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    Predefinito Compendio del Catechismo: alcune anticipazioni.

    Il Papa: il compendio del catechismo è una sintesi fedele e sicura


    di Alessandro Renzo/ 26/06/2005


    Mancano pochi giorni alla presentazione della summa del catechismo della Chiesa cattolica, offerto da papa Wojtyla il 7 dicembre 1992 come "testo di riferimento sicuro e autentico". Alcune anticipazioni...




    Verrà presentato martedì il compendio del catechismo della Chiesa cattolica. Tutto è pronto per la cerimonia presieduta dal papa, che da cardinale aveva curato personalmente il lavoro. Il 2 febbraio 2003, Joseph Ratzinger, allora prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, aveva infatti ricevuto da Giovanni Paolo II l'incarico di predisporre un testo più breve dell'originale, che fosse facilmente consultabile. Incarico portato a termine prima della morte di papa Wojtyla, anche con una consultazione che ha interessato cardinali e arcivescovi di tutto il mondo. Il nuovo compendio arriverà in libreria il 29 giugno: è stato presentato lunedì 20 giugno al Santo Padre, ma verrà reso pubblico soltanto martedì 28 giugno alla presenza di Benedetto XVI, in una solenne cerimonia nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico.

    Il compendio è stato voluto dal magistero perché contenga, con la concisione che è caratteristica a simili opere, i contenuti essenziali e basilari della fede. Il catechismo è fonte, modello e punto di riferimento di questo compendio. Come tale esso rispetta la completezza e l’integrità dottrinale del catechismo, del quale costituisce, per ripetere le espressioni di Giovanni Paolo II, una sorta di vademecum che ottenga alle persone, anche non credenti, una visione panoramica della fede.

    Con il termine "compendio" si indica un’esposizione sintetica con finalità didattiche o divulgative. Il testo che sarà presentato il 28 giugno sarà un compendio non della dottrina, bensì del catechismo della Chiesa cattolica. Rispetto ad esso ha una formulazione più sintetica dei contenuti, in una forma didatticamente più valida per il suo scopo di più ampia accessibilità. Infatti, il catechismo della Chiesa cattolica, inteso come esposizione organica e sintetica dei contenuti essenziali e fondamentali della dottrina cattolica, è destinato principalmente ai responsabili della catechesi, in primo luogo, ai vescovi quali maestri della fede e pastori della Chiesa. Il compendio è accolto con particolare attesa dagli esperti del settore, anche se dalla Santa Sede spiegano di non doversi attendere particolari novità rispetto all'edizione completa del 1992. Non un "nuovo" catechismo, quindi, ma una edizione più agile, che sarà disponibile in una versione economica o in quella più ricercata, magari illustrata con belle immagini d'arte, come ha già anticipato Andrea Tornielli su Il Giornale. Ma nei contenuti non sarà facile trovare capovolgimenti di fronte, in quanto gli autori si sono attenuti al catechismo che nel 1992 Giovanni Paolo II, presentò come un "testo di riferimento sicuro e autentico". Lo stesso Benedetto XVI lo ribadisce: il compendio "contiene, in modo conciso, tutti gli elementi essenziali e fondamentali della fede della Chiesa - ha scritto il papa nell'invito per la cerimonia del 28 giugno - così da costituire, come era stato auspicato dal mio predecessore, una sorta di 'vademecum', che consenta alle persone, credenti e non, di abbracciare, in uno sguardo d'insieme, l'intero panorama della fede cattolica".

    Già da un anno si sa che il testo è lungo poco meno di un settimo del catechismo completo, per un totale di circa 150 pagine e 634 paragrafi, ed è redatto in forma dialogica, con brevi domande seguite da risposte altrettanto sintetiche. Dunque, è strutturato sulla formula che caratterizzava il catechismo di Pio X. Già il Concilio di Trento richiese la pubblicazione di un Catechismus ad parochos, cosa che avvenne ad opera di Paolo IV nel 1556.

    I temi trattati sono stati suddivisi in quattro capitoli: si va dalle professioni di fede alle questioni riguardanti i sacramenti, dalla spiegazione dei dieci comandamenti a domande sulla preghiera. La scelta dello stile domanda-risposta è stata fatta proprio per invitare il fedele alla lettura, come a voler instaurare un dialogo tra il testo e il lettore. Un'operazione da non sottovalutare, tanto che lo stesso Joseph Ratzinger, prima di arrivare alla stesura definitiva del compendio, lo inviò a febbraio a tutti i cardinali e ai presidenti delle conferenze episcopali, con la richiesta di restituire entro due mesi le loro osservazioni. Che sono state raccolte e che hanno consentito di apportare alcune modifiche al testo originario.

