Risultati da 1 a 8 di 8

Discussione: POntida 2005

  1. #1
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    Thumbs up POntida 2005

    Il leader: ho superato tutto grazie ai militanti mi hanno accompagnato
    Bossi: «Sapevo di non essere solo»
    Il Senatùr a Pontida celebra il suo ritorno sulla scena politica dopo un'assenza durata un anno e mezzo: «E' stato un periodo difficile»

    Una maglietta con l'effigie del Senatùr venduta negli stand del raduno di Pontida (Ansa)
    PONTIDA - «È stato un anno difficile, che ho superato grazie alla Lega e ai militanti della Lega che mi hanno accompagnato ospedale per ospedale». Umberto Bossi, arrivato alle 11.45 al «sacro prato» di Pontida dove si celebra la 22esima edizione del tradizionale raduno della Lega Nord, ha esordito così parlando attorno a mezzogiorno dal palco, anticipando di almeno un'ora il suo intervento rispetto al programma. «Sapevo di non essere solo» ha aggiunto il leader della Lega Nord tra un tripudio di applausi e di evviva. «La mia fede non è stata scalfita dalla malattia - ha aggiunto -. Sono venuto per sguainare la spada della libertà dei popoli che fu di Alberto da Giussano».
    IL PARTITO UNICO - Il Senatùr, affiancato sul palco dalla moglie Manuela e dai figli, ha parlato anche di politica, confermando la posizione negativa già espressa a più riprese dagli altri leader del Carroccio sull'ipotesi di partito unico che sta tanto a cuore a Silvio Berlusconi. «Ma che partito unico, il partito unico c'è già ed è la Lega» ha detto Bossi che ha poi sottolineato che «la Lega è sempre quella, non è mai cambiata», invitando a «difendere l'economia della Padania e del sud insieme contro il centralismo romano».

    Umberto Bossi durante il comizio (Ansa)
    LA LEGA E L'EUROPA - Il leader leghista ha poi affrontato il tema dell'Europaevidenziando il fallimento del vertice di Bruxelles sul bilancio comunitario e rilanciando l'euroscetticismo della Lega: «Sapevo che sarebbe fallita l'Europa - ha detto durante il suo intervento - Noi abbiamo lottato per le nostre imprese, per difenderle dalla concorrenza asiatica. Noi abbiamo lottato contro l'Europa che voleva la pedofilia e abbiamo vinto».
    PONTIDA E I LUMBARD - Il Senatùr ha speso qualche parola pure sul significato che ha Pontida per il Carroccio, un luogo «da dove è passata la storia, anche la nostra» e ha ricordato i leghisti della prima ora, quelli che erano con lui 22 anni fa e che in alcuni casi oggi non ci sono più. Tra loro Roberto Ronchi, «il primo a volantinare con me a Bergamo»: parlando di lui Bossi non ha nascosto la propria commozione
    CITTADINANZA ONORARIA - Alla fine dell'intervento, durato una quindicina di minuti, a Bossi è stata consegnata la targache certifica la cittadinanza onoraria di Pontida, concessagli dalla giunta leghista che lo scorso anno si è insediata alla guida del comune bergamasco. Poi il capo della Lega ha lasciato la parola al ministro della Giustizia, Roberto Castelli.
    IL BIS DAL PALCO - Un'ora più tardi, fedele alla sua abitudine, Umberto Bossi ha però nuovamente sconvolto la scaletta della manifestazione tornando a sorpresa sul palco, per salutare i consiglieri regionali leghisti, scherzare con loro. Poi ha preso il microfono e, rivolto alla gente, ha detto: «i bei tempi vengono». Subito dopo il leader del Carroccio ha più volte urlato la parola «Pontida, Pontida» e poi «Padania libera» chiamando la gente a fare altrettanto.. E poi ancora: «Non ci faremo fermare, Padania libera, Padania sempre, grazie Pontida». Bossi ha infine chiesto che venisse eseguito il Va pensiero, l'aria verdiana adottata come inno dei Lumbard, seguito dalla folla in religioso silenzio e e con la mano sul cuore.
    19 giugno 2005
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  2. #2
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    Grande affluenza per il primo comizio del leader dopo la lunga malattia
    Sul prato banchetti per la legge anti Maastricht e panini venduti con i "neuro"
    Il popolo della Lega affolla Pontida
    In centomila per il ritorno di Bossi
    Dal palco breve comizio del leader del Carroccio tra applausi e boati
    "Un anno difficile, ma non ero solo. Il partito unico l'abbiamo già: è la Lega"


    Bossi sul palco di Pontida
    PONTIDA (BERGAMO) - Ha preso la parola poco dopo le 12 scatenando il boato della folla leghista. Un vero e proprio tripudio ha accolto a Pontida il ritorno a un comizio di Umberto Bossi dopo la lunga malattia. "E' stato un anno difficile, che ho superato grazie alla Lega e ai militanti della Lega che mi hanno accompagnato ospedale per ospedale", ha esordito il leader del Carroccio. "Sapevo - ha aggiunto - di non essere solo".

