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  1. #1
    Meda sabios paris
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    Thumbs up Scoperta sensazionale: guerrieri Celti in Sardegna nell'ottavo sec. a.C.

    Dal Giornale di Sardegna di oggi:


    Esce dall'oblio l'esercito di pietra!

    «Questi eroi sono ignoti
    perché a loro è mancato un
    Omero», racconta il sovrintendente
    archeologico di Sassari
    Francesco Nicosia. Ignoti ma
    imponenti: sono 28, forse 30 o
    31 guerrieri, arcieri, lottatori e
    pugili alti più di due metri risalenti
    all'Ottavo o Settimo secolo
    avanti Cristo, scoperti nel
    1974 a Monti Prama, nel Sinis, e
    abbandonati per 31 anni nel
    buio e nella polvere del museo
    di Cagliari. Uno scavo straordinario,
    il più importante ritrovamento
    di statue in pietra
    (calcarenite, un tipo di arenaria)
    tenuto nascosto forse per
    liti fra studiosi, forse per non
    stravolgere quelle teorie che vogliono
    gli antichi sardi quasi
    nani, poco avezzi alla guerra e
    all'arte raffinata all'infuori del
    bronzetto. Oggi però questo patrimonio
    con pochissimi paragoni
    nell'intera Europa, nel
    Medio Oriente e nel Nord Africa,
    è finalmente al Centro di
    restauro di Li Punti, affidato
    alla Sovrintendenza. «Fra un
    anno e mezzo le statue saranno
    pronte per l'esposizione», spiega
    Nicosia. Intanto i tecnici di
    Li Punti lavorano attorno al
    migliaio di pezzi - enormi - nei
    quali è frammentato l'esercito
    di pietra, che sembra difendesse
    un'area sacra costiera («si
    ergevano tra cielo e mare», dice
    Nicosia) dalle invasioni di popoli
    stranieri. Le teste sono alte
    Il fatto del giorno
    Le trecce celtiche e l'abito orientale
    L'acconciatura con le
    trecce alla maniera celtica. Un
    abito scollato a V, di foggia
    forse orientale. I bracciali che
    proteggono i polsi e le braccia
    degli arcieri decorati con dei
    motivi geometrici. Gli occhi
    come cerchi concentrici, forse
    simboli solari, e la bocca
    appena accennata. Sono
    alcune delle caratteristiche
    dei giganti di Monti Prama.
    P. F.C.
    Il sovrintendente. Francesco Nicosia guida il lavoro di studio e recupero
    «È la scoperta più preziosa
    dell'antico Mediterraneo»
    «Un ritrovamento che
    paragono a quello dei
    bronzi di Riace». Ma restano
    molti misteri
    Renzo Sanna
    re [email protected] gd s.sm
    ■ Per la prima volta ne parla.
    Forse perchè ora ha qualche certezza,
    o perchè il solo vedere le
    decine di cassette colme di
    frammenti del tesoro di Monti
    Prama lo inorgoglisce. Fatto sta
    che la ritrosia scompare subito,
    e la paura di parlare troppo si
    scioglie, in quel suo accento impregnato
    di Mediterraneo. E lui,
    Francesco Nicosia, siciliano, il
    suo mare lo nomina spesso:
    «Questa è la scoperta relativa al
    Mediterraneo più importante
    del novecento». E giù speranze,
    veleni e conquiste di un'operazione
    che lui vorrebbe faraonica.
    «Ci vorrebbe un personale
    numericamente più importante,
    urgono rinforzi. E queste sono
    occasioni di lavoro, per una
    scoperta che io avvicino a quella
    dei bronzi di Riace». Detto da
    chi di quei superuomini rinvenuti
    al largo della Calabria se ne
    intende: Nicosia dirigeva l'istituto
    che si occupò del restauro,
    oggi parla delle statue sarde come
    di quelle che allora destarono
    sensazione. Il sovrintendente
    ai beni archeologici, un
    altro anno alla guida la guida
    dell'ente, non indulge in particolari,
    attende la chiusura della
    ricostruzione, o perlomeno
    della sua prima fase, e si coccola
    un centro restauro all'avanguardia:
    «Sì, anche se un po' sguarnito,
    troppo pochi addetti. Ma a
    questa velocità tra un anno e
    mezzo avremo i risultati della
    ricostruzione fotografica. E allora
    si capirà la portata della
    scoperta». Camicia casual, paglietta
    civettuola sul capo, Nicosia
    sembra parlare con l'imponente
    testa del guerriero nuragico
    che è alla sua destra, con
    i suoi occhi inquietanti e le sue
    dimensioni inconsuete da queste
    parti: «Questi signori - dice
    dopo aver accarezzato la guancia
    del guerriero - stavano lì,
    sospesi tra cielo e mare. Incastonati
    nella bellezza di Cabras,
    per fare paura a chi arrivava da
    ovest. Quanti erano? Non lo so,
    difficile capirlo dai frammenti.
    Diciamo una trentina. Ma chissà
    quanti sono andati perduti,
    buttati al macero». Partono le
    frecciate, velate qua e là da un
    prudente o caustico «no, questo
    non lo voglio sapere». Abbandonato
    il settimo secolo avanti
    Cristo, Nicosia torna ai giorni
    nostri, lascia i grandi soldati
    nuragici e prova a districarsi nei
    misteri di una scoperta risotterrata
    da una trentina d'anni di
    disinteresse: «Si doveva prevedere
    la manutenzione» azzarda
    timidamente, «ma non è mai
    stata fatta. Chissà perchè. Il tutto
    era accatastato al museo di
    Cagliari». Finchè la ritrovata
    collaborazione tra sovrintenenze,
    più forte di gelosie e campanilismi,
    e l'intuito di chi la
    volle, determinarono il trasferimento,
    non facile e bisognoso
    di fondi. «Nomi? No, non ne
    faccio, ma qualcuno evidentemente
    non ha compreso l'importanza
    di quei colossi costruiti
    quando Roma era ancora di là
    da venire». La costante resistenziale
    sarda? Tutto bypassato, ora
    Nicosia guarda al futuro e sogna
    un lavoro imponente: «Vorrei
    che ci lavorassero in tanti, e i
    giovani sardi sapessero. Certo,
    se la scoperta l'avessi fatta io
    avrei agito in modo diverso». ■