    Alla fine del compendio sono proposte come appendice alcune tra le principali e più famose preghiere del cristiano e alcune formule di dottrina.

    Il testo del compendio sarà pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana in co-edizione con le Edizioni San Paolo, che ne cureranno anche la diffusione in tutta Italia a partire dal 29 giugno, festa di San Pietro e Paolo. Mentre per le traduzioni e le edizioni nelle varie lingue saranno coinvolte le rispettive Conferenze episcopali.

    Stato laico, difesa dell'embrione, guerra e pena di morte: alcune anticipazioni

    Secondo quanto riportato dall'agenzia Apcom, nel compendio la Chiesa torna a difendere con forza gli embrioni. Alla domanda numero 472 ("perché la società deve proteggere ogni embrione") si ricorda che il diritto inalienabile di "ogni" essere umano, fin dal suo concepimento" è "un elemento costitutivo della società civile e della sua legislazione". Quando uno Stato, si legge nel testo che Apcom è in grado di anticipare, "non mette la sua forza al servizio dei diritti di tutti, e in particolare dei più deboli, tra i quali i concepiti ancora non nati, vengono minati i fondamenti stessi di uno Stato di diritto". Due pagine dopo, alla domanda numero 499 ("perché l'inseminazione e la fecondazione artificiali sono immorali"), si torna sul tema ricordando che queste tecniche "sono immorali perché dissociano la procreazione dall'atto con cui gli sposi si donano reciprocamente, instaurando così un dominio della tecnica sull'origine e sul destino della persona umana". Inoltre la fecondazione eterologa, prosegue il testo, "con il ricorso a tecniche che coinvolgono una persona estranea alla coppia coniugale, ledono il diritto del figlio a nascere da un padre e da una madre consociuti da lui, legati tra loro dal matrimonio e aventi il diritto esclusivo a diventare genitori soltanto l'uno attraverso l'altro".

    Mentre al punto 465 si chiarisce quand'è che il cittadino può disobbedire alle autorità civili. "Il cittadino non deve obbedire quando le leggi delle autorità civili si oppongono alle esigenze dell'ordine morale". Poi si cita un passo degli Atti degli Apostoli che dice: "Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini". Le domande-risposte sul tema della difesa della vita sono contenute nella terza parte del libro, sezione seconda, quella dedicata ai dieci Comandamenti. Sull'argomento si parla anche di che cosa possono fare gli sposi quando non hanno figli: "qualora il dono del figlio non fosse loro concesso - stabilisce la Chiesa - gli sposi dopo avere esaurito i legittimi ricorsi alla medicina, possono mostrare la loro generosità mediante l'affido e l'adozione, oppure compiendo servizi significativi a favore del prossimo. Realizzando così una fecondità spirituale.

    Sempre nella parte riguardante i Comandamenti, un altro tema sul quale si concentra l'attenzione è il tema della pace affrontato in ben sette domande. Per la pace del mondo, si legge, si "richiede l'equa distribuzione e la tutela dei beni delle persone, la libera comunicazione tra gli esseri umani, il rispetto della dignità delle persone e dei popoli". Mentre l'uso della forza militare è moralmente consentito solo in presenza di quattro condizioni: "certezza di un durevole e grave danno subito; inefficacia di ogni alternativa pacifica; fondate possibilità di successo; assenza di mali peggiori considerata l'odierna potenza dei mezzi di distruzione". In caso di minaccia di guerra la valutazione rigorosa di tali condizioni - per gistificare un intervento - spetta al "giudizio prudente dei governanti, cui compete anche il diritto di imporre ai cittadini l'obbligo delal difesa nazionale, fatto salvo il diritto personale dell'obiezione di coscienza, da attuarsi con altra forma di servizio alla comunità umana". Quanto alla legge morale in caso di guerra, rimane "sempre valida" e richiede che si trattino con "umanità i non combattenti, i soldati feriti, i prigionieri". Si devono poi condannare "le distruzioni di massa come pure lo sterminio di un popolo o di una minoranza etnica che sono peccati gravissimi: si è moralmente in obbligo di fare resistenza agli ordini di chi comanda". Infine la pena capitale che, nonostante le richieste arrivate in Vaticano da molte parti del mondo cattolico, non viene chiaramente messa al bando, in una formulazione semplice ed immediata, sebbene il Compendio precisi che ormai i casi di "assoluta necessità di pena di morte sono molto rari se non addirittura praticamente inesistenti" e che uno Stato dispone delle possibilità per reprimere il crimine rendendo inoffensivo il colpevole. "Quando i mezzi incruenti sono sufficienti, l'autorità si limiterà a questi mezzi, perché questi corrispondono meglio alle condizioni concrete del bene comune, sono più conformi alla dignità della persona e non tolgono definitivamente al colpevole la possibilità di redimersi".