    Bossi, le cui condizioni fisiche sono decisamente migliorate rispetto a qualche mese fa, ma che ha ancora grosse difficoltà a parlare, è stato interrotto più volte dalle urla "libertà, libertà". Il leader leghista ha inveito contro l'Europa e contro il partito unico del centrodestra proposto da Berlusconi. "Il partito unico l'abbiamo già: - ha detto - è la Lega".

    Ad ascoltarlo circa centomila militanti "padani" accorsi sin dalle prime ore del mattino all'annuale raduno di Pontida. Sul prato quest'anno, oltre ai consueti gazebo e stand con tutte le curiosità che hanno caratterizzato i raduni leghisti, anche delle novità. I panini, ad esempio, possono essere acquistati solo in "neuro", banconote che assomigliano in tutto e per tutto alle vecchie 2 mila e 5 mila lire. A volerle è stato il ministro alle Riforme Roberto Calderoli sostenendo che "l'euro è roba da pazzi". Sempre in tema di Europa da segnalare i banchetti per la raccolte delle firme a favore di una proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare per indire un referendum di revisione del trattato di Maastricht.

    Dopo Bossi, il cui intervento è durato in tutto una decina di minuti, sul palco di Pontida ha preso la parola il ministro della Giustizia Roberto Castelli. Oltre a lui e a Calderoli sono presenti a Pontida anche il ministro del Welfare Roberto Maroni, il vicepremier Giulio Tremonti e il sottosegretario Aldo Brancher.

    (19 giugno 2005)
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  3. #3
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    PONTIDA (BERGAMO) - E' arrivato in anticipo sul prato di Pontida, ha tirato fuori tutta la voce di cui dispone, ha galvanizzato i suoi fedeli accorsi a migliaia (oltre 100 mila secondo gli organizzatori): Umberto Bossi ci teneva tanto a questa Pontida e oggi e' stata la sua festa. Un ritorno da guerriero, nel suo stile, quello che gli piace tanto, con anche la citazione di Alberto da Giussano, il combattente simbolo del Carroccio.

    Camicia sportiva a righine verdi, pantaloni scuri, Bossi non ha perduto l'abitudine di mandare all'aria i piani dell' organizzazione: come in passato si e' fatto beffe della scaletta predisposta, ha fatto un primo intervento con un'ora di anticipo rispetto al previsto e poi, quando sembrava che avesse concluso e stesse per lasciare il campo, e' ritornato sui suoi passi, ha ripreso il microfono e ha nuovamente parlato tra l'entusiasmo dei suoi sostenitori.

    A chi lo aveva visto nel febbraio scorso a Lugano, durante la visita alla casa dove abito' Carlo Cattaneo, oggi Bossi e' sembrato piu' tonico e decisamente piu' carico. Anche se affaticato, ha urlato con quanta voce aveva in gola affinche' tutti lo sentissero. Il popolo padano ha fatto silenzio ma lui e' riuscito a superare anche l'incancellabile brusio che una massa tanto grande di persone produce. E dal palco, stando in piedi, con il microfono a cuffia, ha parlato una prima volta per quasi quindici minuti e una seconda volta per circa dieci. Tempi significativi anche se ben lontani dalle due ore di arringa di altre Pontida.

    Ha mischiato, Bossi, i temi delle sue battaglie passate con quelle future, lasciando spazio anche alle riflessioni piu' intime. Ha detto un ''no'' al partito unico del centrodestra ''perche' il partito unico c'e' gia' e siamo noi'' e poi, in conclusione, ha esaltato la platea con un ''non ci faremo fermare, Padania libera''.

    L'esordio, dopo i boati e gli urrah durati diversi minuti, quando e' stato annunciato sul palco che il leader avrebbe parlato in anticipo, e' stato molto intimo. Una specie di conversazione amichevole tra il 'capo' e il suo popolo. ''E' stato un anno difficile - ha cominciato - l'anno scorso non ho potuto venire a Pontida. Ma e' un anno che ho superato grazie alla Lega e ai militanti della Lega che mi hanno accompagnato, ospedale per ospedale. Io sapevo di non essere solo. Oggi sono a Pontida per ricominciare''. Ha spiegato che la Lega ''l'abbiamo tenuta lontana da ogni compromesso in merito al federalismo. Noi in passato abbiamo stipulato un patto di desistenza. Ma siamo sempre gli stessi''.

