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  1. #1
    SENATORE di POL
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    Predefinito Il Disfattismo, le rivolte militari, gli ammutinamenti

    " La rivolta della "Catanzaro" finisce al muro del cimitero di S.Maria la Longa di Gira

    Contributi di Adolfo Zamboni, Mario Saccà e Fabrizio Cece

    16 Luglio 1917 (...) Durante la notte presso la Brigata Catanzaro che doveva partire alle ore 6.30 per passare alle dipendenze del XIII Corpo d'Armata, si verifica un movimento di rivolta alla quale si fa fronte con l'invio sul posto degli squadroni già precedentemente citati e con succesive richieste al Comando d'Armata di autoblindomitragliatrici e di artiglieria autocampale (antiaerea). La rivolta è scoppiata verso le ore 23 del 15, in più punti, e si è successivamente estesa a tutta la brigata, diventando gravissima, dopo la mezzanotte nella 6a compagnia del 142° fanteria. E' durata tutta la notte; all'alba di oggi avuta ragione dei rivoltosi si è proceduto alla fucilazione immediata di 28 militari, dei quali 16 presi con l'arma alla mano carica ed ancora calda per gli spari, e 12 estratti a sorte per la decimazione ordinata da questo comando nella notte, prima ancora che la rivolta fosse stata domata; altri 123 militari sono stati arrestati e deferiti al tribunale di guerra. Alle ore 7 giunge il fonogramma del Comando d'Armata N°5778. Si deplorano, per cusa dei rivoltosi, le seguenti perdite: morti ufficiali 2, truppa 1, feriti ufficiali 1, truppa 13 presso il 141° fanteria, e presso il 142° morti truppa 2, feriti ufficiali 2, truppa 6; fra i CC.RR. si è avuto un morto di truppa (....)

    Questo è parte di quanto riporta il diario storico del VII Corpo d'Armata riguardo la "rivolta" dei due reggimenti il 141° e il 142° della brigata Catanzaro a S.Maria la Longa, un paesino del Friuli diventato durante le offensive sull'Isonzo un importante centro logistico della IIIa Armata. Qui dopo settimane di combattimenti la brigata, dal 24 giugno, dopo essere stata rilevata dai Granatieri di Sardegna, avrebbe dovuto avere un meritato periodo di riposo di oltre venti giorni, prima dell'inevitabile ritorno in linea. Ma il giorno 15 luglio pervenne alla brigata un ordine di movimento che imponeva ai due reggimentidi abbandonare gli accantonamenti e di portarsi in due giorni di marcia a Staranzano, a disposizione del XIII Corpo d'Armata. Un chiaro segnale di un prossimo ritorno in linea, e di un ennesimo massacro per i fanti di questa già martoriata brigata. La notizia è accolta con chiaro disappunto dai soldati che si sentono per l'ennesima volta sfruttati e defraudati dei loropiù elementari diritti e la rabbia cresce durante la giornata per splodere furiosa al tramonto. Dal diario storico del 141°: (...) Verso le 22.30 si udirono negli accantonamenti della Brigata colpi di fucile dovuti ad alcuni facinorosi in segno di protesta contro il ritorno del reggimento verso il fronte. L'intervento degli ufficiali valse a calmare le truppe ed a frenare i rivoltosi.(...)

    Messa così la cosa sembrerebbe niente di più di una delle numerose piccole proteste che caratterizzarono la permanenza in trincea di numerosi reparti, ma purtroppo la faccenda si rivelò molto più grave, da come si può dedurre dalle ultime righe del diario storico citato, in quanto, senza nessuna particolare annotazione vengono riportati l'uccisione di un ufficiale, il tenente Roberto Puleo, ed il ferimento di altri due, il maggiore Vincenzo Janni ed il tenente Giulio Bassi, nonchè la morte di tre militari di truppa e il ferimento di altri undici, dati che tra l'altro non coincidono con quelli riportati dal diario storico del VII corpo d'Armata più su citato. L'episodio è l'unico avvenuto durante la guerra che possa essere considerato come un vero e proprio ammutinamento verificatosi nei ranghi del Regio Esercito, in quanto coinvolse soldati di entrambi i reggimenti e nella sparatoria trovarono la morte due ufficiali e nove soldati, oltre al ferimento di altri due ufficiali e di 25 soldati. Per riportare l'ordine furono impiegati reparti di cavalleria e autoblindo che dovettero , anche il giorno dopo, scortare la brigata nella sua marcia di trasferimento. Le conseguenze di questa rivolta furono tremende: 28 militari, 12 del 141° e 16 del 142°, tra i quali 12 della 6a compagnia, la sola che si era ammutinata in massa furono fucilati sul posto, 123 soldati furono denunciati al tribunale di guerra, che con sentenza del 1 agosto 1917, ne condannò 4 a morte mediante fucilazione al petto, come principali promotori della rivolta, ed altri ritenuti solo complici, ad una pena di 15 annie 10 mesi di reclusione militare. La vicenda si concluse con l'inevitabile trasferimento di alcuni comandanti e la sua archiviazione, rimanendo però come il segno più evidente del logoramento a cui le durissime condizioni di guerra avevano portato l'esercito italiano, rimanendo però un caso isolato, pur lasciando una dolorosa impressione perchè accaduto in una brigata come la Catanzaro ben nota per la sua fama di combattente, tanto da venir più volte decorata per il suo valore. Del resto i fanti della Catanzaro , dopo questo sussulto rivoluzionario, sarebbero tornati a morire con la rassegnazione e il coraggio di sempre.
    "

