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    Predefinito Chi sono i neonazisti di "Blood and Honour"

    Qualche articolo per capire le basi del neonazismo nel nord Italia e la sua rete internazionale.

    P.G.


    Spagna: smantellata organizzazione neonazista, 21 persone arrestate

    MADRID - Smantellata la sezione spagnola della "Blood and Honour", un'organizzazione neonazista internazionale. Sono state arrestate 21 persone con l'accusa di violazione dei diritti umani e delle liberta' fondamentali, apologia del genocidio, porto e traffico di armi e associazione illecita. I presunti neonazisti sono stati fermati in diverse citta' del Paese: a Madrid, Siviglia, Jaen, Burgos e Saragozza. (Agr)



    Da Il Manifesto

    Merano, arrestati 13 skin
    Membri dell'internazionale neonazista "Sangue e onore"

    PIPPO DE MARCHI - BOLZANO


    Che in Alto Adige girassero un po' troppi naziskin lo si era capito già da una decina di giorni, da quando un gruppo di teste rasate aveva aggredito e mandato all'ospedale tre marocchini. In realtà lo si era intuito da tempo, tanto che ieri, dopo un anno di indagini, le forze dell'ordine hanno portato a termine un'operazione per smantelare la rete di estremisti. Tredici naziskin altoatesini , tutti di età compresa tra i 19 e i 27 anni, sono stati arrestati dalla Procura della Repubblica di Bolzano per la violazione della legge Mancino sulla discriminazione razziale, etnica e religiosa. Altri undici sono stati denunciati. Appartengono tutti alla divisione austriaca dell'organizzazione internazionale neonazista "Blood and Honour" (Sangue e Onore). Le forze dell'ordine hanno individuato in Accia Johler, lo "straniero", la mente del gruppo. Il giovane tedesco che vive e lavora ad Innsbruck avrebbe fatto da tramite per gli incontri tra i gruppi tedeschi, austriaci e quello meranese. In manette anche una giovane donna di Rablà, un piccolo centro della Val Venosta. La "skingirl" ha beneficiato degli arresti domiciliari perché madre di un bimbo di due anni. Nelle case degli arrestati gli agenti hanno sequestrato bandiere con croci uncinate, libri come il Maine Kampf di Hitler e pubblicazioni della destra americana, manifesti e materiale di propaganda. Dalle abitazioni di alcuni giovani sono saltate fuori anche armi come mazze corte da baseball, tirapugni e qualche arma bianca da taglio. L'organizzazione internazionale neonazista "Blood and Honour" (Sangue e onore) alla quale si richiamava il gruppo di skin meranesi è stata fondata in Inghilterra verso la fine degli anni Ottanta dal fanatico nazista Jan Donaldson, alias Jan Stuart, leader della band musicale "Skrewdriver" già appartenente al partito d'estrema destra britannico Fronte nazionale. Jan Stuart prima della sua morte lasciò scritto che il suo intendimento attraverso l'organizzazione "Blood and Honour" era "avere un'armata di Skins per proteggere la razza bianca, avendo come idolo Hitler e fondando la sua azione nella teoria nazista". All'interno della sezione meranese skinheads ha assunto una posizione centrale una band musicale, composta da cinque naziskin, denominata "Sudfronte", e due suoi componenti fungevano da referenti del gruppo internazionale per "Blood and Honour". Tutti gli appartenenti al gruppo di skinheads sono accusati di aver violato in più occasioni la normativa vigente in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa.


    DOPO LE AGGRESSIONI A MILANO E IN DIVERSE CITTA’. PERICOLO NAZISKIN IN LOMBARDIA
    NELLE STRADE UNA NUOVA LEVA DI GIOVANISSIMI CRESCIUTA NELLE CURVE DEGLI STADI
    SAVERIO FERRARI - OSSERVATORIO DEMOCRATICO - 09/10/2004


    DOPO LE AGGRESSIONI A MILANO E IN DIVERSE CITTA’
    PERICOLO NAZISKIN IN LOMBARDIA

    NELLE STRADE UNA NUOVA LEVA DI GIOVANISSIMI CRESCIUTA NELLE CURVE DEGLI STADI

    La Lombardia sta tornando ad essere teatro di episodi di violenza squadrista. Solo dopo il clamore della gravissima aggressione nella notte del 6 agosto scorso sui Navigli a Milano, dove una banda di naziskin ferì gravemente sei giovani, uno dei quali rimasto per più giorni in prognosi riservata, si è destata una certa apprensione. Ma il fenomeno che si sta sviluppando è stato troppo a lungo sottovalutato. Proviamo a ricostruirlo.

