Piccolo Manuale Pratico per la guerra moderna






1) Si armano le potenziali opposte fazioni, fra loro separate da dissidi di interesse o etnici, si attizzano le rivalità.
2) La gente viene intimorita con atti terroristici; molti, con l'illusione di maggiore protezione, si trasferiscono nelle città. Fame e miseria avanzano.
3) Decolla il tam-tam mediatico con le stesse crude immagini diffuse in tutto il mondo di atrocità, bambini affamati, mutilati, donne disperate.
4) Nei paesi benestanti vengono raccolti aiuti medici e alimentari da inviare nelle zone di crisi.
5) Le Organizzazioni Umanitarie, che spesso sono obbligate ad aiutare una sola delle parti contendenti, vengono militarmente attaccate dall'altra parte. A questo punto può scattare l'intervento NATO/ONU.
6) Le "truppe di pace" vengono sottoposte al fuoco incrociato delle fazioni e chiedono rinforzi; le opinioni pubbliche dei vari paesi vengono convinte a contribuire allo sforzo "per la pace" inviando truppe e materiale.
7) A questo punto il cerchio è chiuso. La guerra divampa e può essere controllata a piacere o intensificata.
8) A seconda dei fini, gli strateghi dietro alle quinte assistono più o meno inerti alla distruzione del paese o all'esaurimento delle parti in lotta. Segretamente si appoggia il partito che domani sarà la longa manus del nuovo governo.
9) Il paese viene infine posto sotto il controllo della NATO/ONU. Le "truppe di pace" stazionano finché il nuovo governo sarà in grado di rendersi fedele interprete della parte assegnata nel Nuovo Ordine Mondiale.
10) Decolla la ricostruzione del paese distrutto. Per fare questo il nuovo governo dovrà indebitarsi con la Banca Mondiale e col Fondo Monetario Internazionale, mettendo in cambio a disposizione dell'Alta Finanza le proprie ricchezze naturali, le vie di comunicazione, le risorse del proprio popolo ecc.
11) Il cerchio si chiude per la seconda volta: la dipendenza del paese dalle Banche Internazionali è perfetta. Ha inizio la colonizzazione intensiva del paese.