Benedetto XVI al Quirinale. Il programma della visita
di Mattia Bianchi/ 22/06/2005
Venerdì mattina, il papa sarà accolto dal presidente della Repubblica. È l’ottava visita di un pontefice, segno della stretta relazione tra l’Italia e la Santa Sede. Atteso un accenno di Ciampi al tema della laicità dello Stato.
ROMA - Regola rispettata: Benedetto XVI venerdì mattina seguirà l’esempio dei suoi predecessori da Pio XII a Giovanni Paolo II, recandosi al Quirinale. Si tratta dell’ottava visita di Stato in Italia per un pontefice, segno dell’affetto e del legame che da sempre lega i successori di Pietro alla “diletta nazione italiana”. Benedetto XVI lascerà il Vaticano alle 10,45 attraverso l'Arco delle Campane e in piazza Pio XII, sarà accolto ufficialmente in territorio italiano dalla missione straordinaria del governo, guidata dal ministro degli Esteri Gianfranco Fini e dal sottosegretario Gianni Letta. In Piazza Venezia invece sarà il sindaco Walter Veltroni a dare al papa il benvenuto nella città di Roma. Subito dopo, uno squadrone di corazzieri scorterà il corteo delle auto vaticane lungo via 4 Novembre e via XXIV Maggio, fino al Quirinale. Sarà questa la parte pubblica più spettacolare del percorso che il pontefice farà fuori le mura vaticane per raggiungere il Palazzo che fino al 1870 fu residenza ufficiale dei papi e che dal 1946 è sede della presidenza della Repubblica italiana. Carlo Azeglio Ciampi accoglierà con la massima solennità Benedetto XVI, come si conviene ai capi di Stato. Nel cortile d'onore, il presidente della Repubblica e l'illustre ospite, ascolteranno l'inno pontificio e l'Inno di Mameli davanti ai reparti schierati che renderanno gli onori militari. Ciampi e Benedetto XVI si trasferiranno poi al piano nobile, dove si svolgeranno le presentazioni, il colloquio privato, i discorsi ufficiali e il colloquio fra la delegazione del governo italiano, guidata dal presidente del Consiglio Berlusconi e dal ministro degli Esteri Fini, e le autorità vaticane al seguito del papa.
Ciampi e Benedetto XVI si sposteranno poi nel Salone dei Corazzieri e infine nell'adiacente Cappella Palatina, edificata da Carlo Maderno alla fine del Cinquecento. In quel periodo, secondo il progetto di Papa Paolo V Borghese (1605-1621), il Quirinale doveva diventare una sede alternativa ai Palazzi Vaticani, e la Cappella Paolina doveva assolvere alla medesima funzione di grande cappella di palazzo che riveste la Sistina in Vaticano. Dalla Cappella, Ciampi e Benedetto XVI si trasferiranno nello studio di rappresentanza del presidente, lo Studio alla Vetrata, percorrendo la lunga serie di sale prospicienti la Paolina e poi il lato del Palazzo che costeggia la Piazza del Quirinale; le sale delle Logge, dei Bussolanti, il salottino San Giovanni, le sale Gialla, di Augusto, degli Ambasciatori, di Ercole, fino alla Loggia d'Onore. Dopo il colloquio privato, Ciampi e il papa si trasferiranno nel Salone delle Feste (quello in cui si svolge la cerimonia del giuramento del governo) e pronunceranno i discorsi ufficiali. Poco prima delle 13, il pontefice lascerà il Quirinale e farà ritorno in Vaticano.
Per il momento si sa ancora poco sul contenuto dei discorsi in programma. Secondo alcune anticipazioni del Corriere della Sera, il presidente Ciampi dovrebbe fare un accenno al tema della laicità dello Stato, legandosi così alla questione dei referendum che hanno animato lo scontro politico nei mesi scorsi. Un discorso alto che non avrà alcun accento polemico, ma potrebbe esprimere un certo dissenso del presidente sui toni raggiunti in campagna elettorale. Benedetto XVI sarà il quinto papa ad entrare ''in visita'' al Quirinale. Il primo fu Pio XII il 28 dicembre 1939, seguito da tutti gli altri suoi successori. L'11 maggio 1963, Giovanni XXIII incontrò il presidente della Repubblica Antonio Segni. L'anno successivo, l'11 gennaio, Paolo VI fece visita allo stesso Segni e, il 21 marzo 1966, al presidente Giuseppe Saragat. Seguì un altro lungo intervallo, fino al 2 giugno 1984, quando Giovanni Paolo II si recò in visita da Sandro Pertini, al quale fu legato anche da un'intensa amicizia personale, che produsse numerosi incontri, anche molto informali, come la famosa gita del 16 luglio 1984, sull'Adamello, quando il presidente disse al papa: 'Lei scia come una rondine''. Il 18 gennaio 1986, lo stesso Giovanni Paolo II si recò al Quirinale per incontrare Francesco Cossiga e il 20 ottobre 1998 per Oscar Luigi Scalfaro.
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