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    Predefinito ANNO SACERDOTALE, anno di preghiera e di indulgenze

    E' cominciato, in occasione del centocinquantesimo anniversario di morte del Beato Curato d'Ars, l'anno sacerdotale, come da disposizioni del Santo Padre Benedetto XVI.

    E' un'occasione da non perdere per pregare per la santificazione dei nostri sacerdoti, e per le vocazioni. Nonché per guadagnare alla Chiesa grazie molto importanti di ogni ordine e tipo.

    Ecco intanto il decreto sulle indulgenze.

    PENITENZIERIA APOSTOLICA

    CAPPELLO AL DECRETO



    Come già annunciato, il Santo Padre Benedetto XVI ha deciso di indire uno speciale “Anno Sacerdotale”, in occasione del 150° anniversario della morte del Santo Curato d’Ars, Giovanni Maria Vianney, luminoso modello di Pastore, pienamente dedito al servizio del popolo di Dio. Durante l’Anno Sacerdotale”, che avrà inizio il 19 giugno 2009 e si concluderà il 19 giugno 2010, viene concesso il dono di speciali Indulgenze, secondo quanto descritto nel Decreto della Penitenzieria Apostolica, che viene reso noto oggi.


    --------------------------------------------------------------------------------

    URBIS ET ORBIS

    D E C R E T O

    Si arricchiscono del dono di Sacre Indulgenze, particolari esercizi di pietà, da svolgersi durante l’Anno Sacerdotale indetto in onore di San Giovanni Maria Vianney.



    È imminente il giorno in cui si commemoreranno i 150 anni dal pio transito in cielo di San Giovanni Maria Vianney, Curato d’Ars, che quaggiù in terra è stato un mirabile modello di vero Pastore al servizio del gregge di Cristo.

    Poiché il suo esempio è adatto per incitare i fedeli, e principalmente i sacerdoti, ad imitare le sue virtù, il Sommo Pontefice Benedetto XVI ha stabilito che, per questa occasione, dal 19 giugno 2009 al 19 giugno 2010 sia celebrato in tutta la Chiesa uno speciale Anno Sacerdotale, durante il quale i sacerdoti si rafforzino sempre più nella fedeltà a Cristo con pie meditazioni, sacri esercizi ed altre opportune opere.

    Questo sacro periodo avrà inizio con la solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, giornata di santificazione sacerdotale, quando il Sommo Pontefice celebrerà i Vespri al cospetto delle sacre reliquie di San Giovanni Maria Vianney, portate a Roma dall’Ecc.mo Vescovo di Belley-Ars. Sempre il Beatissimo Padre concluderà l’Anno Sacerdotale in piazza S. Pietro, alla presenza di sacerdoti provenienti da tutto il mondo, che rinnoveranno la fedeltà a Cristo e il vincolo di fraternità.

    I sacerdoti si impegnino, con preghiere e buone opere, per ottenere dal Sommo ed Eterno Sacerdote Cristo la grazia di risplendere con la Fede, la Speranza, la Carità e le altre virtù, e mostrino con la condotta di vita, ma anche con l’aspetto esteriore, di essere pienamente dediti al bene spirituale del popolo; ciò che sopra ogni altra cosa la Chiesa ha sempre tenuto a cuore.

    Per conseguire al meglio il fine desiderato, gioverà molto il dono delle Sacre Indulgenze, che la Penitenzieria Apostolica, con il presente Decreto emesso in conformità al volere dell’Augusto Pontefice, benignamente elargisce durante l’Anno Sacerdotale:

    A.- Ai sacerdoti veramente pentiti, che in qualsiasi giorno devotamente reciteranno almeno le Lodi mattutine o i Vespri davanti al SS.mo Sacramento, esposto alla pubblica adorazione o riposto nel tabernacolo, e, sull’esempio di San Giovanni Maria Vianney, si offriranno con animo pronto e generoso alla celebrazione dei sacramenti, soprattutto della Confessione, viene impartita misericordiosamente in Dio l’Indulgenza plenaria, che potranno anche applicare ai confratelli defunti a modo di suffragio, se, in conformità alle disposizioni vigenti, si accosteranno alla confessione sacramentale e al Convivio eucaristico, e se pregheranno secondo le intenzioni del Sommo Pontefice.