    CURVE E TESTE RASATE

    Con un percorso inverso rispetto al passato, con il tentativo da parte delle diverse formazioni della destra radicale di infiltrarsi nelle tifoserie degli stadi, si è invece ora aggregata, a partire dalla curva, una frangia di giovanissimi che punta ad organizzare “spedizioni” anche in città. Una realtà formatasi autonomamente al di fuori dei tradizionali gruppi politici. E’ il caso degli “Irriducibili”, una delle sigle del tifo interista che si è trasformata in un contenitore di “teste rasate” di diverse città lombarde, non solo di Milano. Muovendosi con modalità tipiche da ultrà, ha scelto il terreno, fuori dello stadio, dell’aggressione armata. Arma preferita, il coltello. Nemici da colpire: i giovani dei centri sociali, i red-skin ed i militanti di sinistra. A questo gruppo apparteneva anche Giacomo Pedrazzoli, al momento l’unico arrestato, con l’imputazione di duplice tentato omicidio, per l’assalto sui Navigli. Solo il caso ha voluto che nella circostanza non ci scappasse il morto. A più di una vittima, infatti, i colpi furono inferti mirando a parti vitali del corpo. Prima di quella notte, l’11 aprile, sempre nella stessa zona, un altro giovane del centro sociale O.r.so era stato aggredito e ferito con un fendente ad una gamba. Una vittima quasi incontrata per caso in un quartiere scelto per la presenza di luoghi di aggregazione di sinistra. Dopo i Navigli, altri assalti. Questa volta direttamente ai centri sociali milanesi: il 15 agosto al “Vittoria” e tre giorni dopo, il 18, al ”Cantiere” con un tentativo di incendio.
    Ciò che preoccupa di questa nuova leva è l’età giovanissima, mediamente attorno ai 20 anni. Ragazzi cresciuti solo successivamente all’esperienza dei gruppi naziskin dei primi anni ’90. Anche l’apparente assenza di un preciso disegno politico colpisce. Quasi un “branco” pericolosamente arrivato solo ora alla ribalta, non solo milanese. Anche in altre città della Lombardia si sono, infatti, verificati episodi analoghi.

    CITTA’ IN NERO

    Con modalità assai simili ai fatti di Milano, a Bergamo, una settimana prima, nella notte fra il 31 luglio ed il 1° agosto, una ventina di teste rasate feriva due giovani, attirandoli in una rissa creata ad arte in alcuni locali abitualmente frequentati dalla sinistra. Come facendo scattare una trappola, divisi in squadre, sbucavano all’improvviso dalle vie circostanti e colpivano con lame affilate. I testimoni, anche in questa circostanza hanno riferito di giovani neonazisti di diverse città. A Varese e a Busto Arsizio, invece, le sedi dell’ANPI sono state fatte oggetto, nell’ultimo anno, di due attentati. L’ultimo particolarmente devastante, nella notte dell’8 settembre, con l’incendio dei locali. Prima ancora, nel 2003, si erano verificate aggressioni alla festa provinciale della Resistenza e, in un comune vicino, dell’Unità. Nel febbraio scorso, sempre a Varese, era stato pubblicamente minacciato con scritte sotto casa il capogruppo in Consiglio Comunale di Rifondazione Comunista. In queste ultime settimane, per finire, lettere di minaccia sono arrivate ad alcuni giornalisti de “La Prealpina”, il quotidiano locale. “Da non sottovalutare”, dicono gli inquirenti, solitamente molto prudenti. A Varese e a Busto Arsizio operano da anni gruppi di estrema destra nelle curve dello stadio. Non casualmente uno dei principali raggruppamenti della tifoseria varesina trae il proprio nome, “Blood and Honour” (“sangue ed onore”), da un motto delle SS. Uno dei loro capi, non più tardi di un anno e mezzo fa, moriva in una rissa in Spagna dove si era rifugiato per sottrarsi ad una condanna.
    A Como, il 25 aprile scorso, sono state denunciate aggressioni a giovani studenti da parte di una quindicina di naziskin. Ma in questa stessa città ricorrente è anche l’imbrattamento con svastiche del centro cittadino e lo sfregio ai monumenti dedicati alla Resistenza, oggetto di sistematici vandalismi.
    A Pavia, infine, una situazione limite: da tre anni una piccola banda di naziskin tiene letteralmente in scacco la vita cittadina, creando seri problemi di agibilità politica a militanti dei partiti democratici e antifascisti. Infinito l’elenco, oggetto anche di diverse interrogazioni parlamentari, dei pestaggi, degli attentati alle sedi di partito, degli assalti al centro sociale “Il Barattolo”. Una situazione in cui più che evidenti risultano le responsabilità di Questura e Prefettura, assolutamente inerti. In questa città gran parte delle denunce, anche penali, non hanno quasi mai avuto seguito e le stesse condanne ad alcuni dei protagonisti delle violenze sono state assai miti, nonostante nelle perquisizioni effettuate siano stati rinvenuti grossi coltelli, mazze ferrate e tirapugni.
    A pochi chilometri da Pavia, nel giugno scorso, l’incendio doloso del centro sociale “La Sede” di Vigevano.

    CHIUDERE LA SKINHOUSE

    E’ tempo di lanciare l’allarme, ma anche di risposte. A Milano, da anni, in Via Cannero, nel quartiere Bovisa, un’associazione fondata da naziskin occupa una palazzina a ridosso di alcuni caseggiati. Ribattezzata “Skinhouse”, oggi ospita regolarmente concerti di gruppi musicali del circuito internazionale del rock razzista che attirano neonazisti dal nord d’Italia e dalla Svizzera. Dietro il palco, la scritta “Hammerskin”, denominazione di uno dei coordinamenti internazionali delle teste rasate, la cui sezione italiana fu sciolta nel 1998 dalla magistratura sulla base della legge Mancino.
    Tra i frequentatori dei locali Giacomo Pedrazzoli e altre due neonazisti con lui coinvolti nell’aggressione sui Navigli. La Skinhouse è oggi lambita dai lavori in corso per l’apertura della nuova stazione della metropolitana. Alla chiusura del cantiere si ritroverà a ridosso degli ingressi, neanche una decina di metri. Di lì anche il passaggio quotidiano per moltissimi lavoratori extracomunitari. Una domanda si pone: è indispensabile aspettare violenze o fatti di sangue prima di chiederne la chiusura?
    "Vogliamo distruggere tutti quei ridicoli monumenti del tipo "a coloro che hanno dato la vita per la patria" che incombono in ogni paese e, al loro posto, costruiremo dei monumenti ai disertori. I monumenti ai disertori rappresentano anche i caduti in guerra perchè ognuno di loro è morto malidicendo la guerra e invidiando la fortuna del disertore. La resistenza nasce dalla diserzione"

    Partigiano antifascista, Venezia, 1943





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    Predefinito Qualcosa di piu' impegnativo...

    su Jan Stuart... illuminante.