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    COMPENDIO DEL CATECHISMO: MONS. SEMERARO (VESCOVO DI ALBANO), “UN PREZIOSO SUSSIDIO”


    Domani mattina, nel corso di una celebrazione liturgica presieduta da Papa Benedetto XVI (ore 11, Sala Clementina), verrà presentato il Compendio del Catechismo della Chiesa cattolica. “Il termine 'compendio'– spiega al Sir mons. Marcello Semeraro, vescovo di Albano Laziale e teologo - che già nella nostra lingua italiana indica un'esposizione sintetica con finalità didattiche o divulgative, non è estraneo alla concezione stessa del Catechismo. Giovanni Paolo II, difatti, quando l'11 ottobre 1992, stabilì la pubblicazione del Catechismo della Chiesa cattolica, lo indicò pure come un 'Catechismo o Compendio di tutta la dottrina cattolica per quanto riguarda sia la fede sia la morale'. Quest'annotazione terminologica aiuta a capire che il testo che sarà presentato domani sarà piuttosto un Compendio non della dottrina, bensì del Catechismo della Chiesa cattolica. Rispetto ad esso, cioè, ha una formulazione più sintetica dei contenuti espressi in una forma dialogica, didatticamente più valida per il suo scopo di più ampia accessibilità”.


    Pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana in coedizione con le Edizioni San Paolo, il Compendio del Catechismo della Chiesa cattolica è stato preparato da una Commissione speciale, istituita nel 2003 da Giovanni Paolo II e presieduta dall’allora card. Joseph Ratzinger. Il Compendio, spiega ancora mons. Semeraro, è stato “voluto come un'agevole sintesi capace d'incoraggiare a un migliore approfondimento del Catechismo medesimo. Giovanni Paolo II lo volle pure come un ulteriore strumento di educazione alla fede. Perciò, il Compendio è stato annunciato come un prezioso sussidio per soddisfare la fame di verità che ogni persona umana, di qualsivoglia età e condizione, sente nel suo cuore”. Per mons. Semeraro, “non è appropriato intendere il nuovo testo come un'appendice del Catechismo. Come tale s'intende di solito un'aggiunta che si fa a un volume allo scopo di chiarire alcuni punti trattati in modo non esauriente, oppure al modo di un aggiornamento. Nulla di tutto questo". Ci saranno delle "integrazioni" a livello magisteriale? "Il Catechismo - risponde Semeraro - è fonte, modello e punto di riferimento di questo Compendio. Come tale esso rispetta la completezza e l'integrità dottrinale del Catechismo, del quale costituisce, per ripetere le espressioni di Giovanni Paolo II, una sorta di vademecum che ottenga alle persone, anche non credenti, una visione panoramica della fede cattolica".


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    Predefinito Compendio Catechismo: C'e' L' Inferno, No Al Culto Del Corpo

    COMPENDIO CATECHISMO: C'E' L' INFERNO, NO AL CULTO DEL CORPO


    CITTA' DEL VATICANO - L'inferno ''consiste nella dannazione eterna di quanti muoiono per libera scelta in peccato mortale'' e ''la pena principale dell'inferno sta nella separazione eterna da Dio''. Lo riafferma il compendio del catechismo della Chiesa cattolica, consegnato oggi dal Papa ai fedeli. L'inferno puo' coesistere con ''l'infinita' bonta' di Dio'', visto che questi ''avendo creato l'uomo libero e responsabile, rispetta le sue decisioni'' e per questo e' ''l'uomo stesso che, in piena autonomia si esclude volontariamente dalla comunione con Dio se, fino al momento della propria morte, persiste nel peccato mortale, rifiutando l'amore misericordioso di Dio''. Il ''giudizio finale (universale) consistera' nella sentenza di vita beata o nella condanna eterna'' e ''avverra' alla fine del mondo, di cui solo Dio conosce il giorno e l'ora''.

