Ma perché molti giapponesi, americani, australiani ed europei erano disposti, fino all' altro ieri, a sborsare fior di quattrini per assicurarsi un completo di Valentino, un paio di scarpe di Ferragamo, una giacca di Armani?
Perché sono articoli di primissima qualità confezionati da artigiani che non hanno eguali al mondo, certo.
Ma anche perché i proprietari, indossandoli, trasmettevano un messaggio ai loro connazionali: sono giapponese, americano, australiano come voi, ma questo capo d' abbigliamento denota che ho la classe, lo stile ed il buon gusto di un italiano.
E chi non si poteva permettere una giacca di Armani o la Ferrari Testarossa acquistava comunque qualcosa di nostro, di italiano. E le case aumobilistiche straniere facevano a gara nel battezzare i loro modelli con nomi italiani o che echeggiavano l' Italia: Sorento, Leganza, Carina...
Ecco come ci vedevano gli stranieri fino a poco tempo fa, un popolo ricco di classe e buon gusto.
Dopo 4 anni di berlusconismo l' immagine che proiettiamo all' estero è ancora quella?
Assolutamente no.
Le numerose gaffes del premier (più che gaffes le definirei cafonate, il sito della BBC ne ha stilato un elenco completo), le leggi ad personam, il premierato abbinato alla proprietà di tv e giornali, il non riuscire a mettere i nostri conti in ordine, la corruzione dei giudici, i condoni a favore degli abusivi e degli evasori fiscali, hanno sfregiato, forse irreparabilmente, l' immagine dell' Italia e degli italiani. Agli occhi degli stranieri siamo tornati ad essere una nazione di mandolinari mangiaspaghetti. Palloni gonfiati che si autoincensano ad ogni pié sospinto, fanno le corna e si vantano delle loro conquiste femminili in pubblico. Un popolo di furbi sempre pronto ad aggirare le leggi, a costruire abusivamente, ad evadere tasse ed imposte.
Sfido io che il Made in Italy non tira più.
Ma sappiamo chi ringraziare.
g




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