    http://www.cimeetrincee.it/longa.htm


    Shalom

  2. #2
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    Predefinito

    non so se si riferisce alla stessa brigata, ma un altro fatto successivo agli ammutinamenti è questo:
    riordinati i reparti e iniziata la marcia di trasferimento, alcuni soldato cominciarono a buttare in terra i caricatori, imitati poi da molti altri. quando un ufficiale si accorse del fatto venne istituita in fretta una specie di commissione e si provvide alla decimazione dei reparti incriminati sul posto.
    secondo me questi metodi estremi hanno salvato il nostro esercito, che dopo la rotta di caporetto ha tenuto senza sfaldarsi.


    p.s.: gli ammutinamenti in francia furono molto più estesi e pericolosi. molti reggimenti abbandonarono la linea e qualcuno cominciò anche a marciare su parigi.
    il comando corse ai ripari innanzi tutto migliorando le condizioni dei soldati e sospendendo per molto tempo le offensive, che vennero continuate per tutto il '17 dagli inglesi. le perdite francesi erano fino a quel momento state immense, le nostre, in proporzione, molto inferiori.

  3. #3
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    Predefinito 17 Luglio 1917

    In Origine postato da massena
    non so se si riferisce alla stessa brigata, ma un altro fatto successivo agli ammutinamenti è questo:
    riordinati i reparti e iniziata la marcia di trasferimento, alcuni soldato cominciarono a buttare in terra i caricatori, imitati poi da molti altri. quando un ufficiale si accorse del fatto venne istituita in fretta una specie di commissione e si provvide alla decimazione dei reparti incriminati sul posto.
    secondo me questi metodi estremi hanno salvato il nostro esercito, che dopo la rotta di caporetto ha tenuto senza sfaldarsi.


    p.s.: gli ammutinamenti in francia furono molto più estesi e pericolosi. molti reggimenti abbandonarono la linea e qualcuno cominciò anche a marciare su parigi.
    il comando corse ai ripari innanzi tutto migliorando le condizioni dei soldati e sospendendo per molto tempo le offensive, che vennero continuate per tutto il '17 dagli inglesi. le perdite francesi erano fino a quel momento state immense, le nostre, in proporzione, molto inferiori.
    I fatti di cui scrive Pieffebi sono antecedenti a Caporetto e direi furono fatti come questo che determinarono quella disfatta che fu in pratica un vero e proprio sciopero militare oltre che una chiara manifestazione della pochezza di tanti comandanti cominciando da Badoglio.

    L'esercito che si riprese sul Piave era diverso da quello di Caporetto e primo di tutto ben diverso era il comandante
    Gen . Armando Diaz i cui sistemi erano ben diversi da quelli dei vari Cadorna, Capello etc.

    Un film bellissino su questo tema: Orizzonti di Gloria di Stanley Kubrik con un eccezionale Kirk Douglas !

    Bello anche il libro di Lussu: un anno sull'altipiano da cui il film di Rosi: Uomini contro con un bravissimo Volontè.