    P.G.

    Il fenomeno skin
    tra rock, calcio e politica.


    Uno degli aspetti più originali all'interno dello schieramento estremista di destra è la trasposizione in chiave musicale delle tematiche ideologiche e politiche. A destra, in particolare, questo canale viene utilizzato per dar vita a momenti di incontro tra le varie componenti, anche a livello internazionale, che assurgono in determinate occasioni a veri e propri summit organizzativi che precedono iniziative propagandistiche e militanti sulle campagne politiche di maggiore contingenza.

    White Power

    I stand and watch my country, going down the drain
    We are all at fault now, we are all to blame
    We're letting them take over,
    we just let them come
    Once we had an Empire, but now
    we've got a slum
    White Power, for England
    White Power, today
    White Power, for Britain
    Before it gets too late
    We've seen alot of riots, we just sit
    and scoff
    We've seen alot of muggings,
    and the judges let them off
    We've got to do something, to try
    and stop the rot
    The traitors that have used us,
    they should all be shot
    Are we going to sit and let them come
    Have they got the White man on the run
    Multi-racial society is a mess
    We ain't gonna take
    much more of this
    What do we need?
    If we don't win our battle, and all does not go well
    It's apocalypse for Britain, and we'll see you all in Hell.

    Potere Bianco

    Sto qui a guardare il mio Paese scivolare nella fogna
    Siamo tutti colpevoli ora, tutti da biasimare
    Stiamo permettendo loro di prendere
    il sopravvento, li lasciamo entrare
    Un tempo avevamo un Impero,
    ora abbiamo bassifondi
    Potere bianco, per l'Inghilterra
    Potere bianco, oggi
    Potere bianco, per la Gran Bretagna
    Prima che sia troppo tardi
    Abbiamo visto tante rivolte,
    siamo rimasti fermi a dileggiare
    Abbiamo visto tanti delinquenti,
    e i giudici che li lasciano liberi
    Dobbiamo fare qualcosa, per fermare
    il marcio
    I traditori che ci hanno usato, meritano tutti di essere fucilati
    Staremo qui fermi a lasciarli entrare
    Hanno costretto l'uomo Bianco a fuggire
    La società multirazziale è un càos
    Non siamo disposti a sopportare
    ancora per molto
    Di cosa abbiamo bisogno?
    Se non vinciamo la nostra battaglia, se le cose non andranno bene
    Sarà la catastrofe per la Gran Bretagna, e ci rivedremo tutti all'Inferno.
    (da www.stlyrics.com/songs/s/skrewdriver9731)

    Il brano White Power degli Skrewdriver, tratto dall'album Voice of Britain del 1979, può a tutti gli effetti considerarsi il primo manifesto del movimento bonehead o naziskinhead, la componente più conosciuta e meglio organizzata del ben più ampio panorama skinhead: un universo quanto mai articolato che comprende al suo interno anche settori attestati su posizioni di sinistra e gruppi apolitici e antirazzisti.
    Per comprendere meglio quello che viene generalmente definito 'movimento naziskinhead' è necessario dunque risalire alle radici comuni dello skin style rintracciabili nelle 'sottoculture' giovanili e working class britanniche degli anni '60, per poi seguirne l'evoluzione da 'stile di vita' a 'movimento politico' della destra radicale negli anni '80.

    Le origini sottoculturali

    Nato negli anni '60 nella 'solita' Inghilterra, prolifica nutrice di nuovi trend e mode giovanili (1) , lo skin style inizialmente si configura come una 'sottocultura' (2) giovanile, derivazione diretta dell'ala dura dei mods (modernists) (3) , fondata sul netto rifiuto della 'nuova' civiltà urbano-consumistica di stampo borghese.
    Il 1969 viene indicato convenzionalmente come l'anno di nascita, nell'ambito dei lavoratori portuali britannici, delle prime comunità skin che si riconoscono essenzialmente in termini di look e di musica.
    "La testa rasata e gli scarponi derivano da un vero bisogno che nasce sulle banchine dei port: i lavoratori necessitavano della resistenza che solo dei buoni boots possono dare e la testa rasata era una precauzione contro i pidocchi causati dalle scarse condizioni igieniche." (4) .



    Lo skin styleapelli a spazzola, bretelle, scarponi di tipo militare o Doc Marten's, jeans Levi's corti, camicia Ben Sherman's o polo Fred Perry

