UN 45ENNE DI ARAGNO
Violenza carnale sulle figlie costrette a guardare film pornografici: arrestato
E’ accusato di aver violentato per diverso tempo le due figlie, di averle obbligate a guardare film pornografici e ad assistere alle sue ”performance” con la sua nuova compagna. Il Tribunale gli aveva vietato di vederle, come primo provvedimento a quello subentrato ieri quando per Tonino Ippoliti, 45 anni, di Aragno si sono aperte le porte del carcere.
L’uomo e la sua nuova compagna, stando alle accuse, avrebbero violentato le due bambine, costrette a dormire nello stesso letto, altrimenti sarebbero state punite andando a letto senza cena o picchiate con la cinta dei pantaloni. Una triste realtà iniziata quando una logoterapista della Asl aquilana si era accorta che la bambina più grande era affetta da balbuzie e da disturbi emotivi; la specialista aveva suggerito alla madre di contattare anche un neuropsichiatra il quale non ci ha messo molto a capire che la minore era stata oggetto di abusi sessuali.
La bambina infatti non voleva recarsi più a scuola per paura di incontrare il padre ed era inquietata da ricorrenti incubi notturni. Problemi che dagli esperti sono stati motivati con la preoccupazione ossessiva della bambina di vestire tutti i pupazzi (specie quelli maschili) nei suoi disegni e dalle testimonianze della stessa: «Ci tratta come le sue schiave e quando non facciamo quello che ci dice lui non ci fa mangiare e ci obbliga a vedere i film sporchi». Testimonianze che hanno fatto rabbrividire la madre che ha subito denunciato l’ex marito che è finito in carcere. L’uomo è assistito dall’avvocato Alessandro De Paulis, mentre la parte offesa dall’avvocato Maria Teresa Di Rocco.
Il Messaggero
http://ilmessaggero.caltanet.it/view...&type=STANDARD
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Le spacca la testa perché voleva uscire
Il pensionato, che ha chiamato 113, l’ha presa per i capelli e le ha sbattuto il cranio sulla vasca
Taranto, massacra la convivente che desiderava trascorrere la serata fuori casa. Arrestato l’uomo
TARANTO — Un litigio per futili motivi: lei avrebbe voluto trascorrere la serata fuori casa, lui invece non aveva alcuna intenzione di uscire dall’abitazione. Sarebbe stato questo il motivo che avrebbe spinto l’altra notte Antonio Vitale, un pensionato di 61 anni, a picchiare selvaggiamente fino ad ucciderla la convivente Comasia Granaldi, di 58 anni, titolare di un panificio a Martina Franca. Lo ha raccontato lo stesso Vitale agli agenti del Commissariato di polizia, che lo hanno arrestato con l'accusa di omicidio volontario. L'uomo è stato subito trasferito nel carcere di Taranto dove dovrà essere interrogato dagli inquirenti. Il delitto è stato compiuto nell'abitazione della coppia, un appartamento che si trova al secondo piano di via Orazio Flacco, dove i due convivevano da alcuni mesi. È stato lo stesso pensionato, intorno alle 2,30 della notte, a telefonare alla polizia dicendo di aver ucciso la moglie. Quando gli agenti di polizia sono entrati nell'appartamento, hanno trovato Vitale in stato confusionale e la sua convivente, morta, riversa sul letto. Un primo esame effettuato dal medico legale, ha stabilito che la donna è morta per una vasta e profonda ferita alla nuca. Condotto negli uffici del Commissariato, Vitale è stato interrogato dal pubblico ministero di turno, il sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Taranto Annamaria Fasano. Ha parlato di quel banale motivo che avrebbe scatenato il litigio e una successiva colluttazione fra la coppia. I due sarebbero finiti nella stanza da bagno e qui Vitale avrebbe preso per la testa la donna sbattendole più volte il capo contro il bordo della vasca da bagno. Accortosi di averla uccisa, ha telefonato poi alla Polizia di Stato. Il corpo di Comasia Granaldi è stato poi trasportato all'obitorio dell'ospedale di Martina Franca, dove oggi dovrebbe essere compiuta l'autopsia per accertare la dinamica esatta della tragedia.
lunedì 20 giugno 2005
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Gazzetta di Reggio
10 ore fa bimba molestata, 46enne resta in cella - tiziano soresina
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