    Ai sacerdoti viene inoltre concessa l’Indulgenza parziale, anche applicabile ai confratelli defunti, ogni qual volta reciteranno devotamente preghiere debitamente approvate per condurre una vita santa e per adempiere santamente agli uffici a loro affidati.

    B.- A tutti i fedeli veramente pentiti che, in chiesa o in oratorio, assisteranno devotamente al divino Sacrificio della Messa e offriranno, per i sacerdoti della Chiesa, preghiere a Gesù Cristo, Sommo ed Eterno Sacerdote, e qualsiasi opera buona compiuta in quel giorno, affinché li santifichi e li plasmi secondo il Suo Cuore, è concessa l’Indulgenza plenaria, purché abbiano espiato i propri peccati con la penitenza sacramentale ed innalzato preghiere secondo l’intenzione del Sommo Pontefice: nei giorni in cui si apre e si chiude l’Anno Sacerdotale, nel giorno del 150° anniversario del pio transito di San Giovanni Maria Vianney, nel primo giovedì del mese o in qualche altro giorno stabilito dagli Ordinari dei luoghi per l’utilità dei fedeli.
    Sarà molto opportuno che, nelle chiese cattedrali e parrocchiali, siano gli stessi sacerdoti preposti alla cura pastorale a dirigere pubblicamente questi esercizi di pietà, celebrare la Santa Messa e confessare i fedeli.

    Agli anziani, ai malati, e a tutti quelli che per legittimi motivi non possano uscire di casa, con l’animo distaccato da qualsiasi peccato e con l’intenzione di adempiere, non appena possibile, le tre solite condizioni, nella propria casa o là dove l’impedimento li trattiene, verrà ugualmente elargita l’Indulgenza plenaria se, nei giorni sopra determinati, reciteranno preghiere per la santificazione dei sacerdoti, e offriranno con fiducia a Dio per mezzo di Maria, Regina degli Apostoli, le malattie e i disagi della loro vita.

    È concessa, infine, l’Indulgenza parziale a tutti i fedeli ogni qual volta reciteranno devotamente cinque Padre Nostro, Ave Maria e Gloria, o altra preghiera appositamente approvata, in onore del Sacratissimo Cuore di Gesù, per ottenere che i sacerdoti si conservino in purezza e santità di vita.Il presente Decreto è valido per tutta la durata dell’Anno Sacerdotale. Nonostante qualsiasi disposizione contraria.

    Dato in Roma, dalla sede della Penitenzieria Apostolica, il 25 aprile, festa di S. Marco Evangelista, anno dell’Incarnazione del Signore 2009.



    James Francis Card. Stafford
    Penitenziere Maggiore


    † Gianfranco Girotti, O. F. M. Conv.
    Vesc. Tit. di Meta, Reggente


    L. + S.
    Prot. N. 136/09/I


    http://www.vatican.va/roman_curia/tr...sacerd_it.html
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  2. #2
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    Predefinito Riferimento: ANNO SACERDOTALE, anno di preghiera e di indulgenze

    Molto interessante la documentazione che mette a disposizione il sito www.vatican.va :
    Concilio Vaticano II

    Presbyterorum Ordinis
    [Bielorusso, Ceco, Francese, Inglese, Italiano, Latino, Portoghese, Spagnolo, Swahili, Tedesco]

    Penitenzieria Apostolica

    Decreto con il quale vengono concesse speciali Indulgenze in occasione dell'Anno Sacerdotale indetto in onore di San Giovanni Maria Vianney (25 aprile 2009)
    [Francese, Inglese, Italiano, Latino, Portoghese, Spagnolo, Tedesco]

    Giovanni Paolo II

    Ordinatio Sacerdotalis (22 maggio 1994) - Lettera Apostolica
    [Francese, Inglese, Italiano, Latino, Portoghese, Spagnolo, Tedesco]


    Pastores Dabo Vobis (25 marzo 1992) - Esortazione Apostolica
    [Cinese, Francese, Inglese, Italiano, Latino, Polacco, Portoghese, Spagnolo, Tedesco]


    Lettere ai Sacerdoti per il Giovedì Santo

    Udienze Generali:

    29 settembre 1993
    [Italiano, Spagnolo]

