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  1. #1
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    Predefinito Il Papa all'Angelus: i cristiani ai rifugiati

    Cari Fratelli e Sorelle!

    Si celebra domani, 20 giugno, la Giornata Mondiale del Rifugiato, promossa dalle Nazioni Unite per tenere viva l’attenzione sui problemi di coloro che debbono abbandonare forzatamente la Patria. Il tema di quest’anno - “Il coraggio di essere rifugiato” - pone l’accento sulla forza d’animo richiesta a chi deve lasciare tutto, a volte perfino la famiglia, per scampare a gravi difficoltà e pericoli. La Comunità cristiana si sente vicina a quanti vivono questa dolorosa condizione; si sforza di sostenerli e in diversi modi manifesta loro il suo interessamento e il suo amore che si traduce in concreti gesti di solidarietà, perché chiunque si trova lontano dal proprio Paese senta la Chiesa come una patria dove nessuno è straniero.

    L’attenzione amorevole dei cristiani verso chi è in difficoltà e il loro impegno per una società più solidale si alimentano continuamente con la partecipazione attiva e consapevole all’Eucaristia. Chi si nutre con fede di Cristo alla mensa eucaristica assimila il suo stesso stile di vita, che è lo stile del servizio attento specialmente alle persone più deboli e svantaggiate. La carità operosa, infatti, è un criterio che comprova l’autenticità delle nostre celebrazioni liturgiche (cfr Lett. ap. Mane nobiscum Domine, 28). L’Anno dell’Eucaristia, che stiamo vivendo, aiuti le comunità diocesane e parrocchiali a ravvivare questa capacità di andare incontro alle tante povertà del nostro mondo.

    Quest’oggi vogliamo affidare, in particolare, gli uomini, le donne e i bambini che vivono la condizione di rifugiati alla materna protezione di Maria Santissima, che, insieme allo sposo san Giuseppe e al piccolo Gesù, conobbe l’amarezza dell’esilio, quando l’assurda persecuzione del re Erode costrinse la santa Famiglia a fuggire in Egitto (Mt 2,13-23). Preghiamo la Vergine Santissima perché questi nostri fratelli e sorelle incontrino sulla loro strada accoglienza e comprensione.

    Riportiamo di seguito il testo integrale dei saluti del Santo Padre dopo la recita dell'Angelus Domini:

    Si conclude oggi, a Varsavia, il Congresso Eucaristico della Polonia. Durante la solenne concelebrazione sono stati iscritti nell'albo dei Beati tre figli di quella nobile Nazione: Ladislao Findysz, Bronislao Markiewicz e Ignazio K?opotowski. Auspico che questo significativo evento ecclesiale contribuisca a rafforzare lo spirito di riconciliazione fraterna, fondamento necessario per l'edificazione della comunione di quanti partecipano all'unica mensa di Cristo. Così il Redentore rimarrà sempre nelle nostre famiglie, come è detto nel tema del Congresso: "Rimani, Signore, nelle nostre famiglie - Pozosta, Panie w naszych rodzinach".
    Niech Bóg wam b?ogos?awi! [Dio vi benedica].

    Je salue les pèlerins de langue française, présents ce matin à l’Angélus, notamment les membres de la communauté des paroisses de Schleithal-Trimbach, invitant tous les fidèles, à la suite de la Vierge Marie, à être des témoins de l’Évangile.

    Saluto i pellegrini di lingua italiana, in particolare i gruppi parrocchiali provenienti da Trieste, Modena, Pogliano Milanese, Montopoli in Val d’Arno, Civitanova Marche Alta, Andria, Ceglie Messapica, Guagnano, Battipaglia, Marsico Vetere, Serrastretta, Cuturella di Cropani, Spezzano Piccolo. Saluto inoltre il gruppo dell’OFTAL di Brescia, il Centro Volontari della Sofferenza dalle diocesi di Napoli e di Firenze e l’associazione “Easy-Rider”.

    •   Alt 

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  2. #2
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    Predefinito Le parole del Papa all'Angelus - 26 giugno 2005

    Cari fratelli e sorelle!

    Ci prepariamo a celebrare con grande solennità la festa dei santi Apostoli Pietro e Paolo, che a Roma sigillarono nel sangue l’annunzio del Vangelo. Il 29 giugno presiederò alle 9 e 30 la Santa Messa nella Basilica Vaticana: sarà questa un’occasione significativa per sottolineare l’unità e la cattolicità della Chiesa. Alla celebrazione assisterà, come in passato, una speciale Delegazione inviata dal Patriarca Ecumenico di Costantinopoli. Invito i fedeli di Roma, che venerano i santi Apostoli Pietro e Paolo come loro speciali patroni, i pellegrini e l’intero Popolo di Dio a invocarne la celeste protezione sulla Chiesa e sui suoi Pastori.

