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Risultati da 1 a 10 di 64
  1. #1
    Silvioleo
    Ospite

    Predefinito Il bello delle multinazionali

    Il verdetto ormai è unanime: le grandi multinazionali (americane, per completare il cliché), quest’orco cattivo postmoderno, sono colpevoli. Colpevoli: di tutte le malefatte, piccole e grandi, di cui vengono accusate quotidianamente. Nell’immaginario collettivo, la multinazionale è diventata una specie di cupola mafiosa, una cricca di vecchi signori che ogni tanto si siede attorno a un tavolo, si versa un bicchiere di cognac, accende un sigaro cubano e traccia a tavolino i destini del mondo.

    E’ pura mistica marxista: la mentalità comunista non accetta che le cose (ogni tanto) accadano per caso, che il mondo sia un accavallarsi di persone e idee una diversa dall’altra, che finiscono per comporre (senza saperlo) un mosaico meraviglioso. No. Dev’esserci un qualcuno che tira le fila, un grande vecchio o giovane che incaselli le pedine di questa partita giocata sullo scacchiere mondiale.

    Per esempio, le mega corporation. Tuonare contro il capitalismo di per sé è diventato quasi impopolare - c’è il rischio che qualcuno arrischi la fatidica domanda, cosa al suo posto? E allora meglio inventarsi un feticcio, un mostro di rincalzo. Alle multinazionali la parte calza a pennello: il solo nome evoca qualcosa di lontano, di distante dalla realtà quotidiana. Un essere i cui contorni s’intravedono appena appena.

    Ma le corporation sono davvero così diaboliche? E’ possibile che Coca-Cola, Nike, Microsoft, McDonald’s siano associazioni a delinquere che lucrano sulla fame nel mondo?
    Ogni tanto dovremmo ricordarci di quella “distruzione creatrice” che Joseph Schumpeter indicava come uno dei tratti caratteristici del capitalismo. Ogni innovazione crea dei perdenti: l’industria dell’automobile ha reso obsolete le carrozze, i computer hanno surclassato le macchine da scrivere.

    Nei Paesi del Terzo mondo, tutto questo sta avvenendo a ritmo frenetico, quello che per noi è stato un tragitto verso lo sviluppo lungo quattro secoli lì si sta consumando in pochi anni.
    Ma se sicuramente questo sbarco del capitalismo laddove non c’era ha carattere “distruttivo”, la sua spinta “creatrice” è sotto gli occhi di tutti: il mercato sta creando ricchezza, le multinazionali stanno creando benessere. Il ritornello che sentiamo recitare ai vari Agnoletto e Casarini ci lascia intendere l’opposto. “C’è gente che vive con un dollaro al giorno”, ammoniscono. Una mezza verità gli è scappata: c’è gente che vive, quando solo pochi anni fa sarebbe stata condannata a morire.

    Il dollaro al giorno è una boutade, una specie di milione del signor Bonaventura all’incontrario - è cifra tonda, perfetta per qualche dichiarazione ad effetto. Le statistiche, tuttavia, parlano di uno stipendio giornaliero sui 4-5 dollari, che non è molto, ma è sempre quattro volte quel che raccontano il Genoa Social Forum e affini. Ancora: noi sappiamo che questo salario, per quanto magro, corrisponde a otto volte e mezzo quello che lo stesso lavoratore prenderebbe se impiegato in un’industria locale (l’ha dimostrato, con tanto di numeri, Edward Graham dell’Institute for International Economics). Cosa vuol dire? Che le multinazionali non affamano il Terzo mondo, lo sfamano. La demagogia degli antiglobalisti consiste nel mettere a confronto il nostro tenore di vita e quello dei Paesi in via di sviluppo. Ma per quelle persone, che sono carne ed ossa dietro i numeri, l’alternativa a lavorare per una multinazionale non è continuare a studiare o poltrire davanti alla televisione. L’alternativa è essere pagati un ottavo di quanto darebbe loro la Nike (tanto per fare un nome), sudando l’anima in un’impresa locale che non dà certezza, sicurezza, solidità. Oppure restare disoccupati, non mettere assieme il pranzo con la cena, probabilmente morire.

