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    Predefinito Terrorismo di stato mediorientale!!

    Si susseguono gli attentati dopo il feroce assassinio di Rafik Hariri

    http://www.ansa.it
    LIBANO: ATTENTATO, OPPOSIZIONE ACCUSA GOVERNO FILOSIRIANO
    (ANSAmed) - BEIRUT, 23 MAR - L'opposizione libanese ha accusato il governo filosiriano per l'attentato in un centro commerciale a nord di Beirut che ha provocato in nottata due morti e un disperso (tutti di origine asiatica) e quattro feriti (tutti libanesi), mentre gli abitanti del sobborgo di Kaslik hanno issato stamani una grande bandiera nazionale sul complesso devastato dall'esplosione. "E' un messaggio all'opposizione", ha dichiarato il deputato Mansuer Ghanem al-Bone, il primo esponente politico giunto ieri notte sul luogo dell'attentato contro il centro commerciale Altavista Tower a Kasklik (20 km a nord di Beirut). "E' un tentativo di trasformare in un funerale la gioia della pacifica rivolta per l'indipendenza", ha dal canto suo affermato il segretario generale del Partito comunista libanese George Hawi, che dagli schermi della Tv Lbc ha sollecitato il presidente filosiriano Emile Lahoud a "dimettersi oggi". Poche ore dopo l'esplosione, gli abitanti di Kaslik hanno ricoperto la facciata devastata dell'Altavista Tower con una grande bandiera libanese bianca e rossa e con il cedro verde al centro. "Vogliamo dimostrare che non verremo trascinati nella violenza e che i libanesi sono uniti e più forti della distruzione", ha spiegato uno degli uomini che hanno issato la grande bandiera. L'attentato a Kaslik è avvenuto solo tre giorni dopo l' esplosione di un'altra bomba di fronte a un edificio residenziale nel quartiere di Nuova Jdeideh, nella zona prevalentemente cristiana di Beirut est, dove si erano registrati 11 feriti. Esponenti dell'opposizione hanno accusato per l'attentato il governo filosiriano, che aveva implicitamente ammonito del rischio del caos dopo che Damasco ha ceduto alle pressioni locali e internazionali per porre fine ai suoi 29 anni d'influenza politica in Libano e ha cominciato a ritirare le sue truppe dal vicino paese. Commentando l'ultima ondata di violenza, che ha finora avuto il suo culmine nell'uccisione dell'ex premier Rafik Hariri nell' attentato del 14 febbraio a Beirut e che richiama alla memoria il conflitto tra musulmani e cristiani del 1975-1990, il leader religioso sciita libanese, l'ayatollah Mohammad Hussein Fadlallah, ha tuttavia dichiarato in un'intervista pubblicata oggi dal quotidiano An-Nahar: "Sono sicuro che le divergenze politiche tra libanesi non provocheranno una guerra civile". (ANSAmed). YK9-PC
    23/03/2005 12:05

  2. #2
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    Corriere

    Autobomba a Beirut Sono morti due immigrati indiani e altre otto persone sono rimaste ferite
    BEIRUT - Una forte esplosione a Beirut è avvenuta nel quartiere orientale di a Sin el-Sil, sobborgo a maggioranza cristiana. Si è trattato di un'autobomba. Lo ha detto un funzionario della polizia libanese. Nell'esplosione sono morti due immigrati indiani. Altre otto persone, di cui non è nota la nazionalità, sono rimase ferite. Lo ha detto la televisione citando l'Agenzia di stampa nazionale libanese.Alcuni edifici dell’area sono rimasti avvolti dalle fiamme. Un testimone ha raccontato di aver visto i resti contorti di un’automobile ad alcuni metri da un cratere di più di un metro di diametro, di fronte a un edificio in fiamme. Altri incendi sono divampati in altri edifici limitrofi.