    La fine di giugno segna per i Paesi dell’emisfero nord del pianeta l’inizio della stagione estiva e per tanta gente comincia il tempo delle ferie. Mentre auguro a tutti di poter vivere serenamente qualche giorno di meritato riposo e di distensione, vorrei rivolgere un appello alla prudenza a coloro che si mettono in cammino per raggiungere i vari luoghi di villeggiatura. Ogni giorno, purtroppo, specialmente nei fine settimana, si registrano sulle strade incidenti con tante vite umane tragicamente stroncate, e più di metà delle vittime sono in età giovanile. Negli ultimi anni molto si è fatto per prevenire tali tragici eventi, ma si può e si deve fare di più con il contributo e l’impegno di tutti. Occorre combattere la distrazione e la superficialità, che in un attimo possono rovinare il futuro proprio e altrui. La vita è preziosa ed unica: va rispettata e protetta sempre, anche con un corretto e prudente comportamento sulle strade.

    La Vergine Maria, che ci accompagna nel quotidiano cammino della vita, vegli su chi viaggia e ottenga misericordia per le vittime della strada. A Lei, celeste Regina degli Apostoli, nell’imminenza della festa dei santi Apostoli Pietro e Paolo affidiamo la Chiesa e la sua azione missionaria nel mondo intero.

    Riportiamo di seguito il testo integrale dei saluti del Santo Padre dopo la recita dell'Angelus Domini:

    Saluto i pellegrini presenti, in particolare i fedeli delle parrocchie di Santa Giulia in Torino, Santa Maria delle Grazie in Afragola e San Matteo Apostolo in Perrillo-Motta. Saluto inoltre il gruppo proveniente da Garlasco-Le Bozzole.

    [In polacco] Saluto i polacchi presenti in Piazza San Pietro e coloro che si uniscono con noi nella preghiera. Affido tutti a Maria. Dio vi benedica.

    Auguro a tutti buona domenica.

  3. #3
    Solo Danix
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    Predefinito Le parole del Papa all'Angelus - 3 Luglio 2005


    Alcuni giorni or sono ho avuto la gioia di presentare il Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica. Da diversi anni si avvertiva il bisogno di un catechismo breve, che riassumesse in maniera semplice ma completa tutti gli elementi essenziali della dottrina cattolica. La Provvidenza divina ha fatto sì che tale progetto si realizzasse nel giorno stesso in cui è stata introdotta la causa di beatificazione dell’amato Giovanni Paolo II, che ad esso ha dato un impulso determinante. Mentre di ciò rendo grazie al Signore, vorrei, cari fratelli e sorelle, ancora una volta sottolineare l’importanza di questo utile e pratico strumento per l’annuncio di Cristo e del suo vangelo di salvezza.

    Nel Compendio, in un ideale dialogo tra maestro e discepolo, viene sintetizzata la più ampia esposizione della fede della Chiesa e della dottrina cattolica contenuta nel Catechismo pubblicato dal mio venerato Predecessore nel 1992. Il Compendio riprende le quattro parti ben legate tra loro, consentendo di cogliere la straordinaria unità del mistero di Dio, del suo disegno salvifico per l’intera umanità, della centralità di Gesù, l’Unigenito Figlio di Dio fatto uomo nel seno della Vergine Maria, morto e risorto per noi. Presente ed operante nella sua Chiesa particolarmente nei Sacramenti, Cristo è la sorgente della nostra fede, il modello d’ogni credente e il Maestro della nostra preghiera.

    Cari fratelli e sorelle, quanto è necessario che, in quest’inizio del terzo millennio, l’intera comunità cristiana proclami, insegni e testimoni integralmente le verità della fede, della dottrina e della morale cattolica in maniera unanime e concorde! All’auspicato rinnovamento della catechesi e dell’evangelizzazione possa contribuire anche il Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica, perché tutti i cristiani - ragazzi, giovani ed adulti, famiglie e comunità -, docili all’azione dello Spirito Santo, diventino in ogni ambiente catechisti ed evangelizzatori, aiutando gli altri ad incontrare Cristo. Lo chiediamo con fiducia alla Vergine Madre di Dio, Stella dell’evangelizzazione.


    Mercoledì prossimo, 6 luglio, si aprirà a Gleneagles (Scozia) il G-8, cioè, il Vertice dei Capi di Stato e di Governo dei Paesi più industrializzati del mondo, che avrà fra le sue priorità l’Africa, un continente spesso trascurato. Auguro di cuore pieno successo a questa importante riunione, auspicando che essa porti a condividere in solidarietà i costi della riduzione del debito, a mettere in atto misure concrete per lo sradicamento della povertà e a promuovere un autentico sviluppo dell’Africa.