  4. #4
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    Predefinito

    ferruccio, ti devo smentire su alcune cose

    anch'io mi riferivo a un episodio antecedente Caporetto, penso durante la X o XI battaglia (1917), controllerò.
    diaz non era meglio di cadorna:
    sotto il suo comando i fucilati furono il doppio (!) - documenti alla mano.
    la battaglia di vittorio veneto - comandata dal duo diaz-badoglio fu un massacro di stampo carsico, allo scopo di fare una "offensiva qualsiasi" contro un nemico al tracollo. i generali italiani, di cui capello fu sicuramente il migliore, non erano peggio dei colleghi inglesi (loro sì che erano dei somari!) o francesi o austriaci. i tedeschi erano un po' meglio, grazie alla tradizione di stato maggiore, ma pochi tra loro erano "fulmini di guerra"
    sullo "sciopero militare" di caporetto si è scritto molto, in parte è vero, in parte è frutto di una serie incredibile di errori e casualità che stupirono gli stessi austro-tedeschi. si è trattato di un tracollo immediato seguito da un altro immediato risveglio, quello del piave, dove in inferiorità numerica e di mezzi abbiamo resistito. uno dei meriti di cadorna è quello di aver predisposto il monte grappa per la difesa già da molti mesi, sapendo che in caso di disastro sull'isonzo c'era, per fortuna, la strozzatura del piave in fondo alla pianura veneta, con il grappa come baluardo.
    l'esercito del piave era diverso da quello di caporetto solo in parte, dato che tra le brigate impiegate per la difesa molte erano della II armata, quella dei fuggiaschi. era diverso lo spirito, oltre alla convinzione che in caso di sfondamento sarebbero stati guai tremendi per tutto il paese. durante la battaglia del grappa saltarono i normali sistemi di comando e ogni battaglione agiva staccato dal reggimento e dalla brigata, evitando i giri di ordini e contrordini tipici di caporetto. l'artiglieria agiva sotto il comando delle unità più piccole, senza passare dai corpi d'armata, anche questo per velocizzare le azioni. addirittura venne sviluppato il concetto di "difesa elastica" alla tedesca, ovviamente in maniera empirica e inconsapevole, senza gli studi teorici che facevano i germanici. tutto questo venne dimenticato dopo la battaglia e si tornò ai vecchi sistemi...
    badoglio, uno dei responsabili principali della disfatta di caporetto ebbe un culo tremendo, dato che era l'artefice della successiva vittoria di Vittorio Veneto e non subì la commissione dopo la guerra, potendo accedere ad altri e superiori incarichi con i danni che seguirono.
    su badoglio nella grande guerra ho molto da dire, non ora.
    belli i film che hai citato, aggiungi "Westfront" tratto da "niente di nuovo sul fronte occidentale", un altro capolavoro della letteratura mondiale.
    recentemente ho letto un libro inglese sulla guerra: porca vacca, lo scrittore parlava solo degli inglesi, poco dei francesi e niente degli italiani, che la loro parte l'hanno fatta!

  5. #5
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    Predefinito

    In Origine postato da massena
    ferruccio, ti devo smentire su alcune cose

    anch'io mi riferivo a un episodio antecedente Caporetto, penso durante la X o XI battaglia (1917), controllerò.
    diaz non era meglio di cadorna:
    sotto il suo comando i fucilati furono il doppio (!) - documenti alla mano.
    la battaglia di vittorio veneto - comandata dal duo diaz-badoglio fu un massacro di stampo carsico, allo scopo di fare una "offensiva qualsiasi" contro un nemico al tracollo. i generali italiani, di cui capello fu sicuramente il migliore, non erano peggio dei colleghi inglesi (loro sì che erano dei somari!) o francesi o austriaci. i tedeschi erano un po' meglio, grazie alla tradizione di stato maggiore, ma pochi tra loro erano "fulmini di guerra"
    sullo "sciopero militare" di caporetto si è scritto molto, in parte è vero, in parte è frutto di una serie incredibile di errori e casualità che stupirono gli stessi austro-tedeschi. si è trattato di un tracollo immediato seguito da un altro immediato risveglio, quello del piave, dove in inferiorità numerica e di mezzi abbiamo resistito. uno dei meriti di cadorna è quello di aver predisposto il monte grappa per la difesa già da molti mesi, sapendo che in caso di disastro sull'isonzo c'era, per fortuna, la strozzatura del piave in fondo alla pianura veneta, con il grappa come baluardo.
    l'esercito del piave era diverso da quello di caporetto solo in parte, dato che tra le brigate impiegate per la difesa molte erano della II armata, quella dei fuggiaschi. era diverso lo spirito, oltre alla convinzione che in caso di sfondamento sarebbero stati guai tremendi per tutto il paese. durante la battaglia del grappa saltarono i normali sistemi di comando e ogni battaglione agiva staccato dal reggimento e dalla brigata, evitando i giri di ordini e contrordini tipici di caporetto. l'artiglieria agiva sotto il comando delle unità più piccole, senza passare dai corpi d'armata, anche questo per velocizzare le azioni. addirittura venne sviluppato il concetto di "difesa elastica" alla tedesca, ovviamente in maniera empirica e inconsapevole, senza gli studi teorici che facevano i germanici. tutto questo venne dimenticato dopo la battaglia e si tornò ai vecchi sistemi...
    badoglio, uno dei responsabili principali della disfatta di caporetto ebbe un culo tremendo, dato che era l'artefice della successiva vittoria di Vittorio Veneto e non subì la commissione dopo la guerra, potendo accedere ad altri e superiori incarichi con i danni che seguirono.
    su badoglio nella grande guerra ho molto da dire, non ora.
    belli i film che hai citato, aggiungi "Westfront" tratto da "niente di nuovo sul fronte occidentale", un altro capolavoro della letteratura mondiale.
    recentemente ho letto un libro inglese sulla guerra: porca vacca, lo scrittore parlava solo degli inglesi, poco dei francesi e niente degli italiani, che la loro parte l'hanno fatta!
    Forse Diaz fu mitizzato essendo stato il Comandante in capo della vittoria.E' indubbio che la parte finale delle nostra offensiva avvenne con l'esercito austriaco in...ritirata dato che stimava fosse in atto ormai l'armistizio.