    Sul luogo sono arrivate ambulanze e mezzi dei vigili del fuoco, e decine di persone sono impegnate a spegnere le fiamme. Si tratta del terzo attentato registrato a Beirut nell’ultima settimana. Il 19 marzo un ordigno è esploso in un quartiere nella parte nord della capitale, ferendo undici persone. Mercoledì tre persone sono morte per l’esplosione di una bomba in un centro commerciale di Kaslik, area turistica e commerciale a 20 chilometri da Beirut.
    ACCUSE ALLA SIRIA - Walid Jumblatt, leader druso dell'opposizione, ha accusato i servizi segreti di Libano e Siria per quello che ha definito «un atto pianificato di terrorismo» in dichiarazioni alla Tv satellitare del Golfo Al Jazira.
    26 marzo 2005

  3. #3
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    Assassinio di Hariri: il governo libanese respinge le accuse Onu

    L’Onu accusa la Siria e i servizi di sicurezza libanesi, ma a Beirut si nega ogni coinvolgimento nella vicenda.


    Beirut (AsiaNews/ Agenzie) - Per il governo libanese, il rapporto presentato dalle Nazioni Unite sull’uccisione dell’ex primo ministro Rafik Hariri avrebbe oltrepassato i limiti. Nel rapporto vengono infatti additati come responsabili la Siria e le forze di sicurezza libanesi, accusando l’esecutivo di negligenza. L’inchiesta, voluta dall’Onu, ma non accettata da Beirut, dimostra che il presidente siriano, Bashar Assad, ha minacciato Hariri alcuni mesi prima dell’attentato; il governo di Beirut ha dimostrato gravi responsabilità nella gestione della crisi e nella ricerca dei veri responsabili manipolando e intralciando il lavoro degli investigatori. In sostanza, il rapporto pubblicato nei giorni scorsi accusa la Siria di aver deliberatamente creato nel paese uno stato di tensione nei giorni precedenti all’attentato del 14 febbraio scorso, che ha causato la morte di Hariri e di altre 17 persone. Damasco e Beirut continuano a negare ogni coinvolgimento.

    Secondo Mahmoud Hammoud, ministro degli Esteri libanese, la missione delle Nazioni Unite è andata ben oltre il suo mandato: “L’inchiesta delle Nazioni Unite – ha detto - non ha alcuna autorità. Noi riteniamo che questa sia una violazione della sovranità e del ruolo del governo libanese”.

    Il Presidente libanese Emile Lahoud ha sollecitato il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, a fare “tutto il possibile” per scoprire la verità dietro l’uccisione di Hariri, aprendo una nuova inchiesta “indipendente”.

    L’inchiesta delle Nazioni Unite non lancia accuse dirette, ma sostiene che “questo assassinio nasce in un contesto politico ed è chiaramente è legato all’influenza della Siria sul Libano”.

    Hammoud, respingendo le conclusioni del rapporto, ha fatto notare che le tensioni nel paese sono nate anzitutto dalle pressioni della comunità internazione che vuole il ritiro della Siria dal Libano.

    Il rapporto Onu denuncia gravi responsabilità delle autorità sia nel regolare svolgimento delle indagini sia per quanto riguarda la scomparsa di alcune prove sul luogo dell’attentato. Secondo il rapporto, infatti, il Ministro dell’Interno libanese, Suleiman Franjiyeh, sarebbe a conoscenza di alcune falle nel sistema di sicurezza. Adnan Addoum, ministro della Giustizia libanese, ha respinto le accuse di macchinazione da parte del governo e l’eventuale coinvolgimento dei servizi di sicurezza.

    Asianews

  4. #4
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    http://www.rainews24.it/Notizia.asp?NewsID=53341

    Beirut, 27 marzo 2005
    Un nuovo attentato ha preso di mira per la terza volta nell'ultima settimana un quartiere di Beirut a maggioranza cristiana. Due cittadini indiani sono morti e altre otto persone sono rimaste ferite nell'esplosione di un'autobomba avvenuta ieri sera nel quartiere di Dekweneh, nell'area orientale della capitale libanese.