    22 settembre 1993
    [Francese, Italiano, Spagnolo]

    1° settembre 1993
    [Francese, Spagnolo, Italiano]

    25 agosto 1993
    [Francese, Italiano, Spagnolo]

    4 agosto 1993
    [Francese, Italiano, Spagnolo]

    28 luglio 1993
    [Francese, Italiano, Spagnolo]

    21 luglio 1993
    [Francese, Italiano, Spagnolo]

    17 luglio 1993
    [Francese, Italiano, Spagnolo]

    7 luglio 1993
    [Francese, Italiano, Spagnolo]

    30 giugno 1993
    [Francese, Italiano, Spagnolo]

    9 giugno 1993
    [Francese, Italiano, Spagnolo]

    26 maggio 1993
    [Francese, Italiano, Spagnolo]

    19 maggio 1993
    [Francese, Italiano, Spagnolo]

    12 maggio 1993
    [Francese, Italiano, Spagnolo]

    5 maggio 1993
    [Francese, Italiano, Spagnolo]

    21 aprile 1993
    [Francese, Italiano, Spagnolo]

    31 marzo 1993
    [Francese, Italiano, Spagnolo]

    Paolo VI

    Sacerdotalis Caelibatus (24 giugno 1967) - Enciclica
    [Francese, Inglese, Italiano, Latino, Portoghese, Spagnolo]


    Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni

    Giovanni XXIII

    Sacerdotii Nostri Primordia (1° Agosto 1959) - Enciclica nel I centenario del piissimo transito del Santo Curato D'Ars
    [Francese, Inglese, Italiano, Latino, Portoghese, Spagnolo]

    Pio XII

    Sacra Virginitas (25 Marzo 1954) - Enciclica
    [Inglese, Italiano, Latino, Portoghese]


    Provida Mater Ecclesia (2 febbraio 1947) - Costituzione Apostolica
    [Cinese, Francese, Inglese, Italiano, Spagnolo]


    Menti Nostrae (23 settembre 1950) - Esortazione Apostolica
    [Italiano, Portoghese]


    In Auspicando Super (28 giugno 1948) - Esortazione Apostolica
    [Italiano]

    Pio XI

    Ad Catholici Sacerdotii (20 Dicembre 1935) - Enciclica
    [Francese, Inglese, Italiano, Latino, Spagnolo]


    Lettera Apostolica Unigenitus Dei sui criteri cui deve ispirarsi la formazione del clero regolare (19 marzo 1924)
    [Italiano]


    31 maggio 1925: Solenne canonizzazione dei beati Giovanni Battista M. Vianney e Giovanni Eudes e Celebrazione eucaristica nella festività di Pentecoste
    [Latino]

    Pio X

    Pieni L'Animo (28 Luglio 1906) - Enciclica
    [Inglese]


    Haerent Animo (4 Agosto 1908) - Esortazione Apostolica
    [Italiano]

    Leone XIII

    Depuis le Jour (8 Settembre 1899) - Enciclica
    [Francese, Inglese]


    Fin dal Principio (8 Dicembre 1902) - Enciclica
    [Inglese]


    Paternae (18 Settembre 1899) - Enciclica
    [Inglese]


    http://www.vatican.va/special/anno_s...ts_doc_it.html
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  3. #3
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    Predefinito Rif: ANNO SACERDOTALE, anno di preghiera e di indulgenze

    Oggi è il giorno dedicato alla memoria del Santo curato d'Ars

    San Giovanni Maria Vianney Sacerdote

    4 agosto

    Dardilly (Lione, Francia), 8 maggio 1786 - Ars-sur-Formans (Ain, Francia), 4 agosto 1859

