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    Thumbs up Ordinato il primo vescovo congiunto tra governo cinese e Vaticano!

    28 Giugno 2005

    Cina, ordinato primo vescovo congiunto da governo e Santa Sede

    Shanghai (AsiaNews) – Mons. Giuseppe Xing Wenzhi, 42 anni, è stato ordinato oggi vescovo ausiliare di Shanghai: il prelato ha detto pubblicamente di aver ricevuto la nomina dalla S. Sede. In futuro il prelato potrà prendere il posto di mons. Aloysius Jin Luxian, oramai quasi 90enne e molto malato. Mons. Xing ha compiuto gli studi negli Stati Uniti, e fino ad oggi ha ricoperto il ruolo di vicario generale della diocesi.

    Con questo gesto il governo cinese spera di trovare un risanamento alla spaccatura esistente fra Chiesa sotterranea – non ufficiale – e Chiesa ufficiale, cioè riconosciuta e registrata dal governo.

    Per il governo cinese accettare un vescovo riconosciuto dalla S. Sede, significa mettere un unico punto di riferimento per le comunità ufficiali e sotterranee.

    L’accettazione di un vescovo nominato dalla S. Sede rappresenta un guadagno anche per il Vaticano, perché Pechino riconosce che il rapporto del Vaticano con un vescovo non rappresenta un’intromissione indebita negli affari interni della Cina e non mina la sicurezza dello Stato.

    La nomina congiunta è una vittoria per i cattolici cinesi: negli ultimi anni i vescovi nominati dal governo ma non dalla S. Sede sono stati sempre più emarginati e persino derisi dalle comunità cristiane, che rifiutavano di partecipare alle loro cerimonie e perfino ai loro funerali.

    Il problema della libertà religiosa in Cina rimane comunque aperto per tutta la Chiesa cattolica ed in particolare per la diocesi di Shanghai. Non si sa ancora quanta libertà il governo potrà offrire al nuovo vescovo: se avrà libertà di guidare la pastorale e l’evangelizzazione; se al seminario di Shanghai sarà possibile invitare professori stranieri e quanti; se il vescovo avrà la possibilità di un libero rapporto con il pontefice e con la Chiesa Universale; se l’attuale vescovo sotterraneo di Shangai mons. Giuseppe Joseph Fan Zhongliang, avrà anch’egli libertà totale di incontrare i suoi fedeli (mons. Fan è infatti da anni controllato nella sua casa).

    Fonti di AsiaNews a Shanghai affermano che una parte dei fedeli è molto contenta per la nomina, che potrebbe finalmente sanare i rapporti fra Chiesa e governo. Altri avanzano dubbi sulla personalità di mons. Xing, ritenuto troppo debole per resistere a pressioni e controlli del governo


    tratto da asianews.it

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  2. #2
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    Predefinito cattolici cinesi

    ho sentito dire che ogni anno in Cina oltre 1 milione di persone chiedono di essere battezzate e che almeno il 60% degli abitanti si direbbe "interessato" al Cristianesimo ...
    e che in una piccola città dove 30 o 40 anni fa c'erano una cinquantina di Cristiani ora sarebbero 4.000 ...
    qualcuno ne sa di più?

  3. #3
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    sì, sicuramente il cristianesimo si sta diffondendendo moltissimo in Cina, sia quello cattolico che di altre confessioni; c'è da tenere presente che comunque molti che sono Cristiani non si dichiarano tali appunto per il rischio di persecuzioni.

  4. #4
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    2005-06-28

    Santa Sede e Governo cinese nominano il primo Vescovo congiunto

    E’ monsignor Giuseppe Xing Wenzhi, Vescovo ausiliare di Shanghai

    ROMA, martedì, 28 giugno 2005 (ZENIT.org).- Monsignor Giuseppe Xing Wenzhi, 42 anni, è il primo Vescovo ad essere nominato congiuntamente dal Governo di Pechino e dalla Santa Sede. Vescovo ausiliare di Shanghai, in futuro potrà prendere il posto di monsignor Aloysius Jin Luxian, che ha quasi novant’anni ed è molto malato.

    Con la nomina del presule, finora Vicario generale della diocesi, il Governo cinese spera di trovare un risanamento alla spaccatura esistente fra Chiesa clandestina – che obbedisce al Papa ma non è approvata da Pechino – e Chiesa ufficiale, cioè riconosciuta e registrata dal Governo.

    Secondo ““AsiaNews””, per il Governo cinese accettare un Vescovo riconosciuto dalla Santa Sede “significa mettere un unico punto di riferimento per le comunità ufficiali e sotterranee”.

    L’accettazione di un Vescovo nominato dalla Santa Sede è un vantaggio anche per quest’ultima, perché Pechino riconosce in questo modo “che il rapporto del Vaticano con un Vescovo non rappresenta un’intromissione indebita negli affari interni della Cina e non mina la sicurezza dello Stato”.