    Je salue cordialement les pèlerins de langue française, les invitant à faire de leur temps de vacances un temps de ressourcement spirituel.

    I warmly welcome the English-speaking visitors present at this "Angelus" prayer. I pray thatyour time here in Rome will encourage you to follow the example of Saints Peter and Paul with confidence and generosity.

    Von Herzen grüße ich die Pilger aus den Ländern deutscher Sprache. Auf Ihn müssen wir hören. Verbringt daher auch diese Urlaubstage in der Gegenwart Gottes! Euch allen wünsche ich in diesem Sommer eine gesegnete Erholungszeit!

    Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española que han participado en la oración mariana del Ángelus. Llevad a vuestros hogares y comunidades el afecto del Papa, que os bendice de todo corazón.

    Pozdrawiam pielgrzymów z Polski. Na czas wakacji życzę wam dobrego odpoczynku i spotkania z Bogiem. Niech Pan was prowadzi.

    [Saluto i pellegrini polacchi. Vi auguro che le vacanze siano tempo di riposo e di comunione con Dio. Il Signore vi accompagni].

    Il mio saluto va ora ai pellegrini di lingua italiana, in particolare ai rappresentanti della Scuola materna di Verdellino, al gruppo "Teresa Orsini" di Gravina di Puglia, ai fedeli di Varallo Sesia, alla banda musicale di Castelli Calepio e ai conduttori di auto e moto storiche di Roma.

    Rivolgo poi uno speciale saluto ai giovani delle diocesi italiane, che sono saliti sul monte Adamello per venerare la croce eretta sulla Punta "Giovanni Paolo II". Con lo sguardo volto alla ormai prossima Giornata Mondiale della Gioventù, mi unisco a voi, cari amici, raccolti in terra trentina, ai piedi dell’Adamello, per la Santa Messa celebrata da Mons. Angelo Comastri, mio Vicario Generale per la Città del Vaticano. Siate sempre fedeli testimoni, per i vostri coetanei, dell’amore misericordioso di Cristo, che con il sacrificio della croce ha redento il mondo.

    Buona Domenica a tutti!

  4. #4
    Solo Danix
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    Predefinito Le Parole del Papa all'Angelus - 10 Luglio 2005


    Cari fratelli e sorelle!

    Domani ricorre la festa di San Benedetto Abate, Patrono d’Europa, un Santo a me particolarmente caro, come si può intuire dalla scelta che ho fatto del suo nome. Nato a Norcia intorno al 480, Benedetto compì i primi studi a Roma ma, deluso dalla vita della città, si ritirò a Subiaco, dove rimase per circa tre anni in una grotta - il celebre "sacro speco" – dedicandosi interamente a Dio. A Subiaco, avvalendosi dei ruderi di una ciclopica villa dell’imperatore Nerone, egli, insieme ai suoi primi discepoli, costruì alcuni monasteri dando vita ad una comunità fraterna fondata sul primato dell’amore di Cristo, nella quale la preghiera e il lavoro si alternavano armonicamente a lode di Dio. Alcuni anni dopo, a Montecassino, diede forma compiuta a questo progetto, e lo mise per iscritto nella "Regola", unica sua opera a noi pervenuta. Tra le ceneri dell’Impero Romano, Benedetto, cercando prima di tutto il Regno di Dio, gettò, forse senza neppure rendersene conto, il seme di una nuova civiltà che si sarebbe sviluppata, integrando i valori cristiani con l’eredità classica, da una parte, e le culture germanica e slava, dall’altra.

    C’è un aspetto tipico della sua spiritualità, che quest’oggi vorrei particolarmente sottolineare. Benedetto non fondò un’istituzione monastica finalizzata principalmente all’evangelizzazione dei popoli barbari, come altri grandi monaci missionari dell’epoca, ma indicò ai suoi seguaci come scopo fondamentale, anzi unico, dell’esistenza la ricerca di Dio: "Quaerere Deum". Egli sapeva, però, che quando il credente entra in relazione profonda con Dio non può accontentarsi di vivere in modo mediocre all’insegna di un’etica minimalistica e di una religiosità superficiale. Si comprende, in questa luce, allora meglio l’espressione che Benedetto trasse da san Cipriano e che sintetizza nella sua Regola (IV, 21) il programma di vita dei monaci: "Nihil amori Christi praeponere", "Niente anteporre all’amore di Cristo". In questo consiste la santità, proposta valida per ogni cristiano e diventata una vera urgenza pastorale in questa nostra epoca in cui si avverte il bisogno di ancorare la vita e la storia a saldi riferimenti spirituali.

