Centro studi Giuseppe Federici - Per una nuova insorgenza
Comunicato n. 54/05 del 4 maggio 2005, Santa Monica
In questi giorni la retorica resistenziale, in un tripudio di bandiere
rosse, ha negato ai giovani volontari della Rsi il rispetto che si dovrebbe
attribuire all¹avversario.
Dalla Breccia di Porta Pia sino ai giorni nostri, la retorica risorgimentale
(dei governi unitari di sinistra e di destra, del regime fascista e di
quello antifascista), in un tripudio di bandiere tricolori, si comporta
nello stesso modo nei confronti dei volontari di Pio IX, cancellandoli dalla
storia o bollandoli con l¹infame etichetta di mercenari.
Per onorare la memoria dei 15.000 giovani cattolici che vollero difendere la
Città Santa e il Papa-Re dalla Massoneria, pubblichiamo due paragrafi del
libro LA MANO DI DIO NELL¹ULTIMA INVASIONE CONTRO ROMA. MEMORIE STORICHE, di
Paolo Mencacci (Tipi del Salviucci, Roma 1868, vol. I, pagg. 233-236).
Segnaliamo inoltre la pagina del nostro sito dedicata all¹Esercito di Pio
IX, con un primo articolo di Piero raggi:
http://www.centrostudifederici.org/e...o/esercito.htm
Vocazione di uno Zuavo Pontificio
Ai tanti fatti pubblicati per le stampe, onde provare lo spirito di fede e
di sacrifizio, che anima i volontari pontificii e le loro famiglie, ci piace
aggiungere il seguente, che noi traduciamo da una lettera indirizzata al
proprio Confessore da un giovane Olandese di agiata famiglia, il quale
narrando la sua vocazione a difendere la S. Sede, si esprime in questi
termini:
- Da più di un anno io pensavo notte e giorno, cercando una occasione di
manifestare a mia madre il desiderio di essere Zuavo. Durante tutto quel
tempo ho con gran fervore supplicato la divina Bontà, affinchè mi facesse
conoscere la mia vocazione.Temendo di cagionare forse qualche dispiacere
alla madre, non ardiva di manifestarle il mio desiderio. Ma che avvenne?
Un¹opera intitolata: L¹Olanda e PIO IX, che cagionò un estremo piacere alla
mamma, e nella quale essa ammirò il valore e lo spirito di sacrificio in
tanti giovani, la mise come in estasi.
- Oh! Disse ella, un giorno che eravamo tutti assieme, oh! Se avessi la
consolazione che anche uno de¹ miei tre figli si offrisse al servizio del
Papa. qual gioia sarebbe per me! Parmi che diverrei la madre più fortuna di
tutta la terra; non tarderei un sol minuto a dargliene il permesso.
Si comprenderà facilmente quello che passò nel mio cuore, io, cui mia madre
amava tanto, in cui aveva ella messa tutta la confidenza, e cui teneva tanto
a cuore! Mi alzo di presente, e prendendo la sua mano, le dico: - Mamma,
parla sul serio? _ Si figlio mio, di tutto cuore. _ Ebbene quello che lei e
io abbiamo desiderato sì a lungo tempo, si farà coll¹aiuto di Dio. _ Ma di,
mi farai tu stesso questo piacere? _ Si, mamma. _ Oh, Signore! Come abbiam
noi meritato una tal grazia? _ Ecco: è più di un anno che ho atteso una
buona occasione, temendo di darle qualche dispiacere, perciò ho sempre
tenuto il secreto; ma ora le dico tutto, convinto che proverà piacere. _ O
figlio mio, quale felicità per me! È come se io cominciassi una vita
novella! Chi mai avria pensato che il Signore degnerebbe di giudicarmi degna
d¹un tal favore? _ Ebbene, io scriverò subito, altamente potremmo giungere
troppo tardi. _
Io scrissi infatti, ed ebbi cura di mettere in buon ordine le mie carte.
