Schiacciante vittoria di Mahmud Ahmadinejad al ballottaggio per le elezioni presidenziali della Repubblica islamica d’Iran.
Inghilterra, Germania, ma soprattutto USA hanno accusato brogli elettorali, incuranti della grande partecipazione popolare. Il loro timore è il rilancio del fondamentalismo e il riarmo atomico, dietro questo timore si cela, tuttavia, la loro ostilità ad ogni tipo di autodeterminazione popolare.
Queste elezioni, in realtà, rappresentano l’ennesima sconfitta di Bush & co., che, sentendosi in dovere di esportare la democrazia ovunque e con ogni mezzo, cercano di “normalizzare” e “pacificare” l’intera area. I risultati? Una resistenza irachena sempre più forte ed agguerrita,soldati americani che muoiono in numero sempre maggiore ed un crescente appoggio popolare ai governi islamici conservatori ed intransigenti.
Comunque sia, Ahmadinejad ha vinto non grazie all’ideologia ma grazie alla promessa di ridistribuire ricchezza ai poveri, propugnando la dottrina della rivoluzione. Le promesse fatte durante la campagna elettorale saranno probabilmente mantenute dato che da sindaco di Teheran, tra le numerose iniziative, ha cercato di frenare l’impennata degli affitti e la costruzione di case di lusso, ha fondato mercatini con prezzi calmierati e ha diminuito le spese correnti per concedere prestiti ai giovani sposi.
Vedremo se si tratta di un “Chavez iraniano”, intanto salutiamo con soddisfazione lo smacco subito dagli imperialisti americani e dalle lobbies finanziarie internazionali.
I compagni di Legittima Difesa – Roma soviet.roma@katamail.com




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