    Il movimento skinhead nasce quindi con caratteristiche tipicamente British working class, antiborghesi, più xenofobe che direttamente razziste. Viene infatti considerato skin chiunque si riconosca nei valori fondanti dello skin style individuati nell''appartenenza di classe' e nel 'sentimento nazionalista'.
    Tutti gli altri, borghesi e immigrati in primis, poi studenti, istituzioni, forze dell'ordine, hippies ecc… sono il 'nemico' da combattere per la tutela della tradizionale cultura proletaria britannica.
    A proposito dell'ostilità tra il suo mondo e la società borghese, un giovane skin afferma: "l'odio è assolutamente reciproco…il sentimento viene più dalla nostra parte che non dalla loro. Le cause sono da ricercarsi dalla nascita del movimento, sorto proprio come controcultura assolutamente in conflitto con ogni tipo di società borghese e diffusa esclusivamente nelle classi operaie" (5) .
    Fin dalle origini un vincolo indissolubile lega il movimento skinhead ai giovani che, organizzati in crews o street gangs, sviluppano un legame esclusivo e vincolante con il territorio di appartenenza e, nella difesa del proprio spazio, evidenziano un'ostilità aggressiva nei confronti di chiunque lo invada.
    Spazi fisici o sociali quali la strada, il quartiere, il pub, lo stadio, il gruppo di amici o la tifoseria svolgono in questo contesto una funzione essenziale, sia aggregativa che di veicolazione di contenuti, facendo sì che le identità individuali e collettive si saldino sulla base di atteggiamenti improntati alla virilità, alla forza fisica ed al maschilismo.
    Questo legame viscerale con il territorio, rappresentato in scala crescente dalla strada, dal quartiere, dalla curva dello stadio fino alla Nazione, produce una sorta di autoghettizzazione dello skin, di chiusura comunitaria in funzione difensiva e, paradossalmente, antidiscriminatoria rispetto alla società circostante:"ci si rinchiude nel proprio castello, in assetto di guerra, pronti a difendere il proprio territorio da ogni presenza estranea, da ogni possibile contaminazione" (6) .
    Ne scaturisce una sottocultura fondamentalmente violenta e teppistica, che trova crescente permeabilità nelle fasce di giovani culturalmente meno preparate ed economicamente meno garantite, che eleggono a loro passatempo preferito del sabato sera il paki-bashingo il boot party (7) .
    Al processo di autoghettizzazione socio-culturale dello skinhead contribuisce anche la fruizione di uno stile musicale esclusivo. In questo ambito il primo canale espressivo per i gruppi skin viene individuato nel punk rock, che giunge alla sua massima espressione tra il 1976 ed il 1980 grazie alle interpretazioni di gruppi inglesi quali i Sex Pistols, The Clash e, soprattutto i Ramones che ne sono considerati i padri fondatori.
    Assorbendo anche influenze dello ska giamaicano, negli anni '80 il punk rock si svilupperà nel new punk o street punk, 'musica di strada per ragazzi di strada', e finirà per dar vita ad un vero e proprio sotto-genere destinato a divenire la voce per eccellenza del popolo skinhead: la oi! music.
    Questa definizione, coniata nel 1981 sulla rivista musicale inglese Sound dal giornalista Gary Bushell, identifica, attraverso un termine del dialetto cockney londinese indicante una sorta di saluto "ehi tu!", uno stile musicale particolarmente duro e violento.
    Inizialmente il genere oi! - che nel tempo influenzerà decine di bands - si rivolge indistintamente tanto a teste rasate di destra che di sinistra, principale interprete sarà il gruppo londinese degli Sham 69.

    La politicizzazione

    E' soltanto alla fine degli anni '70 e nei primi anni '80 che il mondo skinhead subisce un processo di radicale politicizzazione, frammentandosi lungo linee politico-ideologiche - fino ad allora ad esso estranee - divergenti e contrastanti, che seguono tre filoni principali:
    • un modello apolitico, riconducibile principalmente all'associazione internazionale S.H.A.R.P. - Skinheads Against Racial Prejudice;
    • un modello di estrema sinistra, già vicino agli S.H.A.R.P., ma poi attestatosi su posizioni autonome soprattutto con l'organizzazione Red and Anarchist Skin Heads - R.A.S.H. e la band dei Redskins;
    • un modello naziskinhead o bonehead che fa riferimento alla destra più estrema del quale ci occuperemo in questa sede.
    Canale fondamentale, attraverso il quale si realizza il processo di politicizzazione dell'intero mondo skinhead all'inizio degli anni '80, sarà la musica.
    All'interno del genere oi! in questo periodo, sempre in Gran Bretagna, inizia a farsi strada la differenziazione tra il Rock against Racism-RAR, strettamente legato alla Anti-Nazi League ed al Socialist Worker's Party, ed il Rock Against Communism-RAC.
    Il RAC trova la sua massima espressione nel gruppo britannico degli Skrewdriver, in specie nel suo leader, Ian Stuart Donaldson (8) , fondatore della rivista Blood & Honour (così chiamata dalla traduzione dello slogan delle Waffen SS) e del collegato network politico-musicale basato sul White Power Rock-WPR.



    foto da web

    La band di stampo punk rock, costituita nel 1977 a Blackpool, pur guadagnandosi una brutta reputazione per la xenofobia e la violenza provocata dai suoi concerti, originariamente era orientata in senso sostanzialmente apolitico.
    Dal 1978 Ian Stuart comincia ad avvicinarsi al National Front-NF britannico e successivamente al British National Party-BNP, manifestando sempre più esplicitamente le sue propensioni politiche verso l'estrema destra.
    Orienta quindi la produzione musicale degli Screwdriver decisamente verso la promozione di idee di stampo nazionalista e poi neonazista, attivando un'ampia rete internazionale a tutt'oggi molto attiva.
    In una radio intervista del 1991, Stuart così narra la nascita della sua svolta politica: "stabilimmo di creare una nostra casa discografica in seno al National Front che chiamammo la White Noise Records. Facemmo partire il tutto incidendo un singolo per loro che era White Power, …Herbert Egoldt che gestiva l'etichetta Rock' o' Rama in Germania ci offrì quindi un contratto per un Lp che fu appunto registrato con lui e s'intitolò Hail the new Dawn".
    Lo stesso Stuart che preferiva farsi definire un nazista piuttosto che un neo-nazista, intervistato dal quotidiano londinese Evening Standard dichiarerà esplicitamente: "Ammiro tutto ciò che Hitler ha fatto tranne una cosa – perdere".
    La sua collaborazione con la Rock'o'Rama tedesca insieme alla diffusione della rivista Blood & Honour al di fuori dei confini britannici rappresentano i primi passi di quella che sarà un'azione di promozione attiva e capillare delle idee e della presenza naziskin in tutti i Paesi dell'Europa ed anche negli Stati Uniti (attraverso la collegata associazione White Aryan Resistance).
    La morte di Ian Stuart in un incidente automobilistico, nella notte tra il 23 ed il 24 settembre 1993 a trentacinque anni, avviene nel momento di maggior espansione del circuito naziskinhead a livello mondiale. Dopo questa data una netta separazione interverrà a dividere le sorti della rete europea, facente capo al circuito Blood & Honour ed alla collegata Combat 18 (9) , e quella statunitense, nel cui ambito a distanza di due anni, nel 1995, verrà costituita la Confederate Hammerskins (10) , destinata a riunire tutti i naziskinhead attivi negli USA.