    Merito di Cadorna fu effettivamente l'" armamento " del Grappa
    in vista di un possibile sfondamento austro-tedesco.Ci sono stato molte volte e ne vale la pena.Ci sono ancora i cannoni in caverna.

    Certamente i vari Nivelle. Harris etc. non erano meglio di Cadorna etc : degli autentici macellai.

    Ho ancora negliorecchi la voce di Sepp Innerkofler figlio dell'eroe del Paterno ( Lavaredo ) che mi descrive i folli attacchi italiani la mattina del 26 Maggio 1915, Suo padre gli disse, annichilito per il macello: gli italiani devono essere comandati da dei pazzi criminali ! Era l'Agosto del 1948 ma me lo ricordo ancora !

    Sono stato di recente all'ISOLA DEI MORTI sul Piave nei pressi del Montello: all'inizio dell'offensiva di Vittorio Veneto brulicava di morti italiani trascinati dalla corrente !

    Impressionante anche ancora oggi l'Ortigara: 23.000 alpini perduti allo sbaraglio nel Giugno del 17 !

    PER NON DIMENTICARE !

    come sta scritto sul monumento agli Alpini proprio sull'Ortigara!

    Ah dimenticavo: Armando Diaz volle come compenso il titolo di Duca della Vittoria trasmissibile ai suoi eredi nonche' la bella sommetta di 2 miliardi di lire o qualcosa del genere , lire di allora !
    Lo lessi su un articolo de IL BORGHESE tanti tanti anni fa.

  6. #6
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    due miliardi di allora è impossibile. forse dell'epoca in cui è stato scritto l'articolo. comunque meno di quello che si è pappato il fortunato badoglio in una vita di successi (fino alla campagna d'etiopia)

  7. #7
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    nivelle portò l'esercito francese all'offensiva del "chemin des dames" (si scive così?), che fu un fallimento tremendo. avendo l'anno prima riconquistato l'ultimo forte tedesco di verdun, si pensava avesse in tasca il sistema per sconfiggere i boches.
    fu silurato e dopo un po' prese il comando petain (non so se tra i due ci fu qualcun altro)
    comunque già a metà 1917 la francia aveva fuori combattimento un maschio abile al servizio su due, circa 2.500.000 uomini. e mancava ancora un anno e mezzo alla fine della guerra. nella seconda guerra mondiale non si arrivò a tanto.
    se si va in francia si vede anche oggi che è spopolata, molta campagna e paesini e poche città. tra le guerre napoleoniche e la prima guerra mondiale la francia ha perso i secoli di predominio che aveva sul resto dell'europa.

    nota sui soldati italiani mandati al macello:
    gli ufficiali, anche di grado superiore, ebbero più morti dei fantaccini in proporzione al numero.
    la tattica era sbagliata, ma il coraggio c'era, eccome.
    gli ufficiali, che erano poco addestrati, dovevano essere dei trascinatori, e dare l'esempio più dei colleghi nemici o alleati. la strage tra la classe media fu quindi tremenda, anche se i "corpi tecnici", formati da gente istruita, quindi in genere diplomata e settentrionale ebbe meno perdite dei contadini.

    mi fanno incXXXare quindi quelli che descrivono la guerra come "borghese" che faceva ammazzare i "proletari". tutto il popolo vi prese parte e tutto pagò col sangue.

  8. #8
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    [QUOTE]In Origine postato da massena
    [B]due miliardi di allora è impossibile. forse dell'epoca in cui è stato scritto l'articolo. comunque meno di quello che si è pappato il fortunato badoglio in

    Cosi' stava scritto su IL BORGHESE di almeno ventanni e piu' fa, se ben ricordo.Ma due miliardi di lire del 75 sarebbero stati comunque pochini !

    Comunque: soldi soldi soldi i tanto amati soldi perche'........

  9. #9
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    [QUOTE]In Origine postato da massena
    [B]due miliardi di allora è impossibile. forse dell'epoca in cui è stato scritto l'articolo. comunque meno di quello che si è pappato il fortunato badoglio in

    Cosi' stava scritto su IL BORGHESE di almeno ventanni e piu' fa, se ben ricordo.Ma due miliardi di lire del 75 sarebbero stati comunque pochini !

    Comunque: soldi soldi soldi i tanto amati soldi perche'........

 

 

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