A due giorni dal voto per l'abrogazione della legge 40 che ha visto il clamoroso tonfo dei referendari che si sono attestati intorno al 25% si possono trarre alcuni spunti da questa vicenda.
Una prima cosntatazione è che il popolo italiano ha bocciato clamorosamente chi in nome di un positivismo scientista e tecnocratico pretende di imporre una visione della societa' futura sul terreno del liberismo e del libertarismo.
La sinistra che da anni si è fatta interprete di questa impostazione culturale oggettivamente congeniale ai poteri forti globalizzatori ha subito una sconfitta storica che avra' forti ripercussioni sul futuro della stessa.
L'intellighentzia della sinistra è ormai irremediabilmente liberal-azionista ed ha perso ogni rapporto con le masse popolari , in cio' eliminando anche il patrimonio della lezione gramsciana che rinveniva proprio nelle tradizioni popolari e nazionali italiane un nesso inscindibile con il socialismo.
Davanti al tracollo economico , all'insicurezza sociale,ai bisogni di strati sempre piu' ampi della societa' italiana che soffrono un progressivo impoverimento economico, questa sinistra non ha trovato di meglio che imbarcarsi in una crociata radicale di cui non si sentiva alcun bisogno ed ha perso.
Gli italiani hanno anche dato un segnale di indipendenza collettiva nazionale a chi alfiere della globalizzazione usava terroristiche parole d'ordine sulla necessita' storica di andare avanti sulla strada della deregolamentazione liberista del mercato della ricerca sugli embrioni, emulando in questo il NO francese alla Costituzione liberista dell'Unione Europea.
Lo stacco tra le classi dirigenti europee ed i popoli europei sta progressivamente aumentando:da una parte si vuole imporre l'"americanizzazione" totale della societa' , dei rapporti sociali, financo dell'uomo e della sua riduzione a merce fin dalla nascita, dall'altra i popoli europei reagiscono, seppure in modo confuso e non sistematico, opponendo le proprie istanze nazionali, religiose ed identitarie.Cio' è un dato di fatto che va preso in seria considerazione.
Il modello mercificato della societa' sta fallendo miseramente ed anche la riscoperta religiosa degli ultimi tempi non è affatto casuale: i valori ed i punti di riferimento sono patrimonio inestinguibile di ogni entita' collettiva e comunitaria ed essendo tramontate le ideologie, tranne quella della globalizzazione liberista, è ovvio e normale che si guardi alla religione come fattore di identificazione collettiva.
Queste cose lapalissiane i nostri "maitre a' penser" non le vogliono comprendere, soprattutto a sinistra, schiavi come sono della loro ideologia progressista che affonda le sue radici nel modello americano di societa', dove tutto si riduce al rapporto merce/profitto ed è valutabile solo su questo metro.
La Storia non è una linea unica progressiva, ma procede a strappi , a balzi , e reazionario è oggi proprio chi porta avanti processi disgregativi della Comunita' sulla base del modello capitalistico americano, chi vuole una societa' fondata sul potere della Tecnica e della Scienza, concetti dietro i quali si manifestano sempre il profitto di ben note multinazionali.
L'individualismo atomizzato, ultimo approdo di questa societa' occidentale, in cui l'Uomo dovrebbe essere scisso da ogni legame di classe, familiare , religioso è l'incubo nel quale il capitalismo vorrebbe trascinarci fino in fondo. ma questi segnali di Resistenza sembrano indicare un risveglio dellle coscienze di segno opposto.
la Redazione di "COMUNITARISMO"
Giugno 2005




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