    Poi ha parlato di economia: ''qualche mese fa alcuni imprenditori ci hanno chiamato per parlare di imprese in crisi, noi abbiamo rilanciato i dazi doganali, abbiamo sottolineato che senza cambiare le regole del Wto le imprese sarebbero fallite. Oggi tocchiamo con mano la situazione di crisi''.

    ''I Paesi del sud-est asiatico e la Cina - ha aggiunto - producono in maniera piu' facile rispetto alle nostre imprese. Noi su questa questione abbiamo cercato di stimolare l'Europa ma niente e' stato fatto. Noi abbiamo anche lottato contro questa Europa, questa Europa che voleva legalizzare la pedofilia. Io sapevo che questa Europa sarebbe fallita e l'ho detto, ed ero l'unico''. Qualche pausa si e' concesso il leader del Carroccio, un po' per la commozione un po' perche' affaticato sotto il solleone da 40 gradi che grava oggi su Pontida. Ma sempre ha ripreso con slancio. ''La Lega si e' adeguata alle lotte necessarie nei vari tempi. Ma siamo sempre la Lega che ha fede nella famiglia, che vuole la salvezza del popolo e del paese. La mia fede non e' stata scalfita dalla malattia''. E poi l' apoteosi accompagnata dai boati: ''sono venuto per sguainare la spada delle liberta' che fu di Alberto da Giussano. Padania libera!''.

    Piu' volte, prima di concludere il discorso, Bossi ha invitato la sua gente a scandire ritmicamente lo slogan 'Padania libera' e poi ha aggiunto: ''la Lega sta difendendo l'economia del Paese, della Padania e del Sud, tutti insieme contro il centralismo romano''. Ha quindi chiamato accanto a se' il ministro della Giustizia Roberto Castelli chiedendogli di parlare di giustizia e d'Europa, delle battaglie del movimento ma si e' concesso solo una pausa, nel gazebo addobbato come un ufficietto, che gli era stato preparato proprio sotto il palco, per poi risalire in mezzo ai dirigenti del movimento mentre stavano giurando i neoeletti consiglieri regionali. Ha scherzato con loro, volgendo le spalle alla folla, poi si e' impossessato ancora del microfono mandando nuovamente all'aria la scaletta degli interventi tanto che, ridendo, i ministri che dovevano ancora intervenire, si sono fatti da parte lasciandogli l'intero palcoscenico.

    ''Ho avuto la maglietta con su scritto 'Bentornato Umberto' - ha detto Bossi -. Sono felice. Questa e' la mia giornata, e' la mia festa, questa e' la mia storia. Sono contento di essere qui. Non ci faremo fermare. Padania libera. E poi, a voce piu' bassa, ''i bei tempi vengono...''. A quel punto un nodo probabilmente gli ha stretto la gola mentre le urla della folla hanno cancellato qualsiasi altro suono.

    Il ''guerriero Bossi'' ha disceso le scalette del palco, ha abbracciato la moglie Manuela e i figli ed e' sparito dietro a un enorme sventolare di bandiere.

    © Copyright ANSA Tutti i diritti riservati 19/06/2005 16:20
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    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  4. #4
    Totila
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    Anche i Tg parlavano di 100.000 persone.

  5. #5
    Totila
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    Originally posted by chenap
    C'erano più persone alla partita d'addio al calcio di Ciro Ferrara.



    Scusate la provocazione, anche perchè già sò che la cancellerete.

    Ecchissenefrega di Ciro Ferrara?

  6. #6
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    Gli italioti hanno una sola cosa in testa, il calcio.

    Non importa se sei islamico, negro, napulo, comunista o altro.

    basta gridare foeza itagliaaaaaaa!!!!


    Per questo i 125000 di Pontida in un paese dove il massimo che sa fare l'opposizione è scrivere" w il duce resto merda "sul muro
    valgono come 4 milioni.

  7. #7
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    E intanto mi sono portato a casa un bel numero di sodalitium ove

    vi è un articolo ove viene spiegato per filo e per segno che la chiesa tradizionale è contro la società multirazziale!

  8. #8
    Agape
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    Originally posted by Jenainsubrica
    E intanto mi sono portato a casa un bel numero di sodalitium ove

    vi è un articolo ove viene spiegato per filo e per segno che la chiesa tradizionale è contro la società multirazziale!
    eccolo qui che scopre l'acqua calda...

    se vuoi ri-farti unacultura ben impostata:
    Sodalitium online

    ..ci sono ancora parecchi numeri (i più vecchi!) che mancano, ma pian pianino ci arriveremo...

 

 

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