    Modello sublime e perfetto di santità è Maria Santissima, che ha vissuto in costante e profonda comunione con Cristo. Invochiamo la sua intercessione, insieme a quella di san Benedetto, perché il Signore moltiplichi anche nella nostra epoca uomini e donne che, attraverso una fede illuminata, testimoniata nella vita, siano in questo nuovo millennio sale della terra e luce del mondo.

    Proviamo tutti un profondo dolore per gli atroci attentati terroristici di Londra di giovedì scorso. Preghiamo per le persone uccise, per quelle ferite e per i loro cari. Ma preghiamo anche per gli attentatori: il Signore tocchi i loro cuori. A quanti fomentano sentimenti di odio e a quanti compiono azioni terroristiche tanto ripugnanti dico: Dio ama la vita, che ha creato, non la morte. Fermatevi, in nome di Dio!

    Domani mi recherò in Valle d’Aosta, dove trascorrerò un breve periodo di riposo. Sarò ospite nella casa che molte volte ha accolto il Papa Giovanni Paolo II. Ringrazio quanti mi accompagneranno con la preghiera, e a voi dico con affetto: "arrivederci!".

    Je vous salue cordialement, chers pèlerins de langue française; puisse l’Eucharistie dominicale affermir en chacun de vous la foi, la relation d’intimité avec le Christ et le désir d’annoncer l’Évangile.

    I offer a cordial greeting to the English-speaking pilgrims and visitors gathered for this Angelus prayer. With great affection I invoke upon you and your families an abundance of joy and peace in our Lord Jesus Christ.

    Saludo con afecto a los peregrinos de lengua española. En este tiempo veraniego, invito a todos a acoger con gozo la semilla del Evangelio, para que Cristo sea luz y fuente paz en cada uno de vosotros, en vuestras familias y en todos los pueblos de la tierra. Feliz Domingo y feliz verano.

    Pozdrawiam pielgrzymów polskich. Serdeczną myślą ogarniam waszych bliskich a szczególnie osoby starsze i chorych. Dzieciom i młodzieży życzę dobrych wakacji.

    [Saluto i pellegrini Polacchi con uno speciale pensiero ai vostri cari e in modo particolare alle persone anziane e a tutti i malati. Ai bambini e ai giovani auguro buone vacanze.]

    Ein herzliches „Grüß Gott" sage ich allen deutschsprachigen Pilgern. Vertraut stets auf Gottes Schutz und Hilfe! Gesegnete Tage hier in Rom wünsche ich Euch allen von Herzen – und eine erholsame Ferienzeit!

    Saluto le Suore Francescane Missionarie del Sacro Cuore e le Suore di Gesù Buon Pastore - Pastorelle, riunite per i loro Capitoli generali. Care Sorelle, assicuro per voi la mia preghiera, affinché l’impegno di questi giorni sia ricco di frutti per il cammino delle vostre Congregazioni. Saluto anche le Suore Terziarie di San Francesco, che ricordano il terzo centenario della morte della loro fondatrice, Maria Hueber.

    Rivolgo infine un pensiero cordiale ai pellegrini di lingua italiana, in particolare ai fedeli di Ogliara presso Salerno, ai giovani dell’Azione Cattolica di Surbo, diocesi di Lecce, al Coro "Santa Cecilia" della Cattedrale di Benevento, alla Corale della Basilica Cattedrale di Teramo e ai soci della Cassa Rurale San Cataldo in Sicilia.

    Auguro a tutti una buona domenica.

  5. #5
    Solo Danix
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    Predefinito Le Parole del Papa all'Angelus - 17 Luglio 2005


    Cari fratelli e sorelle!

    Da alcuni giorni mi trovo qui, tra le stupende montagne della Valle d’Aosta, dove è ancora vivo il ricordo dell’amato mio Predecessore Giovanni Paolo II, che per diversi anni vi ha trascorso brevi soggiorni distensivi e tonificanti. Questa pausa estiva è un dono di Dio davvero provvidenziale, dopo i primi mesi dell’esigente servizio pastorale che la Provvidenza divina mi ha affidato. Ringrazio di cuore il Vescovo di Aosta, il caro Mons. Giuseppe Anfossi, e quanti l’hanno resa possibile, come pure coloro che con discrezione e generosa abnegazione vigilano perché tutto si svolga con serenità. Sono inoltre riconoscente alla popolazione locale e ai turisti per la loro cordiale accoglienza.

