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Rif: Le comiche Finali
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UgoDePayens
Sono molto contento di vedere che, pur con tutti i distinguo legittimi, anche tu, Florian, sei infine giunto alla conclusione da molti condivisa: a Gianfranco Fini della politica intesa come servizio alla Verità e ricerca del bene comune non frega una cippa.
Al nostro interessa solamente il suo potere personale.
Dovesse essere sbattuto fuori dal PdL, molti di noi potrebbero ritrovarci una casa...
Non credo che Fini sia l'unico politico italiano ad inseguire il potere personare. E nutro sinceramente molti dubbi sul fatto che Formigoni, Tremonti o chi per loro intendano la politica come servizio alla Verità...
... tuttavia trovo il comportamento di Fini imbarazzante e riprovevole. Imbarazzante, perchè io devo ancora capire i propositi ultimi di Gianfranco Fini. Riprovevole perchè voler cambiare un partito servendosi esclusivamente di pochi battitori liberi, inseguire più l'applauso degli avversari che la stima dei propri elettori, è qualcosa che disturba ovviamente chi nonostante tutti i propri distinguo sempre di quell'elettorato fa parte. Cosicchè il comportamento di Fini allontana e disorienta chi nell'agire politico cerca una logica.
Io ho difeso Fini in occasione del Primo Congresso di PDL, ritenendolo una risorsa per il centrodestra, e un naturale candidato alla successione di Berlusconi. L'ho seguito ancora in alcune sue sortite da Presidente della Camera, e l'ho difeso dinanzi ad un fuoco amico che ho trovato volgare prima ancora che ingeneroso. Tuttavia non posso accettare la tattica del "logoramento interno". Fini avrebbe dovuto muoversi con il partito e i suoi elettori, invece ha fatto finta che essi non esistessero - in questo dando prova di poca sensibilità democratica, perchè un leader democratico ha sì il dovere di difendere le Istituzioni, ma anche di rappresentare chi lo ha votato, e se Fini da Presidente della Camera sente di non avere più ancun rapporto col proprio elettorato allora si pone di fatto lui fuori dal partito.
Dunque, caro Ugo, qui non c'entra la Verità, non c'entrano i valori cattolici, non c'entra l'immigrazione. Su tutto ciò in un partito si può e si deve discutere. C'entra invece un rapporto mai chiarito tra Fini e il PDL e tra Fini e Berlusconi. Sembra quasi che il nostro intenda essere il leader di un centrodestra che prescinda dal PDL come dal suo leader. E soprattutto che prescinda da un elettorato di centrodestra a cui Fini non ha mai guardato con attenzione, preferendo ultimamente rivolgersi ad un imprecisato popolo di ventenni senza ideologia. Insomma Fini vuole essere il rappresentante di qualcosa che non c'è o che non c'è ancora. Qualcosa che di sicuro però non ha a che fare col centrodestra reale. Per questo, a mio avviso, dovrebbe dimettersi dal PDL e proseguire autonomamente da esso la strada che si è dato.
Concludo dicendo che, alla prova dei fatti, Fini si è dimostrato quello che è sempre stato: un abilissimo tattico, ma un pessimo stratega.
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Rif: Le comiche Finali
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Originariamente Scritto da
SMB
Queste "comiche finali" non fanno più ridere. E' vero che Fini ha soltanto ribadito, sussurrando all'orecchio, ciò che va dicendo da tempo; è vero altresì, che il modo ed i tempi di questa sua ultima sortita, provocano un forte senso di nausea. In politica siamo ormai abituati a vederne di tutti i colori, ma non per questo vanno giustificate simili azioni. Qualche giorno fa ebbi a scrivere che,sia Berlusconi o che diventasse Fini il nuovo leader del Pdl, la mia scelta sarebbe stata quella di fermarmi un giro alle prossime regionali. Oggi questa scelta sarebbe ancor più radicale:un partito non di sinistra che al momento rappresenta l'uno %, tanto per solidarizzare con un padre di famiglia.
comunque Fini puo' dire cio' che vuole, certo a breve verrà sconfessato e dovrà forse dimettersi dal partito, ma nessuno gli potrà impedire di rimanere seduto sul trespolo di Montecitorio e poi tra tre anni e mezzo chi vivrà vedrà, magari un'altra carica istituzionale, il senato, o chissà il Quirinale....
Oggi mi viene leggermente da ridere di "scoprire" quanti scoprono solo ora che Fini da anni è un vagone frenato e il PDL l'ha subito perchè la maggioranza dei suoi era a favore, non è mai stato parte integrante del PDL che è un partito a lui estraneo in molti aspetti.
