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    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Predefinito Domenica 26: Obolo di san Pietro

    ......TUTTI NE PARLANO......molti ne sparlano...e in parecchi non sanno che cosa è.....proviamo a fare chiarezza.......

    Rinfraziamo per questo la fonte Ufficiale della Chiesa (diffidate delle imitazioni) www.vaticans.it "Obolo di S.Pietro"

    All’inizio del suo pontificato, Giovanni Paolo II ha indicato il criterio generale che ispira la pratica dell’Obolo:

    “La base primaria per il sostegno della Sede Apostolica dev’essere costituita dalle offerte date spontaneamente dai cattolici di tutto il mondo, ed eventualmente anche da altre persone di buona volontà. Questo corrisponde alla tradizione che ha le sue origini nel Vangelo (Lc 10,7) e negli insegnamenti degli Apostoli (1 Cor 9,11)”

    (Lettera al Cardinale Segretario di Stato, 20 novembre 1982).

    Le offerte dei fedeli al Santo Padre sono destinate alle opere ecclesiali, alle iniziative umanitarie e di promozione sociale, come anche al sostentamento delle attività della Santa Sede.

    “Vi sono note le crescenti necessità dell’apostolato, i bisogni delle Comunità ecclesiali specialmente in terra di missione, le richieste di aiuto che giungono da popolazioni, individui e famiglie che versano in condizioni precarie. Tanti attendono dalla Sede Apostolica un sostegno che spesso non riescono a trovare altrove.
    In quest’ottica, l’Obolo costituisce una vera e propria partecipazione all’azione evangelizzatrice, specialmente se si considerano il senso e l’importanza di condividere concretamente le sollecitudini della Chiesa universale.

    (Giovanni Paolo II al Circolo San Pietro, 28 febbraio 2003).

    Il Santo Padre, come Pastore di tutta la Chiesa, si preoccupa anche delle necessità materiali di diocesi povere, istituti religiosi e fedeli in gravi difficoltà (poveri, bambini, anziani, emarginati, vittime di guerre e disastri naturali; aiuti particolari a Vescovi o Diocesi in necessità, educazione cattolica, aiuto a profughi e migranti, ecc.).

    Ma come nasce l'Obolo di S.Pietro??

    Nasce con lo stesso cristianesimo la pratica di sostenere materialmente coloro che hanno la missione di annunciare il Vangelo, perché possano impegnarsi interamente nel loro ministero, prendendosi anche cura dei più bisognosi (cfr Atti degli Apostoli 4,34; 11,29).

    Alla fine del secolo VIII, gli anglosassoni, dopo la loro conversione, si sentirono tanto legati al Vescovo di Roma, che decisero di inviare in maniera stabile un contributo annuale al Santo Padre. Così nacque il “Denarius Sancti Petri” (Elemosina a San Pietro), che ben presto si diffuse nei Paesi europei.

    Questa, come altre pratiche analoghe, passò attraverso molte e diverse vicissitudini nel corso dei secoli, fino a quando fu benedetta dal Papa Pio IX, con l’Enciclica Saepe venerabilis del 5 agosto 1871.

    Attualmente, questa colletta ha luogo in tutto il mondo cattolico, per lo più il 29 giugno o la domenica più vicina alla Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo.

    http://www.vatican.va/roman_curia/se...s/index_it.htm




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    sapere....è prevenire....il chè è meglio che curare...

    Fraternamente Caterina
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

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  2. #2
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    www.avvenire.it l'articolo è di giugno 2004

    Carità del Papa: la giornata

    Oggi nelle chiese italiane si raccoglie l’Obolo di San Pietro. Mons. Betori: «Un gesto che ci educa all’universalità della Chiesa»

    Di Vincenzo Grienti

    Si celebra oggi in tutte le parrocchie italiane la Giornata della carità del Papa, il momento in cui le Chiese di tutto il mondo, alla vigilia della festa dei Santi Pietro a Paolo, sono chiamate a partecipare concretamente alla sollecitudine del Pontefice per la Chiesa universale. Erede dell'antico «obolo di San Pietro», la Giornata della carità del Papa è un momento molto sentito in Italia: lo confermano i dati sulla raccolta effettuata nel 2003, illustrati qualche settimana fa durante l'assemblea generale della Cei.