    50, 60 centimetri. I busti hanno
    le proporzioni di colossi, i piedi
    posati sui basamenti misurano
    50, 52 di taglia. Poi gli archi e le
    decorazioni: i guerrieri portano
    le trecce alla maniera celtica o
    germanica e hanno gli occhi
    come dischi solari. Il tesoro è
    finora stato negato ai cittadini:
    vent'anni fa qualche frammento
    indistinguibile è stato esposto
    a Cagliari, ma senza spiegare
    di che si trattava.
    Quando il restauro sarà concluso
    la Sardegna avrà in mano
    una risorsa unica nel Mediterraneo,
    capace di tener testa all'arte
    espressa da popoli ben
    più famosi. Un esercito di pietra
    con molti misteri: chi l'ha
    costruito? A quale scopo? E,
    come domanda Nicosia, «contro
    chi scagliavano le loro frecce
    questi arcieri?».


    A parte la domanda ovvia: cosa ci fa un Siciliano a capo d'una sovrintendenza Sarda? penso la notizia interessi anche voi...... Servono archeologi, almeno per smentire l'ipotesi che oltre la Grecia e l'Oriente ci fosse il nulla.......

    •   Alt 

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  2. #2
    Indipendentista sardu
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    NON sono guerrieri CELTI. Si tratta di normalissimi arcieri shardana, vestiti nel tipico abbigliamento diffuso in Barbagia fino a pochi secoli fa. Del resto nelle cronache di guerra catalane nel periodo delle guerre contro il Regno sardo indipendente dell'Arborea si parla abbondantemente dei guerrieri sardi provenienti dalla BARBAGIA, con lunghe trecce nere...

    Ricordiamoci che nell'antichità i shardana erano l'unico popolo del mediterraneo ad andare in guerra con trecce ed elmi cornuti, usanza che altrove esisteva solo nell'Europa settentrionale tra i germani e i celti, che però come è noto avevano stretti rapporti con i "thuatha de Dana", ovvero i sardi, che per i celti erano il "popolo fatato", quello da cui la mitologia britannica vuole l'origine dei celti britannici...

  3. #3
    Indipendentista sardu
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    come già messo in rilievo in altri threads, addirittura nelle isole britanniche l'influsso shardana era talmente forte da aver lasciato anche in era celtica intatto il culto della Dea, che andava ad affiancarsi al culto druidico, proveniente invece dall'Europa continentale.

  4. #4
    Meda sabios paris
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    In origine postato da Cristianu
    NON sono guerrieri CELTI. Si tratta di normalissimi arcieri shardana, vestiti nel tipico abbigliamento diffuso in Barbagia fino a pochi secoli fa. Del resto nelle cronache di guerra catalane nel periodo delle guerre contro il Regno sardo indipendente dell'Arborea si parla abbondantemente dei guerrieri sardi provenienti dalla BARBAGIA, con lunghe trecce nere...

    Ricordiamoci che nell'antichità i shardana erano l'unico popolo del mediterraneo ad andare in guerra con trecce ed elmi cornuti, usanza che altrove esisteva solo nell'Europa settentrionale tra i germani e i celti, che però come è noto avevano stretti rapporti con i "thuatha de Dana", ovvero i sardi, che per i celti erano il "popolo fatato", quello da cui la mitologia britannica vuole l'origine dei celti britannici...
    Io addirittura facevo di Shardana e Celti uno stesso popolo, ma se non è così, ancora meglio, vuol dire che si tratta di un Unikum!