    AFFIDO COMPENDIO A OGNI PERSONA DI BUONA VOLONTA'

    Il Papa ''affida idealmente'' il compendio del catechismo della chiesa cattolica non solo ai cattolici ma anche ''a ogni persona di buona volonta' che desideri conoscere la verita' attraverso Cristo''. Lo ha detto durante la cerimonia di consegna del testo, nella sala Clementina in Vaticano. ''Questo compendio - ha detto il Pontefice - per la sua brevita', chiarezza e integrita', si rivolge a ogni persona che, vivendo in un mondo dispersivo e dai molteplici messaggi, desidera conoscere la via della vita, la verita' affidata da Dio alla Chiesa del suo figlio''. Benedetto XVI auspica anche che questo documento favorisca un ''rinnovato annuncio della fede oggi''.

    PREGATE ANCHE IN LATINO, CHE RINSALDA UNITA' CHIESA

    Il Papa invita a pregare anche in latino, e per questo ha voluto che nell'appendice al compendio del catechismo le preghiere siano scritte anche nella versione latina. ''Il latino ha osservato - facilitera' il pregare insieme dei fedeli cristiani appartenenti a lingue diverse, specialmente quando si incontreranno per particolari circostanze''. ''Il latino - ha commentato - per tanti secoli veicolo e strumento ella cultura cristiana, garantisce non solo la continuita' con le nostre radici ma rimane quanto mai rilevante per risaldare il legame della comunione della fede nella chiesa cattolica''.

    DOVE ARRIVA IL NON UCCIDERE

    Il no della dottrina cattolica ad omicidio, aborto, distruzione di embrioni ed eutanasia, ma anche il no ''pratico'' alla pena di morte ed all'accanimento terapeutico trovano conferma nel Compendio del Catechismo della Chiesa cattolica. Tutto parte dall'affermazione che la vita umana va rispettata perche' (n. 466) ''e' sacra. Fin dal suo inizio essa comporta l'azione creatrice di Dio e rimane sempre in una relazione speciale con il Creatore, suo unico fine. A nessuno e' lecito distruggere direttamente un essere umano innocente, essendo cio' gravemente contrario alla dignita' della persona e alla santita' del Creatore. 'Non far morire l'innocente e il giusto' (Es 23,7)''. E se la legittima difesa ''delle persone e delle societa''' e' ammessa (n. 467) e puo' essere un ''grave dovere'' per ''chi ha la responsabilita' della vita altrui'', ''tuttavia essa non deve comportare un uso della violenza maggiore del necessario''. Per questo ''oggi, a seguito delle possibilita' di cui lo Stato dispone per reprimere il crimine rendendo inoffensivo il colpevole, i casi di assoluta necessita' di pena di morte 'sono ormai molto rari se non addirittura praticamente inesistenti''' (n. 469). Il Compendio definisce come ''gravemente contrari alla legge morale'' (n. 470): ''l'omicidio diretto e volontario e la cooperazione ad esso; l'aborto diretto, voluto come fino o come mezzo, nonche' la cooperazione ad esso, pena la scomunica, perche' l'essere umano, fin dal suo concepimento, va rispettato e protetto in modo assoluto nella sua integrita'; l'eutanasia diretta, che consiste nel mettere fine, con un atto o con l'omissione di un'azione dovuta, alla vita di persone handicappate, ammalate o prossime alla morte; (ma il n. 471 definisce ''legittimo'' l'uso di ''analgesici non finalizzati alla morte e la rinuncia all''accanimento terapeutico'''); il suicidio e la cooperazione volontaria ad esso, in quanto e' un'offesa grave all'amore di Dio, di se' e del prossimo: quanto alla responsabilita', essa puo' essere aggravata in ragione dello scandalo o attenuata da particolari disturbi psichici o da gravi timori''. La societa', poi, ''deve proteggere ogni embrione'' (n.472), perche' ''il diritto alla vita di ogni individuo umano, fin dal suo concepimento, e' un elemento costitutivo della societa' civile e della sua legislazione. Quando lo Stato non mette la sua forza al servizio dei diritti di tutti e in particolare dei piu' deboli, tra i quali i concepiti ancora non nati, vengono minati i fondamenti stessi di uno Stato di diritto''. Le sperimentazioni scientifiche, mediche o psicologiche, sono ''moralmente legittime'' se (n. 475) ''sono a servizio del bene integrale della persona e della societa', senza rischi sproporzionati per la vita e l'integrita' fisica e psichica dei soggetti, opportunamente informati e consenzienti''. Anche il trapianto (n. 476) ''e' moralmente accettabile'', purche' ''col consenso del donatore e senza rischi eccessivi per lui''. Per il ''nobile atto della donazione degli organi dopo la morte'', si richiede che sia ''pienamente accertata la morte reale del donatore''. E dopo la morte occorrono ''rispetto e carita''' per i corpi dei defunti; la cremazione (n. 479) ''e' permessa se attuata senza mettere in questione la fede nella risurrezione dei corpi''.