    L'anno scorso il contributo delle 227 diocesi italiane è stato pari a tre milioni 621mila 336 euro e 37 centesimi, cioè il 37,9 per cento in più rispetto al 2002. Una somma a cui si aggiunge il contributo erogato ai sensi del canone 1271 del Codice di diritto canonico, che è rimasto pressoché invariato a quota tre milioni e 587mila euro. «Viviamo in un epoca in cui le forme di mobilitazione a favore del prossimo hanno larga risonanza, , non solo in ambito religioso - sottolinea il segretario generale della Cei, il vescovo Giuseppe Betori -. Sono gesti favoriti dallo stesso processo di globalizzazione che ci fa cittadini del mondo, responsabili insieme della sopravvivenza del pianeta, della pace fra le nazioni e della giustizia sociale. Dentro questo panorama di crescente consapevolezza e attenzione alla realtà universale - continua Betori -, la Chiesa ha un ruolo primario, proprio perché non ha limiti nazionali o interessi da difendere, ma è l'espressione della comunione di tutti i credenti in Cristo, e può dirigere la sua azione verso gli innumerevoli bisogni dell'uomo di qualsiasi latitudine. In questo senso il mondo guarda con fiducia al Sommo Pontefice e alle numerose espressioni della sua carità, così come guarda alla Chiesa italiana e alle opere di misericordia che danno volto al suo amore per il prossimo».

    Nacque fin dalle prime comunità cristiane la pratica di sostenere materialmente coloro che hanno la missione di annunciare il Vangelo. Ma alla fine dell'ottavo secolo gli anglosassoni, dopo la loro conversione, si sentirono tanto legati al vescovo di Roma, che decisero di inviare in maniera stabile un contributo annuale al Santo Padre. Così nacque il Denarius Sancti Petri, che ben presto si diffuse nei Paesi europei.

    Come spiega un'apposita sezione del sito internet della Santa Sede, all'Obolo di San Pietro i cattolici del mondo possono contribuire anche al di là della Giornata. È possibile infatti inviare offerte per la carità del Papa servendosi del conto corrente postale numero 75070003 (indicando la causale «Obolo di San Pietro), ma è possibile utilizzare anche un bonifico bancario (indirizzato a Banca Intesa, filiale Roma Eur, conto 099900000109, Abi 03069, Cab 05039).

    Infine i possessori di carta di credito possono inviare un fax al numero 06/6988.3954 (indicando gli estremi della propria carta). Per qualsiasi ulteriore informazione è possibile rivolgersi all'Ufficio Obolo di San Pietro in Vaticano (telefono 06/6988,4851, e-mail: obolo.sp@segstat.va ).
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  3. #3
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    LA SANTA SEDE
    Il bilancio comprende tutti gli organismi al servizio del pontefice e della Chiesa, come la segreteria di Stato, le congregazioni, i tribunali, la Camera apostolica, l'Amministrazione del patrimonio della Santa Sede, i media (Radio vaticana e Osservatore romano), il sinodo dei vescovi o le 118 sedi delle rappresentanze pontificie all'estero.

    Quattro le voci più importanti, anche se non le sole, di questo consuntivo presentato ogni anno dal cardinale Sergio Sebastiani, responsabile della prefettura degli Affari economici. La prima riguarda la curia romana, che comprende tutti i dicasteri e dove lavorano 2.675 persone, di cui 755 ecclesiastici, 344 religiosi e 1.575 laici. Nel 2003 sono stati spesi 99,4 milioni di euro, con un piccolo risparmio rispetto ai 106 del 2002.


    La seconda voce e la terza riguardano l'attività finanziaria e gli immobili, gestiti dall'Apsa, pilastro dell'amministrazione, presieduta dal cardinale Attilio Nicora, guidata dal vescovo Claudio Maria Celli e seguita direttamente da Vincenzo Di Mauro, di Monza, già parroco di Santa Maria di Caravaggio, a Milano.

    OBOLO DI SAN PIETRO
    Nata nel Medioevo, la colletta viene raccolta in tutto il mondo alla festa dei santi Pietro e Paolo. La somma, nella quale confluiscono anche quelle devolute al papa, è nella personale disponibilità del pontefice. L'obolo serve a finanziare opere ecclesiali, iniziative umanitarie e le chiese in difficoltà. L'ultimo dato è del 2003: 55,8 milioni di dollari. Tre anni prima, però, nel Duemila, erano 63,6. Anche la Santa Sede ha avuto problemi con l'Euro come lo Stato Italiano.

    Si uniscono altre voci:

    LE FONDAZIONI
    Al di fuori del bilancio della Santa sede vi sono anche i conti di alcune fondazioni nate per sostenere la Chiesa. Tra le più importanti vi è la Centesimus annus pontifice, che riunisce centinaia di imprenditori cattolici. Presieduta da Lorenzo Rossi di Montelera, ne fanno parte anche Roberto Mazzotta, presidente della Banca popolare di Milano, e Franco Nobili, ex presidente dell'Iri. Funziona come un fondo di investimento, i proventi sono devoluti al papa il quale ne rigira una parte agli enti cattolici che si occupano di disoccupati e di stranieri sul territorio.