    "Si è trattato dell'esplosione di un'autobomba", ha dichiarato un agente di polizia accorso nella Città industriale di Dekweneh. Notizia confermata dall'agenzia di stampa ufficiale libanese Ani. Sul luogo dell'esplosione sono visibili i resti di un'automobile e un cratere di oltre un metro di diametro. Attorno al cratere, cinque edifici di diversi piani di altezza sono stati distrutti
    dagli incendi appiccati dall'esplosione. L'aria si è impregnata di un forte odore di prodotti chimici, sprigionato dai laboratori e dalle officine della zona industriale.

    Gli incendi sono stati domati circa tre ore dopo l'esplosione, stando a quanto dichiarato dal direttore della Protezione civile, Darwish Hobeika. L'esplosione è avvenuta attorno alle 21.30 (20.30 in italia), un'ora in cui la città industriale è generalmente quasi vuota, come ha sottolineato il presidente del municipio di Jdeidé, Antoine Gebara, in cui si trova Dekweneh.

    Gebara ha precisato che prima dell'esplosione le autorità municipali erano state informate della presenza di un'autovettura, una 4X4 nera. "Abbiamo informato i servizi di sicurezza e abbiamo mobilitato la polizia comunale per trovarla - ha detto il presidente del municipio - ma la cercavamo soprattutto attorno alle chiese, alla vigilia di Pasqua, e non abbiamo pensato alla città, in genere vuota, soprattutto il sabato sera".

    Quello di ieri è stato il terzo attentato della settimana in un quartiere cristiano della capitale libanese. Il 19 marzo un ordigno è esploso in un quartiere nella parte nord della capitale, ferendo undici persone. Mentre mercoledì tre persone sono morte per l'esplosione di una bomba in un centro commerciale
    di Kaslik, area turistica e commerciale a 20 chilometri da Beirut.

    Uno dei principali leader dell'opposizione libanese, Walid Jumblatt, ha indicato nei "servizi" di sicurezza libanesi i "responsabili per azione o per omissione" dell'attentato. "Si tratta di provocazioni contro la pace. E' ormai assolutamente necessario un nuovo potere capace di controllare la situazione - ha dichiarato Jumblatt - l'attuale potere ormai alla rovina tenta di difendersi con questi mezzi terroristici. I servizi provano a utilizzare il terrore colpendo le aree cristiane, ma è un piano destinato a fallire perché i libanesi si sono uniti contro i
    tentativi di terrorizzarli. I libanesi non cadrano nella trappola e non si ergerano gli uni contro gli altri. La sola soluzione possibile è licenziare i direttori di questi servizi e organizzare libere elezioni, da cui emergerà chiaramente che
    questo potere sta crollando".

    Il nuovo attentato è stato compiuto nel giorno in cui le autorità libanesi hanno accettato di cooperare senza condizioni con la commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite sull'omicidio del primo ministro Rafik Hariri, avvenuto lo scorso 14 febbraio. Dopo un'iniziale rifiuto, il presidente Emile Lahoud si è impegnato a cooperare con l'Onu "indipendentemente dalla formula adottata dall'organizzazione internazionale", per arrivare alla verità sulla morte di Hariri. La commissione d'inchiesta dell'Onu ha pubblicato un primo rapporto in cui viene denunciata la responsabilità della Siria per le tensioni create in Libano prima dell'attentato contro l'ex premier. "E' chiaro - si legge nel rapporto - che l'assassinio ha avuto luogo in un contesto politico e di sicurezza caratterizzato da una polarizzazione dell'influenza siriana in Libano". Tesi respinta con fermezza dalle autorità libanesi.

  5. #5
    Neutrino NO-TUNNEL
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    TERRORISMO DI STATO MEDIORIENTALE..MESSO IN ATTO DA ISRAELE!
    Nè DAVANTI Nè DI DIETRO, MA DI LATO

  6. #6
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    No no terrorismo di stato Nazibaathista, lo dice anche l'onu, leggeti il terzo secondo articolo!