    NO A CULTO CORPO E ECCESSI SALUTISTI

    Ci sono dei ''doveri'' verso il corpo, ma bisogna evitare ''il culto del corpo e ogni sorta di eccessi''. Lo riafferma il compendio del catechismo della chiesa cattolica, consegnato oggi dal Papa ai fedeli. ''Dobbiamo avere - afferma il compendio - una ragionevole cura della salute fisica, propria ed altrui, evitando tuttavia il culto del corpo e ogni sorta di eccessi. Vanno inoltre evitati l'uso di stupefacenti, che causano gravissimi danni alla salute e alla vita umana, e anche l'abuso di cibi, dell'alcool, del tabacco e dei medicinali''. Il testo riafferma poi la legittima delle ''sperimentazioni scientifiche, mediche e psicologiche'' ma a condizione che siano per il ''bene integrale della persona e della societa', senza rischi e sproporzioni per la vita e l'integrita' fisica e psichica dei soggetti, opportunamente informati e consenzienti''.

    STATO TUTELI DIRITTI UMANI NEL LAVORO

    Lo Stato ha delle precise ''responsabilita' circa il lavoro''. Lo riafferma il compendio del catechismo della chiesa cattolica, consegnato oggi dal Papa ai fedeli. ''Allo Stato - afferma il testo - spetta di procurare sicurezza circa le garanzie delle liberta' individuali e delle proprieta', oltre che una moneta stabile e servizi pubblici efficienti; di sorvegliare e guidare l'esercizio dei diritti umani nel settore economico. In rapporto alle circostanze - conclude - la societa' deve aiutare i cittadini a trovare lavoro''.

    LE CONDIZIONI PER LA PACE NEL MONDO

    La ''pace nel mondo richiede l'equa distribuzione e la tutela dei beni delle persone, la libera comunicazione tra gli esseri umani, il rispetto della dignita' delle persone e dei popoli, l'assidua pratica della giustizia e della fratellanza''. Lo afferma il compendio del catechismo, ricordando anche che l' ''uso della forza militare e' moralmente giustificato dalla presenza contemporanea delle seguenti condizioni: certezza di un durevole e grave danno subito; inefficacia di ogni alternativa pacifica; fondate possibilita' di successo; assenza di mali peggiori, considerata l'odierna potenza dei mezzi di distruzione''. Per evitare la guerra, inoltre, bisogna ''evitare l'accumulo e il commercio delle armi non debitamente regolamentati da poteri legittimi; le ingiustizie soprattutto economiche e sociali; le discriminazioni etniche e religiose; l'invidia, la diffidenza, l'orgoglio e lo spirito di vendetta''.

    OGNUNO ACCETTI SUA IDENTITA' SESSUALE

    Le persone devono ''accettare la propria identita' sessuale'', ricordando che ''Dio ha creato l'uomo maschio e femmina''. Lo riafferma il compendio del catechismo della chiesa cattolica, consegnato oggi dal Papa ai fedeli.

    ''Dio - spiega il testo - ha creato l'uomo maschio e femmina, con uguale dignita' personale, e ha iscritto in lui la vocazione dell'amore e della comunione. Spetta a ciascuno - prosegue - accettare la propria identita' sessuale, riconoscendone l'importanza per tutta la persona, la specificita' e complementarita'''.