    Negli anni Ottanta, le economie industrializzate crescevano più velocemente che i Paesi all’epoca sottosviluppati ed oggi in via di sviluppo. Negli anni Novanta, man mano che la globalizzazione diventava una realtà, le nazioni più povere sono cresciute con un tasso del 3,6 %, cioè il doppio dei loro vicini più ricchi.

    Cosa vuol dire: vuol dire che la globalizzazione crea ricchezza nei paesi più arretrati, l’ingresso delle multinazionali nei mercati del Terzo mondo porta con sé crescita e sviluppo. Certo che i lavoratori di quei Paesi non sono pagati quanto i lavoratori occidentali - ma perché dovrebbero esserlo? Anzitutto hanno qualifiche non paragonabili a quelle di un americano o di un italiano. E in secondo luogo la manodopera a basso costo è un incentivo essenziale per decidere l’insediamento qua o là della sede di una corporation. E’ un circolo virtuoso.

    La vulgata insegna che le multinazionali “schiavizzano” i lavoratori dei Paesi poveri. Scusate, ma chi l’ha detto? La Nike non rapisce i bambini pakistani, e non s’insedia neppure in questo o quel luogo portando con sé giganteschi cartelloni del tipo “qui si accettano solo baby-cucitori di palloni”. E’ l’amore di un padre, l’affetto di una madre che li spinge a spedire in fabbrica i pargoli: per garantire loro la certezza di continuare a vivere, la sicurezza di stare lontani dalla strada. Il mio bisnonno ha cominciato a lavorare a otto anni, e ne è sempre stato orgoglioso: parliamo di un paesino del milanese, neanche un secolo fa. Se una tappa dello sviluppo è il lavoro minorile, perché, imponendo al Terzo mondo i nostri standard, vogliamo impedirgli di crescere?

    Gli “egoisti occidentali”, barricati dietro un velo di umanitarismo, non rispondono. E ignorano anche un altro dato: sapete chi è che “investe” più soldi, tempo ed energie nella formazione (scuole e affini) nei paesi poveri? Bingo. Al secondo posto dopo la Chiesa cattolica, troviamo le imprese multinazionali.

    Grazie, orco cattivo.

    Alberto Mingardi

  2. #2
    Viva la piadina!!!
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    Predefinito

    Bellissimo articolo, ma sicuramente la demagogia di quelli che non capiscono bene come funziona, si fara' sentire presto.

  3. #3
    proteus
    Ospite

    Predefinito Re: Il bello delle multinazionali

    In Origine Postato da Silvioleo
    Il verdetto ormai è unanime: le grandi multinazionali (americane, per completare il cliché), quest’orco cattivo postmoderno, sono colpevoli. Colpevoli: di tutte le malefatte, piccole e grandi, di cui vengono accusate quotidianamente. Nell’immaginario collettivo, la multinazionale è diventata una specie di cupola mafiosa, una cricca di vecchi signori che ogni tanto si siede attorno a un tavolo, si versa un bicchiere di cognac, accende un sigaro cubano e traccia a tavolino i destini del mondo.

    E’ pura mistica marxista: la mentalità comunista non accetta che le cose (ogni tanto) accadano per caso, che il mondo sia un accavallarsi di persone e idee una diversa dall’altra, che finiscono per comporre (senza saperlo) un mosaico meraviglioso. No. Dev’esserci un qualcuno che tira le fila, un grande vecchio o giovane che incaselli le pedine di questa partita giocata sullo scacchiere mondiale.

    Per esempio, le mega corporation. Tuonare contro il capitalismo di per sé è diventato quasi impopolare - c’è il rischio che qualcuno arrischi la fatidica domanda, cosa al suo posto? E allora meglio inventarsi un feticcio, un mostro di rincalzo. Alle multinazionali la parte calza a pennello: il solo nome evoca qualcosa di lontano, di distante dalla realtà quotidiana. Un essere i cui contorni s’intravedono appena appena.

    Ma le corporation sono davvero così diaboliche? E’ possibile che Coca-Cola, Nike, Microsoft, McDonald’s siano associazioni a delinquere che lucrano sulla fame nel mondo?
    Ogni tanto dovremmo ricordarci di quella “distruzione creatrice” che Joseph Schumpeter indicava come uno dei tratti caratteristici del capitalismo. Ogni innovazione crea dei perdenti: l’industria dell’automobile ha reso obsolete le carrozze, i computer hanno surclassato le macchine da scrivere.