    Nel mondo in cui viviamo, diventa quasi una necessità potersi ritemprare nel corpo e nello spirito, specialmente per chi abita in città, dove le condizioni di vita, spesso frenetiche, lasciano poco spazio al silenzio, alla riflessione e al distensivo contatto con la natura. Le vacanze sono, inoltre, giorni nei quali ci si può dedicare più a lungo alla preghiera, alla lettura e alla meditazione sui significati profondi della vita, nel contesto sereno della propria famiglia e dei propri cari. Il tempo delle vacanze offre opportunità uniche di sosta davanti agli spettacoli suggestivi della natura, meraviglioso "libro" alla portata di tutti, grandi e piccini. A contatto con la natura, la persona ritrova la sua giusta dimensione, si riscopre creatura, piccola ma al tempo stesso unica, "capace di Dio" perché interiormente aperta all’Infinito. Sospinta dalla domanda di senso che le urge nel cuore, essa percepisce nel mondo circostante l’impronta della bontà e della provvidenza divina e quasi naturalmente si apre alla lode e alla preghiera.

    Recitando insieme l’Angelus da questa amena località alpina, chiediamo alla Vergine Maria di insegnarci il segreto del silenzio che si fa lode, del raccoglimento che dispone alla meditazione, dell’amore per la natura che fiorisce in ringraziamento a Dio. Potremo così più facilmente accogliere nel cuore la luce della Verità e praticarla nella libertà e nell’amore.


    Desidero aggiungere ancora qualche parola di ringraziamento e di saluto. Penso anzitutto alla Chiesa particolare in cui mi trovo, l’antica Diocesi di Aosta: in questi giorni prego spesso per il Vescovo, che ringrazio di nuovo, per i sacerdoti, i religiosi e le religiose, per le famiglie. A tutta la comunità della Valle d’Aosta assicuro il mio ricordo al Signore, specialmente per i malati e per quanti soffrono.

    Saluto con riconoscenza i Sacerdoti Salesiani, che mi accolgono nella loro casa, le Autorità dello Stato e della Regione e l’Amministrazione comunale di Introd.

    Uno speciale pensiero rivolgo alle Suore della Congregazione di San Giuseppe di Aosta, Pinerolo e Cuneo, esprimendo il mio apprezzamento per la missione che svolgono ed assicurando la mia preghiera per lo svolgimento dei lavori capitolari.

    Sono presenti oggi gli operai e le maestranze della TECDIS e di altre industrie della Valle d’Aosta. Conosco le vostre presenti difficoltà: voi temete il venir meno delle condizioni di lavoro che rendono possibile la fondazione e la continuità delle famiglie. Carissimi, nell’esprimervi la mia solidarietà, auspico un forte impegno da parte di tutte le istanze responsabili nella ricerca di una soddisfacente soluzione agli attuali problemi.

    Je salue cordialement les pèlerins de langue française. Je vous souhaite un vrai repos à l’occasion de ce temps de vacances, ainsi que le bonheur de contempler la beauté de la nature comme un don de Dieu. Que le Seigneur vous bénisse, ainsi que vos familles!

    I greet the English-speaking visitors who join us for this Angelus. May the summer holidays be a time of rest and an opportunity to draw closer to the Lord in gratitude and prayer. Upon you and your families I cordially invoke God’s blessings of joy and peace.

    Herzlich grüße ich die deutschsprachigen Besucher hier im Aosta-Tal. Stille und Ruhe helfen uns, die Stimme Gottes zu vernehmen. Euch allen wünsche ich einen gesegneten Sonntag sowie Stärkung für Leib und Seele.

    Saludo también a los fieles de lengua española que se han unido al rezo del Ángelus, también a través de la radio y la televisión. Invito a todos a cultivar sentimientos de reconciliación, para ser artífices de la paz. Feliz domingo.

    Mi rivolgo poi a tutti voi, in modo particolare ai voi giovani, che siete venuti per questo mio primo Angelus in montagna. A tutti auguro una buona domenica e un proficuo periodo di vacanza.

    Bon dzor ii valdotén presen. Merci d’iitre seuglia.

    [Buongiorno ai valdostani presenti. Grazie di essere venuti]

    Pudzo

    [saluto tipico amicale].

  6. #6
    Arjuna
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    Predefinito Re: Le Parole del Papa all'Angelus - 17 Luglio 2005

    Originally posted by danix

    (...)natura, meraviglioso "libro" alla portata di tutti(...)

    Bellissima immagine.

  7. #7
    Solo Danix
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    Predefinito Le Parole del Papa all'Angelus - 24 Luglio 2005


    Cari fratelli e sorelle!