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    Tutto giusto, ma perchè raccomandare solo di evitare l'abuso di tabacco e non l'astinenza assoluta? C'è troppo silenzio nella Chiesa per questo.
    E sull'omosessualità, non basta dire di accettare il proprio sesso, visto che molte persone di fatto non l'accettano, nonostante vorrebbero farlo, va indicata una strada ed un aiuto per loro.

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    Predefinito Presentazione del Compendio del Catechismo

    COMPENDIO DEL CATECHISMO: BENEDETTO XVI, "UN TESTO AUTOREVOLE, SICURO, COMPLETO"


    "Un testo autorevole, sicuro, completo circa gli aspetti essenziali della fede della Chiesa, in piena armonia" col Catechismo della Chiesa Cattolica, approvato da Giovanni Paolo II nel 1992 e "destinato a tutta la Chiesa". Così Benedetto XVI ha definito il Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica, consegnato oggi "non solo a tutti i membri della Chiesa", ma anche "ad ogni persona di buona volontà, che desideri conoscere le insondabili ricchezze del mistero salvifico di Gesù Cristo". "Sono trascorsi poco più di due anni da quando i mio venerato predecessore aveva deciso, nel febbraio 2003, la preparazione di tale Compendio – ha ricordato Papa Ratzinger presentando, nella Sala Clementina, il testo a 40 cardinali, 60 arcivescovi e vescovi, oltre a rappresentanti della Curia, religiosi e laici – riconoscendolo corrispondente al bene non solo della Chiesa universale e delle Chiese particolari, ma anche del mondo d’oggi, assetato di verità". Il Papa ha definito quelli trascorsi da quando egli stesso era stato chiamato da Giovanni Paolo II a presiedere la Commissione speciale incaricata di redigere il Compendio "due anni d’intenso e proficuo lavoro, che ha visto il coinvolgimento anche di tutti i cardinali e i presidenti delle Conferenze episcopali, i quali, interpellati su uno degli ultimi progetti del Compendio, hanno espresso, a larghissima maggioranza, una valutazione molto positiva". A proposito del nuovo testo, il Santo Padre ha poi precisato: "Non si tratta certamente di un nuovo Catechismo, ma del Compendio che rispecchia fedelmente il Catechismo della Chiesa cattolica, il quale rimane pertanto sia la fonte, da cui attingere per comprendere meglio il Compendio stesso, sia il modello a cui guardare incessantemente per ritrovare l’esposizione armoniosa e autentica della fede e della morale cattolica".

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    COMPENDIO DEL CATECHISMO: CARD. CASTRILLON HOYOS, "TESTIMONIARLO CON FEDELTÀ"


    Un impegno ad "accogliere con gioia e testimoniare con fedeltà" il nuovo Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica. Ad assumerlo, anche a nome dei suoi confratelli, è stato di fronte al Papa il card. Dario Castrillon Hoyos, prefetto della Congregazione per il Clero e membro della Commissione speciale incaricata da Giovanni Paolo II di redigere il testo presentato oggi da Benedetto XVI nella Sala Clementina. "Grazie, le siamo debitori di una particolare ringraziamento", ha esordito il porporato salutando il Santo Padre a nome dei presenti. "Se oggi il Compendio può essere presentato alla Chiesa e al mondo – ha proseguito – lo dobbiamo in maniera tutta speciale a Vostra Santità, chiamato prima della sua elezione a presiedere la Commmissione speciale di tale Compendio, come modello per la Chiesa cattolica". Il card. Castrillon Hoyos ha ricordato inoltre la "sollecita saggezza, l’infinita pazienza, la comprovata competenza dottrinale" e la "straordinaria capacità di ascolto" dell’allora cardinale Ratzinger, definendo infine il nuovo Compendio "uno strumento prezioso e privilegiato per la continuazione del’annuncio" del Vangelo di Cristo all’uomo di oggi.