    Giovanni Maria Vianney nacque l'8 maggio 1786 a Dardilly, Lione, in Francia. Di famiglia contadina e privo della prima formazione, riuscì, nell'agosto 1815, ad essere ordinato sacerdote.````Per farlo sacerdote, ci volle tutta la tenacia dell'abbé Charles Balley, parroco di Ecully, presso Lione: lo avviò al seminario, lo riaccolse quando venne sospeso dagli studi. Giovanni Maria Vianney, appena prete, tornò a Ecully come vicario dell'abbé Balley. Alla morte di Balley, fu mandato ad Ars-en-Dombes, un borgo con meno di trecento abitanti. Giovanni Maria Vianney, noto come il curato d'Ars, si dedicò all'evangelizzazione, attraverso l'esempio della sua bontà e carità. Ma fu sempre tormentato dal pensiero di non essere degno del suo compito.````Trascorreva le giornate dedicandosi a celebrare la Messa e a confessare, senza risparmiarsi. Morì nel 1859. Papa Pio XI lo proclamerà santo nel 1925. Verrà indicato modello e patrono del clero parrocchiale. (Avvenire)


    Etimologia: Giovanni = il Signore è benefico, dono del Signore, dall'ebraico


    Martirologio Romano: Memoria di san Giovanni Maria Vianney, sacerdote, che per oltre quarant’anni guidò in modo mirabile la parrocchia a lui affidata nel villaggio di Ars vicino a Belley in Francia, con l’assidua predicazione, la preghiera e una vita di penitenza. Ogni giorno nella catechesi che impartiva a bambini e adulti, nella riconciliazione che amministrava ai penitenti e nelle opere pervase di quell’ardente carità, che egli attingeva dalla santa Eucaristia come da una fonte, avanzò a tal punto da diffondere in ogni dove il suo consiglio e avvicinare saggiamente tanti a Dio.

    Contro la sua volontà di farsi prete sembra congiurare l’universo intero: la famiglia povera, il padre ostile, la Rivoluzione che scristianizza la Francia; poi Napoleone lo chiama soldato e lui diserta per non dover servire l’uomo che ha imprigionato papa Pio VII (lo salva il fratello François, arruolandosi al posto suo). Diventa infine prete a 29 anni nell’agosto 1815, mentre gli inglesi portano Napoleone prigioniero a Sant’Elena.
    Ma i suoi studi sono stati un disastro, e non solo per la Rivoluzione: è lui che non ce la fa col latino, non sa argomentare né predicare... Per farlo sacerdote c’è voluta la tenacia dell’abbé Charles Balley, parroco di Ecully, presso Lione: gli ha fatto scuola in canonica, l’ha avviato al seminario, lo ha riaccolto quando è stato sospeso dagli studi. Dopo un altro periodo di preparazione, l’ha poi fatto ordinare sacerdote a Grenoble.
    E Giovanni Maria Vianney, appena prete, torna a Ecully come vicario dell’abbé Balley, che però muore nel 1817. Allora lo mandano vicino a Bourg-en-Bresse, ad Ars, un borgo con meno di trecento abitanti, che diventerà parrocchia soltanto nel 1821.
    Poca gente, frastornata da 25 anni di sconquassi. E tra questa gente lui, con un suo rigorismo male accetto, con la sua impreparazione, tormentato dal sentirsi incapace. Aria di fallimento, angoscia, voglia di andarsene...
    Ma dopo alcuni anni ad Ars viene gente da ogni parte. Quasi dei pellegrinaggi. Vengono per lui, conosciuto in altre parrocchie dove va ad aiutare o a supplire parroci, specie nelle confessioni. Le confessioni: ecco perché vengono. Questo curato deriso da altri preti, e anche denunciato al vescovo per le “stranezze” e i “disordini”, è costretto a stare in confessionale sempre più a lungo.
    E ormai ascolta anche il professionista di città, il funzionario, la gente autorevole, chiamata ad Ars dai suoi straordinari talenti nell’orientare e confortare, attirata dalle ragioni che sa offrire alla speranza, dai mutamenti che il suo parlare tutto minuscolo sa innescare.
    E qui potremmo parlare di successo, di rivincita del curato d’Ars, e di una sua trionfale realizzazione. Invece continua a credersi indegno e incapace, tenta due volte la fuga e poi deve tornare ad Ars, perché lo aspettano in chiesa, venuti anche da lontano.
    Sempre la messa, sempre le confessioni, fino alla caldissima estate 1859, quando non può più andare nella chiesa piena di gente perché sta morendo. Paga il medico dicendogli di non venire più: ormai le cure sono inutili. Annunciata la sua morte, "treni e vetture private non bastano più", scrive un testimone. Dopo le esequie il suo corpo rimane ancora esposto in chiesa per dieci giorni e dieci notti. Papa Pio XI lo proclamerà santo nel 1925.