    Domani ricorre la festa dell’Apostolo San Giacomo, fratello di Giovanni, di cui si venerano le reliquie nel celebre santuario di Compostela, in Galizia, meta di innumerevoli pellegrini di ogni parte d’Europa. Ieri abbiamo ricordato Santa Brigida di Svezia, Patrona d’Europa. L’11 luglio scorso si è celebrato San Benedetto, altro grande Patrono del "vecchio continente". Guardando a questi Santi, viene spontaneo soffermarsi a riflettere sul contributo che il cristianesimo ha dato e continua ad offrire alla costruzione dell’Europa.

    Vorrei farlo riandando col pensiero al pellegrinaggio che il Servo di Dio Giovanni Paolo II fece, nel 1982, a Santiago de Compostela, dove compì un solenne "Atto europeistico", nel corso del quale pronunciò queste memorabili parole: "Io, Vescovo di Roma e Pastore della Chiesa universale, da Santiago ti rivolgo, o vecchia Europa, un grido pieno d’amore: Torna a te medesima, sii te stessa! Scopri le tue origini. Ravviva le tue radici. Rivivi quei valori autentici che hanno fatto gloriosa la tua storia e benefica la tua presenza tra gli altri continenti" (Insegnamenti, vol. V/3, 1982, p. 1260). Giovanni Paolo II lanciò allora il progetto di un’Europa consapevole della propria unità spirituale poggiante sul fondamento dei valori cristiani. Su questo tema egli tornò in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù del 1989, che si svolse proprio a Santiago de Compostela. Auspicò un’Europa senza frontiere, che non rinneghi le radici cristiane sulle quali è sorta e non rinunci all’autentico umanesimo del Vangelo di Cristo! (cfr Insegnamenti, vol. XII/2, 1989, p. 328). Quanto attuale resta questo suo appello, alla luce degli eventi recenti del continente europeo!

    Tra meno di un mese, anch’io mi recherò pellegrino in una storica Cattedrale europea, quella di Colonia, dove i giovani si sono dati appuntamento per la loro XX Giornata Mondiale. Preghiamo perché le nuove generazioni, attingendo la loro linfa vitale da Cristo, sappiano essere nelle società europee fermento di un rinnovato umanesimo, nel quale fede e ragione cooperino in fecondo dialogo alla promozione dell’uomo e all’edificazione dell’autentica pace. Lo chiediamo a Dio per intercessione di Maria Santissima, che veglia come Madre e Regina sul cammino di tutte le nazioni.

    Anche questi giorni di serenità e riposo sono stati turbati dalle tragiche notizie di esecrandi attentati terroristici, che hanno causato morte, distruzione e sofferenza in vari Paesi quali l’Egitto, la Turchia, l’Iraq, la Gran Bretagna. Mentre affidiamo alla divina bontà i defunti, i feriti e i loro cari, vittime di tali gesti che offendono Dio e l’uomo, invochiamo l’Onnipotente affinché fermi la mano assassina di coloro che, mossi da fanatismo e odio, li hanno commessi e ne converta i cuori a pensieri di riconciliazione e di pace.

    Je vous salue cordialement, chers pèlerins de langue française. Que la période estivale soit un temps favorable pour rechercher le trésor dont parle l’Évangile de ce dimanche et pour vivre plus proche du Christ.

    I offer a cordial greeting to the English-speaking pilgrims and visitors who join us for this Angelus prayer. Upon you and your families I invoke God’s blessings of wisdom, joy and peace.

    Saludo a los fieles de lengua española. En estas fechas veraniegas, os invito a reponer las fuerzas del cuerpo y a escuchar con sosiego la palabra de Dios, acogiéndola en el corazón, como hizo la Virgen María. Feliz domingo.

    Mit Freude grüße ich alle Urlauber und Besucher deutscher Sprache hier im Aosta-Tal. Die Schönheit der Natur lädt uns ein, Gott, den Schöpfer, für das Werk seiner Hände zu preisen. Ihn loben wir mit unseren Worten und Taten. Der Herr begleite Euch mit seinem Segen!

    Rivolgo infine il mio cordiale saluto a tutti voi, cari amici di lingua italiana, valligiani e villeggianti. In particolare ai membri di Comunione e Liberazione di Milano e di Torino, ai giovani di Ivrea che parteciperanno alla Giornata Mondiale della Gioventù, alla squadra di calcio "Reggina", ai ragazzi dell’Azione Cattolica di Tortona, a quelli degli Oratori di Saronno e di altri Oratori. Vi ringrazio per essere venuti a trovarmi e vi auguro ogni bene. Buona domenica!

    Bon dzor ii valdotén. Ni fran paasu de dzente vacanse seuglia ii Coumbe. Merci à tcheutte!

