex fascista ora amico della sinistra'.
"Gianfranco Fini? ‘Un ex fascista ora amico della sinistra'. Silvio Berlusconi? ‘Lo controlliamo bene. Senza i voti della Lega va a casa'. Parole di Umberto Bossi durante una cena in un noto albergo milanese in onore del presidente del parlamento catalano Ernest Benach i Pascual, che chiede notizie sulla politica italiana. ‘Vuole dare il voto agli immigrati - spiega il Senatùr - ma la nostra gente non lo seguirà. Forse quando la Padania sarà diventata davvero una nazione-stato, potremmo anche farlo. Ma non ora. Da noi, i musulmani sbatteranno sempre le corna. In Europa non so, ma la Lombardia da sempre ha eretto un muro contro l´Islam. Prima dei diritti da noi contano i doveri'". .