    Autore: Domenico Agasso

    San Giovanni Maria Vianney
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    Predefinito Rif: ANNO SACERDOTALE, anno di preghiera e di indulgenze

    Ultima modifica di UgoDePayens; 04-08-09 alle 19:59
    “Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”

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    Predefinito Rif: ANNO SACERDOTALE, anno di preghiera e di indulgenze

    Anno Sacerdotale

    Questa pagina propone testi, contenuti, testimonianze di presbiteri e consacrati che hanno donato e continuano a donare e offrire il proprio ministero a favore delle vocazioni.

    1. Una testimonianza viva di vocazione vissuta....
    Don Tonino Ladisa, ex vicedirettore CNV
    Tra gioia e paura di amare è l'articolo che Don Tonino ha scritto per la rivista Presbyteri e che esce postumo alla sua scomparsa la sera del lunedì 30 Marzo 2009. Con le parole di questo articolo, Presbyteri sa di trasmettere ancora una volta il messaggio di un prete che ha creduto nella sua vocazione e ha lavorato per formare nella pienezza la vocazione che Dio continua a mettere nel cuore di molti giovani. Più volte Don Tonino ci aveva cordialmente ringraziato per il servizio che la rivista svolge nella Chiesa, ora sta a noi dire il nostro grazie per il dono della sua vita e del suo impegno pastorale. (dalla redazione di Presbyteri, n.4-2009)

    apri e scarica il documento completo

    Giovedi 16 Luglio 2009

    Chiesa Cattolica Italiana - Anno Sacerdotale
    “Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”

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    Predefinito Rif: ANNO SACERDOTALE, anno di preghiera e di indulgenze

    Lettera ai malati e sofferenti del mondo per l'Anno sacerdotale. A firma di Mons. Zimowski



    Lettera ai malati e sofferenti del mondo per l'Anno sacerdotale

    A firma del Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari

    CITTA' DEL VATICANO, venerdì, 9 ottobre 2009 (ZENIT.org).

    Pubblichiamo di seguito la Lettera ai malati e sofferenti del mondo inviata, in occasione dell'Anno sacerdotale, dal Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, mons. Zygmunt Zimowski.



    * * *

    Cari Fratelli e Sorelle Malati e Sofferenti
    Venerati Fratelli Vescovi e Sacerdoti responsabili per la pastorale dei malati,
    Stimate Associazioni dei Malati
    Tutti Voi che prestate il prezioso servizio agli Infermi e ai Sofferenti

    Siamo nel pieno svolgimento dell’Anno Sacerdotale indetto da Benedetto XVI il 19 giugno 2009 in occasione del 150° anniversario della nascita di Giovanni Maria Vianney, il Santo Patrono di tutti i parroci del mondo.
    Nella Lettera per l’indizione dell’Anno Sacerdotale il Santo Padre scrive: «Tale anno vuole contribuire a promuovere l’impegno d’interiore rinnovamento di tutti i sacerdoti per una loro più forte ed incisiva testimonianza evangelica nel mondo di oggi». In questo tempo di grazia tutta la comunità cristiana è chiamata a riscoprire la bellezza della vocazione sacerdotale e, quindi, a pregare per i sacerdoti.
    Il sacerdote accanto al capezzale del malato rappresenta lo stesso Cristo, Medico Divino, al quale non è indifferente la sorte di chi soffre. Anzi, tramite i sacramenti della Chiesa, amministrati dal sacerdote, Gesù Cristo offre al malato una guarigione attraverso la riconciliazione e il perdono dei peccati, attraverso l’unzione con l’olio sacro e infine nell’Eucaristia, nel viatico in cui Egli stesso diventa, come soleva dire san Giovanni Leonardi, « “il Farmaco dell’immortalità” per il quale: “siamo confortati, nutriti, uniti, trasformati in Dio e partecipi della natura divina” (cf. 2Pt 1,4)». Nella persona del sacerdote è quindi presente, accanto al malato, lo stesso Cristo che perdona, guarisce, conforta, prende per mano e dice: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno” (Gv 11,25).
    L’Anno Sacerdotale si concluderà con la solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù il prossimo mese di giugno 2010, anno in cui il Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari celebrerà il 25° anniversario della sua istituzione.
    Il Servo di Dio Giovanni Paolo II, di venerata memoria, ha infatti fondato questo Dicastero Pontificio l’11 febbraio 1985 nella memoria della Beata Maria Vergine di Lourdes, allo scopo di manifestare «la sollecitudine della Chiesa per gli infermi aiutando coloro che svolgono il servizio verso i malati e sofferenti, affinché l’apostolato della misericordia, a cui attendono, risponda sempre meglio alle nuove esigenze» (Pastor Bonus, art. 152).
    A motivo di tale provvidenziale ricorrenza, sono vicino a ciascuno di Voi e Vi invito, cari fratelli e sorelle ammalati, a rivolgere incessantemente le vostre preghiere e l’offerta delle sofferenze al Signore della vita a favore della santità dei vostri beneamati sacerdoti, affinché svolgano con dedizione e carità pastorale il ministero a loro affidato da Cristo Medico del corpo e dell’anima. Vi esorto a riscoprire la bellezza della preghiera del Santo Rosario a beneficio spirituale dei sacerdoti, in particolar modo nel mese di ottobre. Oltre a ciò, il primo giovedì e il primo venerdì di ogni mese, rispettivamente dedicati alla devozione eucaristica e al Sacro Cuore di Gesù, sono giorni particolarmente adatti per la partecipazione alla Santa Messa e all’adorazione del Santissimo Sacramento.
    Vorrei farvi presente che, pregando per i sacerdoti, si possono ottenere quest’anno speciali indulgenze. Il Decreto della Penitenzieria Apostolica prescrive:

    «Agli anziani, ai malati, e a tutti quelli che per legittimi motivi non possano uscire di casa, con l’animo distaccato da qualsiasi peccato e con l’intenzione di adempiere, non appena possibile, le tre solite condizioni, nella propria casa o là dove l’impedimento li trattiene, verrà ugualmente elargita l’Indulgenza plenaria se, nei giorni sopra determinati, reciteranno preghiere per la santificazione dei sacerdoti e offriranno con fiducia a Dio per mezzo di Maria, Regina degli Apostoli, le malattie e i disagi della loro vita. È anche concessa l’Indulgenza parziale a tutti i fedeli ogni qual volta reciteranno devotamente cinque Padre Nostro, Ave Maria e Gloria, o altra preghiera appositamente approvata, in onore del Sacratissimo Cuore di Gesù, per ottenere che i sacerdoti si conservino in purezza e santità di vita».

    Vorrei affidare anche alle vostre preghiere il pellegrinaggio dei cappellani ospedalieri che, in occasione del 25° anniversario dell’istituzione del Pontificio Consiglio, si svolgerà nel prossimo mese di aprile, prima a Lourdes e dopo ad Ars. Esiste infatti uno stretto e profondo legame tra queste due cittadine francesi. Parlando proprio di questo provvidenziale nesso nella Lettera per l’indizione dell’Anno Sacerdotale, Benedetto XVI ha richiamato l’osservazione del beato Papa Giovanni XXIII che aveva scritto: «“Poco prima che il Curato d'Ars concludesse la sua lunga carriera piena di meriti, la Vergine Immacolata era apparsa, in un’altra regione di Francia, ad una fanciulla umile e pura, per trasmetterle un messaggio di preghiera e di penitenza, di cui è ben nota, da un secolo, l’immensa risonanza spirituale. In realtà la vita del santo sacerdote, di cui celebriamo il ricordo, era in anticipo un’illustrazione vivente delle grandi verità soprannaturali insegnate alla veggente di Massabielle” (…). Il Santo Curato ricordava sempre ai suoi fedeli che “Gesù Cristo dopo averci dato tutto quello che ci poteva dare, vuole ancora farci eredi di quanto egli ha di più prezioso, vale a dire della Sua Santa Madre”».