    da www.skrewdriver.net


    da www.utenti.lycos.it/armco


    Ancora oggi la scena del White Power Rock si presenta divisa in questi due schieramenti: da un lato i gruppi che fanno capo al circuito di matrice britannica e dall'altro gli Hammerskins di origine americana, con propaggini anche in Europa (11) .
    L'elemento nazionalista originario dello skin style combinato con l'influenza neo-nazista, diviene base ideologica fondante sui cui si sviluppa l'identità spiccatamente xenofoba e razzista di questi ambienti.
    INei brani del white power rock, rock against communism o nazirock ai temi tipici degli skinhead (patria, birra, football e violenze) si sovrappongono dunque le parole d'ordine ed i miti della destra neonazista: superiorità della razza ariana, antisemitismo, lotta contro l'Occidente, celebrazione della guerra, mitologia nordica...
    Questo avviene mentre la contemporanea crescita della disoccupazione e dell'immigrazione creano le condizioni affinché il movimento si rafforzi e si estenda articolandosi su due piani: uno di natura sociale e l'altro prettamente politico, distinti ma correlati.
    Oltre alla musica, nell'azione di propaganda ideologica e di proselitismo svolta tra i giovani, un ruolo centrale avranno anche i cosiddetti skinzines, sorta di bollettini ciclostilati autoprodotti, nei quali viene pubblicizzato o recensito tutto quanto fa skin: concerti, raduni, eventi politici o culturali, distributori di musica, centri per tatuaggi, negozi di abbigliamento, gadgets o paraphernalia, palestre, pub e luoghi di ritrovo di esclusiva marca skin. In tempi più recenti a questi strumenti propagandistici si affiancherà, con tutta la sua potenza comunicativa, la rete Internet che contribuirà in forma decisiva allo sviluppo degli scambi e dei contatti a livello mondiale del circuito naziskinhead.


    I bonehead in Italia

    Il modello naziskin britannico influenzerà sia ideologicamente che musicalmente anche la scena italiana. I leader del Veneto Fronte Skinheads-VFS, formazione egemone del panorama italiano, costituita a Vicenza negli anni '80 (12) , riconoscono infatti ad Ian Stuart un ruolo fondamentale nella diffusione del credo naziskin in Italia e nei paesi europei.
    Commemorando la sua morte così scrivono su L'Inferocito, bollettino ufficiale del gruppo: "inglese, ultra-nazionalista, ha lucidamente creduto nella possibilità di un fronte comune europeo, organico, tra nazionalisti di diversa provenienza contro i pericoli che già all'inizio degli anni '80 stavano attanagliando l'Europa… Il montante problema dell'immigrazione, il Sionismo, la giustizia corrotta, l'orgoglio nazionale, i problemi dei lavoratori erano solo alcuni dei messaggi che lanciava con le sue canzoni; veri e propri inni che poco a poco diventeranno sempre più il riferimento dei giovani patrioti non ancora del tutto assopiti e soggiogati dalla società moderna".
    La prima esibizione in Italia degli Screwdriver nel settembre del 1992, in occasione del raduno Ritorno a Camelot, organizzato dal Veneto Fronte Skinheads ai piedi del Monte Grappa in provincia di Vicenza, è ancora oggi considerato dagli skin italiani un evento di portata storica.
    Il fenomeno farà la sua apparizione e si diffonderà in Italia nel corso del decennio 1983-1993, interessando soprattutto le regioni settentrionali (Veneto e Lombardia) e centrali (Lazio), dove in quegli anni si moltiplicano i gruppi politici, i complessi musicali, le etichette discografiche e gli skinzine.
    Si costituiscono oltre al Veneto Fronte Skinheads, il Movimento Politico Occidentale a Roma e Azione Skinhead a Milano, dove l'ispirazione politica sarà fornita dal gruppo che si coagula intorno alla rivista Uomo Libero (attiva dal 1979) (13) .
    Un aspetto che marcherà distintamente il fenomeno in Italia rispetto alle origini britanniche, sarà il sovrapporsi alle caratteristiche classiche dello stile skinhead anche di suggestioni nostalgiche di stampo prettamente neofascista, come si evince dal brano Patria dei varesini Civico 88.