    Agenzia Sir

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    COMPENDIO DEL CATECHISMO: "PER TUTTE LE ETÀ E CONDIZIONI"


    Un testo per “soddisfare la fame di verità dei fedeli di tutte le età e condizioni” ma anche “il bisogno di quanti, senza essere fedeli, hanno sete di verità e di giustizia”. Si presenta così il Compendio del catechismo della Chiesa Cattolica, presentato questa mattina in Vaticano nel corso di una celebrazione liturgica presieduta da papa Benedetto XVI in sala Clementina. Il testo – edito dalla Librerie Editrice Vaticana in coedizione con le Edizioni San Paolo – è di 205 pagine e contiene una formulazione sintetica di tutti i contenuti della fede cattolica. Si presenta in forma dialogica, un antico genere letterario catechistico fatto di domande e risposte, mediante una sequenza incalzante di interrogativi per aiutare il lettore – si legge nella introduzione a firma del card. Joseph Ratzinger - “a proseguire nella scoperta dei sempre nuovi aspetti della verità della sua fede”. Il tutto è intervallato da riproduzioni a colori di affreschi e miniature rappresentanti la vita di Gesù. Provengono dal ricchissimo patrimonio dell’iconografia cristiana e sono opera di artisti di ogni tempo che “hanno offerto alla contemplazione e allo stupore dei fedeli i fatti salienti del mistero della salvezza, presentandoli nello splendore del colore e nella perfezione della bellezza”. E’ un indizio – si legge nella introduzione - di come oggi nella civiltà dell’immagine, “l’immagine sacra possa esprimere molto di più della stessa parola”.

    Fu Giovanni Paolo II a volere quest’opera tanto che per la sua realizzazione nel 2003 istituì una Commissione speciale, presieduta dal card. Joseph Ratzinger, allora prefetto della Congregazione per la dottrina della fede. “Il Compendio – si legge nell'introduzione a firma dello stesso card. Ratzinger – non è un’opera a sé stante e non intende in alcun modo sostituire il catechismo della Chiesa cattolica”. Come il catechismo, anche il Compendio si articola in quattro parti, “in corrispondenza delle leggi fondamentali della vita in Cristo”. La prima parte, intitolata “La professione della fede”, contiene “un’opportuna sintesi” della fede professata dalla Chiesa cattolica. La seconda parte, intitolata “La celebrazione del mistero cristiano” presenta gli elementi essenziali nella vita sacramentale mentre la terza parte – dal titolo “La vita in Cristo” – richiama “l’impegno che i battezzati hanno di manifestare nei loro comportamenti e nelle loro scelte etiche la fedeltà alla fede professata e celebrata”. La quarta parte – “La preghiera del Signore: Padre Nostro” – offre una sintesi della vita di preghiera.


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    COMPENDIO DEL CATECHISMO: BENEDETTO XVI, “UN DIALOGO IDEALE TRA IL MAESTRO E IL DISCEPOLO”


    “Il Compendio del Catechismo della Chiesa cattolica, che oggi ho la grande gioia di presentare alla Chiesa e al mondo, può e deve costituire uno strumento privilegiato per farci crescere nella conoscenza e nell’accoglienza gioiosa di tale dono divino”. Con queste parole Benedetto XVI ha presentato oggi nella Sala Clementina il Compendio del Catechismo della Chiesa cattolica: una “sintesi” del Catechismo della Chiesa Cattolica, pubblicato nel 1992, che contiene “in sintesi”, ha detto il Santo Padre, “tutti e soli gli elementi essenziali e fondamentali della fede e della morale cattolica, formulati in maniera semplice, accessibile a tutti, chiara e sintetica”. Quella del Compendio, ha fatto notare il pontefice soffermandosi sulla struttura del nuovo testo, è “la fede della Chiesa in Cristo Gesù, esposta in forma dialogica”, in modo da dare corpo ad una sorta di “dialogo ideale tra il maestro e il discepolo, mediante una sequenza incalzante di interrogativi, che coinvolgono il lettore invitandolo a proseguire nella scoperta dei sempre nuovi aspetti della verità della sua fede”. Il genere dialogico, inoltre, per il Pontefice “concorre anche ad abbreviare notevolmente il testo, riducendolo all’essenziale” e favorendo così “l’assimilazione e l’eventuale memorizzazione dei contenuti”. A corredo del testo, “immagini sacre” che “sollecitano tutti, credenti e non, alla scoperta e alla contemplazione del fascino inesauribile del mistero della Redenzione, dando sempre nuovo impulso al vivace processo della sua inculturazione nel tempo”