    Infine a Voi, cari fratelli e sorelle malati e sofferenti, affido la Chiesa, che ha bisogno delle Vostre preghiere e dell’offerta delle vostre sofferenze, la persona del Santo Padre Benedetto XVI, i Vescovi e i sacerdoti di tutto il mondo, i quali si prodigano quotidianamente per la vostra santificazione. Vi chiedo una preghiera speciale per i sacerdoti ammalati e provati nel corpo i quali sperimentano ogni giorno come voi il peso del dolore, insieme alla forza della grazia salvifica che consola e risana l’anima. Pregate anche per la Beatificazione e Canonizzazione del Servo di Dio Giovanni Paolo II. Pregate con insistenza per le sante vocazioni sacerdotali e religiose. Al riguardo Vi propongo una bella orazione di Giovanni Paolo II che potete recitare ogni giorno. Pregate anche per me! Anch’io, come sacerdote e Vescovo, conto su di Voi e sull’offerta delle vostre sofferenze affinché possa svolgere al meglio, nel timore di Dio, il compito di Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, affidatomi dal Santo Padre. Da parte mia, Vi assicuro che pregherò per Voi, insieme ai miei collaboratori del Pontificio Consiglio, ogni giorno nell’ora dell’ “Angelus” con le parole di Benedetto XVI:

    Preghiamo per tutti i malati,

    specialmente per quelli più gravi,

    che non possono in alcun modo provvedere a se stessi,

    ma sono totalmente dipendenti dalle cure altrui:

    possa ciascuno di loro sperimentare,

    nella sollecitudine di chi gli è accanto,

    la potenza dell’amore di Dio e la ricchezza della sua grazia che salva.

    Maria, salute degli infermi, prega per noi! (Angelus, 8.02.2009)

    Con questo spirito di reciproca preghiera impartisco a tutti Voi, ai Vostri cari e a coloro che si prendono cura di Voi la mia benedizione: nel nome del Padre e del Figlio, e dello Spirito Santo.

    + Zygmunt Zimowski

    Presidente del Pontificio Consiglio
    per gli Operatori Sanitari

    Vaticano, 1 ottobre 2009

    PREGHIERA PER LE VOCAZIONI SACERDOTALI E RELIGIOSE DI GIOVANNI PAOLO II

    Spirito di Amore eterno,
    che procedi dal Padre e dal Figlio,
    Ti ringraziamo per tutte le vocazioni
    di apostoli e santi che hanno fecondato la Chiesa.
    Continua ancora, Ti preghiamo, questa tua opera.
    Ricordati di quando, nella Pentecoste,
    scendesti sugli Apostoli riuniti in preghiera
    con Maria, la madre di Gesù,
    e guarda alla tua Chiesa che ha oggi
    un particolare bisogno di sacerdoti santi,
    di testimoni fedeli e autorevoli della tua grazia;
    ha bisogno di consacrati e consacrate,
    che mostrino la gioia di chi vive solo per il Padre,
    di chi fa propria la missione e l'offerta di Cristo,
    di chi costruisce con la carità il mondo nuovo.
    Spirito Santo, perenne Sorgente di gioia e di pace,
    sei Tu che apri il cuore e la mente alla divina chiamata;
    sei Tu che rendi efficace ogni impulso
    al bene, alla verità, alla carità.
    I tuoi 'gemiti inesprimibili'
    salgono al Padre dal cuore della Chiesa,
    che soffre e lotta per il Vangelo.
    Apri i cuori e le menti di giovani e ragazze,
    perché una nuova fioritura di sante vocazioni
    mostri la fedeltà del tuo amore,
    e tutti possano conoscere Cristo,
    luce vera venuta nel mondo
    per offrire ad ogni essere umano
    la sicura speranza della vita eterna. Amen.

    Castel Gandolfo, 24 settembre 1997

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    Papa Ratzinger blog [2]: Lettera ai malati e sofferenti del mondo per l'Anno sacerdotale. A firma di Mons. Zimowski
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    Predefinito Rif: ANNO SACERDOTALE, anno di preghiera e di indulgenze

