...pena l'Inferno!!!!!
COMPENDIO CATECHISMO: C'E' L' INFERNO, NO AL CULTO DEL CORPO
CITTA' DEL VATICANO - Cerimonia nella Clementina con consegna delle copie ai fedeli. Appello a pregare anche in latino, la lingua dell'unita' della Chiesa. Affidamento ''ideale'' del testo non solo ai credenti ma ''a tutti gli uomini di buona volonta''' che cercano ''la verita'''. Il Papa ha solennizzato in ogni modo la presentazione del compendio del catechismo della chiesa cattolica, che riassume, senza modificare, ne' aggiungere ne' togliere nulla, il catechismo del '92.
In 598 domande con le relative risposte il compendio espone cio' che la chiesa suggerisce ai fedeli per orientarne i comportamenti concreti in campo personale, sociale, sessuale. La forma dialogica e' stata scelta per semplificare il testo, e la diffusione vuole essere popolare: il libro e' stato diffuso in oltre 150.000 copie dell'edizione tascabile anche nei supermercati, autogrill, aeroporti. Nel compendio ci sono tutti i no della morale sessuale: ad adulterio, masturbazione, fornicazione, pornografia, prostituzione, stupro, atti omosessuali. Questi sono i ''principali peccati contro la castita''', espressione del ''vizio della lussuria''. E c'e' il richiamo ad ogni persona ad accettare la ''propria identita' sessuale'', posto che ''Dio ha creato l'uomo maschio e femmina''.
Una ampia sezione e' quella sui confini del non uccidere, viene ribadito il no della dottrina cattolica ad omicidio, aborto, distruzione di embrioni ed eutanasia, ma anche il no ''pratico'' alla pena di morte ed all'accanimento terapeutico. Sulla pena di morte, avendo presente la enciclica Evangelium vitae del '94, quindi successiva al catechismo, il compendio riafferma che ''oggi, a seguito delle possibilita' di cui lo Stato dispone per reprimere il crimine rendendo inoffensivo il colpevole, i casi di assoluta necessita' di pena di morte 'sono ormai molto rari se non addirittura praticamente inesistenti'''.
La dottrina sociale della chiesa viene ribadita sui temi del lavoro e dell'economia. Si afferma che la pace ''non e' solo assenza di guerra'', e il dovere di tutti di contribuire alla pace nel mondo, si condanna il mercato incontrollato delle armi, si ribadiscono le condizioni per l'uso internazionale della forza militare. L'inferno c'e', riafferma il compendio, e la pena maggiore e' la ''lontananza eterna da Dio''. E ci sara' il giudizio finale, alla fine del mondo, ''di cui solo Dio conosce il giorno e l'ora''. Si stigmatizza inoltre il ''culto del corpo e gli eccessi'' salutistici.
Il testo e' diviso in quattro sezioni e ha un' appendice con le preghiere comuni e le formule della dottrina cattolica. Le quattro sezioni riguardano: La professione della fede, La celebrazione del mistero cristiano, La vita in Cristo e La preghiera cristiana. Voluto da papa Wojtyla, che affido' la direzione dei lavori all'allora cardinale Joseph Ratzinger, il compendio e' preceduto da un Motu proprio di Ratzinger divenuto Benedetto XVI, che spiega genesi e scopi del documento. Il segretario della Congregazione per la dottrina della fede mons. Angelo Amato spiega che il compendio intende anche ''risvegliare l'interesse dei fedeli'' per la dottrina e vuole essere un ''utile sussidio per soddisfare la fame di verita' soprattutto dei giovani'', per questo suggerisce di diffonderlo soprattutto alla Gmg di Colonia, il prossimo agosto.
Nel compendio c'e' anche uno spiacevole errore: papa Wojtyla viene definito di ''venerata memoria'', cioe' considerato morto, in una introduzione datata 20 marzo 2005, quando era ancora vivo. Giovanni Paolo II infatti e' morto il 2 aprile alle 21,37.
L'errore ha una spiegazione abbastanza semplice: l'introduzione del 20 marzo e' quella in cui il cardinale Joseph Ratzinger, capo della commissione per la stesura del compendio, spiega la genesi del testo. Una volta divenuto Papa, nella stesura definitiva qualche estensore zelante deve aver aggiunto ''di venerata memoria'' alla citazione di papa Wojtyla quale ''committente'' del compendio, senza rendersi conto che in quella data Giovanni Paolo II era ancora vivo. E' sicuro che il Vaticano si e' accorto dell'errore, perche' ''di venerata memoria'' e' stato cancellato nella introduzione su carta diffusa ai giornalisti, ma cancellarlo dalle centinaia di migliaia di copie in circolazione evidentemente e' risultato antieconomico.
© Copyright ANSA Tutti i diritti riservati 28/06/2005 21:26




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