FIAT: DE BENEDETTI, SETTORE AUTO NON HA FUTURO
(AGI) - Roma, 14 giu. - "A mio parere, e mi dispiace dirlo perche' sono torinese, sono stato amministratore delegato della Fiat e sono legato a quell'azienda comunque, la Fiat Auto certo non ha piu' speranze nel suo futuro". Non lascia spazio all'ottimismo il giudizio di Carlo De Benedetti sulle prospettive di Corso Marconi. E la diagnosi chiama in causa tutto il sistema Paese, anche la politica. La Fiat, afferma l'ingegnere in un'intervista a Rai Sat Extra, "va male perche' e' stata protetta. Tutto quello che e' protetto, come togli la protezione, si prende la prima infezione che passa. E il protezionismo e' stato il vero connubio, la vera tangentopoli, in termini culturali e in termini di conseguenze deleterie, per il sistema industriale del Paese". De Benedetti approfitta della conferenza stampa svolta per la presentazione dell'intervista anche per replicare a Jaki Elkann, che si era lamentato per alcuni giudizi espressi sul nonno. "Sono state scritte parecchie stupidaggini e anche alcune ridicolaggini", afferma. "E' strano un Paese in cui non si puo' parlare di Mazzini. Giovanni Agnelli e' un personaggio storico di questo Paese, con i suoi pregi e i suoi difetti. Un uomo", aggiunge, "e' umano nei limiti in cui non e' un'icona. Con Agnelli ho mantenuto per quarant'anni rapporti di stima e di amicizia, anche dopo aver scritto in un libro i miei giudizi che qui ho ripetuto. Lasciamo perdere le stupidaggini".




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