    L’alba del santo curato d’Ars
    Il paese è rimasto, centocinquant’anni dopo, un grappolo di case sotto al campanile, tra campagne intatte. E una mattina, quando è ancora buio, ti viene il desiderio di vedere com’era quando lui percorreva a piedi queste strade

    di Marina Corradi
    Ars-sur-Formans. Il paese del santo curato è rimasto, centocinquant’anni dopo, un grappolo di case sotto al campanile, tra campagne intatte. A cinquecento metri dal santuario incontri greggi di pecore; e campi, campi all’infinito, come se il tempo qui non fosse passato. Allora una mattina presto, quando è ancora buio, ti viene il desiderio di alzarti, prendere la macchina e andare a vedere com’è, l’alba, su queste terre intonse; com’era, l’alba, quando il curato d’Ars percorreva a piedi, con la sua tonaca nera, queste strade, per raggiungere in una fattoria il capezzale di un moribondo.
    Appena fuori dal paese, verso est, stradine che conducono a villaggi ancora più piccoli: Rancé, Miserieux, portano scritto le frecce, quasi illeggibili nell’ultima oscurità che precede l’alba. Procedi in questa penombra ancora densa; dai campi attorno si alza una foschia leggera che stagna bassa. Come il fiato della terra addormentata. Fa quasi freddo; tra la sterpaglia ai bordi della strada le ragnatele bagnate di rugiada sembrano ricami. Stoppie, nei campi, del colore della terra bruciata; portano come addosso la ferocia del sole d’agosto, e ora, stecchite e riarse, giacciono annientate. Oppure, di-
    stese di zolle spaccate e rivoltate, terra ferita e vuota – ma già aperta all’annidarsi di semi nuovi.
    Intanto in fondo a questa piccola strada che volge a est si allarga un chiarore. È solo il principio del giorno, ma già tutto cambia. Si sciolgono le ombre paurose dei grandi alberi dalla chioma poderosa. E ti immagini un viandante in questo buio, come i parrocchiani del curato, oppressi dalle tenebre; e che sollievo doveva essere, in quel mondo senza luce elettrica, il primo esitante rischiararsi dell’orizzonte. Ad est. Recitavano fra sé un’Ave Maria? Grati di quella luce, di un altro giorno mandato a cancellare la notte.
    Ora la luce rosa si fa rossa, ardente, trionfante, come l’avanguardia di un corteo di un re vittorioso. Cielo e terra ne sono trasfigurati. Sei obbligato a fermarti, e a guardare. L’alba splendente, nel cielo infiammato, è un esercito che procede e annienta senza lotta il nemico. Nel silenzio assoluto dei campi gli uccelli planano dagli alberi, arrischiando il primo volo; una cornacchia grassa gracchia fra le zolle spezzate, soddisfatta. All’orizzonte nella nuova luce si distinguono lontane le cascine, la case degli uomini. Due cavalli al pascolo muovono nervose falcate, i muscoli tesi sotto al manto lucente. L’odore dell’aria: tenero, umido, vivo. Sotto al cielo che ora è chiaro e infinito, sulla terra ordinata. I primi trattori rombano pesanti e indaffarati, le grosse ruote infangate.
    Ora che è giorno le prime auto dei pendolari vanno verso Lione. Ora che è giorno, siamo nel 2009. Ma, quel buio, e quel mondo di ombre salvato da un barlume di luce all’orizzonte, come due secoli fa. Come ai tempi dei passi del curato. Come aver visto un istante del passato, intatto, deposto su questi campi dolci di Ars.

    L?alba del santo curato d?Ars | Tempi

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    Smile Rif: ANNO SACERDOTALE, anno di preghiera e di indulgenze

    Bologna, 4 dicembre 2009
    ricevo & trascrivo:

    La gioia di Dio nell'anima

    la gioia è un gioiello e un gioiello, per essere tale, è un che di nascosto: o sottoterra o in fondo al mare, o comunque in uno scrigno.
    Fino a quando il proprietario lo fa brillare mostrandone la bellezza e l'incanto.
    Lo scrigno della gioia di Dio è l'anima, l'anima santa.
    E l'anima è santa quando Dio ne mostra il gioiello, cioè mostra in essa il proprio compiacimento, la propria gioia.
    Senza nulla di appariscente: "Il Regno di Dio è dentro di voi" (Luca 17,21) dice Gesù. Non occorre andare qua e là. Basta accorgersi del mercante divino (Mt 13,45) che sa scoprire la perla preziosa, nascosta nella nube che la protegge dall'invidia.

    Frà Giuseppe Barzaghi o.p.
    Docente Facoltà Teologica dell'Emilia Romagna

    Buon Avvento 2009

 

 

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