  7. #7
    Neutrino NO-TUNNEL
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    Originally posted by tigermen
    No no terrorismo di stato Nazibaathista, lo dice anche l'onu, leggeti il terzo secondo articolo!
    ma quale nazibaathista, mi dici che interesse avrebbe la Siria a destabilizzare il Libano, dato che è già sotto loro controllo? sono altri che hanno interessi a destabilizzarlo, più specificatamente gli israeliani...

    ps: l'ONU è UNA BANDA DI FOTTUTI CRIMINALI!
    Nè DAVANTI Nè DI DIETRO, MA DI LATO

  8. #8
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    Originally posted by thematrix
    ma quale nazibaathista, mi dici che interesse avrebbe la Siria a destabilizzare il Libano, dato che è già sotto loro controllo? sono altri che hanno interessi a destabilizzarlo, più specificatamente gli israeliani...

    ps: l'ONU è UNA BANDA DI FOTTUTI CRIMINALI!
    L'ha detto anche la sorella di hariri che dietro l'attentato ad Hariri c'è la mano di uno stato, e i sospetti dell'ONU si concentrano sulla Siria e i servizi segreti dello stato in questione.
    Gli zionist non hanno nessun interesse a destabilizzare un suo paese vicino.

    http://www.difesa.it/files/rassegnas...0306/6W5Y1.pdf

  9. #9
    Neutrino NO-TUNNEL
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    Originally posted by tigermen
    L'ha detto anche la sorella di hariri che dietro l'attentato ad Hariri c'è la mano di uno stato, e i sospetti dell'ONU si concentrano sulla Siria e i servizi segreti dello stato in questione.
    Gli zionist non hanno nessun interesse a destabilizzare un suo paese vicino.

    http://www.difesa.it/files/rassegnas...0306/6W5Y1.pdf
    esatto c'è la mano di uno STATO, ma non aveva detto quale: e comunque ti ricordo che hariri pochi giorni prima di morire si er detto favorevole a un dialogo con i siriani( a differenza di altri leader dell'opposizione come valerie jumblat che avevano e hanno un atteggiamento piu duro) ora secondo te che interesse avrebbe la siria ad ammazzare un moderato? nessuno, ovviamente

    i zionist in 50 anni per i loro interessi nonhanno fatto altro che destabilizzare il medioriente e il mondo intero

    un esempio semplicissimo(giusto per restare al libano) potrebbe essere la famosa operazione sanguinaria "pace in galilea" un operazione assolutamente inutile visto che i tiri di missili katiuscia dell'olp erano praticamente innocui e facevano danni quasi nulli
    nonostante cio isarele ha fatto cio che ha fatto e ha provocato una guerra civile orrendache ha finito per destabilizzare tutto il medioriente
    Nè DAVANTI Nè DI DIETRO, MA DI LATO

  10. #10
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    Originally posted by thematrix
    esatto c'è la mano di uno STATO, ma non aveva detto quale: e comunque ti ricordo che hariri pochi giorni prima di morire si er detto favorevole a un dialogo con i siriani( a differenza di altri leader dell'opposizione come valerie jumblat che avevano e hanno un atteggiamento piu duro) ora secondo te che interesse avrebbe la siria ad ammazzare un moderato? nessuno, ovviamente

    i zionist in 50 anni per i loro interessi nonhanno fatto altro che destabilizzare il medioriente e il mondo intero

    un esempio semplicissimo(giusto per restare al libano) potrebbe essere la famosa operazione sanguinaria "pace in galilea" un operazione assolutamente inutile visto che i tiri di missili katiuscia dell'olp erano praticamente innocui e facevano danni quasi nulli
    nonostante cio isarele ha fatto cio che ha fatto e ha provocato una guerra civile orrendache ha finito per destabilizzare tutto il medioriente
    Nell'articolo è implicito il riferimento di Bahia Hariri alla Siria che la inchioda alle sue responsabilità: mi dispiace per voi Nazicomunisti, ma tutti gli indizi a partire dalla rivendacazione ("i partigiani della terra di Shaam", ovvero nientedimeno che l'SSNP manovrato per quarant'anni dai Siriani e lo è tuttora) portano a questa conclusione; è inutile che tiriate fuopri loperazione pace in Galilea, quell'operazione ha liberato un paese dal gioco Arafattiano come prima giustamente aveva fatto anche il buon re Hussein di Giordania.

 

 
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