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io propongo "Il giardino dei sentieri che si biforcano "di Borges...me ne hanno parlato tutti benissimo
Il giardino dei sentieri che si biforcano” il protagonista impiega 13 anni per scrivere un libro. Il libro è allo stesso tempo un labirinto di simboli: un’opera aperta, in cui il lettore di fronte ad ogni avvenimento dei personaggi principali può scegliere tra “diversi futuri”, tra diverse alternative. Se il labirinto sembra descrivere il groviglio inestricabile dell’esistenza umana, dobbiamo però riferire che è un simbolo, intriso di vitalità e non di morte. Infatti nell’ “Aleph”, per l’esattezza nel racconto “I due re e i due labirinti” due re si sfidano tra loro. Il primo rinchiude il secondo nel labirinto, ma quest’ultimo riesce ad uscirvi. Il re fuggito dal labirinto fa prigioniero l’altro e lo mette nel deserto, in cui morirà di fame. Come a dire che esiste la strada per uscire dal labirinto, seppure tortuosa e difficoltosa, ma non esiste il modo per salvarsi dal deserto dei simboli: fuor di metafora l’uomo senza la sua attività simbolica sarebbe niente. In fondo per gli antropologi l’uomo è giunto alla civiltà, quando è iniziato il culto dei morti: riti e pratiche che senza capacità simboliche non sarebbero esistiti. D’altronde come ci ricorda Borges la vita umana è una vita “in profondità”.
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Citazione:
Originally posted by lauraf
e io la bibbia...:p
Letta...:cool:
IN alcuni punti non è male, sono gli alberi genealogici che sono peggio di quelli degli hobbit....:D :D
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eh infatti, no due gruppi... sennò muore il gioco.
su, facciamo steinbeck :D
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Re: ma ciao :)
Citazione:
Originally posted by Dreyer
toh, chi c'è :)
se ti spiace me ne vado eh :o :D
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Citazione:
Originally posted by DiegoVerona
E' l'ultimo?
sì, io l'ho già preso :)
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Citazione:
Originally posted by blob21
io propongo "Il giardino dei sentieri che si biforcano "di Borges...me ne hanno parlato tutti benissimo
Il giardino dei sentieri che si biforcano” il protagonista impiega 13 anni per scrivere un libro. Il libro è allo stesso tempo un labirinto di simboli: un’opera aperta, in cui il lettore di fronte ad ogni avvenimento dei personaggi principali può scegliere tra “diversi futuri”, tra diverse alternative. Se il labirinto sembra descrivere il groviglio inestricabile dell’esistenza umana, dobbiamo però riferire che è un simbolo, intriso di vitalità e non di morte. Infatti nell’ “Aleph”, per l’esattezza nel racconto “I due re e i due labirinti” due re si sfidano tra loro. Il primo rinchiude il secondo nel labirinto, ma quest’ultimo riesce ad uscirvi. Il re fuggito dal labirinto fa prigioniero l’altro e lo mette nel deserto, in cui morirà di fame. Come a dire che esiste la strada per uscire dal labirinto, seppure tortuosa e difficoltosa, ma non esiste il modo per salvarsi dal deserto dei simboli: fuor di metafora l’uomo senza la sua attività simbolica sarebbe niente. In fondo per gli antropologi l’uomo è giunto alla civiltà, quando è iniziato il culto dei morti: riti e pratiche che senza capacità simboliche non sarebbero esistiti. D’altronde come ci ricorda Borges la vita umana è una vita “in profondità”.
Bello, ma non lo rileggerei...
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Citazione:
Originally posted by blob21
io propongo "Il giardino dei sentieri che si biforcano "di Borges...me ne hanno parlato tutti benissimo
dopo aver provato a leggere la biblioteca di babele ed aver visto epixx dopo la lettura dell'aleph piuttosto mi leggo "come strapparsi i denti ad uno ad uno senza anestesia"
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A chi andrebbe "Il Conte di Montecristo"?
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Re: Re: ma ciao :)
Citazione:
Originally posted by remedios
se ti spiace me ne vado eh :o :D
davvero? lo faresti? :D :D :D :D
ma no, sun cuntent ;)
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Citazione:
Originally posted by epixx
no due gruppi no....:(
poi io non voglio essere in gruppo col grigio:(
:D :p
Neppure io, mi do facilmente sui nervi....