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Citazione:
In origine postato da ZENA
Se non erro lo ho letto proprio sulla Padania di qualche giorno fa. Sull'ICI ha ragione Stonewall. Da quanto ho letto, i comuni POTRANNO anche azzerare l'imposta, rifacendosi su terreni che, in base al varo di qualche piano regolatore, sono aumentati di valore divenendo edificabili. Questi sono i fatti. Bisognerebbe ragionare sulle conseguenze.
d** C** a go capìo ben????:mad: spero de esar mi inbriago....seto cosa che vol dire?
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Citazione:
In origine postato da PINOCCHIO
d** C** a go capìo ben????:mad: spero de esar mi inbriago....seto cosa che vol dire?
vol dire che milioni de metri quadrati che deso i xe a destinaxion agricoea, i pasarà a tera edificabie.
:mad: :mad: :mad:
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:mad: :mad: :mad: :mad: :mad:
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era scritto su la padania di domenica... si trattava di un emendamento presentato dalla Lega a non so che documento...
non so se qualcuno riesce a recuperarlo...
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Citazione:
In origine postato da Maxadhego
vol dire che milioni de metri quadrati che deso i xe a destinaxion agricoea, i pasarà a tera edificabie.
:mad: :mad: :mad:
Lo digo en Venexian: "GRASSIE LEGA!!!! TO MARE SIORA!!!!" :mad: :mad: :K
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Re: Fine dell'ICI
Citazione:
In origine postato da ZENA
Ho letto che i comuni, grazie a una mozione della Lega, potranno in autonomia ridurre o abolire l'ICI sostituendola imponendo un aumento delle aliquote sui terreni edificabili.
Che si dotino i comuni di uno strumento di autonomia è cosa buona, ma quali saranno le conseguenze a livello edilizio?
nno ho capito..è stato fatto un decreto legge o cosa?
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Non mi sembra così tragica, se fosse verificata, la notizia che i comuni possono abbassare le tasse... Per una volta che ne fanno una giusta... :confused:
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Citazione:
In origine postato da Stonewall
Non mi sembra così tragica, se fosse verificata, la notizia che i comuni possono abbassare le tasse... Per una volta che ne fanno una giusta... :confused:
Ma ti sei letto i post precedenti?non hai capito che lo stato ha già a suo tempo rinunciato, alla sua quota ICi in cambio dei minori trasferimenti?L'ICI è il tributo principale su cui si poggia l'intero bilancio comunale.Senza tale tributo,non avrebbero speranza.
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Da quello che si capisce il nuovo provvedimento non OBBLIGA, ma CONSENTE ai comuni di rinunciare all'Ici o (suppongo) scegliere un'aliquota inferiore al 4 per mille. Dov'è il problema?
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Risolto l'arcano. E' la solita presa in giro.
Esiste un fisco senza bastonate
di Marco Bertoncini
C’è un’espressione semplice semplice, che ricorre costantemente nelle discussioni parlamentari, negli ammonimenti governativi, nelle dichiarazioni del ministro dell’Economia (tipica di tutti i titolari delle Finanze, di qualsiasi partito): invarianza di gettito. Significa che qualsiasi proposta venga avanzata per trovare accoglienza deve garantire che il gettito per l’Erario non sia intaccato. Tutto va bene, purché nelle casse dello Stato (della Regione, del Comune…) entri domani tanto quanto oggi entra.
Un esempio fresco. La Lega da qualche giorno mena gran vanto per essere riuscita a far passare, in un emendamento della Commissione Ambiente della Camera accolto dall’Assemblea di Montecitorio, una propria proposta che in sintesi consente ai Comuni la riduzione dell’Ici sulla prima casa sotto il minimo di legge (facoltà della quale, invero, i Comuni già disporrebbero, tramite regolamento proprio), purché s’incrementino le aliquote sulle aree edificabili (senza limite alcuno? qui sorgono problemi di costituzionalità) e “a condizione che resti invariato il gettito totale dell’imposta”. In altre parole: tu, Comune, assesti in totale mille bastonate di Ici ai proprietari immobiliari; adesso potrai assestare cinquecento bastonate ai proprietari della casa propria e cinquecento ai proprietari di aree. Si potrà apprezzare che una categoria riceva qualche sollievo; il sollievo, però, è compiuto ai danni di un’altra categoria (e indirettamente, nel caso in ispecie, ai danni di chi dovrà acquistare una casa e la pagherà più cara a causa dell’incremento del costo delle aree). Però, mille bastonate erano, mille bastonate restano. Cambia solo il peso sulla groppa di chi le riceve: qualcuno di meno, altri di più.
Lo scopo, invece, dovrebbe essere quello di diminuire le bastonate complessive. Cioè, appunto, di far calare il gettito totale: non di lasciarlo invariato, bensì di variarlo; in meno, beninteso. Una diminuzione di gettito significa meno imposte, tasse, tributi, balzelli, contributi. Vale a dire la conseguente riduzione della spesa pubblica, cioè del deficit e del debito. E’ l’unica soluzione ai malanni dell’economia. Il resto sono soltanto chiacchiere.
Il tragico, invece, è che tutti, in maggioranza come in opposizione, ragionano in termini di mantenimento del carico fiscale. Ed è inutile parlare di sopprimere qualche tributo (com’è avvenuto con l’imposta di successione), di tagliare qualche aliquota delle imposte dirette (come troppo prudentemente si è finora fatto), di abolire l’Irap (rinviandone negli anni l’attuazione). E’ inutile, perché il carico complessivo rimane fermo, anzi sale (per condoni e altro), sempre troppo pesante, perché ampiamente superiore al 40%, perché assommante addizionali locali e contributi di bonifica e Ici, che lievitano in corrispondenza dei – modesti – tagli operati sulle imposte dirette. E’ inutile, perché soltanto la riduzione del gettito fiscale potrà consentire l’ampliamento degli spazi di libertà per il cittadino. Cincischiarsi con palliativi o spostamenti di oneri da una zona all’altra, da un gruppo all’altro, da una categoria all’altra, significa giocare sull’equivoco e non uscire dalla logica – che è una logica statalistica e di sinistra, dirigistica e assistenzialistica – dell’incremento costante della spesa pubblica e dunque dell’intervento dello Stato, delle Regioni e degli enti locali e pubblici nell’economia, nella previdenza, nella sanità.
da Il Tempo, 29 giugno 2005