    LE PONTIFICIE OPERE MISSIONARIE
    Uno sguardo particolare meritano anche le opere missionarie. Ogni anno si raccolgono sussidi per l'Opera per la propagazione della fede, per l'Opera di San Pietro apostolo, per l'Opera dell'infanzia missionaria. «Da ogni diocesi del mondo missionario arrivano le proposte di progetti» spiega padre Fernando Galbiati, segretario generale della Pontificia opera missionaria della propagazione della fede e della Pontificia unione missionaria. E i 120-130 direttori delle diverse opere missionarie si riuniscono per decidere quali sostenere. «Le iniziative vengono finanziate grazie alle somme raccolte in occasione della Giornata missionaria mondiale, alle offerte che giungono dalle Chiese e dai fedeli di tutto il mondo e anche grazie a un numero crescente di legati testamentari che vengono destinati alla missione». Il totale? Solo nel 2001-2002 sono stati 112,4 milioni di dollari, gran parte di questi sono stati destinati all'Africa e ai diversi progetti ospedalieri e scolastici.




    A CHI SERVE LA COLLETTA SANTA

    Viene raccolta in favore delle opere ecclesiali

    L'obolo di San Pietro nacque alla fine del secolo VIII. Gli anglosassoni, dopo la loro conversione, si sentirono tanto legati al vescovo di Roma che decisero di inviare in maniera stabile un contributo annuale al papa. Così nacque il Denarius Sancti Petri, l'elemosina a San Pietro, che ben presto si diffuse nei paesi europei.

    Questa, come altre pratiche analoghe, ha attraversato i secoli fino a quando fu benedetta da Papa Pio IX, con l'enciclica Saepe venerabilis del 5 agosto 1871.

    Oggi la colletta viene raccolta in tutto il mondo cattolico, per lo più il 29 giugno o nella domenica più vicina alla festa dei santi Pietro e Paolo. Le offerte dei fedeli sono destinate alle opere ecclesiali, alle iniziative umanitarie e di promozione sociale, come al sostentamento delle attività della Santa sede in gran parte decise direttamente dal Papa. «Tanti attendono dalla Sede apostolica un sostegno che spesso non riescono a trovare altrove» scrisse lo stesso Papa Giovanni Paolo II nel 1982 in una lettera al segretario di Stato vaticano sull'uso dell'obolo di San Pietro.
    Fraternamente Caterina
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  4. #4
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    GIORNATA DELLA CARITÀ
    Ritorna domenica l’antica tradizione della colletta che permette al Santo Padre di intervenire a favore di chi è ai margini. Ruini: «Tocca anche a noi mostrare in concreto che il Pontefice non è solo»

    Obolo: con Pietro accanto agli ultimi


    Da Roma Mimmo Muolo

    Anche una piccola offerta, nelle mani del Papa, può diventare determinante per aiutare chi soffre. È questo il senso del manifesto che in tutte le chiese annuncia in questi giorni la Giornata per la carità del Papa.

    Torna, infatti, l'annuale appuntamento con la colletta mondiale che consente al Pontefice di intervenire laddove c'è più bisogno e anche di sostenere in parte l'attività della Santa Sede. Quest'anno la Giornata per la carità del Papa sarà celebrata il 26 giugno: in pratica, come vuole la tradizione, la domenica più vicina alla solennità dei Santi Pietro e Paolo. E cresce, perciò, nelle Chiese locali la sensibilizzazione per promuovere la raccolta del cosiddetto Obolo di San Pietro.

    Tra i primi a ricordare l'appuntamento i vescovi italiani. «In vista della Giornata per la Carità del Papa - si legge, infatti, nel comunicato finale della 54ª assemblea generale della Cei, svoltasi alla fine di maggio - i vescovi hanno ribadito l'importanza di continuare a sostenere generosamente la sollecitudine solidale del Santo Padre nel mondo».

    Analoghi appelli sono stati rivolti a Roma e in quasi tutte le diocesi italiane dai rispettivi vescovi. «La Giornata della Carità del Papa è un modo efficace per mostrare la nostra vicinanza al Santo Padre e contribuire alla missione che il Signore gli ha affidato», afferma il cardinale vicario di Roma, Camillo Ruini, in una lettera rivolta ai fedeli della capitale. «Quest'anno - ricorda il porporato - la Giornata ha luogo a breve distanza da un periodo nel quale abbiamo vissuto intensamente e compreso in profondità il ministero del Papa, vescovo di Roma e pastore universale della Chiesa».