    foto ansa

    PATRIA

    Ricordo di quella sera, saranno passati vent'anni,
    un fuoco e due bicchieri, sentivo parlare i miei nonni,
    Narravano una grande storia, pensavo immaginaria,
    con voce un poco tremante, parlavan della loro Italia
    Montagne alte e nevose,
    gli scogli inesplorati,
    leggende vecchie come il mondo, luoghi mai dimenticati,
    Corsi d'acqua impetuosi
    e grandi mari agitati,
    da difendere con ardore da nemici sempre agguerriti Una Terra
    che si chiama Italia, per te vorrà
    dir tradizione,
    Puoi amarla per sempre od odiarla, non accetterà esitazione,
    Una terra che si chiama Italia, che difenderai ora e sempre,
    Perché lei è la nostra Patria e questa è la nostra gente!
    Verdi i prati già bianche le cime,
    rosso il sangue versato,
    per incidere nella storia, il suo glorioso passato,
    Passando da Roma imperiale,
    alle sue camice nere,
    Un popolo che sa lottare, nessuno lo potrà fermare
    Tanti anni ormai son passati, da quella piovosa notte,
    ma il cuore ancora adesso, mi trema e batte più forte,
    Se ripenso ai nostri padri, che c'hanno saputo dare,
    La storia e la tradizione, qualcosa
    per cui lottare!

    (da show.supereva.it/civico88)


    Nello stesso periodo teste rasate di estrema destra fanno la loro apparizione nelle curve degli stadi dove, nel circuito delle tifoserie ultràs, trovano un humus particolarmente fertile per dare libero sfogo ai loro atteggiamenti ribellistici e alla carica di aggressività xenofoba e razzista:"ci prepariamo costantemente ad un eventuale scontro – spiega uno di loro – facciamo sport da combattimento, pugilato, thai, boxe, pesi… ci rifacciamo alle guerre cavalleresche, ai legionari romani allo scontro ad armi pari, in cui si guarda in faccia il nemico. Nello scontro fisico si riassume la spiritualità degli skin: mettersi alla prova, testare la forza e forgiare il carattere".
    In questo quadro il gruppo, il club ultrà o il crew skinhead, diviene spazio sociale al cui interno, coniugando la dimensione ludica con la dimensione ideologica, i 'giovani maschi' trovano una propria identità e un ruolo socio-politico.
    Progressivamente, sempre più espliciti richiami all'ideologia della destra più estrema di matrice neonazista e bonehead, compariranno tra le frange ultràs legate, in specie, ad alcune squadre del nord-est (Verona, Vicenza, Trieste, Udine), di Milano (con elementi riconducibili soprattutto agli Hammerskins), della capitale e del meridione (Bari, Lecce).
    Sul fronte musicale, a partire dagli anni '70, quando i raduni per i Campi Hobbit offrono i primi palcoscenici alle band dell'estrema destra, la musica d'area si consolida progressivamente anche in Italia quale bagaglio ideologico e culturale di tutti i giovani militanti, con i testi delle canzoni che vengono recepiti come veri e propri manifesti politici:"la musica è un veicolo incredibile per far avanzare le nostre idee" (14) .
    Nasce così il nazirock di marca italiana, e si sviluppa anche nel nostro paese un fiorente circuito musicale che sosterrà l'azione propagandistica con l'organizzazione e la partecipazione a concerti d'area sia in Italia che all'estero. Questi appuntamenti, che non di rado sfociano in atti di teppismo e risse, assumono una valenza sempre maggiore nella vita del militante.
    L'area del Nord Est, ed in particolare il territorio veneto - dove opera appunto il VFS - diviene una sorta di laboratorio di sperimentazione politica per il settore e rimarrà, fino ad oggi, la zona a più alta densità di militanti naziskin del paese contando, nel bacino compreso tra Verona, Vicenza, Padova e Treviso, alcune centinaia (15) di giovani attivisti, tra cui numerosi componenti dei più noti gruppi musicali d'area.
    Non è un caso che le prime oi!-bands italiane si formino proprio in questa zona nella seconda metà degli anni '80, con denominazioni alquanto espressive: Plastic Surgery, Nomina Dresda, Peggior Amico (16) , Gesta Bellica. A questi seguiranno i romani Intolleranza, i milanesi ADL122 (17) , i valdostani Verde Bianco Rosso e poi, ancora: iDente di Lupo e gli Innato Senso di Allergia di Roma, i Sumbu Brothers di Verona, i Civico 88 di Varese, i Delenda Chartago di Perugia, i Legittima Offesa di Bologna, i Porco 69 di Milano, i Block 11 di Catania, gli Hobbit di Perugia e via così.
    Alla produzione musicale è legato un vasto giro d'affari che fa capo ad alcune etichette discografiche: la War Sound già Tuono Records di Vicenza, collegata al VFS ed a Blood & Honour, responsabile ogni estate dell'organizzazione del Veneto Summer Fest (evento che richiama in Italia centinaia di naziskin organici al circuito (18) , la Barracuda Records e la Skinhouse Production di Milano (quest'ultima legata principalmente alla produzione discografica del circuito Hammerskinhead), e la cooperativa Perimetro, attiva a Roma dal 1996 e legata alle etichette discografiche Rupe Tarpea Produzioni e la Trifase che commercializzano soprattutto rock identitario. Sempre attenti all'evoluzione tecnologica, i gruppi musicali di destra in quest'ultimo decennio hanno inoltre fortemente migliorato la qualità tecnica e l'immagine dei prodotti realizzati, in particolare attraverso l'uso di nuove tecnologie digitali, video e informatiche.
    Esistono oggi oltre 100 gruppi e solisti italiani impegnati nella musica oi!, la cui produzione viene diffusa al di fuori dei normali canali commerciali, esclusivamente attraverso metodi di divulgazione alternativi. E' reperibile direttamente presso le case discografiche di produzione, nei negozi, librerie, associazioni culturali, a margine delle manifestazioni d'area, ma soprattutto attraverso la rete Internet.
    E' infatti nel web che non soltanto il settore naziskin ma tutto il circuito skinhead, ha trovato un suo spazio espressivo, divulgativo e comunicativo di elezione.
    "Un ulteriore formidabile medium, più potente ed efficace di qualunque altro utilizzato in precedenza (pubblicazioni undergound, fanzine, volantini o dischi autoprodotti)" (19) mette oggi a disposizione di militanti, attivisti, simpatizzanti o semplici curiosi un enorme patrimonio informativo non solo di natura politica o propagandistica, ma anche culturale, aggregativa, musicale, sportiva ecc….
    Trascurato o comunque scarsamente rappresentato negli ambiti mass-mediatici tradizionali, attraverso la Rete questo fenomeno si manifesta, infatti, in tutta la sua effettiva portata, rivelandosi ben più vasto, poliedrico, vitale e… inquietante di quanto appaia in realtà.