    Il Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica – ha detto Benedetto XVI presentandolo oggi, dalla Sala Clementina, alla Chiesa universale – termina con un’Appendice, costituita da “alcune preghiere comuni per la Chiesa universale e da alcune formule catechistiche della fede cattolica”, per invitare a “ritrovare nella Chiesa un comune modo di pregare, non solo a livello personale, ma anche al livello comunitario”. Oltre all’italiano, la lingua scelta per “la maggior parte delle preghiere” è il latino: “per tanti secoli veicolo e strumento della cultura cristiana”, tale lingua per Benedetto XVI “garantisce non solo la continuità con le nostre radici, ma rimane quanto mai rilevante per rinsaldare i legami dell’unità della fede nella comunione della Chiesa”. “il loro apprendimento, anche in questa lingua – è l’auspicio del papa per tali preghiere “speciali” – faciliterà il pregare insieme da parte dei fedeli cristiani appartenenti a lingue diverse, specialmente quando si incontreranno insieme per particolari circostanze”. La celebrazione dell’ora sesta, presieduta dal Santo padre, in occasione della consegna del Compendio del Catechismo della Chiesa cattolica si è conclusa con la consegna del testo dalle mani del Papa a 17 persone, tra cui un vescovo, un sacerdote, un diacono, un religioso, una religiosa, un diacono, una famiglia, alcuni giovani e catechisti.


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    COMPENDIO DEL CATECHISMO: I COMANDAMENTI “IN PILLOLE”, COMPORTAMENTI E SCELTE ETICHE


    Io sono il Signore Dio tuo. Non avrai altro Dio fuori di me. Non nominare il nome di Dio invano. Ricordati di santificare le feste. Onora tuo padre e tua madre…. A rilanciare i Dieci comandamenti è il Compendio del Catechismo della Chiesa cattolica che nella parte intitolata “La vita in Cristo” ripercorre ad uno ad uno i comandamenti del Decalogo, richiamando i comportamenti e le scelte etiche che i cristiani sono tenuti a seguire. Il primo comandamento, per esempio, nel proibire ai fedeli di non avere “altri dèi di fronte a me” proibisce l’idolatria, la superstizione e l’agnosticismo che comprende anche “indifferentismo” e “ateismo pratico”, per cui “nulla si può sapere su Dio”. Nell’esortare i fedeli a santificare le feste, il Compendio si schiera per il riconoscimento civile della domenica come giorno festivo mentre nel comandamento “Onora tuo padre e tuo madre”, definisce la famiglia “la cellula originaria della società umana”. Nel comandare di “non uccidere”, il quinto comandamento proibisce l’aborto diretto (“pena la scomunica”), l’eutanasia diretta e il suicidio e afferma che “il diritto inalienabile alla vita di ogni individuo umano, fin dal suo concepimento, è un elemento costitutivo della società civile”.

    Entra nel quinto comandamento anche la domanda “quando è moralmente consentito l’uso della forza militare” e il Compendio risponde che “è moralmente giustificato dalla presenza contemporanea delle seguenti condizioni: certezza di un durevole e grave danno subito; inefficacia di ogni alternativa pacifica; fondate possibilità di successo; assenza di mali peggiori, considerata l’odierna potenza dei mezzi di distruzione”. Ma aggiunge anche che “si deve fare tutto ciò che è ragionevolmente possibile per evitare in ogni modo la guerra, dati i mali e le ingiustizie che essa provoca”. Il sesto Comandamento – “Non commettere adulterio” – esorta i fedeli a vivere la castità “secondo il proprio stato” e definisce peccato “l’adulterio, la masturbazione, la fornicazione, la pornografia, la prostituzione, lo stupro, gli atti omosessuali”. Nel comandamento “non rubare”, la Chiesa invita, tra l’altro, i dirigenti di impresa a “considerare il bene delle persone e non soltanto l’aumento dei profitti” anche se questi sono necessari”. Nell’ottavo comandamento, invece – “Non dire falsa testimonianza” - c’è un paragrafo riservato anche all’uso dei mezzi di comunicazione esortando gli operatori dei media a dare un’informazione “sempre vera” ed “integra”. Il nono comandamento - “Non desiderare la donna d’altri” -chiede “la purificazione del cuore e la pratica della virtù della temperanza”. Il decalogo si chiude con il comandamento a “non desiderare la roba d’altri” che è un invito di Gesù al “distacco dalle ricchezze”, all’”abbandono alla provvidenza” per “preferire Lui a tutto e tutti”.

    Agenzia Sir

 

 

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