    Prima la malattia e la morte «del nostro amatissimo Pontefice Giovanni Paolo II ci ha mostrato la grandezza della sua fede, il senso cristiano della sofferenza e la certezza della vita eterna - prosegue il cardinale vicario -. Poi la rapida elezione di Benedetto XVI ha riempito il nostro cuore di gioia e ci ha dato il senso della semp re nuova vitalità della Chiesa». «Egli stesso - continua la lettera - nella Messa solenne di inizio del suo pontificato ha affermato con forza "non sono solo". Tocca anche a noi - esorta, dunque, Ruini - mostrare in concreto che il Papa non è solo, perché la Chiesa è pienamente con lui».

    Anche monsignor Claudio Stagni, vescovo di Faenza-Modigliana definisce la Giornata «un appuntamento al quale non dobbiamo mancare». In questo giorno, infatti, «si incontrano due generosità: quella dei fedeli che aiutano il Papa, e quella del Papa che aiuta tanti che hanno bisogno». «Non siamo sollecitati da una particolare emergenza - continua il presule -, ma dall'espressione di una comunione più ampia tra noi e il Papa, che trova modo di esprimersi nel sostegno dato per le sue opere di carità».

    La sensibilizzazione passa quest'anno anche tramite i mass media cattolici. Oltre al sussidio messo a disposizione come ogni anno dall'Ufficio comunicazioni sociali della Cei per «sollecitare la partecipazione attiva dei cattolici italiani nella raccolta di fondi», verrà diffuso domenica con Avvenire, Noi genitori e figli e con i settimanali diocesani della Fisc un pieghevole che illustra le finalità e la storia dell'Obolo di San Pietro.

    Intanto il relativo ufficio operante presso la Segreteria di Stato e diretto da monsignor Tullio Poli ha diffuso i dati relativi al 2004. L'anno scorso i fedeli italiani hanno inviato al Papa offerte per complessivi 2 milioni 316mila 719 euro e 97 centesimi. I vescovi, come hanno sottolineato anche nel comunicato finale dell'Assemblea di maggio, si augurano naturalmente che questa cifra sia superata durante la raccolta di questi giorni.

    *******************
    Fraternamente Caterina
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    Parte di questo introito è destinato alla

    Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli




    “Guida delle Missioni Cattoliche 2005”
    Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli
    Collana Grandi Opere

    La “Guida delle Missioni Cattoliche 2005” è stata presentata al Santo Padre da Sua Eminenza il Cardinale Crescenzio Sepe, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli. Il Santo Padre ha ringraziato per l'omaggio, esprimendo nel contempo viva gratitudine a tutti coloro che hanno collaborato alla nuova edizione dell'opera.
    L'ultima edizione risaliva al 1989. Era perciò doveroso rivederla e aggiornarla. Il compito è stato affidato a P. Giancarlo Girardi, S.V.D., Procuratore Generale dei Missionari Verbiti. La nuova Guida delle missioni cattoliche è attualizzata al 31 ottobre 2004. La preoccupazione nel preparare questa nuova edizione è stata quella di presentare dei numeri e delle carte geografiche aggiornate, che aiutino a conoscere la realtà dei vari Paesi e delle varie Chiese particolari a chi consulta questa Guida.
    I tanti dati riportati esprimono la variegata situazione ecclesiale delle diverse Circoscrizioni ecclesiastiche, impegnate nell'evangelizzazione e nella promozione umana integrale. Da qui l'attenzione posta alle persone che lavorano nella pastorale, in primo luogo gli zelanti pastori delle varie Chiese particolari; quindi al clero locale autoctono, in netta crescita, e ai missionari, religiosi, religiose e laici, che hanno lavorato e continuano a lavorare con impegno e dedizione. I brevi riferimenti storici, riguardanti l'evangelizzazione nei vari Paesi e gli inizi delle singole Chiese, possono essere di valido aiuto, anche se ridotti all'essenziale, per comprendere meglio tutto lo sforzo missionario della Chiesa, lungo il corso dei secoli, fino ad oggi.
    Una breve introduzione, all'inizio del volume, da rilievo al ruolo e all'attività del Dicastero Missionario e delle Pontificie Opere Missionarie. Dalla lettura di tale volume si possono desumere alcune novità relative al mondo della "Missio ad gentes".
    Dal 1989 ad oggi sono state erette 134 nuove Circoscrizioni ecclesiastiche e circa 150 hanno subito modifiche. Attualmente alla Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli sono affidate complessivamente 1.069 Circoscrizioni ecclesiastiche, quasi il 30% di tutte le Circoscrizioni ecclesiastiche della Chiesa universale nel mondo.

    http://www.fides.org/ita/recensioni/...ioni_2005.html



    .............
    Fraternamente Caterina
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