Colleghi congressisti,
vi scrivo al termine di una giornata convulsa per Pol, giornata che ho seguito attentamente.
Vi parlerò in assoluta sincerità e onestà intellettuale. Spero apprezzerete almeno questo.
Come sapete, sono di centrosinistra, liberalsocialista o socialista democratico in economia e orgogliosamente liberal sul piano dei diritti civili e politici. Considero la democrazia il più alto bene da difendere e credo, ebbene sì, credo nella correttezza dell’ingerenza democratica non con le bombe – questo MAI – ma con il rafforzamento della cultura e dei movimenti democratici laddove questi sono deboli. È nostro dovere fare il possibile affinché la democrazia si espanda il più possibile nel mondo. Non credo nel pensiero unico, sono pluralista e per certi versi pure un po’ relativista, non credo esista un unico orizzonte di valori ma alla base serve il rispetto reciproco.
Ho accettato di assumere l’incarico di premier per spirito di servizio verso la parte alla quale, comunque, appartengo.
Il governo è formato da persone valide, in gamba, alle quali va tutta la mia stima e non mi pento di nessuna delle scelte fatte, scelte dettate da oggettivi rapporti delle forze in campo.
Tuttavia, ci sono almeno due dati dei quali tenere conto.
Il primo è che non abbiamo né avremo la maggioranza in questo Congresso. Non possiamo dare vita a un governo di minoranza perché non possiamo imporre ciò che abbiamo criticato negli altri. Se riteniamo di essere persone corrette non possiamo uniformare la nostra condotta a una generale mancanza di rispetto delle regole.
Il secondo aspetto è che occorre riconoscere che un governo orientato marcatamente verso l’estrema sinistra non è un buon viatico per il dialogo. Niente di male se avessimo la maggioranza, ma non è così che riusciremo a riformare Pol. Le riforme non si impongono: non lo dovrebbe fare Berlusconi nella realtà, non lo faremo noi su Pol. Quanto meno, non mi presterò a questo gioco. Dobbiamo smettere di pensare che l’avversario politico sia un disonesto solo perché avversario.
Mi si accuserà di tradimento? Facciano pure. Qualcuno, evidentemente, pensa che la Revolucìon passi anche per Pol. Io, più modestamente, penso in questo caso al bene del forum. Che volete farci? Resto convintamente un Riformista, sicuro come sono che sia meglio portare a casa una riforma oggi che attendere una rivoluzione che mai arriverà. Leggendo il dibattito di oggi ho capito di avere commesso degli errori in buona fede e ho capito che le cose non possono più funzionare così. Ci stiamo incartando su noi stessi, sulle nostre reciproche diffidenze, sulle nostre liti da cortile e non ne usciremo se non con un'operazione di rottura.
Per intima convinzione sono allergico a esperienze di unità nazionale o polliana che dir si voglia ma nei momenti di crisi servono soluzioni straordinarie e occorre assumersi le proprie responsabilità. Io intendo farlo. Questo non significa aprire le porte del governo a chiunque perché con i Fascisti non ci sarà MAI alcun dialogo da parte mia, ma ricercare più ampie convergenze di quanto, arroccandoci in noi stessi, si sia fatto sinora (sarebbe bene tuttavia che chi oggi pontifica contro la presenza dell’estrema sinistra si ricordasse dell’atteggiamento indulgente tenuto verso il governo del fascio: due pesi e due misure, bei liberali all’italiana!)
Sono, fino a prova contraria, il presidente incaricato, disposto a farsi da parte qualora il Congresso dovesse individuare scelte più “confacenti”. Fino ad allora sarò qui, geloso della mia autonomia e niente affatto disposto a lasciar perdere a costo di schiantarmi contro le mura del Congresso virtuale. Presenterò un mio governo e chiederò i voti del Congresso. Se avrò fiducia andrò avanti altrimenti mi ritirerò (cosa che faccio per stasera sin da ora).
Viva la giustizia, viva la libertà!
Willy