    Nei Paesi del Terzo mondo, tutto questo sta avvenendo a ritmo frenetico, quello che per noi è stato un tragitto verso lo sviluppo lungo quattro secoli lì si sta consumando in pochi anni.
    Ma se sicuramente questo sbarco del capitalismo laddove non c’era ha carattere “distruttivo”, la sua spinta “creatrice” è sotto gli occhi di tutti: il mercato sta creando ricchezza, le multinazionali stanno creando benessere. Il ritornello che sentiamo recitare ai vari Agnoletto e Casarini ci lascia intendere l’opposto. “C’è gente che vive con un dollaro al giorno”, ammoniscono. Una mezza verità gli è scappata: c’è gente che vive, quando solo pochi anni fa sarebbe stata condannata a morire.

    Il dollaro al giorno è una boutade, una specie di milione del signor Bonaventura all’incontrario - è cifra tonda, perfetta per qualche dichiarazione ad effetto. Le statistiche, tuttavia, parlano di uno stipendio giornaliero sui 4-5 dollari, che non è molto, ma è sempre quattro volte quel che raccontano il Genoa Social Forum e affini. Ancora: noi sappiamo che questo salario, per quanto magro, corrisponde a otto volte e mezzo quello che lo stesso lavoratore prenderebbe se impiegato in un’industria locale (l’ha dimostrato, con tanto di numeri, Edward Graham dell’Institute for International Economics). Cosa vuol dire? Che le multinazionali non affamano il Terzo mondo, lo sfamano. La demagogia degli antiglobalisti consiste nel mettere a confronto il nostro tenore di vita e quello dei Paesi in via di sviluppo. Ma per quelle persone, che sono carne ed ossa dietro i numeri, l’alternativa a lavorare per una multinazionale non è continuare a studiare o poltrire davanti alla televisione. L’alternativa è essere pagati un ottavo di quanto darebbe loro la Nike (tanto per fare un nome), sudando l’anima in un’impresa locale che non dà certezza, sicurezza, solidità. Oppure restare disoccupati, non mettere assieme il pranzo con la cena, probabilmente morire.

    Negli anni Ottanta, le economie industrializzate crescevano più velocemente che i Paesi all’epoca sottosviluppati ed oggi in via di sviluppo. Negli anni Novanta, man mano che la globalizzazione diventava una realtà, le nazioni più povere sono cresciute con un tasso del 3,6 %, cioè il doppio dei loro vicini più ricchi.

    Cosa vuol dire: vuol dire che la globalizzazione crea ricchezza nei paesi più arretrati, l’ingresso delle multinazionali nei mercati del Terzo mondo porta con sé crescita e sviluppo. Certo che i lavoratori di quei Paesi non sono pagati quanto i lavoratori occidentali - ma perché dovrebbero esserlo? Anzitutto hanno qualifiche non paragonabili a quelle di un americano o di un italiano. E in secondo luogo la manodopera a basso costo è un incentivo essenziale per decidere l’insediamento qua o là della sede di una corporation. E’ un circolo virtuoso.

    La vulgata insegna che le multinazionali “schiavizzano” i lavoratori dei Paesi poveri. Scusate, ma chi l’ha detto? La Nike non rapisce i bambini pakistani, e non s’insedia neppure in questo o quel luogo portando con sé giganteschi cartelloni del tipo “qui si accettano solo baby-cucitori di palloni”. E’ l’amore di un padre, l’affetto di una madre che li spinge a spedire in fabbrica i pargoli: per garantire loro la certezza di continuare a vivere, la sicurezza di stare lontani dalla strada. Il mio bisnonno ha cominciato a lavorare a otto anni, e ne è sempre stato orgoglioso: parliamo di un paesino del milanese, neanche un secolo fa. Se una tappa dello sviluppo è il lavoro minorile, perché, imponendo al Terzo mondo i nostri standard, vogliamo impedirgli di crescere?

    Gli “egoisti occidentali”, barricati dietro un velo di umanitarismo, non rispondono. E ignorano anche un altro dato: sapete chi è che “investe” più soldi, tempo ed energie nella formazione (scuole e affini) nei paesi poveri? Bingo. Al secondo posto dopo la Chiesa cattolica, troviamo le imprese multinazionali.

