Riporto il vergognoso articolo del Manifesto sui fatti di Varese.
A leggere questo giornale sembra che dell'assasinio di Claudio si siano già dimenticati tutti o che non ci sia mai stato, il Manifesto parla di tutto fuorchè di quello.
dal Manifesto
Blood&Honour, sangue e onore. Tanto per gradire si tratta di un motto delle SS. Il gruppo ultrà di estrema destra del Varese Calcio però l'ha solo copiato da una vasta rete Blood&Honour che nacque in Inghilterra a fine anni Ottanta e che ora vanta camerati in mezzo mondo, dagli Usa alla Svezia, dal Cile alla Slovenia. Chi sono? Neonazisti. Basta dare un'occhiata ai loro siti, pieni zeppi di svastiche e incitazioni razziste e antisemite. Tutto è nato a Londra tra i gruppi di musica dura «against comunism» e del White Noise Club. Nel 1985 il leader della band Skrewdriver, tale Ian Stuart, usò il motto delle SS per titolare una canzone, i fan della band cominciarono a farsi chiamare Blood&Honour. A Varese l'epidemia è arrivata nel 1998 tra una domenica allo stadio Ossola e un sabato ai concerti di band neonazi. In pochi anni il gruppo ha preso il controllo della curva. Nel 2001 costrinsero allo scioglimento il gruppo storico dei Boys. Come? Prima di una partita le due bande si diedero appuntamento nel piazzale davanti allo stadio per una resa dei conti a colpi di bastoni e catene. Il gruppo «si era guadagnato» così una posizione nella miriade di sigle nere e razziste che imperversano in provincia di Varese. Uno spazio difficile da difendere vista la forte concorrenza. A Varese, infatti, la destra estrema agisce quasi indisturbata. Già prima del 2000 si contano diversi episodi preoccupanti. Svastiche sui muri, scritte razziste, attacchi ad attivisti del Prc e a sedi della Cgil, aggressioni a stranieri. Un gruppo con la faccia dipinta col tricolore aggredì un tunisino in stazione e poco dopo a Gallarate - quando la Cgil organizzò una manifestazione per ricordare Ion Cazacu, il rumeno bruciato dal suo datore di lavoro - si presentarono i militanti di Forza nuova con le catene in mano; nella primavera del 1999 una trentina di estremisti salì sul palco di un concerto a Castellanza e sfasciò tutto.
E' in questo clima che i Blood&Honour cominciarono a girare per il centro della città di Roberto Maroni. Non c'è nessuno a Varese che non sappia benissimo chi sono, nomi e cognomi, piccoli screzi e stupide intimidazioni sono faccende di tutti i giorni. Interrotte ogni tanto da episodi più gravi, ancora aggressioni all'Anpi, minacce e lettere intimidatorie al quotidiano locale La prealpina. Anche se a Varese, vista l'abbondanza di soggetti di estrema destra, è sempre difficile puntare il dito contro questo o quel gruppo. Nel maggio 2001 però non ci sono dubbi: due Blood&Honour entrano in un bar e pestano a colpi di crick un cittadino turco dopo una banale lite tra automobilisti usata come pretesto.
Nel febbraio 2003, però, un fatto di cronaca spiazza il gruppo neonazi. In una località turistica della Spagna del sud viene ucciso a colpi di coltello Saverio Tibaldi, il fondatore dei Blood&Honour varesini. Vantava una lunga fedina penale, violenze fuori e dentro lo stadio, spaccio e una condanna definitiva per lesioni. La perdita del capo fa sbandare la truppa che perde coesione. Intanto nel 2004 a Varese arriva Forza Nuova, che alla vigilia delle elezioni europee con la Mussolini preferisce tenere un profilo basso e ufficiale: fa banchetti. Il Varese Calcio, sempre nel 2004, va in crisi finanziaria e viene retrocesso in «eccellenza», a mantenere calmi i Blood&Honour probabilmente interviene anche qualcuno dei Giovani Padani e il gruppo sembra accettare la tregua, continuano però a bazzicare indisturbato per le vie del centro senza fare troppi danni. Fino a ieri.




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