  5. #5
    Indipendentista sardu
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    In origine postato da Kornus
    Io addirittura facevo di Shardana e Celti uno stesso popolo, ma se non è così, ancora meglio, vuol dire che si tratta di un Unikum!
    si tratta di popoli con origini e culture totalmente diversi, a partire dal fatto che i sardi antichi NON erano indoeuropei, i celti sì!

    inoltre i celti dell'Europa continentale hanno avuto meno contatti con i shardana di quanti non ne hanno avuti quelli delle isole britanniche e della Bretagna, dove era diffuso anche il culto mediterraneo (occidentale) della Dea Madre ("sa Manna Mamai")!


  6. #6
    Arthur I
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    In origine postato da Cristianu
    si tratta di popoli con origini e culture totalmente diversi, a partire dal fatto che i sardi antichi NON erano indoeuropei, i celti sì!

    inoltre i celti dell'Europa continentale hanno avuto meno contatti con i shardana di quanti non ne hanno avuti quelli delle isole britanniche e della Bretagna, dove era diffuso anche il culto mediterraneo (occidentale) della Dea Madre ("sa Manna Mamai")!

    Per "sardi antichi" che intendi? Gli shardana stessi o quelli che alcuni chiamano "barbaricini" o "sardi dell'interno" distinguendoli dagli shardana? Perchè a me risulta che gli shardana fossero indoeuropei provenienti dall'Anatolia.

  7. #7
    Indipendentista sardu
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    In origine postato da Arthur I
    Per "sardi antichi" che intendi? Gli shardana stessi o quelli che alcuni chiamano "barbaricini" o "sardi dell'interno" distinguendoli dagli shardana? Perchè a me risulta che gli shardana fossero indoeuropei provenienti dall'Anatolia.
    i sardi dell'interno hanno origini ignote (ma si fusero ed integrarono con i shardana formando di fatto un unicum, immigrati sempre in tempi remoti, ma postumi a quelli dei protosardi), i shardana avevano origini non indoeuropee mesopotamiche... la lingua sarda pre-romana era del tutto imparentata con le lingue mesopotamiche, ancora oggi molti vocaboli e toponimi sardi lo sono... i popoli mesopotamici non erano indoeuropei.

    in particolare è sempre più avvalorata la tesi uriana sulle origini degli shardana in seguito ad una serie di emigrazioni ad occidente

  8. #8
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    aspetta, i nuragici secondo gli archeologici non erano gli shardana, e i nuragici non erano solo i sardi dell'interno, visto che la maggior parte dei i nuraghi si trovano nelle coste, solo nel territorio di quartu ce ne sono 30!

    la lingua pre-latina era imparentata alle lingue iberiche come testimoniano numerose parole in comune e alcuni fenomeni che ancora oggi esistono solo nel sardo e nel basco....

  9. #9
    GORA EUSKADI
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    In origine postato da Cristianu


    in particolare è sempre più avvalorata la tesi uriana sulle origini degli shardana in seguito ad una serie di emigrazioni ad occidente

    tesi uriana??

  10. #10
    Indipendentista sardu
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    In origine postato da Perdu
    aspetta, i nuragici secondo gli archeologici non erano gli shardana, e i nuragici non erano solo i sardi dell'interno, visto che la maggior parte dei i nuraghi si trovano nelle coste, solo nel territorio di quartu ce ne sono 30!

    la lingua pre-latina era imparentata alle lingue iberiche come testimoniano numerose parole in comune e alcuni fenomeni che ancora oggi esistono solo nel sardo e nel basco....
    i baschi pare fossero anch'essi strettamente imparentati con i popoli del mare! nell'antichità i baschi erano grandi navigatori, esperti nella navigazione oceanica fino a pochi secoli fa! pensa che i francesi li utilizzavano per le rotte verso il Canada! e poi i baschi erano i maestri della caccia alla balena!

    il fatto è che prima dell'arrivo degli indoeuropei nel mediterraneo esisteva un legante mediterraneo abbastanza ampio!

    nel periodo shardana sulle coste i sardi "arcaici" si erano fusi con i shardana, i nuraghes megalitici esistevano già da secoli! solo nell'interno mantenevano delle usanze un po' più svincolate da quelle shardana, che poi sono quelle della pastorizia!


    comunque moltissime parole sarde sono quasi identiche nel sumerico, ora non ricordo il nome dellos tudioso che si è occupato della questione, riporto qualche esempio tratta dall'opera di Melis che fanno senz'altro incuriosire:

    sardo moderno - sumerico

    aba - aba
    araku - araku
    piskedda - pishkeshda
    marra - marra
    ecc...

    a proposito, in sardo "caddotzu" ( ) al giorno d'oggi è qualcosa di zozzo e lurido, in sumerico ("kadesh") ed in sardo antico significava invece "santuario"... penso che durante la cristianizzazione i preti abbinassero a porcherie i luoghi di culto pagani, e così la parola che i pagani usavano per indicare i luoghi di culto, per i cristiani assumeva un significato dispregiativo...



    comunque sono solo cose che ho letto, quindi al limite rimando alle fonti...

 

 
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