    Grazie, orco cattivo.

    Alberto Mingardi
    Continua la tua attività lobbystica?

    FORCES Italiana - L'angolo di Alberto Mingardi

    Per difendere le multinazionali del tabacco...
    il bravo Mingardi fa un peana generale.

  4. #4
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    Predefinito Re: Re: Il bello delle multinazionali

    In Origine Postato da proteus
    Continua la tua attività lobbystica?

    FORCES Italiana - L'angolo di Alberto Mingardi

    Per difendere le multinazionali del tabacco...
    il bravo Mingardi fa un peana generale.
    C.V.D.

  5. #5
    proteus
    Ospite

    Predefinito Re: Re: Re: Il bello delle multinazionali

    In Origine Postato da Amati75
    C.V.D.
    Proprio così Come Volevasi Dimostrare:

    il lobbista Amati & il lobbista Silviobanana
    uniti nella difesa del proprio salario.

  6. #6
    Makeru ga, katta
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    Before you all die ghastly, horrible deaths, let me take the hour to describe my latest plan for world domination! Uhauhauha!
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    E' curioso come si cerchi di ribaltare fatti conosciuti raccontando parte della verità.

    Come si spiega ad esempio che nei paesi dove le multinazionali hanno messo piede la classe media si sia impoverita sempre di più, le piccole aziende siano andate a sparire e la forbice tra cittadini ricchi e quelli poveri si sia ingrandita?
    _______________________
    Gli zeri, per valere qualcosa,
    devono stare a destra.

  7. #7
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    E FIGURIAMOCI SE IL GIOVANE AMATINO NON SI LASCIAVA AMMALIARE DAGLI SLOGAN DI UNO SCRIBACCHINO CHE DEVE GUADAGNARSI LO STIPENDIO SUI GIORNALI DEI PADRONI....
    è NECESSATRIO IL COMPLOTTO PERCHE LE MULTINAZIONALI SI COMPORTINO TUTTE NELLO STESSO MODO??
    SONO STATE CREATE DAI PADRONI PER GUADAGNARE IL MASSIMO POSSIBILE..... VENDENDO AL PREZZO PIù PIù ALTO CIO CHE PRODUCONO AL PREZZO PIù BASSO... E SE I FUNZIOANRI INERMEDI NON PESEGUONO QUESTI OBIETTIVI VENGONO LICENZIATI SUBITO.........
    E SE SONO UGUALI LE PREMESSE è LOGICO CHE LO SIANO ANCHE LE TECNICHE.
    QUINDI STIPENDI BASSI, NIENTE ASSICURAZIONI SOCIALI, NIENTE FERIE NE CASSA MALATTUA .... TUTTO CON LA POLITICA DELLA LESINA ...... SINO AL LAVORO MINORILE E PERSINO AD AMBIENTI MALSANI E PERICO0LOSI APPENA è POSSIBILE...
    IL RISULTATO?? SEMPRE POPOLI AFFAMATI O SULL'ORLO DELLA SOPRAVVIVENZA.. POCHI DIRITTI..... E MOLTI UTILI FINANZIARI PER I GIOCHI DEI POTENTI...
    IL RISULTATO?? UOMINI CHE SOPRAVVIVONO NELL'ETERNO BISOGNO DI UN RAGGIO DI SOLE., CHE NON POTRANNO MAI INIZIARE UN'ATTIVITà IN PROPRIO, SEMPRE INDEBITATI CON LE STESSE MULTINAZIONALI.......E NESSUNA CONCORRENZA PERCHè LA MULTINAZIONALE PIù POTENTE FACOGITA L'ALTRA, E IN DEFINTIIVA UNA POVERTà DIFFUSA STRISCIANTE E IN AUMENTO...
    NELL' ANTE GUERRA CHI LAVORAVA POTEVA FARSI SUBITO UNA CASA..... OGGI PER AVERLA BISOGNA PAGARLA PER 2O ANNI ALLE BANCHE......
    IL TUTTO NASCOSTO DIETRO LA MASCHERA DELLA BONTà DEI 2 DOLLARI DI SALARIO AL TERZO MONDO.,,, CHE SATREBBE STATO MOLTO DI PIù SE I SALARI DEL PRIMO MONDO FOSSERO MAGGIORI E POTESSERO CONSENTITRE L'ACQUISTO DI PIù PRODOTTI E DI FARE PIù VIAGGI.....
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  8. #8
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    In Origine Postato da marcejap
    E' curioso come si cerchi di ribaltare fatti conosciuti raccontando parte della verità.

