Il leader: ho superato tutto grazie ai militanti mi hanno accompagnato
Bossi: «Sapevo di non essere solo»
Il Senatùr a Pontida celebra il suo ritorno sulla scena politica dopo un'assenza durata un anno e mezzo: «E' stato un periodo difficile»
Una maglietta con l'effigie del Senatùr venduta negli stand del raduno di Pontida (Ansa)
PONTIDA - «È stato un anno difficile, che ho superato grazie alla Lega e ai militanti della Lega che mi hanno accompagnato ospedale per ospedale». Umberto Bossi, arrivato alle 11.45 al «sacro prato» di Pontida dove si celebra la 22esima edizione del tradizionale raduno della Lega Nord, ha esordito così parlando attorno a mezzogiorno dal palco, anticipando di almeno un'ora il suo intervento rispetto al programma. «Sapevo di non essere solo» ha aggiunto il leader della Lega Nord tra un tripudio di applausi e di evviva. «La mia fede non è stata scalfita dalla malattia - ha aggiunto -. Sono venuto per sguainare la spada della libertà dei popoli che fu di Alberto da Giussano».
IL PARTITO UNICO - Il Senatùr, affiancato sul palco dalla moglie Manuela e dai figli, ha parlato anche di politica, confermando la posizione negativa già espressa a più riprese dagli altri leader del Carroccio sull'ipotesi di partito unico che sta tanto a cuore a Silvio Berlusconi. «Ma che partito unico, il partito unico c'è già ed è la Lega» ha detto Bossi che ha poi sottolineato che «la Lega è sempre quella, non è mai cambiata», invitando a «difendere l'economia della Padania e del sud insieme contro il centralismo romano».
Umberto Bossi durante il comizio (Ansa)
LA LEGA E L'EUROPA - Il leader leghista ha poi affrontato il tema dell'Europaevidenziando il fallimento del vertice di Bruxelles sul bilancio comunitario e rilanciando l'euroscetticismo della Lega: «Sapevo che sarebbe fallita l'Europa - ha detto durante il suo intervento - Noi abbiamo lottato per le nostre imprese, per difenderle dalla concorrenza asiatica. Noi abbiamo lottato contro l'Europa che voleva la pedofilia e abbiamo vinto».
PONTIDA E I LUMBARD - Il Senatùr ha speso qualche parola pure sul significato che ha Pontida per il Carroccio, un luogo «da dove è passata la storia, anche la nostra» e ha ricordato i leghisti della prima ora, quelli che erano con lui 22 anni fa e che in alcuni casi oggi non ci sono più. Tra loro Roberto Ronchi, «il primo a volantinare con me a Bergamo»: parlando di lui Bossi non ha nascosto la propria commozione
CITTADINANZA ONORARIA - Alla fine dell'intervento, durato una quindicina di minuti, a Bossi è stata consegnata la targache certifica la cittadinanza onoraria di Pontida, concessagli dalla giunta leghista che lo scorso anno si è insediata alla guida del comune bergamasco. Poi il capo della Lega ha lasciato la parola al ministro della Giustizia, Roberto Castelli.
IL BIS DAL PALCO - Un'ora più tardi, fedele alla sua abitudine, Umberto Bossi ha però nuovamente sconvolto la scaletta della manifestazione tornando a sorpresa sul palco, per salutare i consiglieri regionali leghisti, scherzare con loro. Poi ha preso il microfono e, rivolto alla gente, ha detto: «i bei tempi vengono». Subito dopo il leader del Carroccio ha più volte urlato la parola «Pontida, Pontida» e poi «Padania libera» chiamando la gente a fare altrettanto.. E poi ancora: «Non ci faremo fermare, Padania libera, Padania sempre, grazie Pontida». Bossi ha infine chiesto che venisse eseguito il Va pensiero, l'aria verdiana adottata come inno dei Lumbard, seguito dalla folla in religioso silenzio e e con la mano sul cuore.
19 giugno 2005




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