Ora aspettiamo solo che in modo o nell'altro si faccia chiarezza, le dimissioni dal partito mi sembrano un buon segnale anche per chi rema contro nel partito, le guerre di logoramento sono un male per tutti, soprattutto quando abbiamo ancora oltre 3 anni di legislatura
Oggi mi sento persino di giustificare Fini.... da anni sapevo che sarebbe arrivato a questo punto
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Rif: Le comiche Finali
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Candido
Oggi mi viene leggermente da ridere di "scoprire" quanti scoprono solo ora che Fini da anni è un vagone frenato e il PDL l'ha subito perchè la maggioranza dei suoi era a favore
Non è esattamente così. All'epoca del Predellino, se ben ti ricordi, non solo Fini ma gran parte di AN - in primis Meloni e Azione Giovani - era contro il progetto berlusconiano. Poi è accaduto che alcuni "ribelli" son diventati ministri e si sono aqquetati, mentre Fini ha mantenuto il ruolo di coscienza critica...
Tuttavia io ancora mi chiedo cosa frulli nel cervello di quest'uomo. La sua strategia pare obiettivamente fallimentare, e poichè non è un idealista... :mmm:
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Rif: Le comiche Finali
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Florian
Non è esattamente così. All'epoca del Predellino, se ben ti ricordi, non solo Fini ma gran parte di AN - in primis Meloni e Azione Giovani - era contro il progetto berlusconiano. Poi è accaduto che alcuni "ribelli" son diventati ministri e si sono aqquetati, mentre Fini ha mantenuto il ruolo di coscienza critica...
Tuttavia io ancora mi chiedo cosa frulli nel cervello di quest'uomo. La sua strategia pare obiettivamente fallimentare, e poichè non è un idealista... :mmm:
Fini non è mai stato uno sgobbone, che passa 16 ore al giorno tra telefoni, spostamenti e riunioni, destavano scalpore i suoi lunghi week ends e le sue lunghe vacanze, da questo punto di vista è simile a D'Alema e come D'Alema potrebbe aspirare a cariche istituzionali in Italia o forse anche in Europa che gli potrebbero garantire un posto prestigioso e abbastanza tempo libero
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Rif: Le comiche Finali
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Originariamente Scritto da
Candido
Fini non è mai stato uno sgobbone, che passa 16 ore al giorno tra telefoni, spostamenti e riunioni, destavano scalpore i suoi lunghi week ends e le sue lunghe vacanze, da questo punto di vista è simile a D'Alema e come D'Alema potrebbe aspirare a cariche istituzionali in Italia o forse anche in Europa che gli potrebbero garantire un posto prestigioso e abbastanza tempo libero
Un Fini fuori dal PDL forse farebbe più male che bene al partito. Chissà se è per questo motivo che oggi Giuliano Ferrara, sul Foglio, minimizza. Sta a vedere che gli si troverà davvero un posticino in Europa, di molto prestigio e di poca sostanza.
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Rif: Le comiche Finali
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Florian
Imbarazzante. Non saprei trovare altra parola per descrivere lo stato di cose tra Fini e il PDL.
Per mesi sul forum ci siamo interrogati, e a volte anche azzuffati, nel tentativo di comprendere Gianfranco Fini. Vuole andare al Quirinale. Vuol succedere a Berlusconi. Va a sinistra. No, la sua è una "nuova" destra... Adesso possiamo dire che l'obiettivo del Presidente della Camera era semplicemente quello di fare le scarpe al Presidente del Consiglio. Purtroppo per lui, dopo aver fatto eccessivamente il frondista è miseramente caduto su una buccia di banana. Se ha fegato dovrebbe dimettersi. Ad ogni modo si è giocata molta credibilità. Aveva alcune ragioni dalla sua, ma si è molto improvvidamente messo dalla parte del torto.
Che ne sarà ormai di Fini? Niente PDL, niente Quirinale, che gli rimane? E' proprio il caso di dire: chi troppo vuole, nulla stringe. Bastava che rimanesse nella scia di Berlusconi, senza pestargli troppo i piedi, e ne avrebbe rilevato la leadership del partito al 99%. Finirà tutto a tarallucci e vino? Difficile se non impossibile. Adesso Fini rischia seriamente di dover metter su una sua lista personale se non vuole paradossalmente ritirarsi dalla politica. Sono in molti con lui a voler saldare il conto, e c'è da credere che non si lasceranno sfuggire l'occasione.
Personalmente, che volesse "fare le scarpe al PdC", l'avevo già intuito da tempo.
Secondo me la corda si sta quasi rompendo, manca proprio poco...
Comunque mi fa molto piacere leggere che tu definisci "imbarazzante e riprovevole" l'atteggiamento del presidente della Camera.