    La nomina congiunta è un passo importante per i cattolici cinesi: negli ultimi anni, infatti, i Vescovi nominati dal Governo ma non dalla Santa Sede sono stati emarginati e persino derisi dalle comunità cristiane, che rifiutavano di partecipare alle loro cerimonie e ai loro funerali.

    Nonostante questo segnale di apertura, non si sa ancora quanta libertà sarà offerta dal Governo al nuovo Vescovo e se questi avrà la possibilità di avere un libero rapporto con il Papa e con la Chiesa universale.

    Ci si chiede anche se l’attuale Vescovo clandestino di Shanghai, monsignor Giuseppe Joseph Fan Zhongliang, da anni controllato nella sua casa, avrà libertà totale di incontrare i suoi fedeli.

    Monsignor Xing, che ha affermato pubblicamente di aver ricevuto la nomina dalla Santa Sede, è originario di Shan Dung, è entrato nel Seminario She Shan di Shanghai nel 1983, venendo ordinato sacerdote nel 1990.

    E’ stato direttore spirituale del personale del seminario per nove anni e pastore di una parrocchia diocesana per due. Rettore del Seminario maggiore She Shan per 5 anni, è stato poi mandato dal suo Vescovo, Aloysius Jin Lu Xian, negli Stati Uniti per studiare l’inglese e proseguire nella sua formazione.

    La sua permanenza negli Stati Uniti è stata possibile grazie all’iniziativa “The Chinese Seminary Teachers and Formators Project”, promossa dalla Maryknoll Society nel 1991 con approvazione vaticana per assistere l’educazione e la formazione spirituale di clero, religiosi e laici della Chiesa cinese attraverso studi in seminari ed università statunitensi.

    Tornato in Cina nel giugno 2004, monsignor Xing è stato nominato Vicario generale della diocesi di Shanghai.

    La sua ordinazione episcopale ha avuto luogo nella Cattedrale di Sant’Ignazio, costruita dai missionari gesuiti.

    tratto da agenzia Zenit

  5. #5
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    29 Giugno 2005

    Nuovo vescovo di Shanghai: “Servire la comunità contro il dilagare del secolarismo”

    L'Ufficio affari religiosi di Shanghai tenta di negare che la nomina del presule abbia avuto il consenso della Santa Sede, ma mons. Joseph Zen e fonti di AsiaNews lo confermano.

    Shanghai (AsiaNews) – Essere un vescovo non è un onore, ma un ministero che serve a servire, a essere un modello per tutta la comunità. E’ quanto ha affermato mons. Giuseppe Xing Wenzhi, nuovo vescovo ausiliare di Shanghai, durante l’omelia pronunciata ieri, giorno della sua ordinazione episcopale. La messa è stata celebrata da mons. Aloysius Jin Luxian, vescovo di Shanghai.

    L’età avanzata dei fedeli ed il materialismo dilagante di Shanghai – capitale economica della Cina del boom industriale – sono le sfide pastorali che il nuovo vescovo dovrà affrontare all’interno di una delle diocesi più popolose del Paese. Mons. Xing ha dichiarato di “voler seguire le orme di Gesù ed accrescere la mia fede per poter affrontare queste sfide”. “Il secolarismo e la corsa sfrenata verso il denaro sono sbagliati – continua – perché sviano l’uomo dai suoi bisogni più veri”.

    In generale la comunità cattolica di Shanghai giudica il nuovo vicario con sentimenti positivi: egli è visto come un uomo dotato di grande fede e di un’ottima preparazione dottrinale. Secondo mons. Jin l’uomo è “dotato della capacità di guardare dentro gli uomini”. “E’ giovane – ha detto inoltre l’anziano prelato – ma maturo: io non devo insegnargli più nulla”.

    La nomina del nuovo vescovo e la notizia che essa avrebbe avuto il consenso della Santa Sede ha intanto provocato una reazione dell’Ufficio Affari religiosi – organismo governativo che controlla le attività religiose in Cina - di Shanghai. L'Ufficio oggi ha dichiarato che “la nomina di mons. Xing è affare cinese, con cui il Vaticano non ha nulla a che fare”.

    Fonti di AsiaNews in Cina affermano invece che la scelta “è approvata dalla Santa Sede”. Anche mons. Joseph Zen, vescovo di Hong Kong, ha sottolineato oggi il consenso della Santa Sede: “Vi sono stati molti casi – ha detto il prelato durante un’intervista - in cui il Vaticano e Pechino hanno trovato un accordo sulle nomine episcopali, ma è normale che il governo spinga per tenere tutto sotto silenzio”. “La nomina dell’ausiliare di Shanghai – ha aggiunto – va invece vista per quello che è, ovvero un grande passo in avanti nella normalizzazione dei rapporti sino-vaticani”.

    Altre fonti di AsiaNews in Cina affermano infatti che la dichiarazione dell’Ufficio “deriva da una posizione dei funzionari dell’Ufficio Affari religiosi di Shanghai” che “si oppongono per una questione personale, non di principio”.

    tratto da asianews.it

 

 

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