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    Predefinito Regio Insubrica e il futuro dell'Europa

    «L’Europa del futuro è quella delle Regioni-Stato. E la Regio Insubrica, se saprà mettere a frutto tutte le proprie capacità e le proprie potenzialità è destinata a diventare una delle regioni europee di riferimento». Queste le parole che il presidente della Provincia di Varese, da giovedì anche presidente della Regio fino all'estate 2006, ha inviato ai delegati degli enti fondatori e sostenitori della Regio transfrontaliera dell'Insubria riuniti al Palacongressi di Lugano. Un incontro centrato sui primi dieci anni della Regio e sulle prospettive future di sviluppo di una comunità che abbraccia oggi tre province del Nord (Varese, Verbania e Como) un Cantone svizzero (il Ticino) e che sta per aprire le porte anche alle province di Lecco e Novara, territori che, senza la divisione delle province del Vco e di Como, sarebbero già inseriti nella Regio. Quella del decennale è stata un’assemblea del tutto particolare. In primo luogo per il numero dei presenti, oltre 240 fra delegati e amici della Regione di frontiera; in secondo luogo perché a Lugano sono state poste le basi per "ingranare una marcia in più" e dare all'ente una funzione decisamente più incisiva in un'area di comuni lingue, cultura, ambiente naturale, vocazione economica. Un'area fortemente votata all'impresa e nella quale lo sviluppo di sinergie rappresenterebbe un valore aggiunto elevato rispetto ad altri territori. Che la Regio debba uscire dalla sua attuale fase per incamminarsi verso traguardi ambiziosi non è solo Reguzzoni a sostenerlo. Lo indica a chiare lettere Leonardo Carioni - presidente della Provincia di Como e presidente Regio uscente. Lo dice Roberto Forte, segretario della Regio, ticinese buon conoscitore della nostra realtà. E lo spiega anche Giorgio Giudici, sindaco di Lugano che ha perfettamente compreso la necessità di creare un "filo diretto" a cavallo di una frontiera che deve sempre più unire pur rappresentando la demarcazione di due sovranità. Ma, appunto, sovranità che si parlano e dialogano. Perciò Reguzzoni indica come auspicio del futuro, il sempre maggiore sviluppo delle Regioni-Stato, territori omogenei che collaborano fra loro e dalla cooperazione traggono nuove e reciproche ricchezze, economiche, sociali e culturali.
    D’altra parte basterebbe guardare ai risultati ottenuti da altre Regioni-Stato, la "CTJ" la Comunità di lavoro che riunisce i territori francofoni del Giura Svizzero con i dipartimenti del Giura francese. O la "Regio Basileensis" che ha fatto della regione transfrontaliera di Basilea (a cavallo addirittura di tre Stati nazionali, Svizzera, Germania e Francia) una delle più vivaci realtà transfrontaliere europee. Anche la Regio Insubrica ha intenzione di alzare i propri orizzonti. Lo farà a livello politico con una serie di incontri itineranti che si svolgeranno nelle città della Regio stessa a partire dalla fine di settembre (il primo appuntamento sarà proprio a Varese), e lo farà con un rapporto più stretto già raggiunto, sia pure solo a livello informale, fra i responsabili degli uffici stampa delle Province, dei Comuni e delle Città elvetiche o del Canton Ticino che si ritroveranno venerdì 8 luglio a Lugano per definire una piattaforma informativa di largo respiro che coinvolga sempre più le rispettive comunità.
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

    •   Alt 

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    Predefinito Re: Regio Insubrica e il futuro dell'Europa

    In origine postato da Bèrghem
    e che sta per aprire le porte anche alle province di Lecco e Novara, territori che, senza la divisione delle province del Vco e di Como, sarebbero già inseriti nella Regio.
    Questa è una buona notizia! Qualcuno conosce le tempistiche?

 

 

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