Tutti i membri della famiglia ne erano estremamente contenti: la vigilia
della partenza mi fecero una festa, e la mamma, sebbene conti settantadue
anni, sembrava ringiovanita, tanta era la consolazione che provava! Doveva
partire da casa nostra alle quattro della mattina, e quindi troppo presto
perché l mamma potesse alzarsi. M¹avvicinai al suo letto per salutarla.
Giammai potrà comprendersi ciò che provai in quell¹istante.
Orsù mio caro figlio, diss¹ella, dammi dell¹acqua vendetta e mettiti a
ginocchi. - Mi fece sulla fronte il segno della croce, poi disse: - Il
Signore, che ci ha benedetti fino a quest¹ora, benedica altresì la tua
impresa: la sua bontà ti guardi da ogni peccato e dalla menoma infedeltà;
che quando arrivi il momento, in cui converrà combattere per la fede e la
Chiesa, spingiti sempre innanzi, fa quanto puoi, non risparmiare te stesso,
ma mostra coraggio? Io ti offro con gioia e con amore a Colui, dal quale ti
ho ricevuto. Addio! Sii allegro e contento, e pensa a tua madre, a¹ tuoi
fratelli e alle sorelle, quando avrai la sorte di ricevere la benedizione di
PIO IX.
Vocazione d¹un Cacciatore Pontificio
Alla vocazione di uno Zuavo, farà edificante riscontro quella di un
giovanetto nostro conoscente, Cacciatore pontifico.
Dimorando questi nella casa che noi abitiamo, siamo stati testimoni oculari
di quel che narriamo. V. T., romano, rimasto orfano di un onesto impiegato,
fin da bambino non sognava, non ambiva altro che di divenire soldato del
Papa, affrettando colla tenera immaginazione il momento in cui indosserebbe
la gloriosa divisa della S. Sede. Andava la sera ad istruirsi alle scuole
notturne e nella giornata aiutava la povera vedova madre col lavoro. Tutte
le ore che rimanevano le impiegava nello esercitarsi al maneggio delle armi,
passando le lunghe ore della notte sui balconi della casa, chiuso nel suo
martelletto, col fucile in ispalla, passeggiando e vegliando onde abiurasi
alle militari scolte. Noi stessi lo vedevamo sfidare così intrepido i rigori
dell¹inverno e le intemperie della stagione.
Dormiva sul solo pagliericcio, spesso sulle tavole e vestito per indursi
alla vita militare, impegno perfino i suoi piccoli risparmi nel comprarsi
gli abiti da uniforme.
Chi lo rimproverava, chi lo metteva in derisione; i benevoli temendo per la
sua salute tenera e gracile, i malevoli per dispetto; ma egli resisteva a
tutto, e senza punto nulla scomporsi continuava più mai nel suo metodo di
vita.
Non toccava egli ancora i 17 anni, quando la nuova invasione settaria
minacciava le terre della Chiesa; ed egli appunto allora che maggiori
divenivano i pericoli, tanto seppe fare e dire che ottenne dalla madre di
offrirsi volontario pontifico nel battaglione dei bravi Cacciatori indigeni.
Qui gli si presentarono nuove difficoltà. Ricusato la prima volta nel mese
di Giugno; allorché voleva aruolarsi nel giorno solenne del Centenario di s.
Pietro; fu finalmente per grazia accettato, accordandogli gli anni che gli
mancavano il Generale, in quale fattogli un paterno discorso, lo aruollò, ed
egli entrando non volle nemmeno accettare la somma stabilita per premio
dell¹ingaggio.
Ammesso tra i Cacciatori, il giorno sacro della Natività di Maria Santissima
volle vestirne per la prima volta la uniforme, festeggiando così il giorno
onomastico di sua madre; e mentre le orde garibaldine invadevano lo stato e
la rivoluzione ruggiva minacciosa sull¹istessa Roma, il giovanetto soldato
della Chiesa vegliava beato gli spalti del castro pretorio, sopportando
generosamente le fatiche durissime di quei giorni angosciosi, null¹altro
agognando che di affrontare maggiori pericoli per la causa di dio, e del
sovrano di cui andava orgoglioso di portare le divise.