    (1)Basti pensare alla sequenza di sottoculture giovanili succedutesi nel paese dagli anni '40 in poi comei teddy boys degli anni '50, i mods ed i rockers dei primi anni '60 ecc...
    (2) Intesa come insieme di elementi culturali comuni ad un gruppo sociale minoritario - abbigliamento, gergo, genere musicale fruito e prodotto, beni, pratiche di consumo modalità di impiego del tempo libero peculiari che si pone come spazio culturale parallelo agli altri ambiti sociali quali la famiglia, la scuola o il mondo del lavoro.
    (3) I mods di matrice working class, negli anni '60 si distinguono per una estrema attenzione per il proprio aspetto, abbigliamento, mezzo di locomozione (motoscooter superaccessoriati) e stile musicale che li porta a creare un circuito culturale e commerciale specifico.
    (4) La storia del movimento skinhead su dwww.garageland.tk.
    (5) Da Prurito Militante, bollettino a cura della Comunità militante di Genova [2004].
    (6) Da Blood and Honour a cura di Valerio Marchi, ed. Koiné, Roma 1993.
    (7) Termini skin che indicano l'aggressione intesa come rituale di gruppo (the aggro), il pestaggio degli immigrati di origine asiatica, soprattutto pakistana e l'uso preminente dei piedi calzati da scarponi rinforzati in ferro durante le aggressioni.
    (8) Generalmente indicato come Ian Stuart, nasce nell'agosto del 1957, cresce a Blackpool nel Lancashire.
    (9) Il 18 sta per AH iniziali di Adolf Hitler. Si tratta di un gruppo a carattere semiclandestino resosi responsabile negli anni di numerosi attacchi aventi come vittime immigrati, ebrei o omosessuali.
    (10) Il nome ed il simbolo degli Hammerskins deriva dall'album The Wall prodotto nel 1979 dal gruppo rock Pink Floyd. Sebbene non fosse nelle loro intenzioni, il simbolo dei due martelli (hammers) incrociati sono divenuti l'emblema dei naziskin americani che li hanno interpretati come l'arma per abbattere i muri che proteggono le minoranze etniche e religiose.
    (11) In realtà questa differenziazione non si fonda su diversità ideologiche, ma sulla gestione del notevole volume di affari che ruota intorno a tutto il mondo skinhead.
    (12) La data ufficiale è il 1986, ma il movimento era già attivo nel Veneto da qualche anno.
    (13) Nei primi anni '90 questi gruppi tenteranno di dar vita ad un coordinamento a livello nazionale, una sorta di rete comune sotto la denominazione Base Autonoma che avrebbe dovuto lavorare per la nascita di un vero e proprio movimento politico di marca naziskin, legato al circuito internazionale Blood and Honour. L'esperimento fallirà, nel 1993 Base Autonoma verrà sciolta a seguito dell'Operazione Runa e dell'approvazione della Legge Mancino.
    (14) Intervista ad uno dei membri del gruppo Hobbit pubblicata su Prurito Militante, bollettino a cura della Comunità militante di Genova [2004].
    (15) Il numero effettivo è estremamente fluttuante in quanto, in concomitanza con i raduni musicali, può raggiungere cifre più elevate in considerazione dei simpatizzanti occasionali.
    (16) Espressione diretta del VFS che hanno poi assunto il nome di Armco.
    (17) Acronimo di Anti Decreto Legge 122, indica il decreto legge proposto nel 1993 dall'allora Ministro dell'Interno, poi trasformato in legge, meglio nota come "legge Mancino" in materia di discriminazione razziale.
    (18) Quest'anno si è svolto il 24 luglio a Montebello Vicentino (VI) e vi hanno partecipato circa 500 militanti provenienti oltre che dal nostro paese, dalla Svizzera, dall'Austria, dalla Germania, dall'Ungheria, dalla Repubblica Ceca, dalla Slovacchia e dall'Inghilterra.
    (19) Da Skinheads di Nicola Mariani, ed. Datanews, Roma 2001.
    "Vogliamo distruggere tutti quei ridicoli monumenti del tipo "a coloro che hanno dato la vita per la patria" che incombono in ogni paese e, al loro posto, costruiremo dei monumenti ai disertori. I monumenti ai disertori rappresentano anche i caduti in guerra perchè ognuno di loro è morto malidicendo la guerra e invidiando la fortuna del disertore. La resistenza nasce dalla diserzione"

    Partigiano antifascista, Venezia, 1943





  3. #3
    ardimentoso
    Ospite

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    scusa genio.....
    ma se quell'albanese non faceva il rambo, il "pericolo" bloodhonour non c'era??