    Come si spiega ad esempio che nei paesi dove le multinazionali hanno messo piede la classe media si sia impoverita sempre di più, le piccole aziende siano andate a sparire e la forbice tra cittadini ricchi e quelli poveri si sia ingrandita?
    OTTIMA osservazione.

    Il tuo amico SilvioBanana ti risponderà con le solite baggianate sul NON Stato.
    Quell'altro; con le solite baggianate...e basta.

  9. #9
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    In Origine Postato da cciappas
    E FIGURIAMOCI SE IL GIOVANE AMATINO NON SI LASCIAVA AMMALIARE DAGLI SLOGAN DI UNO SCRIBACCHINO CHE DEVE GUADAGNARSI LO STIPENDIO SUI GIORNALI DEI PADRONI....
    è NECESSATRIO IL COMPLOTTO PERCHE LE MULTINAZIONALI SI COMPORTINO TUTTE NELLO STESSO MODO??
    SONO STATE CREATE DAI PADRONI PER GUADAGNARE IL MASSIMO POSSIBILE..... VENDENDO AL PREZZO PIù PIù ALTO CIO CHE PRODUCONO AL PREZZO PIù BASSO... E SE I FUNZIOANRI INERMEDI NON PESEGUONO QUESTI OBIETTIVI VENGONO LICENZIATI SUBITO.........
    E SE SONO UGUALI LE PREMESSE è LOGICO CHE LO SIANO ANCHE LE TECNICHE.
    QUINDI STIPENDI BASSI, NIENTE ASSICURAZIONI SOCIALI, NIENTE FERIE NE CASSA MALATTUA .... TUTTO CON LA POLITICA DELLA LESINA ...... SINO AL LAVORO MINORILE E PERSINO AD AMBIENTI MALSANI E PERICO0LOSI APPENA è POSSIBILE...
    IL RISULTATO?? SEMPRE POPOLI AFFAMATI O SULL'ORLO DELLA SOPRAVVIVENZA.. POCHI DIRITTI..... E MOLTI UTILI FINANZIARI PER I GIOCHI DEI POTENTI...
    IL RISULTATO?? UOMINI CHE SOPRAVVIVONO NELL'ETERNO BISOGNO DI UN RAGGIO DI SOLE., CHE NON POTRANNO MAI INIZIARE UN'ATTIVITà IN PROPRIO, SEMPRE INDEBITATI CON LE STESSE MULTINAZIONALI.......E NESSUNA CONCORRENZA PERCHè LA MULTINAZIONALE PIù POTENTE FACOGITA L'ALTRA, E IN DEFINTIIVA UNA POVERTà DIFFUSA STRISCIANTE E IN AUMENTO...
    NELL' ANTE GUERRA CHI LAVORAVA POTEVA FARSI SUBITO UNA CASA..... OGGI PER AVERLA BISOGNA PAGARLA PER 2O ANNI ALLE BANCHE......
    IL TUTTO NASCOSTO DIETRO LA MASCHERA DELLA BONTà DEI 2 DOLLARI DI SALARIO AL TERZO MONDO.,,, CHE SATREBBE STATO MOLTO DI PIù SE I SALARI DEL PRIMO MONDO FOSSERO MAGGIORI E POTESSERO CONSENTITRE L'ACQUISTO DI PIù PRODOTTI E DI FARE PIù VIAGGI.....
    Ma tu dimentichi che nel mondo inacantato di Amati75 gli unici degni di considerazione sono quelli che possiedono azioni delle suddette multinazionali...

  10. #10
    Viva la piadina!!!
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    In Origine Postato da matteomatteo
    Ma tu dimentichi che nel mondo inacantato di Amati75 gli unici degni di considerazione sono quelli che possiedono azioni delle suddette multinazionali...
    Ma se non mi conosci neanche.. senti le tue opinioni da radical chic wanna-be..tienitele per te..

 

 
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