Interrogazione su Esodo da Istria, Fiume e Dalmazia
Bruxelles, 28 giugno 2005
Riportiamo qui di seguito il testo della interrogazione al Parlamento Europeo presentata dall’On. Luca Romagnoli del Movimento Sociale – Fiamma Tricolore venerdì 24 giugno.
15/20.000 morti e 350.000 profughi: questo è il bilancio della “liberazione comunista” delle terre italiane di Istria, Fiume e Dalmazia.
Oggi, con la Slovenia già nella Unione Europea e la Croazia in procinto di entrarci, destra e sinistra si “dimenticano”, per evidenti motivi di pura natura economico-commerciale, di questa immane tragedia e non muovono un dito per rivendicare i giusti diritti dei nostri connazionali strappati 60 anni fa dalla loro terra!
Ecco il testo completo della interrogazione:
“In Europa durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale si sono verificati esodi di popolazioni autoctone forzate all'abbandono di terre e proprietà; tra queste le popolazioni dei territori di Istria, Fiume e Dalmazia.
In questi territori, da oltre sessanta anni, è in atto una sistematica rimozione di quanto è riconducibile alla presenza italiana, financo le tombe.
Si interrogano il Consiglio e la Commissione:
- quali iniziative sono state programmate per la restituzione dei beni nazionalizzati dalla Jugoslavia e mai restituiti da Slovenia e Croazia o, in alternativa, per la liquidazione dell’indennizzo equo e definitivo da parte dell’Italia?
- in che modo è previsto il riconoscimento da parte di Slovenia e Croazia della violazione dei diritti umani nei confronti degli esuli?
- in quale modo si prevede di salvaguardare il patrimonio culturale, storico, linguistico italiano nei territori ceduti alla ex-Jugoslavia?
- come si prevede di intervenire per salvaguardare la rimozione delle tombe italiane nei cimiteri di Istria, Fiume e Dalmazia?
- quando verrà istituita la “Giornata dei Diritti degli Esuli” da celebrarsi solennemente, ogni anno, in tutte le Nazioni della U.E.?
- se non ritengano pregiudizievole all'eventuale inizio delle trattative d'adesione della Croazia all'UE, la risoluzione di quanto sopra.
- se non ritengano che la Slovenia, paese membro dell'UE, debba, alla luce dei trattati comunitari formalmente accettati, aderire a quanto sopra.”
A seguire verranno intraprese altre iniziative, sempre in sede Unione Europea, per obbligare le repubbliche di Slovenia e Croazia alla restituzione dei beni cosiddetti abbandonati, al rispetto della cultura italiana e delle tombe dei nostri connazionali oltre l’attuale confine orientale.




Rispondi Citando