    spettacolare sto tentativo meschino di spostare l'attenzione su chi se ne stava per cazzi suoi, cercando di nascondere chi vive nell'illegalità convinto della sua impunità.
    veramente....sei forte.....
    scuola sion immagino

  4. #4
    remedios
    Ospite

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    In origine postato da ardimentoso
    scusa genio.....
    ma se quell'albanese non faceva il rambo, il "pericolo" bloodhonour non c'era??

    spettacolare sto tentativo meschino di spostare l'attenzione su chi se ne stava per cazzi suoi, cercando di nascondere chi vive nell'illegalità convinto della sua impunità.
    veramente....sei forte.....
    scuola sion immagino
    il pericolo c'era eccome. e ora c'è ancora di più. e nessuno vuole nascondere nessuno, appunto per questo è bene che si sappia bene cosa sia e cosa faccia questa feccia "onorata" che tanto ti piace.

  5. #5
    ardimentoso
    Ospite

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    In origine postato da remedios
    il pericolo c'era eccome. e ora c'è ancora di più. e nessuno vuole nascondere nessuno, appunto per questo è bene che si sappia bene cosa sia e cosa faccia questa feccia "onorata" che tanto ti piace.
    abbiamo due concetti diversi di "feccia".
    per me lo è più chi uccide, delinque, spaccia, truffa, rapisce bambini, li sfrutta, sfrutta altri suoi simili, li schiavizza, fa prostituire..etc. etc...

    e il tutto nella più completa impunità e complicità dei "benpensanti" e del clero.

    l'unico problema per questi servi del mondialismo è che la maggior parte del paese non è affatto benpensante.........

    ognuno ha la sua "feccia".....tu pensa alla tua

  6. #6
    remedios
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    In origine postato da ardimentoso
    abbiamo due concetti diversi di "feccia".
    per me lo è più chi uccide, delinque, spaccia, truffa, rapisce bambini, li sfrutta, sfrutta altri suoi simili, li schiavizza, fa prostituire..etc. etc...

    e il tutto nella più completa impunità e complicità dei "benpensanti" e del clero.

    l'unico problema per questi servi del mondialismo è che la maggior parte del paese non è affatto benpensante.........

    ognuno ha la sua "feccia".....tu pensa alla tua
    uh, insomma la tua feccia rappresenta uno spaccato sull'italia. e magari su qualche ragazzotto di provincia che si riempie le tasche spacciando coca e votando forza nuova?

  7. #7
    ardimentoso
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    In origine postato da remedios
    uh, insomma la tua feccia rappresenta uno spaccato sull'italia. e magari su qualche ragazzotto di provincia che si riempie le tasche spacciando coca e votando forza nuova?
    si uno spaccato dell'italia che permette la nuova tratta degli schiavi con la complicità delle solite vergini bianche che si accorgeranno di non essere più vergini solo quando sarà troopo tardi.
    a tal proposito leggiti "il campo dei santi".

    sarà un caso, ma dalle mie parti la maggior parte di chi spaccia vota per rifcom......
    e il cocco essendo roba da ricchi non lo lasciano certo a qualche sfigato neonazi.....

  8. #8
    remedios
    Ospite

    Predefinito

    In origine postato da ardimentoso
    si uno spaccato dell'italia che permette la nuova tratta degli schiavi con la complicità delle solite vergini bianche che si accorgeranno di non essere più vergini solo quando sarà troopo tardi.
    a tal proposito leggiti "il campo dei santi".

    sarà un caso, ma dalle mie parti la maggior parte di chi spaccia vota per rifcom......
    e il cocco essendo roba da ricchi non lo lasciano certo a qualche sfigato neonazi.....
    sì sì. certo. la criminalità in italia altrimenti non esisterebbe. si sa, popolo di santi e navigatori.

    maddai, li segui nella cabina elettorale? io dubito che i "grandi" dello spaccio votino rifondazione. sai perché? perché non avrebbero nessun interesse a farlo. pensaci.

  9. #9
    ardimentoso
    Ospite

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    In origine postato da remedios
    sì sì. certo. la criminalità in italia altrimenti non esisterebbe. si sa, popolo di santi e navigatori.

    maddai, li segui nella cabina elettorale? io dubito che i "grandi" dello spaccio votino rifondazione. sai perché? perché non avrebbero nessun interesse a farlo. pensaci.
    c'è poco da pensare...se sono imbecilli mica è colpa mia.....

    la criminalità in italia si regge già da sola.....non abbiuamo bisogno di altra gente per riempire le galere al 40 %, e di schiavi per i vostri "compagni" di cordata imprenditori a favore dell'immigrazione indiscriminata.

  10. #10
    remedios
    Ospite

    Predefinito

    In origine postato da ardimentoso
    c'è poco da pensare...se sono imbecilli mica è colpa mia.....

    la criminalità in italia si regge già da sola.....non abbiuamo bisogno di altra gente per riempire le galere al 40 %, e di schiavi per i vostri "compagni" di cordata imprenditori a favore dell'immigrazione indiscriminata.
    mai pensato che la criminalità degli immigrati è una conseguenza dello stato di clandestinità in cui sono costretti a vivere?
    e poi evita di dire cose ridicole sui presunti "compagni di cordata". perché, davvero, le butti lì per provocare, ma fai solo tenerezza. in galera, per quanto mi riguarda, vedrei più volentieri i "compagni di cordata" magari compagni di cella di qualche camiciuola bruna che invoca con calci e pugni le italiche virtù, piuttosto che alì che ha rubato 3 scatolette di tonno per mangiare.

 

 
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