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Tifosi schedati, un decreto incostituzionale viola la privacy
E' da poco passata l'euforia per una salvezza del Crotone davvero insperata fino a qualche settimana fa. Bellissimo è stato il modo in cui la compagine rossoblu è riuscita a conquistare questo importantissimo risultato, ma ancor più meraviglioso è stato l'apporto del pubblico crotonese accorso all'Ezio Scida, ed in particolar modo degli appartenenti ai gruppi ultras della curva sud che non hanno mai mollato, anche e sopratutto nei numerosi momenti difficili che la squadra pitagorica ha affrontato durante il campionato cadetto appena concluso. Adesso la testa dei calciatori e della maggioranza dei tifosi è proiettata alle vacanze estive in attesa degli sviluppi del calciomercato, che si preannuncia rovente. Ma per chi è un assiduo frequentatore di luoghi come la curva di un campo di calcio, non saranno di certo sfuggiti gli ultimi avvenimenti relativi alla materia della sicurezza degli stadi e, di conseguenza, delle varie misure che l'attuale governo ha già adottato e che soprattutto intenderà adottare dal prossimo anno. A nostro modo di vedere, innanzitutto, è nutile che il Viminale e la Federcalcio abbiano deciso di adottare la cosidetta "tolleranza zero" optando per la sospensione della gara, la sconfitta a tavolino per la squadra di casa e la squalifica del campo al primo petardo lanciato sul terreno di gioco. E' assurdo che il questore abbia la facoltà di non autorizzare la partita se in città, prima del match, sono avvenuti tafferugli e che gli ingressi siano aperti in anticipo per permettere perquisizioni sempre più accurate, anche con personale femminile, impegnando schiere di poliziotti durante la settimana per la bonifica degli stadi e dei loro dintorni. Ed è paradossale che si minaccino leggi e pene severissime per i trasgressori, più severe di quelle che puniscono (o meglio non puniscono) gli autori di reati finanziari gravissimi o che si vogliano addirittura proibire gli striscioni non "politically correct" cercando, insomma, di scoraggiare in tutti i modi i tifosi violenti. È perfettamente inutile perché malati non sono i tifosi, malato è il calcio! Violenti non sono i tifosi, violento è diventato il calcio! Per essere più precisi, la malattia e la violenza dei primi sono la conseguenza della malattia e della violenza del secondo. Il calcio era una straordinaria festa nazionalpopolare, un rito collettivo che si celebrava la domenica come la messa, carico di significati simbolici, mitici, sentimentali, identitari. Dalla prossima stagione sportiva i tifosi nostrani saranno obbligati a munirsi di un ticket davvero singolare: un biglietto elettronico che conterrà le generalità di chi lo ha acquistato e consentirà alle forze dell'ordine l'identificazione immediata di tutti i rispettivi proprietari. Se non è una schedatura, poco ci manca! Violazione della privacy? Può darsi. Decreto incostituzionale? E' possibile. Intanto per garantire la sicurezza non si agisce sulla società, sui dirigenti o sui calciatori talvolta colpevoli di innalzare il tono delle polemiche. Si radunano un po' di cervelloni attorno ad un tavolo e si ordina la schedatura di ogni singolo tifoso.
Daniele Caroleo
Terra di mezzo- Area




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