    [Buongiorno ai valdostani. Sto passando delle belle vacanze qui a Les Combes. Grazie a tutti!]

    Pudzo!


  8. #8
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    "Anche questi giorni di serenità e riposo sono stati turbati dalle tragiche notizie di esecrandi attentati terroristici, che hanno causato morte, distruzione e sofferenza in vari Paesi quali l'Egitto, la Turchia, l'Iraq, la Gran Bretagna. Mentre affidiamo alla divina bontà i defunti, i feriti e i loro cari, vittime di tali gesti che offendono Dio e l'uomo, invochiamo l'Onnipotente affinché fermi la mano assassina di coloro che, mossi da fanatismo e odio, li hanno commessi e ne converta i cuori a pensieri di riconciliazione e di pace".

    (Benedetto XVI, Angelus, 24 luglio)

    (©L'Osservatore Romano - 25-26 Luglio 2005)




    Nella mattina di lunedì 25, nella chiesa parrocchiale di Introd

    Il Papa incontra i sacerdoti valdostani




    Nella mattina di lunedì 25 luglio Benedetto XVI ha incontrato i sacerdoti ed i diaconi della Valle d'Aosta nella chiesa parrocchiale di Introd. All'inizio il Santo Padre è stato salutato dal Sindaco Osvaldo Naudin e dal Vescovo di Aosta, Mons. Giuseppe Anfossi. Quindi è stato intonato il canto dell'Ora Terza. L'incontro è proseguito con un inno mariano e con una significativa riflessione del Santo Padre.
    Nell'edizione di domani daremo ampio conto dell'avvenimento.

    (©L'Osservatore Romano - 25-26 Luglio 2005)
    Fraternamente Caterina
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  9. #9
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Benedetto XVI saluta la comunità di Castel Gandolfo, subito dopo l'arrivo nel tardo pomeriggio di giovedì 28 luglio

    "Grazie per il vostro affetto e per la vostra amicizia"


    Cari fratelli e sorelle,
    sono appena arrivato dalla Valle d'Aosta. Ho trascorso due settimane bellissime in montagna, ma adesso sono felice di essere con voi, qui nel Castello dei Papi.
    Sarò adesso per più di un mese vostro concittadino e per me è una gioia essere in questa bellissima piccola città, vivere con voi e vedere tutte le bellezze situate nei dintorni dell'antica Roma.
    Grazie per il vostro affetto e per la vostra amicizia. Vi imparto la mia Benedizione Apostolica.
    Dopo aver benedetto i fedeli presenti, il Santo Padre ha aggiunto:
    Grazie per questa accoglienza. Ci vedremo spesso. Grazie e arrivederci!


    (©L'Osservatore Romano - 30 Luglio 2005)

    (L'Angelus riprenderà da Castel Gandolfo)
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  10. #10
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    Predefinito Le Parole del Papa all'Angelus - 31 Luglio 2005


    Dopo i giorni trascorsi in montagna, in Valle d’Aosta, sono contento quest’oggi di essere tra voi, cari Castellani, che siete sempre tanto ospitali con il Papa. Vi saluto tutti con affetto, incominciando dal Vescovo di Albano, dal Parroco e dagli altri Sacerdoti di Castel Gandolfo. Saluto il Sindaco, l’Amministrazione Comunale e le altre Autorità presenti ed allargo il mio affettuoso pensiero al Direttore ed al Personale delle Ville Pontificie, come pure all’intera popolazione di questa ridente e serena cittadina. Un saluto particolarmente caloroso va ai pellegrini venuti da tante parti a farmi visita. E’ per me il primo soggiorno estivo che trascorro qui, a Castel Gandolfo: ringrazio per la festosa accoglienza che mi è stata riservata giovedì scorso e che viene confermata anche oggi.

    Si avvicina la ventesima Giornata Mondiale della Gioventù, che si svolgerà a Colonia, e alla quale, a Dio piacendo, parteciperò anch’io dal giovedì 18 alla domenica 21 agosto prossimi. Da ogni parte d’Europa e del mondo, nei prossimi giorni, si metteranno in viaggio verso la Germania gruppi di ragazzi e ragazze sull’esempio dei santi Magi, come suggerisce il tema: "Siamo venuti per adorarlo" (Mt 2,2). Vorrei invitare i giovani credenti del mondo intero, anche quanti non potranno prendere parte a così straordinario evento ecclesiale, ad unirsi in un comune pellegrinaggio spirituale verso le sorgenti della nostra fede. Secondo la felice intuizione dell’amato Papa Giovanni Paolo II, la Giornata Mondiale della Gioventù costituisce un privilegiato incontro con Cristo, nella salda consapevolezza che solo Lui offre agli esseri umani pienezza di vita, di gioia e di amore. Ogni cristiano è chiamato ad entrare in comunione profonda con il Signore crocifisso e risorto, ad adorarlo nella preghiera, nella meditazione e soprattutto nella devota partecipazione all’Eucaristia, almeno alla Domenica, piccola "Pasqua settimanale". Si diventa in tal modo veri suoi discepoli, pronti ad annunciare e testimoniare in ogni momento la bellezza e la forza rinnovatrice del Vangelo.