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Rif: Le comiche Finali
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Originariamente Scritto da
Florian
Un Fini fuori dal PDL forse farebbe più male che bene al partito. Chissà se è per questo motivo che oggi Giuliano Ferrara, sul Foglio, minimizza. Sta a vedere che gli si troverà davvero un posticino in Europa, di molto prestigio e di poca sostanza.
alla fine Fini potrebbe pure diventare utile per l'immagine dell'Italia all'estero... forse è proprio quello cui aspira, cosi' fa studiare all'estero le figlie
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Rif: Le comiche Finali
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Originariamente Scritto da
Florian
Concludo dicendo che, alla prova dei fatti, Fini si è dimostrato quello che è sempre stato: un abilissimo tattico, ma un pessimo stratega.
Si convengo, Fini non è di centro destra allo stato dei fatti. Sono tuttavia sicura che è ben conscio di deludere le aspettative di noi altri e se ha deciso di muoversi cosi significa che ha uno scopo ed una meta precisa. Non mi pare uno stupido.
Io non vedo il suo futuro in un centro destra come si deve. Farà altro.
Ma non è che questo mi faccia stare così più tranquilla. Mi domando chi prenderà le redini del centro destra. Ammetto di preferire Bossi a Fini e Casini, ma è pur vero che quell'ala va moderata e meglio integrata. E' ancora vero che la Lega viene amata soprattutto al nord.
Non credo basti da sola per vincere a livello nazionale.
Ma forse siamo noi che ci concentriamo troppo sui leader presenti ora sulla piazza e il pdl sarà guidato da chi al momento non riusciamo a immaginare.
Comunque il dopo Berlusconi non mi fa stare affatto tranquilla. Temo vada su la sinistra all'inizio. Purtroppo.
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Rif: Le comiche Finali
Le frasi colloquiali di Fini captate a microfoni (semi) spenti in realtà non aggiungono nulla di nuovo al dibattito politico; sono la replica - certamente più irriverente e brutale - delle tante dichiarazioni pubbliche rilasciate negli ultimi mesi dal Presidente della Camera. L'unica parte decisamente inquietante è quel riferimento alla "bomba atomica" pronta a deflagrare in seguito alle "rivelazioni" del pentito Spatuzza. Fini sembra quasi auspicare l'esplosione; e in ogni caso il suo accenno è accompagnato da agghiaccianti sorrisini di intesa con un magistrato. Dunque, il Cavaliere ha tutte le ragioni per preoccuparsi della reale fedeltà dell'alleato e co-fondatore del PDL. I due, a dire il vero, non si sono mai amati, ma l'intesa ha sempre resistito alle intemperie più burrascose.Oggi invece assistiamo ad un allontanamento nettissimo, ad un gelo profondo, ad una rottura pressocchè definitiva ed irrecuperabile, a cui manca solo l'ufficialità dell'espulsione di Fini e finiani dal PDL.
In effetti, sarebbe stato ancora possibile assorbire e contenere le affermazioni del Presidente della Camera sulla leadership del partito, giudicata vieppiù monarchica e poco liberale. Considerazioni nette, piuttosto acide, ma senz'altro accettabili, e non prive di qualche fondamento. Gli accenni a Spatuzza, alla bomba atomica, alla mafia, alle inchieste giudiziarie, invece, costituiscono agli occhi di Berlusconi e della stragrande maggioranza dell'elettorato di centrodestra un indizio, ormai concreto, di tradimento, di intesa con il nemico.
Ora, Berlusconi può essere contestato su più fronti, ma metterne in dubbio la legittimità come capo di partito e di governo è un peccato mortale. Operare per la sua totale delegittimazione, o sperarlo nel profondo del cuore, significa essenzialmente tradire il mandato elettorale, macchinare per il sovvertimento del voto popolare, distruggere il Popolo della Libertà. Fini ha commesso in questo senso un gravissimo errore, una leggerezza fatale. Le affannate difese dei finiani e del Secolo d'Italia non servono più a nulla. Fini si è posto fuori dal PDL da solo, non c'è bisogno di un atto ufficiale.
L'intervento a Ballarò, che poteva riconcilare le anime del partito, ha gettato altra benzina sul fuoco, perchè si è trattato di un intervento piuttosto arrogante (era davvero necessario rinfacciare a Bondi il suo passato nel PCI? Queste frasi servono davvero a rasserenare il clima?), comunque ben lontano dal chiarimento richiesto. Ad ogni modo, intendiamoci: non si arriverà alle elezioni anticipate, non accadrà nulla. Fini resterà sullo scranno della Presidenza, e Berlusconi continuerà a seguire la strategia del silenzio (gelido). Ma ormai qualcosa si è rotto, per sempre.
http://www.falcodestro.it/anduril/20...-si-e-tradito/