NUOVA GRANA -Il botto è opera della Giunta delle elezioni, l'organismo che valuta i documenti che attestano se tutti i consiglieri hanno le carte in regola per essere eletti. Tra le clausole di legge, per entrare in Consiglio non bisogna essere componenti di consigli di amministrazione di società controllate dalla Regione. Ebbene, sotto le forche caudine sono caduti il rodigino Andrea Astolfi e il veronese Sandro Sandri, entrambi new entry per la Lega . Il primo risultava nel Cda di Veneto Acque società controllata dalla Regione al 100\%; il secondo era in nota di Veneto Innovazione di cui la Regione, stando al resoconto societario dadato novembre 2004, detiene il 51\%. La legge istitutiva di questa seconda società recita che la Regione può detenere azioni in quantità non inferiore al 33\%. Quindi anche di più: in realtà è il 51\%, valore che farebbe scattare l'ineleggibilità automatica di Sandri. Entrambi i leghisti, però, affermano di essersi dimessi dalle due società prima delle elezioni: alla Giunta delle elezioni l'ultima parola.

Se ad Astolfi e Sandri venisse dato torto, la Lega perderebbe un consigliere a vantaggio di Forza Italia: con grande soddisfazione di Galan che recupererebbe un fedelissimo poiché Astolfi verrebbe sostituito da Leonardo Padrin sorprendentemente rimasto fuori dal Palazzo nonostante l'alto numero di preferenze riscosso. Il Carroccio manterrebbe invece l'altro posto cambiando Sandri con il veronese Emilio Zamboni (primo dei non eletti nel proporzionale), molto lega to all'assessore Flavio Tosi.



N.B: enrambi gli "incompatibili" erano nel listino protetto, quindi la loro candidatura è stata voluta da Prosecchino. Ennesima figura grazie all'infaticabli segretatio "King of cadrega".