    La Vergine Madre del Redentore, di cui nel mese di agosto ricorderemo l’Assunzione al Cielo, vegli su quanti si preparano a partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù. Lei, che sempre ci precede nel pellegrinaggio della fede, guidi in maniera speciale i giovani nella ricerca del vero bene e dell’autentica gioia.


    Come sapete, nei giorni scorsi l’Irish Republican Army (IRA) dell’Irlanda del Nord ha annunciato di aver formalmente ordinato la fine della lotta armata in favore dell’uso esclusivo di trattative pacifiche. È una bella notizia, che contrasta con le dolorose vicende di cui siamo quotidianamente testimoni in tante parti del mondo e che giustamente ha suscitato soddisfazione e speranza in quell’isola e nell’intera comunità internazionale. Da parte mia, sono particolarmente lieto di unirmi a tali sentimenti. Inoltre incoraggio tutti, senza eccezioni, a continuare a percorrere con coraggio il cammino tracciato e a intraprendere ulteriori passi che permettano di rafforzare la fiducia reciproca, promuovere la riconciliazione e consolidare le trattative verso una pace giusta e duratura. Lo faccio con lo stesso vigore con cui il mio venerato Predecessore Giovanni Paolo II a Drogheda, nel settembre del 1979, implorava di allontanarsi dai sentieri della violenza e di tornare sulle vie della pace. All’intercessione di Maria Ss.ma, a San Patrizio e a tutti i Santi d’Irlanda affidiamo la nostra comune preghiera per questa intenzione

    Chers pèlerins francophones, je suis heureux de vous adresser mes salutations cordiales. Puissiez-vous accueillir le Christ, Verbe de Dieu, qui se fait notre nourriture, pour en vivre et être ses témoins auprès des personnes que vous rencontrez, notamment auprès des jeunes.

    I offer a warm welcome to the English-speaking pilgrims and visitors who have joined us for this Angelus prayer. I ask the Lord to grant you and your families a serene summer, and upon all of you I cordially invoke his blessings.

    Saludo con afecto a los peregrinos de lengua Española. Invito a todos a testimoniar el gozo de celebrar el día del Señor, escuchando su palabra y acudiendo a su mesa, la Eucaristía, alimento de vida eterna. Gracias por vuestra presencia.

    Pozdrawiam serdecznie obecnych tu Polaków. Jutro rozpoczyna się sierpień - miesiąc ważnych rocznic. Dziś razem z wami wspominam Powstanie Warszawskie. Niech Bóg Miłosierny udzieli światu daru pokoju. Wszystkim wam błogosławię.

    [Saluto cordialmente tutti i polacchi qui presenti. Domani inizia il mese di agosto – mese di importanti anniversari. Oggi insieme con voi ricordo l’insurrezione di Varsavia. Dio misericordioso conceda al mondo il dono della pace. A tutti voi la mia benedizione.]

    Вітаю дитячий хор «Щедрик» з Києва, Україна. Дорогі друзі, бажаю, щоб пісня, а, зокрема, духовна музика, допомогли вам завжди любити Господа і свідчити Його братерською любов’ю. Слава Ісусу Христу!

    [Saluto il coro giovanile "Shtshedryk", venuto da Kyiv, Ucraina. Cari amici, vi auguro che il canto e, in particolare, la musica sacra vi aiutino sempre ad amare il Signore e testimoniarlo nell’amore fraterno. Sia lodato Gesù Cristo!]

    Von Herzen heiße ich die deutschsprachigen Pilger und Besucher hier in Castel Gandolfo willkommen. Vertraut stets auf Gottes Gegenwart in eurem Leben! Denn nichts kann uns von seiner Liebe trennen (vgl Röm 8, 39). Gottes Geist geleite und führe euch. Gesegneten Sonntag!

    Saluto i pellegrini italiani, in particolare i gruppi provenienti da Villa Castelli, Surbo, Troina, Torre di Quartesolo, Cagnola e Ariccia, come pure i partecipanti al Convegno della Fondazione Rui e i ragazzi di Montoro Superiore.
    Auguro a tutti una buona domenica.


 

 
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